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ERMENEUTICA FILOSOFICA:

“Essere e tempo” Heidegger. Edizione di Longanesi, chiodi­volpi, alcuni paragrafi fondamentali

Commenti:

Jung, L'ermeneutica, il mulino.

Camera, Sotto il segno di Hermes.

Wilmen , le origini dell'ermeneutica, il melandro

Cos'è l'ermeneutica?

μ fa parte del campo semantico del verbo μ che ha tre significati principali:

Ερ ενεια ερ ενευειν

annuncio, dico. L'ermeneutica è quella disciplina filosofica che parla del

– λογος

interpretare un'espressione linguistica che non è direttamente chiara. L'ermeneutica è quindi

l'interpretazione di messaggi tramandati attraverso il linguaggio, che non sono immediatamente chiari.

Tradurre. L'ermeneutica è la traduzione, quindi il passaggio di un messaggio da un linguaggio ad un altro.

Quindi poi diventa un'interpretazione di significato.

Significati ermeneutica dai manuali

Ermeneutica come prassi interpretativa, attività di spiegazione di un testo o di un messaggio (scritto o

orale) non immediatamente chiaro.

Ermeneutica come compito esegetico.

Ermeneutica come creatrice di regole e canoni per poter spiegare e capire i messaggi che si vanno ad

analizzare.

perché l'uomo interpreta? Si è entrati sul terreno della filosofia, la riposta è stata che il comprendere è una

struttura base dell'animo umano.

[Jung, pagine 7. L'ermeneutica è la dottrina del compredere]

PLATONE: “CRATILO”

Che rapporto c’è fra le parole e la realtà?

Sia Emogene che Cratilo concordano che le parole vengono attribuite alle cose attraverso regole:

1. per Cratilo “per natura”, regole date dalla natura stessa

Il nome “tavolo” rispecchia la natura di tavolo, quindi è uguale dappertutto e in tutte le lingue del mondo.

1 per Emogene “per convenzione”, i nomi sono da attribuire alle cose

I nomi derivano dalle convenzioni.

Per dimostrare le sue tesi Cratilo ricorre alle etimologie i termini che elenca non si riferiscono ad oggetti

neutrali, ma sono nomi proprio: i nomi degli dei dell'Olimpo che secondo llui non sono stati scelti per convenzioni,

ma rispecchiano la natura dei singoli dei.

Dio Hermes: l'attività del dio Hermes consiste nell'interpretare e ed eddere messaggero: ciò ha a che fare col

discorrere, col linguaggio condizione di possibilità dell'ermeneutica.

Il dio Hermes è un portavoce della voce degli dei agli uomini e delle preghiere degli uomini agli dei funzione

mediana.

M mittente tradurre/interpretare I interprete (Hermes) Interpretare/tradurre D destinatario.

↔ → ← ↔

Interpretare presuppone aver ascoltato e saper comunicare funzione di collegamento per un messaggio che viene

da altrove ed è destinato altrove, il messaggio è altro dal suo interprete: Sant'Agostino.

Agostino tiene ben presente il riferimento a Platone, e ci dà ulteriori informazioni interpretativo per i latini

vuol dire “farsi interprete di qualcosa/qualcuno” indica la funzione mediana che svolge l'interprete: inter­

partes/partum l'interpretazione svolge sempre una funzione mediana.

Adesso tutte le caratteristiche di che Platone attribuisce al dio Hermes si può attribuire a ciascun uomo (come fa la

filosofia moderna: es Heidegger).

Platoniche:

Le grandi opere venivano declamate in piazza dai “rapsodi”: essi erano “interpreti” di Omero, cantavano l'Iliade e

l'Odissea un rapsodo molto famoso pare essere stato Ione.

La funzione dell'interprete, dell'ermeneuta non riguarda solo il poeta, ma anche il rapsodo l'origine del

messaggio è divina, ma l'interpretazione passa attraverso due livelli il poeta e il rapsodo.

Il rapsodo è l'interprete del poeta: svolge una funzione ermeneutica a metà tra il poeta e gli uditori.

I poeti sono gli interpreti degli dei presso di noi intermediari tra dei e rapsodi.

Il rapsodo è l'interprete di interpreti ma ogni uomo quindi può essere interprete: la condizione di possibilità

dell'ermeneutico va ricercato nella struttura costitutiva dell'umano: l'uomo è interprete.

Ermeneutica ha a che fare con l'esperienza con l'esperienza quotidiana di tutti noi.

