EPIGRAFIA: scienza che studia le epigrafi, che sono tutti quei testi iscritti in qualsiasi modo, su
qualunque materiale. (DEFINIZIONE GENERICA)
Strettamente legata ad essa risulta l’epigrafia latina; la definizione ivi descritta, non è completa e
risulta troppo ampia e vaga, per cui l’autrice ne propone una più completa:
“le epigrafi greche sono tutti quegli scritti coi quali gli antichi Greci fissarono il proprio pensiero sulle
pietre, sulle tavole, metalliche, sui più svariati oggetti di creta, di metallo, di vetro, di avorio; sulle
stoffe, sulle gemme ed anche sulle monete. Non sono da considerarsi epigrafi gli scritti greci assegnati
comunemente alla papirologia, i quali, però, al fine della scrittura, rientrano nel campo dell’epigrafia.”
In questa affermazione emergono i due tratti caratterizzanti delle epigrafi:
Genuinità
• Unicità.
•
Le epigrafi sono assurte a documento storico importante nel corso dei secoli, fino ad arrivare al XIX
secolo, in cui l’epigrafia ottenne il titolo di scienza vero e proprio. La quantità di epigrafia ritrovate è
ingente, come varia è anche la tipologia di argomenti che esse veicolano. Questo ingresso nel mondo
come scienza avviene grazie al lavoro di:
1. Theodore Mommsen;
2. August Boeckh.
Che realizzarono due strumenti incredibilmente utili per la conoscenza delle epigrafi:
1. Corpus inscriptionum Graecarum;
2. Corpus inscriptionum Latinarum.
La quantità e varietà di epigrafi pone questa scienza a contatto con molte altre, come:
Archeologia;
! Epigrafia latina;
! Storia della religione;
! Toponomastica antica;
! Numismatica;
! Storia letteraria;
! Linguistica;
! Storia delle istituzioni pubbliche e private.
!
I compiti invece, che sono caratterizzanti del lavoro dell’epigrafista sono:
Lettura del testo;
! Eventuale integrazione delle parti mancanti;
! Eventuale correzione di errori antichi;
! Datazione;
! Esame approfondito del contenuto.
!
LINEARE B CRETESE
La prima scrittura usata dai Greci fu quella che viene denominata LINEARE B, una scrittura di sicura
origine cretese. I Greci hanno sicuramente imparato la scrittura dai cretesi. Creta, infatti, non poteva
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non avere una scrittura e prima di utilizzare la Lineare B, usò quella che gli studiosi contrassegnano
con il nome di LINEARE A :
Si manifesta nella prima metà del II millennio a.C;
! I documenti più antichi risalgono al 1800;
! Compare su oggetti molto vari, ma soprattutto in tavolette di argilla;
! È attestata in diverse località;
! Possedeva circa 90 segni;
! Usava anche un sistema decimale ed alcuni ideogrammi;
! Si diffuse in isole dell’Egeo (Melo, Ceo, Tera);
! Approdò poi nel continente greco
!
A questa scrittura si affiancò un’altra scrittura sillabica, definita SCRITTURA GEROGLIFICA:
Attestata da tavolette appartenenti agli archivi dei palazzi minoici di Cnosso e di Mallia;
⇒
esempio: “DISCO DI PHAISTOS”, ossia un disco di terracotta sulle cui due facce sono impresse figure
varie. Documento ancora controverso dal punto di vista della datazione e della natura. Non escludiamo la
sua importazione da altra area.
Tornando all’argomento principale della nostra trattazione dobbiamo introdurre la LINEARE B:
Fu un adattamento della LINEARE A alla lingua greca ad opera di barbari che affluirono a Creta
o e a Cnosso nel XV secolo;
Perdurò nella Grecia continentale fino al 1200;
o Documenti consistono in tavolette di argilla e vasi con epigrafi dipinte;
o 90 segni sillabici e qualche ideogramma.
o
Esempi di essa li troviamo in:
1. Messenia;
2. Micene e Tirinto;
3. Attica;
4. Beozia.
I testi sono per la maggior parte conti ed inventari, che però, ci forniscono informazioni preziose su:
Condizioni sociali;
o Mestieri;
o Commerci;
o Onomastica di persone e luoghi;
o Culto degli dei.
o
Essi ci rivelano inoltre una grande unità del mondo miceneo in:
Lingua;
o Amministrazione;
o Religione.
o
La decifrazione di questa scrittura si deve a MICHAEL VENTRIS, nel 1952.
