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eterotteri quando le ali anteriori sono sclerificate per ¾ e l’ultima parte è

 membranosa e quindi le due parti di ali hanno consistenze diverse (in questo

caso le ali anteriori sono chiamate emielitre);

omotteri quando le ali hanno consistenza uguale (sono membranose o

 sclerificate).

I Coleotteri hanno le ali anteriori fortemente sclerificate e hanno delle sculture sulle

ali anteriori (le ali anteriori, in questo caso vengono chiamate elitre). Generalmente i

Coleotteri hanno le ali che coprono tutto il corpo. Le elitre (ali anteriori), nei

Coleotteri, hanno la funzione di timone. I Coleotteri Cerambicidi hanno le antenne

lamelliformi e per questo motivo questa famiglia di insetti si chiamava Coleotteri

Lamelliformi. I Coleotteri Stafilinidi abitano al livello del suolo e sono dei predatori.

Le elitre sono utilizzate come timone e le ali posteriori vengono estroflesse e vengono

utilizzate per il volo. Alcune specie di Coleotteri si sono adattate a non volare quindi

hanno le elitre saldate e le ali posteriori si sono atrofizzate.

Gli insetti appartenenti all’ordine dei Ditteri hanno solo le ali anteriori perché le ali

posteriori si sono modificate in bilancieri. I bilancieri hanno dei sensori che

avvertono l’insetto del cambiamento dei movimenti di volo. I Ditteri non hanno

l’addome peduncolato e hanno il capo quasi interamente occupato dagli occhi

composti. Ci sono dei Ditteri che assomigliano molto agli Imenotteri.

Tra un urite e l’altro ci sono delle membrane che sono più elastiche dell’urite e quindi

l’insetto può allungare il proprio corpo. Le parti più elastiche sono più chiare. Negli

insetti, il pene si trova sul nono urite e l’edeago serve anche per riconoscere le specie

(i peni sono diversi per evitare la copula tra insetti di specie diverse). Gli insetti di

sesso femminile hanno tre paia di valve e sono concave. Le uova che sono state

deposte all’interno del substrato sono più protette dai nemici naturali, dalle avversità

naturali e dagli insetticidi. I fori di sfarfallamento coincide all’incirca alla forma

dell’adulto.

Si ha l’addome sessile quando gli ultimi segmenti del torace hanno all’incirca le

stesse dimensioni dell’addome.

Gli Imenotteri Apocriti sono dei parassiti di altri insetti.

Le femmine si riconoscono facilmente perché hanno un addome più grande e

arrotondato rispetto al torace dei maschi. L’addome si può rigonfiare perché le

femmine hanno le uova all’interno di esso e anche perché in alcuni insetti sociali

sono delle dispense viventi di cibo (la sacca in cui immagazzinano il cibo si chiama

ingluvie) in cui immagazzinano il cibo e nel periodo di necessità questi insetti

rigurgitano le sostanze zuccherine.

L’ovodepositore morfologico è composto da tre paia di valve (il primo paio di valve

sta sull’ottavo urite mentre le altre due paia si trovano sul nono urite). L’unione di

queste tre paia di valve si fondono per formare l’ovodepositore.

Gli Ortotteri Celiferi hanno un corpo più lungo perché depongono le uova all’interno

del terreno.

Le uova degli insetti possono essere deposte singolarmente o in ovature, in

quest’ultimo caso esse sono ricoperte dalle strutture per proteggere le uova chiamate

ooteche fatte da diverse sostanze.

Gli insetti possono produrre diversi secreti prodotti da:

ghiandole colleteriche: attaccano le uova sulle foglie o formano le ooteche. I

 Mantoidei e i Blattoidei depongono le uova all’interno di ooteche. Le ooteche

dei Blattoidei sono scure e assomigliano ad una borsa. Gli Ortotteri Ensiferi

fanno un ovodepositore abbastanza lungo chiamato ovodepositore a spada. Gli

Ensiferi sono tipici degli ambienti poco aridi e depongono le uova

singolarmente e all’interno del terreno e dei tessuti vegetali.

I Celiferi hanno antenne corte mentre gli Ensiferi hanno le antenne lunghe.