L'ermeneutica ha a che fare con la poesia dato storico importante che ci dice come nella cultura greca classica

l’ermeneutica si fonde con l'insegnamento della letteratura e delle opere letterarie (libro Jung pagina 29):

diffusione che avviene oralmente con i rapsodi e in seguito attraverso la scrittura nasce il problema di quale

versione della storia vada trascritta (già III sec a.C.) ­Z due scuole filosofiche Alessandria e Pergamo elaborarono

edizioni delle opere clssiche greche e conservarono questo patrimonio: sono anch'essi interpreti/ermeneuti, perché

scelgono quale versione di un'opera trascrivere, e con quale criterio e quali canoni e regole usare per compiere questa

scelta l'ermeneutica diventa ricerca di regole e canoni (età ellenistica) avranno una grande fortuna con

→ →

l'avvento del cristianesimo, attraverso il Medioevo già alla riforma Protestante di Lutero.

PROBLEMI ERMENEUTICI:

Fissazione per mezzo della scrittura, la tradizione orale (es. poemi epici)

- Proporre una spiegazione il più possibile condivisibile di questi poemi (omerici)

-

Un momento importante sono le due principali scuole dell’età ellenistica:

1. Alessandria d’Egitto (Regno dei Tolomei): scuola letteralista ad Alessandria si sviluppa un

approccio strettamente letterale: vengono fatte le prime edizioni dei poemi omerici, i criteri adottati per

selezionare cosa trascrivere e cosa no si basavano sulla grande regola teorizzata da Aristarco:

“interpretare Omero con Omero” posso stabilire se l’opera è sua in base allo stile linguistico dell’autore, si

ricerca il “senso letterale”, il senso è intratestuale: questo corrisponde con ciò che l’autore voleva dire,

l’interprete è “al servizio del testo”. Bisogna conoscere tutti gli scritti tramandati sotto il nome di Omero

per poterlo interpretare adeguatamente primo “abbozzo embrionale” di circolo ermeneutico: per

comprendere una parte devo conoscere il tutto dal tutto alla parte e dalla parte al tutto. Regola dell’

“Atetesi”: confronto una parte con la totalità degli scritti, si capisce così se il passo è al suo posto o è

“spurio”, fuori posto (es. non di Omero). Il testo è la condizione di possibilità dell’ermeneutica.

2. Pergamo (Regno degli Attalidi) : scuola allegorica a Pergamo il criterio per approcciare i testi della

tradizione epica è un metodo allegorico: il testo non viene interpretato alla lettera ma in modo allegorico,

ovvero quello che c’è scritto rimanda ad un significato più profondo, nascosto, che l’interprete deve tirare

fuori non conta tanto quello che l’autore voleva comunicare ma piuttosto ciò che l’interprete coglie,

l’intenzione del lettore. Viene percepita una distanza temporale fra quello che i testi raccontano e la

situazione, il linguaggio, attuale dell’autore interpreta.

Vengono costruite le prime grandi biblioteche: le tradizioni orali devono essere depositate per iscritto.

In queste scuole filologiche nascono le prime regole di carattere esegetico, per l’edizione di un testo e la sua

spiegazione. Le due scuole adattano metodi differenti e spesso in conflitto tra loro: l’interpretazione allegorica

diventa sempre più importante la scuola di Pergamo si afferma, nel tempo, di più rispetto a quella di Alessandria.

Primi interpreti: Filone e Origene hanno alle spalle Platone e gli stoici: trasmettono i canoni dell’allegoria ai

secoli successivi.

FILONE DI ALESSANDRIA (L’EBREO) : [FARE FOTOCOPIA SCHEDA]

Scrive ad Alessandria tra il I a.C. e il I d.C. , è importante perché si rifà alla tradizione platonica e costruisce le

basi di quello che si chiamerà Neoplatonismo.

Per Filone la filosofia non si fa scrivendo trattati in senso stretto, ma interpretando la “Torah” (Antico

Testamento), in particolare il Pentateuco (primi cinque libri) vuole dimostrare che l’idea di Dio non ha nulla a che

fare con gli dei antropomorficamente rappresentati.

Egli elabora un metodo fortemente allegorico per interpretare la Torah: per lui c’è un canone dell’allegoria, questa è

la sua teoria il testo non è più un poema epico ma la Bibbia ebraica: un testo sacro.

Per Filone il metodo allegorico è una necessità, è richiesto dal testo stesso questo accesso non è possibile a tutti

ma solo ad alcuni: il metodo esegetico di Filone è molto elitario.

