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CAPITOLO Introduzione

1

1.1 Definizioni varie

LOGOS: Dire la verità (teoria elaborata)

• Conoscenza perfetta di un oggetto

• Maggiore comprensione possibile di un qualcosa

• Ragione (tradotto anche come “parola”)

• 1

EPISTEMOLOGIA :

Parola greca formata da:

• episteme:

o conoscenza scientifica

§ stare saldo su qualcosa di solido

§ 2

stare sopra il principio del teos

§ (fino al 1800) conoscenza scientifica assoluta incontrovertibile

§ (fino al 1800) conoscenza certa, solida, stabile

§

logia: studio di

o

Disciplina di carattere filosofico che studia le scienze, conoscenze, saperi (scientifici o meno)

• Studio, analisi, riflessione, approfondimento critico della storia e dello sviluppo del pensiero

• scientifico 3

Scienza – grazie a Piaget – che studia “storia e struttura del pensiero scientifico”

• Studia i processi che vanno dal bios al logos

• Studia la modalità con cui l’uomo ha acquisito la verità sul mondo. Cerca di comprendere la genesi

• ⇒

delle verità della scienza.

SOGGETTO EPISTEMICO:

Essere vivente che acquisisce strumenti cognitivi. È soggetto e oggetto della scienza e non si

• accontenta mai delle conoscenze acquisite.

EPISTEMOLOGIA GENETICA:

Studio della nascita e sviluppo di una scienza (conoscenza)

LOGICA: 4

Studia come le conoscenze di una scienza già nota assumono valore di verità

• È il tentativo fatto dall’uomo di stabilizzare le conoscenze e evitare contraddizioni all’interno del

• sistema

ASSIOMATIZZAZIONE (FORMALIZZAZIONE):

Processo che ha il fine di eliminare il più possibile dalla verità la presenza di contraddizioni e renderla

• stabile

SCIENZA:

Latino Scientia, participio presente plurale neutro del verbo scio = (“io so”, “le cose che si sanno”)

• conoscere

Le cose che si conoscono

• Conoscere attraverso le cause

1 Parole e aggettivi derivati: epistemico, episteme, epistemi, comunità epistemica.

2 Teos = principio principale.

3 Opera di Piaget.

4 Nella logica non è importante soltanto il contenuto di verità; è principalmente importante la forma (o formato) della

verità stessa. Quello che conta è la verità formale non quella “reale” (di contenuto).

⇒ 1

CAPITOLO 1 APPUNTI DI FONDAMENTI DI EPISTEMOLOGIA • A.A. 2015/2016

TEORIA:

Parola latina composta:

• teos = principio principale

o rio = scorrere

o

Principio universale

IDEA/IDEOLOGIA:

Idea: da orao = vedere (verbo, greco); letteralmente idea significa visione (“ho visto”)

• ⇐

Wetenschong = visione (dall’interno) del mondo

Ideologia:

• Scienza delle idee

o Studio di come sono prodotte le idee del mondo

o Studio di delle idee sul mondo dal punto di vista oggettivo

o (nel 1700) è definita come la produzione di idee, per l’uomo, che abbattevano le idee

o 5

politiche precedenti. Principali esponenti: Diderot, Voltaire, Dalambert .

HOMO: 6 7

Essere vivente che traduce tutte le esperienze quotidiane.

HOMO SAPIENS:

Homo che si è evoluto, ha fondato la conoscenza su altra conoscenza (ritorno al logos). Le

• ⇒

conoscenze si trasmettono biologicamente nel corso dell’evoluzione.

PHYSIS: Testimonianza del Tutto che si rende manifesto e da cui derivano natura (materia), bios e psiche.

GNOSEOLOGIA:

Disciplina che studia la conoscenza.

PASSAGGIO DAL BIOS AL LOGOS:

Passaggio dalle “ragioni biologiche” alle “ragioni logiche”.

5 Diderot, Voltaire, Dalambert si definivano “il Gallileo della morale, politica e del sociale”. Sovvertirono l’idea

preesistente di monarchia (ossia di derivazione divina) sostenendo che essa come tutte le cose del mondo è una

costruzione umana – non divina – e pertanto può essere modificata dall’uomo.

6 Tradurre inteso come la comprensione delle ragioni del proprio vissuto per mezzo della ragione. Da qui segue che:

ragione conoscenza, quindi: “l’homo traduce tutte le esperienze quotidiane in conoscenza”.