I Tisanotteri Terebranti provocano i danni sia con l’apparato boccale sia con

l’ovodepositore.

I Rincoti hanno l’apparato boccale pungente succhiante e possono essere dei vettori

di virus. Alcuni Emitteri possono avere l’ovodepositore morfologico.

Un ovodepositore morfologico ce l’hanno anche gli Imenotteri Sinfiti che depongono

all’interno dei tessuti vegetali (è un ovodepositore seghettato e quindi lacerano i

tessuti). All’interno dei Sinfiti si possono trovare le Tentredini che provocano i danni

alle colture (depongono le uova all’interno del ricettacolo del fiore).

Gli Imenotteri si possono dividere in due classi:

Imenotteri Sinfiti;

 Imenotteri Apocriti. Tutti gli Apocriti hanno l’ovodepositore morfologico.

 Inoltre gli Imenotteri Apocriti si possono dividere a loro volta in due gruppi:

Imenotteri Apocriti Aculeati;

 Imenotteri Apocriti Terebranti.

Gli Imenotteri Apocriti Aculeati hanno l’aculeo che parte dall’addome. La terebra

non viene introflessa nell’addome (sta sempre di fuori), l’aculeo viene introflesso

all’interno dell’addome.

Gli insetti con l’aculeo, quando pungono, perdono anche una parte di addome e

quindi muoiono. L’addome è composto da dieci uriti.

I Ditteri Tripetidi hanno l’ovodepositore di sostituzione sclerificato.

Nella parte inferiore dell’addome si hanno le pseudozampe che sono appendici

transitorie perché ce l’hanno solo le larve.

La famiglia dei Geometridi (chiamati anche misurini) hanno le pseudozampe sul

sesto e sul decimo urite e quando camminano hanno una specie di gobba.

All’interno di alcuni frutti si possono trovare le larve delle Tentredini o dei

Lepidotteri (le larve dei Sinfiti hanno le pseudozampe che partono dal secondo urite).

Le larve degli Imenotteri Sinfiti hanno la testa che assomigliano a una pallina.

Le pseudozampe ce le hanno le larve dei Lepidotteri e degli Imenotteri Sinfiti. Altre

appendici addominali sono i cerci che si trovano sul decimo urite (nel caso dei

Dermatteri). I cerci servono agli insetti per difendersi e per la copula (gli insetti che

hanno i cerci hanno attività predatoria).

Si può trovare anche il pigopodio o piede anale (è il caso delle larve di un Coleottero

Crisomelide che è gibbosa e oligopoda). In alcuni Lampiridi il pigopodio serve per la

pulizia. Si può avere la presenza contemporanea del pigopodio e degli urogonfi

(possono avere funzione sensoriale) come nel caso dei Coleotteri Campodeiformi.

L’apparato tegumentale degli insetti ha anche la funzione di sostegno ai muscoli e di

contenere gli organi.

La membrana basale è fatta da fibre di collagene e si pensa che sia prodotta

dall’epidermide e serve a separare l’esoscheletro dal resto del corpo. Al di sopra della

membrana basale si ha l’epidermide ed è l’unica parte viva dell’apparato tegumentale

(l’epidermide produce la cuticola). La cuticola si divide in una parte più esterna e in

una parte più interna.

Gli Isotteri hanno le ali uguali e gli Imenotteri hanno le ali membranacee. I Rincoti

Omotteri hanno le ali uniformi come consistenza (sono interamente membranacee)

mentre i Rincoti Eterotteri hanno una porzione di ali sclerificate (precisamente quella

prossimale) e una porzione membranosa (quella distale); nel caso dei Rincoti

Eterotteri le ali si definiscono emielitre.

L’ovodepositore morfologico è formato da tre paia di valve posizionate sull’ottavo e

sul nono segmento. L’ovodepositore di sostituzione si trova sull’ottavo e sul nono

segmento addominale. Negli Ortotteri Ensiferi l’ovodepositore è molto lungo. Gli

Imenotteri Aculeati l’ovodepositore morfologico è trasformato in aculeo.

Le altri appendici dell’addome sono le vescicole che hanno la funzione respiratoria, i

cerci che hanno funzione sensoriale o respiratoria e le pseudozampe.