L’allegoria non è una loro scelta elitaria ma è dovuta la fatto che la Torah è fatta di simboli di una realtà nascosta

che va decodificata l’allegoria è un metodo per decodificare un testo “oscuro”, una selva di simboli.

“Il testo è come un essere vivente in cui l’anima è un’insieme di simboli nascosta sotto le parole” apparato

platonico:

Aspetto materiale: lettere

- Aspetto spirituale : interpretazione allegorica

-

Con la nascita del Cristianesimo l’interpretazione allegorica viene assunta come metodo ufficiale, in particolare da

San Paolo: “è più importante lo spirito della lettera: perché la lettera uccide e lo spirito vivifica”.

ORIGINE: [FARE FOTOCOPIA SCHEDA]

E’ il primo grande teorizzatore del canone dell’allegoria, in forma più approfondita rispetto a Filone.

“Sui principi” opera principale di Origene è convinto che il metodo allegorico sia quello giusto perché adatto al

tipo di testo cui è applicato.

Siccome Dio è spirito non può che esprimersi in forme spirituali: il significato spirituale va colto dagli ermeneuti,

la maggior parte delle persone non riesce a coglierlo.

L’interpretazione può raggiungere vari livelli:

1. Per tutti significato letterale (corpo)

2. Per alcuni significato psichico, allegorico (anima)

3. Per pochi eletti significato pneumatico, spirituale, allegorico (spirito)

AGOSTINO:

Agostino: interpretazione ermeneutica delle sacre scritture sottosta a dei prinicpi che non sono nel testo, ma

esterne, riconducibili ai dogmi e ad autorità ecclesiastiche.

Agostino, De doctrina Cristiana libro III,I,1

L'uomo timorato di Dio, ne ricerca con impegno la volontà nelle sacre scritture.

Reso mansueto dalla pietà perché non ami le dispute, provvisto anche della conoscenza delle lingue perché non si

trovi in difficoltà alle prese con parole ed espressioni che non conosce, favorito anche dalla cognizione di talune

cose necessarie perché non ne ignori il significato e natura quando esse vengono indotte come similitudine,

confortato dalla esattezze dei codici ottenuta correggendoli con la più grande cura, così provveduto deve prepararsi

alla discussione e spiegazione dei passi ambigui che si trovano nella Scrittura.

Agostino, de doctrina christiana, III, X, 14

Dobbiamo guardarci dell'assumere in senso proprio l'espressione figurata, cioè traslata […] e neppure bisogna

assumere quella adotta in senso proprio quasi fosse di senso figurato. Bisogna pertanto innanzitutto indicare il

modo per accertare se l'espressione sia propria o figurata. E in generale il modo è che tutto quanto nelle parole

divine non può essere riportato, secondo il senso proprio, né all'onestà dei costumi, né alla purezza d fede va

riconosciuto come espresso in forma figurata, dove l'onestà dei costumi attiene all'amore di Dio e del prossimo e la

purezza della fede alla conoscenza di Dio e del prossimo”

Agostino, De doctrina christiana, Libro III, XXXIV­XXXV, 47­53

“La quarta regola di Ticonio è la specie e il genere (de specie et genere). La definisce così intendendo per specie la

parte e per genere del tutto, di cui è parte ciò che egli definisce specie. Come ogni città è parte dell'intera umanità,

in questo senso egli dice che la città è alla specie e il complesso di tutti i popoli è il genere [….]

La quinta regola che Teconio propone riguarda il tropo (tropus) della sineddoche.. [….] La sineddoche fa

comprendere il tutto dalla parte e la parte dal tutto, […] Con questo modo di dire si indica il tutto con la parte [e

la parte col tutto].”

Agostino non ha bisogno di interrogarsi sull'esattezza dei contenuti: questo è garantito dal fatto di essere Scrittura

Sacra, rilevata. Se l'interprete è fuori dal contesto religioso non può comprendere.

Agostino per la corretta interpretazione dei tesi sacri si rifà ad un libro, di Ticonio liber regolarum (libro delle

regole) per la corretta interpretazione di un testo biblico.

Nell'anima dell'uomo si svolge un discorso con l'anima che poi si sviluppa in segni fonici nell'oralità o in segni

scritti nel discorso scritto. Verbum interium.

Il linguaggio è espressioni di pensieri. Valore ermeneutico perché il discorso scritto è resa materiale di qualcosa di

pensato.