Nascita della MICENOLOGIA.
ESEMPI: tavoletta rinvenuta a Pilo e databile intorno al XIII secolo. Il testo contiene il catalogo di una
suppellettile, in cui si parla di tripodi, giare, coppe.
Un’altra scrittura che sembra essersi originata dalla lineare A è una scrittura sillabica attestata a Cipro
tra XV e XI secolo e riaffiorata poi tra VIII e III secolo. Essa fu un prodotto di importazione cretese e il
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procedimento verificatosi è analogo a quello accaduto alla LINEARE B. questa lingua sembra essere
molto vicina al dialetto arcadico.
SCRITTURA ALFABETICA
Alfabeto fenicio
Alla Lineare B seguì in Grecia la scrittura alfabetica di origine fenicia.
Fenici era la connotazione con cui i Greci indicavano la
popolazione semitica che abitava la costa orientale del m ar
Mediterraneo. Il nome era sicuramente riferibile
all’industria della porpora, che era particolarmente
produttiva in quella zona.
In questa zona, probabilmente nacque l’alfabeto, una scrittura di tipo fonetico, i cui segni
esprimevano un singolo suono consonantico.
Questo principio era già presente nella
scrittura egiziana, ma questa
popolazione non aveva avuto
consapevolezza del fenomeno. Gli
abitanti di Ugarit, invece, ne furono
consapevoli e questo è attestato dalle
tavolette che sono venute alla luce
durante gli scavi. Erano documenti
redatti in lingua semitica e databili XIII
secolo. In questi testi i singoli suoni
venivano espressi con singoli segni. I
Fenici adottarono il sistema di Ugarit,
senza gli scomodi segni cuneiformi.
Era nato l’ALFABETO, che si propagò in tutta la regione siro – palestinese e fu in uso per circa
sei secoli senza sostanziali mutamenti.
La scrittura fenicia non aveva necessità di scrivani specializzati, ma si prestava ad essere realizzata
anche dal popolino. Essa constava di 22 segni, che esprimevano le sole consonanti, mentre le vocali
potevano essere tranquillamente supplite dai lettori. La lettura era agevolata da segni di divisione,
mentre la direzione della scrittura era retrograda. I documenti in scrittura alfabetica fenicia sono
epigrafi realizzate su:
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1. Pietra;
2. Metallo;
3. Argilla;
4. Pelle e papiro (andati perduti).
ESEMPIO: EPIGRAFE trovata nel sepolcro di Ahiram re di Biblo. È un sepolcro in pietra, la cui faccia
anteriore della cassa presenta una scena in rilievo del re defunto, che riceve la libazione del figlio e
l’omaggio di altri personaggi. L’epigrafe corre su una riga per due lati del coperchio. La datazione è
oggetto di numerose controversie.
ESEMPIO: ISCRIZIONE incisa nella stele di Mesha re di Moab, trovata nel 1868, esalta le vittorie di
Mesha.
Una recente teoria vorrebbe sottrarre ai Fenici il merito di aver inventato l’alfabeto, ma dal momento
che questa ipotesi incontra numerosi ostacoli, è possibile lasciare ad essi il merito di questa
invenzione.
ALFABETO GRECO
I Greci, dopo essersi resi conto delle potenzialità dell’alfabeto, cominciarono ad associarvi inventori
mitici, tra cui:
Palamede;
⇒ Prometeo;
⇒ Muse ispirate da Zeus;
⇒ Ermete.
⇒
Nel contesto della scrittura, non si intendeva la lineare cretese, ma la scrittura usata già nel IX secolo,
ossia la scrittura alfabetica. Vi sono varie leggende legate alla nascita della scrittura, una di queste è
legata a CADMO, capo dei Fenici.
Erodoto narra che i Fenici con lui a capo sarebbero giunti in Beozia e q ui avrebbero
introdotto le LETTERE, che fino a quel momento erano sconosciute ai Greci. In
primo luogo, essi le avrebbero utilizzate come tutti i Fenici; in un secondo
momento essi vi avrebbero apportato delle modificazioni di carattere fonetico e
grafico. Esse sarebbero state quindi apprese dai Greci di Stirpe ionica. Cadmo
rimane un personaggio mitico, ma la notizia delle lettere risulta verosimile. La
notizia di Erodoto viene confermata anche da altre fonti:
Plutarco;
⇒
Epigrafe di Teo.
⇒
Anche i Romani
credettero che l’alfabeto greco fosse nato da quello fenicio e questo ci viene suggeri
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