SISTEMA TEGUMENTALE

L’apparato tegumentale è un luogo di secrezione perché ci sono delle ghiandole

esocrine e proteggono gli insetti dagli agenti esterni. L’esoscheletro svolge la

funzione di attaccare i muscoli. L’apparato tegumentale è composto (dall’interno

verso l’esterno):

membrana basale che si pensa che sia prodotta dall’epitelio ed è di natura

 connettivale (è fatta da fibre di collagene);

dall’epidermide;

 tutto quello che sta sopra l’epidermide è la cuticola.

L’epidermide è composta da cellule di forma diversa e l’epidermide è fatta da cellule

vive. L’epidermide produce la cuticola che è una parte morta. Tramite i porocanali, le

ghiandole portano all’esterno il loro secreto. Grazie alla muta, le forme giovanili

degli insetti crescono in lunghezza. La muta è “comandata” dagli ormoni. Ad ogni

muta la cuticola viene digerita e viene ricostruita l’epidermide. La cuticola ha la

funzione di proteggere il corpo dell’insetto e gli conferisce una certa rigidità

meccanica e una certa elasticità. La cuticola si divide in epicuticola (strato più esterno

in cui ci sono dei processi tegumentali che sono una specie di spine e delle cunette) e

procuticola che si divide a sua volta in esocuticola e in endocuticola. La cuticola è

uno strato inerte in cui non ci sono le cellule ma si possono trovare le terminazioni

nervose. L’epicuticola è formata da lipoproteine e lo strato esterno dell’epicuticola è

chiamato strato del cemento. Inoltre si ha uno strato ceroso e uno strato cuticolinico

(proteine dapprima soffici che vengono ossidate e tannizzate e si trasformano in

sclerotina). Quello che si compra con il nome di insetticida si fa riferimento al

formulato commerciale (non c’è solo il principio attivo e i coformulanti). Se si deve

utilizzare un principio attivo che deve penetrare la cuticola deve essere liposolubile.

L’esocuticola è lo strato più esterno della procuticola. Nell’esocuticola si concentrano

tutti i colori. L’esocuticola fornisce ulteriore durezza all’epidermide. L’endocuticola è

lo strato più spesso e viene attraversato da numerosi porocanali e questo strato è

costituito da chitina (che ha come caratteristiche flessibilità e elasticità). In alcune

aree dell’insetto (come nelle zampe saltatorie) si trova un’altra proteina chiamata

resilina che fornisce ulteriore elasticità alle zampe. La superficie esterna del

tegumento può essere liscia e possono essere presenti delle microscolture. Ci sono le

squame che si possono considerare dei peli appiattiti. Le setole, i peli e le squame

sono delle appendici. Anche le squame sono prodotte dalle cellule tricogene e sono

sovrapposte. Si trovano anche le articolazioni. A livello delle articolazioni ci sono

delle membrane che mancano di sclerotina. Le strutture articolari sono formate dalle

prominenze e concavità (acetaboli). Si ha anche un endoscheletro che non è altro che

delle rientranze dell’esoscheletro. L’endoscheletro ha la funzione di contenere gli

organi e servono per aumentare la superficie di attacco dei muscoli). Ad esempio nel

capo si trova una struttura che si chiama tentorio che tiene fermi il cervello e

l’esofago. Nel torace si ha due lamine che servono per attaccare i muscoli. Alcune

specie di insetti sono colto colorate. Tra gli insetti ci sono dei regolatori di crescita

che possono inibire la formazione di chitina (gli insetti hanno dei problemi a fare la

muta e gli ormoni). Ci sono anche dei colori chimici che sono dei pigmenti che si

trovano nel corpo dell’insetto e si degradano in poco tempo. I pigmenti possono

essere gli stessi delle foglie e dei frutti (verde, rosso, giallo, etc.). I pigmenti possono

stare nell’esocuticola o nel grasso degli insetti (tessuto adiposo) o nell’emolinfa.

