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Epidemiologia 19-09-2019

Test: 20 risposta multipla + 1 risposta aperta. Ricordarle prima del parziale se si è sostenuto malattie infettive a TBA.

Le zoonosi sono malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo e viceversa.

Lo scopo principale dell’epidemiologia è quello di mettere in atto i comportamenti che mi aiutano ad evitare l’entrata di una malattia in una popolazione e che quella patologia possa diffondersi ad altri animali o alle persone.

In medicina veterinaria il fine ultimo è rappresentato dal miglioramento della produttività.

Il termine epidemiologia significa studio di tutte le caratteristiche di una popolazione.

Il termine popolazione va sempre specificato. Quale popolazione sto studiando?

Oltre a studiare la presenza di una data caratteristica, l’epidemiologia cerca di capire come mai quella determinata caratteristica è comparsa in quella popolazione.

Nello specifico intendiamo l’epidemiologia come lo studio della malattia nella popolazione e dei fattori che ne determinano la sua comparsa per identificare, pianificare, realizzare, valutare le priorità dei servizi in relazione alla prevenzione, cura e riabilitazione.

L’epidemiologia con lo studio di ciò che abbiamo intorno mi aiuta a determinare l’origine di una patologia la cui causa sia conosciuta. Attraverso l’epidemiologia posso controllare anche una malattia la cui causa sia sconosciuta.

In passato si parlava di epidemiologia per quanto riguarda l’uomo e l’epizoologia con le epizoozie per quanto riguarda gli animali, ormai questa divisione è superata e si parla di epidemiologia ed epidemiologi in generale.

Es: l’encefalopatia spongiforme bovina, comunemente chiamata mucca pazza, ha come agente eziologico il prione. Ma prima di sapere che questa malattia fosse sostenuta da questo prione, con l’epidemiologia si sono messi in atto tutti quei sistemi per evitare che la malattia si diffondesse ulteriormente.

Dobbiamo trasformarci in tanti investigatori, raccogliere indizi e dati.

Attraverso la raccolta dei dati acquisisco informazioni sulla storia di questa malattia o di questa popolazione.

Gli agenti patogeni derivano da animali, persone, ambienti, cibo, acqua etc.

Per combattere una malattia devo conoscere la sua ecologia.

Es: leishmaniosi -> insetticida repellente.

Valutazione costi-benefici: ricordiamo sempre che ogni intervento ha un costo, quindi dobbiamo essere bravi a scegliere l’intervento efficace e con un costo adeguato ai benefici ottenuti.

Possibilità di approccio

Ho diverse possibilità di approccio:

Epidemiologia descrittiva

Comprende l’osservazione e la registrazione delle malattie e dei possibili fattori causali. Consiste nel registrare i dati ed è il primo approccio che utilizzo nella maggior parte dei casi. È l’approccio più intuitivo.

Epidemiologia analitica

Analisi delle osservazioni utilizzando metodi statistici e prove di laboratorio. Dopo aver raccolto i miei dati posso usarli in laboratorio per eseguire dei test pratici e statistici che mi permetteranno di tirare delle conclusioni su ciò che accade alla popolazione.

Epidemiologia sperimentale

Osservazione ed analisi dei dati dai gruppi di animali dai quali è possibile selezionare e modificare i fattori associati con i gruppi. È il classico esperimento per cui posso prendere due gruppi di animali, in un gruppo somministro una causa, nell’altro no e vedo se ci sono delle differenze. Se ci sono differenze posso concludere che quello che ho osservato è legato alla causa che ho inserito all’interno di quella popolazione.

Epidemiologia teoretica

Rappresentazione della malattia utilizzando modelli matematici in grado di simulare il decorso naturale dell’infezione. Prendo tutti i dati, li inserisco in un PC e lui mi dice qual è la causa.

Altre discipline epidemiologiche

  • Epidemiologia clinica -> frequenza e cause di malattia, validità dei test diagnostici, efficacia delle tecniche terapeutiche e profilattiche.
  • Epidemiologia informatica -> Modelli matematici, sistemi esperti.
  • Epidemiologia genetica: ricerca del DNA -> Fattori genetici, individuali e ereditari.
  • Epidemiologia molecolare -> Indagini spaziali.

Metodo epidemiologico

Tabella che schematizza il metodo epidemiologico:

  1. Vado in campo, faccio osservazioni, raccolgo dati.
  2. Valutazione qualitativa: la storia naturale della malattia: osservazioni di campo, distribuzione della malattia, modalità trasmissione e di persistenza ecc.

    Devo raccogliere i dati, ovvero la storia naturale di quella popolazione.

    Questi primi dati mi permettere di attuare il test delle ipotesi causali: se le osservazioni di campo suggeriscono che certi fattori possono essere “causalmente” associati con una malattia, l’associazione deve essere valutata formulando un’ipotesi causale e utilizzando test statistici.

    Es: se ci sono maschi o femmine.

    Vado in un allevamento e mi accorgo che i cani hanno la diarrea, ipotizzo che abbiamo la parvovirosi, raccolgo un campione di feci e lo porto in laboratorio per confermare o meno la mia ipotesi causale.

  3. Valutazione quantitativa: coinvolgono la misura, n° dei casi di malattia, e quindi l’espressione e l’analisi dei valori numerici vado a definire quanti animali sono ammalati o meno e riesco a capire la gravità della situazione.

Misura del numero di casi di malattia

La misura del numero di casi di malattia può essere fatto attraverso diversi sistemi:

Rilevamenti

Rilevamenti, surveys: approccio più semplice. Entro in una popolazione, faccio il conteggio degli animali presenti e vedo quanti di questi manifestano o meno la caratteristica che sto cercando, presenza di particolari malattie, peso, produzione lattea etc.

