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dominio di valori nobili. La seconda dissertazione dà la psicologia della coscienza: la quale non é, come

generalmente si crede, la voce di dio nell'uomo, ma é l'istinto della crudeltà che, poichè non gli é più

possibile di sfogarsi all'esterno, si rivolta indentro. La crudeltà é mostrata qui per la prima volta come uno dei

più antichi e più necessari fondamenti della civiltà. La terza dissertazione risolve il problema donde venga

l'immensa potenza dell'ideale ascetico, dell'ideale del prete, sebbene esso sia l'ideale dannoso per

eccellenza, un'aspirazione alla fine, un ideale di decadenza. Risposta: non perchè, come generalmente si

crede, dio agisca dietro il sacerdote, ma 'faute e mieux', perchè finora fu l'unico ideale, perchè non ha avuto

concorrenti. Poichè l'uomo preferisce di volere il Nulla piuttosto che non volere nulla... Soprattutto, mancava

un controideale, fino a Zarathustra. Sono stato compreso? Tre importanti studi preparatori d'uno psicologo,

per un'inversione di tutti i valori. Questo libro contiene la prima psicologia del prete". Nella "Genealogia della

morale" Nietzsche ne approfitta per trattare un tema che riprenderà poi nell'Anticristo: il tema, come

accennavamo, del senso di colpa, del doversi ad ogni costo sentire colpevoli di fronte ad un Dio creatore

della morale: "Si sarà già intuito che i criteri di valutazione dei sacerdoti possono facilmente separarsi da

quelli cavalleresco - aristocratici, fino a diventare il loro opposto. I giudizi di valore cavalleresco - aristocratici

presuppongono una prestanza fisica, una salute florida, ricca, debordante e insieme tutto ciò che ne

condiziona il mantenimento, guerra, avventura, caccia, danza, tornei, insomma tutto quello che comporta

una vita attiva, forte, libera, serena. I criteri di valutazione sacerdotali hanno altri presupposti. ..C'è qualcosa

di malsano in queste aristocrazie sacerdotali e nelle abitudini che le dominano, aliene all'azione, parte

sentimentalmente esplosive e parte malinconicamente assopite, qualcosa la cui conseguenza pare essere

quella nevrastenia e quella cagionevolezza intestinale che sembra inevitabilmente endemica tra i sacerdoti

di ogni tempo... I sacerdoti sono, come è noto, i nemici più crudeli. E per quale ragione poi? Perché sono i

più impotenti. L'impotenza genera in loro un odio che arriva a diventare mostruoso e sinistro, spiritualissimo

e tossico al massimo grado. Nella storia universale coloro che più degli altri sono stati capaci di odio, e di

genialità nell'odio, sono sempre stati i preti - a paragone della genialità della vendetta sacerdotale, ogni altra

dote intellettuale può appena essere presa in considerazione. ..gli Ebrei, quel popolo sacerdotale che non

ritenne di aver ricevuto la dovuta soddisfazione dai propri nemici e sopraffattori, se non dopo averne

radicalmente ribaltato i valori, cioè solo grazie ad un atto della più spirituale vendetta. Sono stati gli Ebrei

che hanno osato ribaltare e mantenere, stringendo i denti dell'odio più abissale (l'odio dell'impotenza),

l'equazione aristocratica di valore buono = aristocratico in "i miserabili solo sono i buoni, i poveri, gli

impotenti, i sofferenti, gli indigenti, i malati, i brutti sono gli unici ad essere pii, beati in Dio, solo a loro è

concessa la beatitudine - là dove voi, al contrario - voi, nobili e potenti, voi sarete per l'eternità i malvagi, i

crudeli, i corrotti, gli insaziabili, gli empi, e sarete anche per l'eternità infelici, dannati e maledetti"

(Genealogia della morale, 8). Il Dio originario degli Ebrei è la naturale espressione della potenza del popolo

ebraico ed è pertanto concepito antropomorficamente come padre e come re, potente e vendicativo. Ma nel

tempo questa potenza viene meno e a man mano che Dio appare sempre meno reale, anche il concetto di

Dio subisce un processo di moralizzazione e di purificazione: viene introdotta l'idea di peccato, colpa, aldilà

che trasforma la sua decadenza, la sua morte sulla croce, in un nuovo dio, il Dio dei cristiani. In questo modo

la sconfitta storica di Gesù, la sua morte sulla croce, è spacciata per una vittoria e il progetto storico del

cristianesimo è una gigantesca mistificazione per cui i più nichilisti, i più impotenti diventano i padroni del

mondo in nome di una entità inesistente che loro stessi gestiscono e amministrano. Ciò avviene inculcando

agli uomini un perverso sistema di divieti, di giudizi e di scale di valori assolutamente arbitrari con lo scopo di

spegnere i essi tutte le reattività, indebolirlo, renderlo simile a loro reprimendo le pulsioni naturali. L'uomo,

spinto a soffocare i propri impulsi e a vergognarsene, trova il suo sfogo nel mondo interiore dove trovano

spazio angoscia e inquietudine. L'uomo, che crede di essere arrivato sul gradino più alto dell'evoluzione, è

destinato a diventare sempre più malato, come sempre più malata è la sua produzione artistica e letteraria,

piena com'è di lacrimevoli retoriche su pentimenti, rimorsi, problemi di coscienza e problemi esistenziali. La

morale ha riempito l'uomo di mostri interiori e lo ha trasformato in una povera bestia acculturata. Chiunque

pensi che il disprezzo di Nietzsche per la morale, per il cristianesimo, per la cultura, sia un elogio alla

violenza, dimostra di non avere capito nulla. Nietzsche non è il filosofo del potere, ma il filosofo del divenire,

ed è per questo che accanto al cristianesimo combatte il socialismo, l'anarchismo, il femminismo e il

concetto stesso di ideologia. Ogni ideologia nasce da uno stato di malessere e di "risentimento", al pari del

cristianesimo. L'idea ebraica e cristiana del libro che cambia la vita è ereditata dal socialismo in cui gli

intellettuali prendono il posto dei preti ed è ereditata dal femminismo in cui le donne prendono il posto dei

preti e degli intellettuali e così via. Le ideologie sono teorie sempre confutabili che hanno in comune il fatto di

proporre libri programmatici, precetti, ideali nella cui genericità e universalità nessuno si riconosce. Queste

considerazioni permettono a Nietzsche di interpretare il processo storico e filosofico dell'età moderna in

modo profondamente originale. Il movimento che da Lutero e dalla Riforma protestante porta a Leibniz, a

Kant, alla filosofia tedesca, assume qui un significato regressivo: la rivolta del mondo tedesco contro Roma è

la rivincita della teologia e della morale nei confronti di quel sano scetticismo veramente progressivo e

creativo del Rinascimenti italiano. L'importanza fondamentale dell' Italia e della sua cultura consiste nel fatto

che in questo paese si è tentato di uccidere Dio prima che in qualsiasi altro luogo, proprio nel Rinascimento,

quando si è riconosciuto il carattere temporale e politico dei condizionamenti metafisici.


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Epistemologia delle scienze umane – Genealogia morale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Composta da Nietzsche nell'estate del 1887 e pubblicata agli inizi dell'inverno di quello stesso anno, la "Genealogia della morale" nacque come scritto polemico , presentandosi all'insegna di una consapevole provocazione. Alcune delle più controverse teorie sociali di Nietzsche...


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Epistemologia delle scienze umane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Gregorio Giuliana.

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