7 Tutte le conoscenze che derivano dalla vita quotidiana si basano sull’epistemologia.

2 A.A. 2015/2016 • APPUNTI DI EPISTEMOLOGIA CAPITOLO 1

1.2 Considerazioni varie

PAROLA LOGOS: perché la parola sia logos, deve essere dimostrata elaborando criteri fondativi

• ⇒

del vero. Nasce in Grecia la matematica, la prima scienza nata per superare l’empirismo dei dati.

Nella logica non è importante soltanto il contenuto di verità; è principalmente importante la forma

• (o formato) della verità stessa. Quello che conta è la verità formale non quella “reale” (di

contenuto). 8

L’epistemologia (⇒ conoscenza) presuppone sempre l’ontologia (⇒ ente) . È un discorso

• metariflessivo poiché avviene su qualcosa.

Il compito primo dell’epistemologia è definire l’oggetto di una scienza. Vedere dove si annida il

• peccato nelle scienze dell’uomo. Cerca di capire come si generano gli errori nella scienza e come

viene acquisita la conoscenza di una disciplina. L’epistemologia cerca anche il nesso di collegamento

fra discipline anche quando esse sono distanti e totalmente diverse tra loro (continuum e

discontinuum).

Fino al 1800, l’epistemologia studiava la conoscenza data (statica) e la sua formazione. Solo alla fine

• del 1800 si prende in considerazione la scienza, dell’episteme, il cambiamento.

9 ”Perché i nomi di tutte le scienze sono al femminile? Sono al femminile perché figlie della filosofia

• (nome femminile) e perché chi produce conoscenze, produce nuova vita e pertanto è femmina. La

filosofia è il grande utero che permette al reale, lo spermatozoo, di produrre il reale”. (Prof.

Castellana, citazione letterale)

L’uomo è soggetto epistemologico in quanto tende a conoscere come è fatto il mondo.

• Dall’incontro fra il soggetto e l’oggetto nascono le scienze. Scienze al plurale in quanto molteplici.

• La psicologia salda il logos alla vista.

• Una scienza deve essere oggettiva per essere studiata.

• La filosofia si è sviluppata nella cultura greca per comprendere e studiare la matematica (che era

• preesistente).

Una scienza deve avere un reale ossia un suo oggetto.

• L’opera di Aristotele dove si parla di psiche è il “De Anima”. Psiché si riferisce all’anima, ovvero il

• mondo interiore dell’uomo.

La matematica è stata la prima scienza che l’uomo ha creato osservando la realtà.

• La storia della scienza serve a capire come l’umanità ha costruito i concetti di base, come ha dato

• senso alla parola.

Il cervello da un ordine alla nostra esperienza. forma logos

• ⇒

Le scienze dell’uomo (scienze umane) sono le scienze del peccato, non hanno ben chiaro ciò che è

• umano, la psiche, la società. Di contro la matematica essendo oggettiva individua le cose per “grazia

di Dio”, le descrive e le numera. Le scienze umane sono individuali e soggettive, mentre le scienze

matematiche sono perfette e universali. L’epistemologia serve a capire gli oggetti di indagine delle

nuove discipline e come vengono elaborate le teorie. Recentemente si occupa anche dello studio di

come il cervello (la cosa più complessa dell’universo) ci illude.

L’uomo è l’unico essere vivente a concepire le alternative.

• La scienza è l’unico sapere costruito dall’uomo che mette in difficoltà l’uomo stesso. La scienza del

• senso di sé (epistemologia).

La matematica cerca di capire le costanti e le invarianti di questo mondo. Anche la geometria è

• oggettiva.

I greci si sono posti il problema di come è nata l’umanità. La religione aiuta a capire il perché: per

• sopravvivere nella natura l’uomo ha creato un essere superiore che lo guida nel suo cammino. Si

cerca, così, di dare un senso alla morte per mezzo della religione.

Il bios è storia. I nostri geni contengono tutto il patrimonio conoscitivo dell’umanità.

• Un essere vivente trae informazioni dall’esterno, ne fa esperienza e la traduce in termini geometrici.

8 È sempre conoscenza di qualcosa.

9 Ragionamento al quanto dubbio e artificioso. 3

CAPITOLO 1 APPUNTI DI FONDAMENTI DI EPISTEMOLOGIA • A.A. 2015/2016

Il reale, se cerchi di fregarlo, si vendica.

• L’epistemologia mostra da un lato la forza della scienza e dall’altro i suoi limiti intrinseci.

