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ERMENEUTICA FILOSOFICA 09/02/2015

PLATONE

L'ermeneutica è intesa per la prima volta nella storia da Platone, il quale la intende non

come una metodica dell'interpretazione, ma si ricollega anzitutto all'esperienza del trasferire

il “portare messaggio e annunzio” come disse Heidegger. L'ermeneutica viene

messaggi, da Platone che nel suo mondo ideale occupa il secondo o terzo posto, quindi come

svalutata o secondaria. Questo perché l'ermeneutica dal filosofo una

tecnica marginale è vista come

osserva Kerényi che come tale è Una figura di riferimento

“téchne” subordinata dall'episteme.

per tale prospettiva è il dio il messaggero degli dei e mediatore tra gli olimpici e i

Hermes,

mortali. Platone prende spunto dalla sfera del sacro e ad un qualcosa di più alto a cui l'ermeneutica serve.

Infatti l'interprete trasmette messaggi di cui non conosce la validità e che, alla fine, non

comprende.

Nella rappresentazione platonica i due emittenti del messaggero dell'Olimpo sono riferiti a

due sfere ontologicamente ben distinte, cioè quella delle cose intellegibili e quella delle

cose sensibili, le quali possono stare insieme solamente per imitazione o per

approssimazione. Il mondo sensibile è mediato dalla sfera delle idee, le quali devono

essere ricondotte per forza di cose alla sfera sensibile-terrena, in una visione verticale.

Solo in seguito, soprattutto con Aristotele, l'ermeneutica passerà da un piano verticale

platonico, ad un piano orizzontale aristotelico.

L'etimologia che abbiamo analizzato verrà avvalorata da certi come che

H.G. Gadamer

sottolineano l'attività come e come

interpretativa come atteggiamento di apertura all'alterità, sermo

cioè l'idea è qualcos'altro dal soggetto sensibile. Anche la reminiscenza platonica è

verbum,

una mediazione tra le idee e le cose. L'idea che l'ermeneutica serva per accedere

all'alterità è l'idea platonica di una mediazione con un'ontologia dualista che da un lato ha

l'interpretante in una sfera sensibile e dall'altro l'oggetto qualificato come altro che

l'interpretante cerca di raggiungere.

L'ermeneutica era una

Dal Cratilo, 407 e 1 – 408 a 2. prima del XX° secolo disciplina filosofica molto

che voleva proporre una visione complessiva della realtà e che

combattiva

programmaticamente voleva stare alla pari delle altre. Essa acquisterà una dignità

filosofica proprio nel quadro di un complessivo esaurirsi delle pretese di verità in senso

epistemologico della filosofia, dando spazio all'interpretazione.

Non è tale ovviamente nel mondo antico, in cui l'ermeneutica sta come “téchne” e allo

stesso tempo soggiace e mira all'episteme, ma essa si pone al principio come scienza

Nel mondo greco infatti si tendeva a svalutare le scienze pratiche e quindi

contemplativa.

ogni sperimentazione empirica. Sia Platone che Aristotele pensano che si possa

raggiungere la verità tramite la “téchne”, nel senso pratico ed epistemologico.

In questa prima fase, in quanto

Dal Simposio, 202 d 5 – e 4. l'interpretazione è affiancata alla “techne”

però come la contemplazione stessa. C'è una

mediatore che non conduce ad una visione chiara,

diffidenza dei sensi che crea soggettività e relatività e quindi si da una visione della verità che

L'ermeneuta invece dice di una interpretazione lavorando a stretto

aggiri la sensibilità.

contatto con i sensi. Anche una parola dal punto di vista linguistico è un suono o segno

grafico e quindi vi è sempre la dimensione sensibile.

Anche in Platone, in altri contesti meno legati ad un dualismo ideologico e più legati

all'interpretazione l'ermeneutica diviene

come ragionamento discorsivo, come “logos”,

orizzontalmente ricercatore sensibile.

sottolinea questo apporto di che, al contrario dei convenzionalisti che

K. Kerenyi Platone

dicevano che ogni parola o suono è diverso e che quindi non può essere fondamento di

realtà, portando come esempio

cercava sempre qualche logica connessione naturale del linguaggio,

l'onomatopea, quelle parole che portano con il suono il significato dell'oggetto indicato dalla

parola. Egli vuole essere assolutamente certo che il linguaggio descriva bene la realtà.

dove prima la parola “ermeneutica”

Kerenyi riporta la parola ermeneutica ad una logica razionale,

si avvicinava ad attraverso una somiglianza di suono.

