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Nietzsche: "Sull'utilità e il danno della storia per la vita" - Riassunto e commento

Questo saggio, che costituisce la seconda delle considerazioni inattuali, fu pubblicato nel 1874. Con esso, Nietzsche attacca la cultura storicistica del suo tempo (secolo storico, e cioè l’Ottocento) andando contro le opinioni allora correnti, esprimendo idee "inattuali" per la sua epoca.

L'ipertrofia storiografica

Questa critica più che la storia in sé e per sé, colpisce l’ipertrofia storiografica e cioè l’eccesso di storia. A causa dell’ipertrofia storiografica, l’uomo si sente schiacciato dal passato e perciò prova un senso di impotenza verso il presente, perdendo la fiducia nella possibilità di plasmare liberamente il proprio futuro.

L’uomo, a differenza dell’animale (che vive in modo non storico), ha una vita storica, cioè non può non ricordare il passato. Il passato gli fa ricordare che la sua esistenza è qualcosa di imperfetto che non può essere mai compiuto.

La felicità e l'oblio

La felicità, secondo Nietzsche, è la capacità di sentire in modo non storico nell’attimo in cui si prova la felicità stessa. Ogni organismo vivente ha bisogno non solo di luce, ma anche di oscurità e quindi per ogni agire ci vuole oblio. La necessità di oblio, cioè l’esigenza di una capacità di dimenticare, è in relazione inversa alla forza plastica.

La forza plastica è la forza di crescere a modo proprio su se stessi, è la capacità di trasformare e incorporare cose passate ed estranee. La storia deve servire alla vita e all’azione e non deve allontanarci dalla vita e dall’azione. Il senso storico consiste nell’usare il passato per la vita e nel trasformare la storia passata in storia presente, solo così l’uomo diventa tale.

Per ogni azione ci vuole oblio, nel senso che l’uomo che agisce dimentica la maggior parte delle cose per farne una sola ed è ingiusto verso tutto il resto. Chi agisce ama la propria azione infinitamente più che essa non meriti di essere amata: le azioni migliori vengono compiute in questa “esaltazione d’amore”.

Il servizio della storia

La vita ha bisogno del servizio della storia e sotto tre rapporti la storia occorre all’uomo:

  • In quanto l’uomo ha aspirazioni;
  • In quanto l’uomo preserva e venera;
  • In quanto soffre e ha bisogno di liberazione.

Si hanno così tre tipi di storia: "Storia monumentale", "Storia antiquaria", "Storia critica".

Storia monumentale

La storia monumentale guarda al passato per rintracciarvi modelli e maestri che non può trovare nel presente. Essa è, dunque, propria di chi è attivo e nutre aspirazioni e pertanto usa la storia come mezzo contro la rassegnazione: dall'osservare le vette del passato (i monumenti) deduce che la grandezza fu una volta possibile e perciò lo sarà ancora.

Questo tipo di storia, tuttavia, ha anche un risvolto negativo: in primo luogo, danneggia il passato perché dimentica parti di esso per ricordare soltanto singoli fatti abbelliti; in secondo luogo, può spingere al fanatismo oppure può paralizzare la libera creazione artistica, quando si considerano i modelli come ineguagliabili.

Storia antiquaria

Indu...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Epistemologia delle scienze umane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Gregorio Giuliana.
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