• La storia e la comprensione critica di una disciplina è non fare cronaca.

• Una scienza nasce quando si pone il problema di dare un senso razione (andando oltre la realtà) a un

• fenomeno.

Il reale è inesauribile possiamo fare migliaia di scienze su un oggetto.

• ⇒

4 A.A. 2015/2016 • APPUNTI DI EPISTEMOLOGIA CAPITOLO 1

1.3 Citazioni

F. ENRIQUES:

“La scienza e la storia della scienza sono un cimitero di errori”

• 10

BION : “L’uomo va a verità come la macchina va a benzina”

• 11

BURNS :

“L’immunologia è una scienza filosofica” (cioè pone problemi filosofici)

EINSTEIN:

“La fisica è la pratica filosofica per eccellenza”

WEYL: “La filosofia è la scienza madre, la quale produce le figlie”

• 12

MARX :

“L’ideologia pur essendo necessaria è comunque un punto di vista particolare”

• “Le idee sono necessarie. Le ideologie sono necessarie. Ma sono sempre punti di vista di una classe

• 13

sociale ”

“Prima di creare una nuova classe sociale prima bisogna creare le idee”

LEONARDO DA VINCI:

“Non ti accontentare delle cose che la natura ti offre in sé, ma della tua mente”

10 Psicologo psicoterapeuta.

11 Immunologo

12 Marx è il primo a studiare il ruolo delle ideologie nelle classi sociali.

13 Borghesia 5

CAPITOLO 1 APPUNTI DI FONDAMENTI DI EPISTEMOLOGIA • A.A. 2015/2016

1.4 Che cos’è l’epistemologia

L’epistemologia nasce per comprendere le “dinamiche della ragione”, il senso delle rivoluzioni scientifiche e

lo stesso problema della razionalità. Essa studia le modalità con cui l’uomo ha acquisito le verità sul mondo

e lo fa attraverso la storia delle scienze. La scienza è una materia che costringe a non mentire sulla realtà, il

termine scienza deriva dal latino scentia, participio presente del verbo scio (“io so”) ed è plurale nel suo

significato di “le cose che si sanno”.

L’epistemologia da un lato valuta gli errori fatti, dall’altro aiuta a riflettere quando si mette in pratica una

teoria. All’inizio del Novecento si è sviluppata la “filosofia della scienza” alla quale hanno contribuito

scienziati e filosofi con i loro sforzi riflessi sulla struttura della conoscenza scientifica. Ciò ha portato alla

necessità di costituire un sapere che avesse come specifico oggetto di studio la scienza nei suoi aspetti storici

e metodologici per poter cogliere gli aspetti oggettivi e osservabili. Ma la motivazione più profonda, che

avrebbe portato alla nascita dell’epistemologia come sapere autonomo va ricercata in quella “crisi dei

fondamenti” provocata dagli sviluppi avutosi all’interno delle singole scienze nella seconda metà

dell’Ottocento, soprattutto nelle discipline della matematica e della fisica. Si pose il problema della modifica

del significato dell’epistema (dal latino epi, “stare sopra”) da sapere assoluto a sapere stanco e problematico;

infatti il sapere epistemologico nasce per rispondere alla preoccupane espressa dal fisico Ludwig Balzamann

che si poneva il problema di come garantire l’oggettività della scienza pur nei suoi continui cambiamenti

concettuali. Enriques scrisse, nel 1906 un’opere, “problemi della scienza”, in cui veniva ritenuta necessaria

una scienza gnoseologica – ovvero una disciplina della conoscenza – alla quale gli scienziati erano invitati a

dare il loro contributo al fine di creare le condizioni di base per l’epistemologia che sarebbe divenuta così un

luogo dove discutere il senso della verità scientifica. In Francia, infatti, nella prima metà del Novecento era

venuta a costituirsi una tradizione di ricerca epistemologica imperniata sulla riflessione critica delle singole

scienze, sui processi di acquisizione del vero.

L’epistemologia è lo studio del passaggio dal bios al logos; essa studia i meccanismi che portano dal piano

delle esperienze vissute alla loro traduzione in termini oggettivi. L’uomo raggiunge risultati con l’esperienza,

infatti l’uomo Sapiens Sapiens si è evoluto fondando una conoscenza su altre conoscenze, e ritorna al bios,

ovvero la trasmissione biologica delle conoscenze con il processo dell’evoluzione. I nostri geni contengono

tutto il patrimonio conoscitivo dell’umanità.