Due correnti di traduzione ed interpretazione:

1 Monastica: fortemente allegorica e mistica (San Bonaventura)

2 Scolastica: basata sulla razionalità, cerca di non cadere nel misticismo (San Tommaso)

MEDIOEVO:

Nicola di Lyre (XIII secolo):

“Littera geste docet, quid credas allegoria. Moralis quid agas, quo tendas anagogia”

[Il senso letterale insegna i fatti; quello allegorico ciò che devi credere; quello morale ciò che devi fare; quello

anagogico ciò a cui devi tendere].

Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I, q. 1, a. 10

“L'autore della Sacra Scrittura è Dio […]. Se nelle altre scienze le parole hanno un solo significato, la Sacra

Scrittura ha questo di particolare: che le cose stesse indicate dalle parole a loro volta ne significano un'altra.

[1] L'accezione ovvia dei termini, secondo cui le parole indicano la realtà, corrisponde al primo senso che è i senso

storico o letterale [sensus historiscus vel litteralis]

[2] Usare invece le cose stesse espresse dalle parole per significare altre cose si chiama senso spirituale [sensus

spiritualis] il quale è fondato sopra quello letterale e lo presuppone.

Il senso spiritual ha poi una triplice suddivisione.

Dice infatti l'apostolo che la Legge Antica è figura della Nuova. E la Legge compiutesi stanno a significare le cose

che dobbiamo fare noi.

[3] Nel modo in cui le cose dell'AT significano quelle del NT, si ha il senso allegorico [sensus allegoricus]

[4] Nel modo in cui poi le cose compiutesi in Cristo o significanti Cristo sono segno di quello che dobbiamo fare noi,

si ha il senso morale [sensus moralis].

[f5] finalmente in quanto significano le cose attinenti alla gloria eterna, si ha il senso anagogico [sensus

anagogicus]”

Dante Alighieri, Convivio II,I:

“Dico che, sì come nel primo capitolo è narrato, questa sposizione conviene essere litterale e allegorica. E a cià dare

a intendere, si vuol sapere che le scritture si possono intendere e deonsi esporre massimamente per questtro sensi.

L'uno si chiama litterale, e a questo è quello che nn si stende più oltre la lettera delle parole fittizie, sì come sono le

favole de li poeti. L'altro si chiama allegorico, e questo è quello che si nasconde sotto 'l manto di queste facole, ed è

una veritade ascosa sotto la bella menzogna. […]

Il terzo senso si chiama morale, e questo è quello che li lettori deono intentamente andare appostando per le

scritture, ad untilidade di loro e di loro discendenti […]

Lo quarto senso si chiama anagogico, cioè sovrasenso: e questo è quando spiritualmente si pone una scrittura, la

quale […] significa de le superne cose de l'eternal gloria. […]

E in dimostrar questo sempre lo litterale dee andare innanzi, sì come quello ne la cui sentenza li altri sono inchiusi

e senza lo quale sarebbe impossibile ed inrazionalee intendere a li altri, e massimamente a lo allegorico”

UMANESIMO: 1300­1400

Gli umanisti trasmettono un patrimonio letterario traducendo i codici e gli scritti di autori antichi. Un grande

filologo antico è Leonardo Bruni che ci da una prima edizione dell’Etica Nicomachea, la scuola di Firenze è una

delle più fiorenti, egli è da ricordare per il trattato De recta interpretationi, 1420 come interpretare i testi e

come tradurli in una lingua volgare.

Erarsmo da Rotterdam: voleva fare un’edizione critica del nuovo testamento. Il moment più alto è nel 1600 con la

Riforma Protestante di Lutero che fa dell’interpretazione della Bibbia un punto centrale della sua protesta: nasce

l’ermeneutica come disciplina scientifica.

ETA’ MODERNA:

Filologia: analisi critica dei testi, soprattutto greci e latini, Leonardo Bruni. [traduce l'etica nicomachea]

1600 Lutero fa la sua comparsa, il quale dà all'interpretazione della Bibbia un'importanza fondamentale per la sua

religione.

[Wuz Libri]

Martin Lunero:

Lutero, siamo a cavallo del '40/'500 1517 31 Ottobre, 95 tesi a Wittemberg. Sheirmarker nel '700.

L'ermeneutica in senso più preciso come disciplina autonoma dotata di uno statuto epistemologico, nasce in età

moderna. Questo però vuol

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gbanak di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ermeneutica filosofica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Camera Francesco.
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