Faccio uno screening delle caratteristiche che possono essere trasversali o longitudinali, prospettivi e retrospettivi.

Posso fare un rilevamento trasversale in un determinato tempo, ad esempio oggi, oppure un rilevamento longitudinale, cioè che sono eseguiti nel tempo.

I rilevamenti longitudinali sono prospettivi o retrospettivi.

Più trasversali costituiscono un rilevamento longitudinale.

Monitoraggio e sorveglianza

Monitoraggio, monitoring, e la sorveglianza, surveillance: questi due termini non sono sinonimi. Nel monitoraggio non vado a identificare l’animale o il campione è l’esecuzione periodica di osservazioni sulla salute, produttività, fattori ambientali e sulla trasmissione di queste osservazioni, mentre la sorveglianza si ottiene quando i campioni o gli animali sono identificati ed è una forma di registrazione dei dati più intensiva rispetto al monitoraggio.

L’Italia è sottoposta a sorveglianza per la brucellosi ed encefalopatia spongiformi.

La sorveglianza costa molto di più per cui viene delegata solo a certe patologie pericolose per uomo e animali.

Sorveglianza epidemiologica

L’uso dell’epidemiologia per identificare, pianificare, programmare, gestire e valutare i servizi fondamentali per mantenere o migliorare lo stato sanitario delle popolazioni. Non è solo comunicazione passiva della malattia con l’obiettivo di accertarne l’esistenza, la distribuzione spaziale e temporale e la frequenza, ma è analisi critica degli eventi per intraprendere azioni.

L’identificazione e la quantificazione del ruolo dei fattori di rischio, quindi, rientra tra le attività della sorveglianza epidemiologica e serve poi per la programmazione delle attività di polizia veterinaria, vigilanza.

Vigilanza veterinaria

È un insieme di misure permanenti cui sono soggette tutta una serie di imprese zootecniche o connesse la zootecnia, che mira a prevenire le malattie o i problemi sanitari ed a rarefare le occasioni di contagio, o di diffusione dei problemi sanitari, create dalle elevate concentrazioni di agenti patogeni, viventi e non viventi.

È una tipica azione di polizia veterinaria.

La sorveglianza mira ad avere una fotografia il più possibile fedele della realtà per prendere decisioni, quindi si interessa in eguale misura a positivi e negativi.

La vigilanza raccoglie i dati in maniera estremamente mirata, si interessa dei positivi e non sa che farsene dei negativi.

Studi

Studi, studies: riguarda sempre il confronto fra gruppi di animali.

Esistono diversi tipi di studio:

Studi sperimentali

Studi sperimentali: permette la separazione dei fattori associati con la malattia dagli altri fattori che potrebbero essere importanti nel determinare il focolaio. L’investigatore ha la possibilità di collocare gli animali in vari gruppi, in accordo con i fattori che l’investigatore può casualmente assegnare agli animali. Posso infettare gli animali con un determinato patogeno, ma non è naturale. Non è detto che riesca ad avere esattamente quello che è il comportamento di quel patogeno in natura.

Esempio: la prova clinica.

Svantaggi: problemi etici, economici.

Studi osservazionali

Studi osservazionali: studiano l’evoluzione naturale della malattia, non infetto gli animali ma vado a vedere in natura quali sono gli effetti e quali no. Gli animali sono collocati in gruppi in base a certe caratteristiche che possiedono, malattia. Non è possibile assegnare casualmente gli animali ai diversi gruppi poiché l’investigatore ha scarso controllo sui fattori oggetto di studio, sesso, peso, dieta.

Studi trasversali di prevalenza o cross-sectional study

Studi trasversali di prevalenza o cross-sectional study: permette di studiare le relazioni tra la malattia in una popolazione e i fattori causali ipotizzati. Gli animali vengono classificati in accordo alla presenza/assenza della malattia e ai fattori causali ipotizzati, fattori di rischio. È uno studio in cui un campione viene osservato in un singolo punto nel tempo. La selezione degli animali è fatta senza tener conto né dell’esposizione, né dello stato di malattia.

Lo scopo fondamentale è quello di stimare l’entità di un fenomeno, ad esempio la prevalenza di una malattia.

Ho due allevamenti, uno ha la gastroenterite emorragica, l’altro no. Non sono stato io a contaminare come in uno studio sperimentale, ma vado a vedere ad oggi che succede. Gli animali vengono classificati in base alla presenza/assenza della malattia, in base a cosa mangiano, elenco ipotesi nella raccolta dati e vedo se quello che io ipotizzo si trova in un gruppo piuttosto che nell’altro e lo faccio oggi. Questo approccio permette di calcolare la prevalenza di una malattia, ovvero quanta malattia è presente in quel gruppo di animali.

Studi longitudinali

Studi longitudinali.

Studi caso-controllo: paragona un gruppo di animali ammalati con un gruppo di animali sani in funzione dell’esposizione al fattore causale ipotizzato.

La selezione degli animali avviene sulla base dello stato, caso, o meno, controllo, di malattia. Mentre nel trasversale io vengo qui e cerco quella caratteristica, chi ce l’ha e chi non ce l’ha e vedo quali sono i fattori di rischio che hanno inciso, in questo studio invece, io, a priori so dove la malattia è presente e dove la malattia è assente. Quindi avrò il controllo, ovvero l’allevamento dove la malattia non si è manifestata, e i

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Scienze mediche MED/07 Microbiologia e microbiologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentina.nuvolina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di microbiologia ed epidemiologia veterinaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Di Francesco Cristina Esmeralda.
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