Varie sono le funzioni della colorazione durante la vita dell’insetto, si possono avere

dei colori che indicano che quella specie ha gli strumenti di offesa (colore giallo) o

delle sostanze tossiche. Possono essere degli avvertimenti per gli uccelli. Possono

avere delle colorazioni premonitrici che si chiamano anche aposemantiche. Ci

possono essere anche delle colorazioni foberiche che spaventano i predatori. Si può

avere anche delle specie mimetiche che utilizzano i mimi. Queste specie imitano che

ha dei mezzi di offesa o di difesa anche se l’insetto in questione ne è privo

(colorazioni pseudoaposemantiche) oppure imitano l’ambiente circostante quindi si

confondono con l’ambiente circostante (mimetismo criptico). I Lepidotteri Sesidi non

hanno le ali con le squame ma sono trasparenti.

SISTEMA CIRCOLATORIO

L’azione dell’emolinfa, oltre a avere la funzione trofica e leucocitaria, ha la funzione

di aumentare la pressione dell’emolinfa tramite la contrazione dei muscoli

(sfarfallamento, funzione di togliere l’esoscheletro durante la muta), quindi ha anche

funzione meccanica. Le neanidi e le ninfe degli Odonati escono dall’acqua, si

aggrappano ad un sostegno rigido come un ramo e aumenta la sua pressione interna

tramite una specie di pompa e leva il vecchio esoscheletro (l’esoscheletro si rompe

sulle linee di minore resistenza). La circolazione dell’emolinfa non si svolge lungo

una sola direzione ma può essere invertita. I ventricoliti sono delle invaginazioni

(presenti in un numero compreso tra 1 e 19). Il cuore ha dei muscoli propri che

utilizza durante la compressione chiamata sistole. Durante la sistole si ha la

contrazione dei ventricoli, si chiudono gli ostioli, l’emolinfa va nell’aorta per

raggiungere il cerebro e poi, tramite un “condotto” l’emolinfa raggiunge il resto del

corpo. Per far entrare l’emolinfa nel cuore si ha il rilassamento dei muscoli propri del

cuore e la contrazione dei muscoli alari. A seconda dello stadio fisiologico

dell’insetto, cambia il battito (cioè il periodo tra sistole e diastole). Il battito cardiaco

è condizionato dal fotoperiodo e dagli ormoni. Alcuni gruppi di insetti, quando sono

disturbati (pensano di essere in pericolo) fanno fuoriuscire delle gocce di emolinfa

spesso in corrispondenza delle membrane articolari (si rompono le membrane

articolari): questo fenomeno si chiama autoemorrea. Per esempio i Coleotteri

Coccinellidi hanno il fenomeno di autoemorrea come sistema di difesa. Inoltre si può

anche avere un altro fenomeno chiamato pseudoautoemorrea perché non è l’emolinfa

che fuoriesce ma, negli afidi, fuoriesce della cera dai sifoni e si pensa che, oltre alla

produzione di cera, si ha anche la produzione di feromone di allarme.

SISTEMA DIGERENTE

Il sistema digerente degli insetti può essere immaginato come un tubo che va

dall’apertura boccale all’apertura anale. Si può notare un intestino anteriore chiamato

stomodeo che va dall’apertura boccale alla valvola cardiaca (l’intestino anteriore e

l’intestino posteriore possono essere considerati delle invaginazioni dell’epidermide).

Si ha un intestino medio dove si svolgono tutte le attività enzimatiche e quindi la

digestione e l’assorbimento degli alimenti (l’intestino medio ha origine endodermica,

è delimitato dalla valvola cardiaca e dalla valvola pilorica). L’intestino medio è

chiamato anche mesentero. Dopo il mesentero c’è il proctodeo che va dalla valvola

pilorica fino all’apertura anale. Nella parte del mesentero ci sono i tubi malpighiani

che hanno la funzione escretoria (sarebbero come una specie di reni e secernono una

soluzione acquosa di sali minerali e altre sostanze). L’ultimo tratto dell’esofago, e

quindi dello stomodeo, si possono trovare delle particolari formazioni in relazione

all’alimentazione dell’insetto:

ingluvie: l’alimentazione dell’insetto è liquida (come negli Imenotteri

 Apoidei);

ventriglio: l’alimentazione dell’insetto è solida (come negli Ortotteri Celiferi).