Hermes Platone vede l'interpretante come

colui che annuncia o schiude, piuttosto come colui che riceve e apre.

Da non scompare, ma è una verità

Leggi, XII, 966 b 6-7. Da Teeteto, 209 a 5. Il problema della verità

di altro tipo, molto più Questa seconda

confinate nel mondo umano su un livello orizzontale.

accezione orizzontale è presa appieno da Aristotele.

ARISTOTELE

Con Aristotele c'è un cioè di studio dei segni e l'ermeneutica diviene in

inizio semiotico,

sostanza una funzione che media tra i pensieri dell'anima e la loro espressione linguistica.

Prima delle teorie complete della semiotica, cioè una classe di

Da De interpretationes 16 a 1 – 10.

segni intesi come suoni, oppure lettere scritte, bisogna passare necessariamente per

l'aspetto Aristotele inizia ad intravedere che i livelli per cui i segni stanno sono due:

sensibile.

1) ma per l'immagine che c'è nella mente umano, in

il segno non sta direttamente per l'oggetto,

una funzione denotativa, per le affezioni che hanno luogo nell'anima e che hanno si un

oggetto esterno, ma possono anche non averlo, in un corrispettivo immaginativo. In questa

prima parte c'è l'idea che questi siano segni siano convenzionali, cioè non sono i medesimi

per tutti. Nel filone aristotelico l'interpretazione diviene un collegamento di un segno per

qualcosa che evoca qualcosa altro, per esempio la “cifra” apre un mondo evocativo. 2) il

cioè indica qualcosa. Uno dei punti di riferimento è Roman

segno sta per qualcos'altro,

Jakobson che ha elaborato la teoria più completa del linguaggio, consentendo sia la

comunicazione sia l'interpretazione, identificando sei elementi, già impliciti nella citazione

di Aristotele:

1. (portatore delle immagini mentali e della capacità comunicativa)

Parlante

2. (oggetto esterno)

Referente

3. (suoni/lettere)

Messaggio

4. (aria/pergamena)

Canale

5. (lingua greca, italiana)

Codice

6. (destinatario delle immagini mentali)

Ascoltatore

Umberto Eco ha avuto in Italia il compito di un'introduzione di materie strutturate di più

all'estero. Infatti il pensiero dell'epoca vedeva l'uomo come declinazione dello spirito

assoluto, piuttosto che un essere che deve essere capito e compreso.

Da De Saussure, Corso di linguistica generale, 1967. Il significato o il concetto corrispondono ad un oggetto

che individuiamo tramite la classe più elementare, l'azione ostensiva, come li

esterno,

chiamava Liechtenstein, che si può riferire a molti oggetti non solo materiali. È qui che si

apre un mondo di possibilità, perché se il linguaggio fosse solo l'indicare sarebbe molto

limitativo. Nel suo corso individua nel linguaggio il cioè il segno

De Saussure significante,

fisicamente inteso che veicola il significato, il cioè il sistema simbolico all'interno del

codice,

quale il segno può veicolare il significato.

STORIA DELL'ERMENEUTICA → confermare l'identità culturale di un popolo

Ermeneutica antica e cristiana

• → scienze dello spirito, indagine storica

Ermeneutica filosofica

• → versione originaria di un testo, errori testuali

Filosofia ermeneutica contemporanea

Nella c'è una cioè

filosofia ermeneutica contemporanea visione dell'uomo che sta al mondo,

l'esistenza in rapporto al mondo. Compariranno in questo concetti come quello di pre-

comprensione. In questa terza fase l'ermeneutica diviene una filosofia autonoma e molto bellicosa

Nietzsche dirà che non esistono fatti, ma solo interpretazioni.

soprattutto contro il positivismo.

L'ermeneutica diviene quindi una visione autonoma del mondo.

ERMENEUTICA ANTICA E CRISTIANA

Questa prima fase va Gadamer non la ritiene neanche una parte

dal III secolo al XVIII secolo.

della storia dell'ermeneutica, ma più una preparazione all'ermeneutica effettiva.