L’epistemologia, come affermava Bochard, è cogliere “la pensée des sciences”, ovvero il pensiero implicito

nelle scienze che deve essere esso stesso un “sapere rivoluzionario” nel senso che deve fornire la

comprensione e l’individuazione di un nuovo paradigma scientifico.

In conclusione l’epistemologia mostra da un lato la forza e dall’altro i limiti intrinseci delle scienza poiché

questa, citando Enriques, “è un cimitero di errori”.

6

CAPITOLO F. ENRIQUES

2 Il significato della storia del pensiero scientifico

2.1 L’autore

Federigo Enriques (1871-1946), è stato uno dei protagonisti della “scuola geometrica italiana” per gli

importanti contributi alla geometria algebrica nei primi anni del ‘900; come scienziato-filosofo sin dalla

fondazione nel 1907 della rivista “Scientia”, ha sempre accompagnato la sua attività di matematico con un

costante impegno di carattere storico-filosofico, tale da farlo inserire a pieno titolo nella letteratura

epistemologica del primo Novecento soprattutto in ambito francese.

2.2 Scienza e storia

Se la verità è soltanto un passo verso la verità, il valore della scienza consisterà piuttosto nel camminare che

nel fermarsi ad un termine provvisoriamente raggiunto. I fatti, le leggi, le teorie, riceveranno il loro senso,

non tanto come sistema compiuto e statico, quanto nella loro reciproca concatenazione e nel loro sviluppo.

Ciò porta che le idee debbano spiegarsi, non già in astratto, con riferimento ad intuizioni universali della

mente, che costituiscano un a priori incondizionato del pensiero, ma riconoscendo le loro origini e il loro

sviluppo, in rapporto: sia alle esigenze razionali, sia alla possibilità di cogliere e di subordinare una più vasta

realtà, e così di rispondere ad un’esperienza sempre più larga.

La visione storica della scienza che in tal modo si afferma appare pertanto una visione dinamica, che dal

passato trae norma per rivolgersi all’avvenire; e risponde dunque all’ideale che, consapevolmente o meno,

anima gli sforzi dei ricercatori, non fermi ad un presente immobile, ma sempre intenti a superarlo.

2.3 La concezione positivistica della scienza

1

La filosofia positiva di Auguste Comte , ha creduto di poter trovare nella scienza qualcosa di fisso, ritendo

caduche le idee o le teorie costruite secondo le tendenze soggettive, e guardando al di là di queste ai fatti

che esse contengono. Un fatto, che implichi il riconoscimento di un oggetto o di un rapporto, in un certo

ordine di approssimazione, sembra invero sottrarsi al cambiamento delle idee, ritrovandosi sempre lo stesso

attraverso le diverse rappresentazioni o spiegazioni tecniche che possiamo darne.

Ma questa dottrina, presa alla lettera, toglierebbe ogni valore alla scienza, riducendola a semplice collezione

di ricette. Perché anche quelli che, a buon diritto, chiamiamo “fatti”, ricevono il loro significato proprio dalle

idee secondo le quali vengono interpretati.

2

Ernst Mach , proseguendo l’idea di Comte, egli intende liberare le dottrine da ogni appello a qualcosa che

oltrepassi la realtà direttamente sperimentabile e quindi da ogni ipotesi rappresentativa. 3

Questo criterio positivistico si incontra col criterio logico, maturato nella moderna assiomatica .

In base a questi criteri positivi pare che le stesse idee fondamentali della scienza – che coinvolgevano

intuizioni o rappresentazioni mutevoli – possano ridursi a qualcosa di fisso e di obbiettivo, cioè alle semplici

esperienze che definiscono i loro elementi misurabili. Tuttavia qualcosa delle soggiacenti intuizioni dovrà

ancora restare sotto forma di relazioni presupposte a bade delle dottrine, delle quali si cercherà di sviluppare

le conseguenze, fino alla prova decisiva delle esperienze verificatrici.

Ecco il modello di una teoria logicamente ordinata che risponde all’assetto della scienza razionale. Si avrà

così un assetto statico, una sintesi di fatti di cui possiamo giudicare se sia vera o non vera.

Ma accostiamoci un poco a valutare quale genere di verità ci venga offerta dalla nostra dottrina. Nessuno

pretenderà che sia la verità totale. Si sa a priori che ogni teoria comporta naturalmente dei limiti. I limiti della

dottrina scientifica non appaiono segnati a

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher omazzeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Epistemologia e logica della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Castellana Mario.
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