Nelle api, l’ingluvie è la borsa del nettare e, quando deve essere spostato dal fiore

all’alveare, viene utilizzata questo organo. Inoltre l’ingluvie viene utilizzata anche per

spostare il nettare all’interno dell’alveare. L’ingluvie può assumere delle dimensioni

molto grandi negli insetti sociali. L’ingluvie in questo caso ha la funzione di stomaco

sociale (nel periodo di carenza di cibo, gli insetti con l’ingluvie ingrossato vengono

stimolati a rigurgitare). Nelle zanzare femmine l’ingluvie si è modificata in borsa del

sangue. Nei Ditteri Culicidi solo le femmine fanno il bottino di sangue.

Il ventriglio è uno stomaco masticatore paragonabile a quello degli uccelli. Questo

stomaco serve sia come deposito e come fonte di un ulteriore masticazione del bolo.

Negli Ortotteri si ha una prima masticazione al livello della mandibola, una seconda

masticazione al livello delle lacinie e una terza masticazione al livello del ventriglio.

Lo stomodeo è di origine ectodermica e quindi è presente un’intima cuticolare.

Solo nel mesentero si ha l’assorbimento delle sostanze nutritive e qui si ha la maggior

parte dell’attività digestiva. È di origine endodermica e quindi non è presente l’intima

cuticolare. La membrana peritrofica serve per proteggere il mesentero. L’epitelio del

mesentero è monostratificata e, a seconda dell’età e della forma delle cellule, prende

dei nomi diversi. Le cellule più giovani (che non sono ancora attive) sono situate alla

base dell’epitelio e sono ammassate nelle cripte. Queste cellule producono gli enzimi

digestivi (prima producono gli enzimi e poi li secernono). Le cellule che secernono

gli enzimi hanno dei microvilli che hanno la funzione di aumentare la superficie di

rilascio degli enzimi. Le cellule secernenti sono orlate da un velo di villi chiamato

rabdorio.

Il proctodeo è di natura ectodermica e non ha solo la funzione di espellere le feci, ma

nel proctodeo sboccano anche i tubi malpighiani e questa parte di intestino ha la

funzione di riassorbimento dell’acqua e dei sali minerali. L’acqua viene riassorbita

dall’ano. Nel proctodeo si ha un’intima cuticolare più sviluppata e più porosa. Ci

sono tre strati di muscoli e si ha la membrana peritoneale all’esterno di questo tratto.

Il sistema digerente degli insetti può essere paragonato ad un tubo.

In linea generale i fitofagi hanno un intestino più lungo rispetto agli insetti zoofagi. A

seconda del regime alimentare cambiano anche gli enzimi digestivi (gli insetti

zoofagi hanno enzimi che digeriscono le proteine e i grassi chiamati proteasi e lipasi;

negli insetti che si nutrono di cellulosa e linfa prevalgono gli enzimi che degradano i

glucidi). Gli insetti che si nutrono di legno hanno una dieta molto povera e instaurano

delle simbiosi con dei batteri che sono anche una fonte di azoto. Degli insetti

fitomizi, come gli afidi, hanno delle simbiosi e hanno degli enzimi atti a digerire i

glucidi, si può avere anche la digestione extraorale cioè avviene prima che il cibo

entri nel corpo: viene emessa la saliva che ha gli enzimi digestivi (gli afidi producono

delle bollosità e degli accartocciamenti delle foglie).

Il sistema digerente può essere immaginato come un tubo che va dall’apertura

boccale all’apertura anale e può essere più o meno contorto a seconda

dell’alimentazione dell’insetto. L’intestino medio non ha l’intima cuticolare. Il

ventriglio degli Ortotteri ha la funzione di compiere una terza masticazione (il

ventriglio può essere immaginato allo stomaco muscolare degli uccelli) ed è fatto da

chitina. Inoltre, il ventriglio mescola il bolo con la saliva e lo prepara per l’entrata

nell’intestino medio. Nell’intestino medio si ha l’assorbimento delle unità alimentari

dell’alimento che vengono assorbite dalle cellule caliciformi e passano direttamente

nell’emolinfa. La membrana peritrofica non fa altro che tenere separato l’intestino dal

cibo. Attraverso la membrana peritrofica entrano nell’intestino gli enzimi (infatti è

una membrana dializzante) e questi enzimi digeriscono l’alimento. Nell’intestino

medio avviene la digestione e l’assorbimento degli alimenti e il proctodeo assorbe

l’acqua e i sali minerali che vengono “scartati” dai tubi malpighiani. È molto

importante l’assorbimento dell’acqua perché condiziona la longevità dell’insetto. Gli

insetti fitofagi hanno l’intestino più lungo degli insetti zoofagi.