Nell'ermeneutica antica diviene importante l'attualizzazione più che la sua

del messaggio,

autenticità. Gli ermeneuti dell'età ellenistica usavano la catalogazione sistematica di tutta la

soprattutto dei testi canonici che avevano un valore identitario, con

cultura del mondo antico,

i suoi archetipi. I primi strumenti filologici, i quali non erano così corretti nel mondo antico

anche in grandi filosofi come Platone o Aristotele, sono i i gli i

vocabolari, glossari, scolii,

ed è in questo tempo che si fissano le prime regole.

commenti

Innanzitutto la che mira all'accertamento del in cui prima

Scuola Alessandrina, sensus litteralis,

bisognava comprendere il testo come un insieme organico, secondo un principio storico-

cioè per capire un singolo passo testuale, dobbiamo collegarlo all'insieme del

grammaticale,

testo. Spinoza si approccerà analiticamente con una visione che non lasciava spazio

all'allegoria o ad altre visioni della sua epoca, cercando di eliminare i “luoghi comuni”. Uno

dei punti principale della scuola alessandrina è la fedeltà al abbandonato

significato letterale,

poi nell'epoca medievale, e la necessità di di accertarne

raccogliere ed emendare i manoscritti,

con la maggiore sicurezza la versione originaria escludendo interpolazioni e corruzioni

attraverso l'uso del metodo storico-grammaricale. Il più celebre esponente di questa

scuola è editore soprattutto di Omero, in cui elaborerà il principio

Aristarco di Samotracia

storico-grammaticale.

Nell'ermeneutica della altra scuola filologica dell'antica fondata in Asia

Scuola di Pergamo,

Minore, prevale invece l'interpretazione già in uso dalla sofistica e dagli stoici, e che

allegorica,

si protrarrà in tutto il medioevo fino alla riforma ermeneutica. Anche nei confronti di testi

vengono proposte dei temi allegorici che sono essenzialmente delle attualizzazioni.

Omerici

Nasceva in questa scuola l'esigenza di un epoca più evoluta i testi

di adattare alla mentalità

della tradizione. Il metodo allegorico venne sviluppato, sulla base della filosofia stoica,

soprattutto da e muoveva da due istanze che ritroveremmo

Cratete di Mallo

nell'ermeneutica religiosa dove brulicherà l'interpretazione allegorica. Da una parte agisce

il che vuole adattare ad una cultura più moderna i testi antichi.

motivo razionale e moralistico

Dall'altra parte i testi sono ritenuti degni di essere giustificati attraverso una procedura razionale.

PROBLEMA DELLA TEMPORALITÀ

Il problema che queste due scuole andavano ad affrontare era quello della distanza

temporale. Nella prima il problema proprio perché

non viene tematizzato apertamente, mancava la

La

nozione di una filosofia della storia che conferirebbe un senso e un valore a tale distanziamento.

questione della distanza temporale viene quindi, per così dire, naturalizzato, e si converte

in un puro L'ermeneuta ottiene ciò sostituendo a

problema di trasformazione di usi linguistici.

una parola non più perspicua un'altra che corrisponde al livello linguistico dei suoi lettori.

L'intento allora è quello di qual era

recuperare al presente, sottraendo dal passato, un testo canonico

Omero per gli ateniesi e per gli alessandrini, non solo comprensibile ma in certo

rendendolo

qual modo anche l'immutata validità, appunto

presente e di mostrarne la canonicità.

Nella metodo allegorico anche l'ultimo legame con aggirato, o meglio

il passato viene

che non è più l'intentio e il suo mondo

oltrepassato dall'emergere di una nuova intenzione, auctoris

spirituale, ma l'intentio lectoris e il nuovo universo di senso in cui l'opera tramandata viene

Proprio nella allegoresi opera una secolarizzazione ben

ricontestualizzata attraverso allegoresi.

più intensa, dal momento che l'autorità del mito viene subordinata all'attualità del

presente a alla intentio lectoris.

ERMENEUTICA EBRAICA E CRISTIANA

L' ermeneutica ebraica si impossessò negli ultimi due secoli prima di Cristo dei metodi

presupponendo l'ispirazione divina dei poeti, alquanto

filologici dell'ermeneutica ellenistica,

diverso dall'affrontare un testo che per dogma è dettato da Dio e il cui valore veritativo è

superiore a quello della tradizione letteraria. In questo senso l'ermeneuta deve arriva ad un

alla verità nel modo più chiaro possibile, trattandosi, come scrive Ebeling

messaggio divino,

della Il primo grande esponente di questa commistione tra

concreta interpretazione della Legge.

filologia greca e tradizione ebraica è il quale afferma che non serve

Filone Alessandrino

avviarsi all'allegoria, in quanto questa la si cerca quando il senso letterale appare limitato.