Alcuni insetti hanno la digestione extraorale. Gli afidi e gli altri insetti con l’apparato

boccale pungente succhiante, hanno gli stiletti di protezione e formano il cono

stilettare. I predatori sono molto veloci mentre i fitofagi sono molto lenti.

I fitomizi hanno due canali orali: con un canale emettono la saliva che contiene gli

enzimi digestivi e con un canale orale succhiano l’alimento.

Si ha sia una digestione enzimatica che inizia già nella saliva e si ha una digestione

microbica che in qualche modo hanno tutti gli insetti. Moltissimi insetti hanno delle

simbiosi con dei microrganismi, questi simbionti vivono all’interno del corpo degli

insetti che hanno un’alimentazione monotematica come l’alimentazione a base di

cellulosa e lignina (questi microrganismi sono anche una fonte di proteine).

Si hanno anche gli intestini di fabbrica speciale come quelli degli Emitteri Omotteri

che producono gli escrementi denominati melata (sono più importanti i danni prodotti

dalla melata che i danni prodotti dalle punture degli insetti perché sulla melata si

sviluppano i funghi chiamati fumaggine, in questo caso non si deve dare un

antifungino ma si deve combattere gli insetti che producono la melata).

Se si trovano delle formiche su una pianta si deve andare a cercare gli afidi che, di

solito, stanno sugli apici vegetativi. Le cocciniglie hanno un apparato che ricopre

tutto il corpo. Questi insetti che hanno un’alimentazione liquida, che è composta da

molta acqua e zuccheri e poche proteine, hanno un sistema situato al livello del

mesentero in cui la parte iniziale e la parte finale hanno unite in modo tale che

l’acqua e gli zuccheri vanno direttamente nel proctodeo mentre le proteine vanno nel

mesentero e vengono digerite.

Chi ha la camera filtrante produce melata.

Si chiama endosimbiosi quando gli organismi simbiotici vivono all’interno

dell’organismo ospite. Il vantaggio dell’insetto consiste nell’aiuto dell’assimilazione

del nutrimento, il microrganismo ha il beneficio di essere disperso dall’insetto. Si ha

anche delle ectosimbiosi che riguardano soprattutto dei funghi come nell’esempio

degli Scolitidi. Gli Scolitidi vengono anche chiamati ambrosia beetles e sono degli

insetti xilofagi. In alcuni casi può capitare che alcune specie di Scolitidi trasportano

dei funghi che causano la grafiosi dell’olmo.

Le formiche, oltre ad “allevare” gli afidi, allevano anche altri insetti e coltivano anche

dei funghi.

Il corredo dei batteri (ectosimbiosi), in questo caso della mosca delle olive, viene

trasmessa dalla madre ai figli che, nelle prime fasi larvali, aiuta alla larva ad integrare

la dieta. Degli antibatterici inibiscono lo sviluppo delle larve della mosca delle olive

(non si sviluppa il corredo batterico). Gli antibatterici a base di rame possono essere

utili al controllo della mosca delle olive.

SISTEMA NERVOSO

Il sistema nervoso si divide in sistema nervoso centrale, sistema nervoso periferico e

sistema nervoso viscerale (dal capo verso l’addome). È un sistema molto complesso

dove vengono elaborate tutte le informazioni. L’unità elementare del sistema nervoso

sono i neuroni formati da delle fibre (dentridi), da un corpo cellulare dove c’è il

nucleo e l’assone. L’assone trasporta un impulso dal corpo cellulare a un’altra cellula

nervosa, i dentridi portano l’impulso dall’assone di una cellula vicina al corpo

cellulare. L’impulso all’interno del sistema nervoso è di tipo elettrico. Ci possono