L'esempio più evidente sono i suoi commenti al Pentateuco nei Cantico dei Cantici.

L'interpretazione della Bibbia muove da un senso letterale e storico per giungere alla determinazione di un

che però è e richiede uno

senso univoco, di tipo allegorico, il quale è accessibile solo al credente

sforzo non solo intellettuale, ma anche spirituale, cioè Quindi l'allegoria nasce

pneumatico.

per tradurre i testi canonici, come per i greci era Omero, per i cristiani era la Bibbia.

Nel la matasse si complica in quanto abbiamo una

cristianesimo rottura introdotta dal Nuovo

nei introdusse il principio della

Testamento. San Paolo Corinti interpretazione allegorica tipologica

Anche

dell'Antico Testamento come profezia del Nuovo e giustificazione di Cristo di fronte agli Ebrei.

nella abbiamo due figure dell'Antico Testamento che sono viste come

Lettera ai Galati

personificazioni dell'Antico (la schiava) e del Nuovo (la libera), sicché il superamento del

vecchio patto è già compreso e prescritto nel testo tramandato. Si cercherà così di estendere

che non è inteso semplicemente come il

il metodo allegorico allo stesso Nuovo Testamento

racconto della vita di Cristo, ma anche come la legittimazione della Chiesa e della gerarchia

e come l'annuncio

ecclesiastica, del destino dell'umanità.

Legato al platonismo medio, il principale teorico dell'interpretazione

Origene di Alessandria,

allegorica della Bibbia, era diviso tra la necessità di vedere nella Bibbia un allegoria che giustificasse

e quella di

la venuta di Cristo fornire canoni dall'allegoresi tali da impedire una ermeneutica illimitata.

Di qui l'idea di trovare più livelli di senso nel testo biblico. Nel quarto libro del Perì archòn

egli distingue tre livelli in tutto: e (pneuma), ai quali corrispondono tre

corpo, anima spirito

significati della scrittura, quello che si appresta ad una analisi storico-

letterale

grammaticale, quello e infine quello e

morale allegorico. L'ermeneutica si allea alla ontologia

l'interpretare è definire i modi d'essere e la sostanza della realtà. Questa teoria prevarrà

fino al Medioevo.

La che ebbe come capofila perseguiva invece una

scuola di Antiochia, Diodoro di Tarso,

Se l'allegoresi poteva sfociare in posizioni

interpretazione esclusivamente storica della Bibbia.

libere ed ereticali, d'altra parte l'interpretazione storico-grammaticale esitava in significati

contrastanti con il senso comune ecclesiastico tradizionalmente accettato.

nel ne distinguerà quattro livelli diversi: un significato letterale,

San Tommaso Summa theologiae

un significato allegorico (Mosè era una “figura Christi” - la liberazione degli Ebrei è figura

della Redenzione, ovvero la liberazione dal peccato), un significato morale (liberazione

degli Ebrei come mito, simbolo dell'uscita individuale da uno stato di peccato) e un

significato anagogico (la liberazione degli Ebrei come liberazione dell'umanità dal male)

(cioè l'anima verso la trascendenza, verso il fine ultimo). 16/02/2015

L'ERMENEUTICA DEL CRISTIANESIMO RIFORMATO

il 31 ottobre 1516, Martin Lutero affigge alla porta della chiesa di Wittenberg le famose 95

tesi le quali pongono le basi per l'esautorazione non è possibile

della gerarchia cattolica:

surrogare la fede con le opere perché queste nascono da essa e non viceversa, quindi ogni

credente, secondo la dottrina luterana, deve rivolgersi individualmente alle Scritture, di

per sé chiara e comprensibile, e non alla gerarchia ecclesiale.

Questo fatto interessa all'ermeneutica perché apre la strada alla e

libera interpretazione

diviene importante con i quali ogni uomo può

chiarire i canoni e i metodi interpretativi

comprendere autonomamente il senso della Scrittura. Questo spiega il perché, dopo la

riforma luterana, la grandissima creatività interpretativa che diede vita ad una serie di

movimenti in tutta Europa e non solo. Questo porta successivamente all'abolizione del latino

e l'utilizzo per dare il via alla libera lettura dei testi sacri (Martin Lutero

della lingua tedesca

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher insintesiHegel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ermeneutica filosofica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Brentari Carlo.
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