essere dei nervi o degli ammassi di cellule chiamati gangli. Negli insetti si trovano

vari tipi di neuroni. A seconda della funzione dei neuroni si dividono in neuroni

sensoriali (portano gli stimoli alla periferia del corpo verso i gangli), all’interno dei

gangli ci sono dei neuroni che trasportano l’impulso dei gangli alla periferia (per

esempio verso i muscoli). Ci sono vari tipi di neuroni: neuroni sensoriali, neuroni

efferenti, neuroni associativi o anche neuroni motori che trasportano l’impulso dai

gangli al muscolo. Una cellula nervosa e l’altra sono collegate attraverso le sinapsi.

L’impulso tra una cellula e l’altra si trasmette attraverso una sostanza chimica

chiamata acetilcolina. Grazie alla concentrazione degli ioni positivi e negativi si

genera una carica elettrica. Per neutralizzare l’acetilcolina, essa viene scissa in acido

acetico e in colina dall’enzima acetilcolinesterasi pena la paralisi dell’insetto perché

l’impulso non cessa. I neurotossici si dividono in primari che distruggono le cellule

nervose e in secondari che agiscono da mediatori chimici. L’acetilcolina viene

prodotta dalle cellule nervose e viene immagazzinata nelle vescicole. Quando deve

trasferire un impulso, si libera l’acetilcolina negli spazi sinapsici. Sulla membrana del

dentrido successivo ci sono dei villi che si attivano quando lo spazio viene occupato

da una molecola di una determinata forma. Quando l’acetilcolina va a incontrarsi nei

recettori si ha il trasferimento di uno ione sodio (canali del sodio) se si ha il

trasferimento dell’impulso elettrico. I fosforganici e i carbammati bloccano l’azione

dell’enzima acetilcolinesterasi e quindi si ha il passaggio continuo di acetilcolina e

quindi si ha la paralisi dell’insetto. Questo tipo di trasferimento dell’impulso nervoso

ce l’hanno anche i vertebrati e quindi anche l’uomo (i fosforganici e i carbammati

sono tossici anche per l’uomo). Particolare attenzione va alla distribuzione di queste

molecole.

Si può immaginare il sistema nervoso centrale originariamente come una coppia di

gangli per ogni segmento del corpo dell’insetto (i gangli sono degli ammassi di

cellule nervose). Inoltre i gangli sono collegati tra loro longitudinalmente dalle fibre

nervose ma poi i gangli si sono fusi insieme con l’evoluzione. Nel cerebro si sono

formati due ammassi di gangli collegati tra loro dal cingolo periesofageo. Il cerebro

si divide in tre parti:

protocerebro;

 deutocerebro;

 tritocerebro.

Lo gnatocerebro innerva tutte le appendici boccali.

Nel protocerebro si ha i lobi ottici e una pars intercerebralis in cui ci sono delle

cellule secernenti (precisamente secernono l’ormone cerebrale che “comanda” la

produzione di tutti gli ormoni). Nel deutocerebro arrivano gli impulsi che arrivano

dalle antenne. Il tritocerebro innerva parte dell’apparato boccale. Dal tritocerebro

parte delle innervazione che collegano il sistema nervoso viscerale. Dallo

gnatocerebro parte la catena gangliale ventrale. Gli insetti hanno una memoria:

preferiscono la pianta su cui sono cresciuti. I gangli che si trovano in ogni segmento

innervano tutte le appendici che si trovano in quel segmento. Si ha un sistema

nervoso periferico che comprende i neuroni motori che innervano i muscoli e anche i

neuroni sensoriali che innervano i sensilli. Naturalmente il sistema nervoso periferico

si trova in tutto il corpo dell’insetto ed è collegato con quello centrale.

SISTEMA SENSORIALE

Il sistema sensoriale è composto dai sensilli specializzati a prendere gli stimoli esterni

e si trovano sulla parte esterna della cuticola. È composto da molti pori da cui

penetrano delle sostanze chimiche che sono alla base dell’impulso. Ogni sensillo è

formato da una o più cellule. I meccanorecettori sono in grado di sentire delle

differenze di pressione sulla loro cuticola. I chemiorecettori sono dei sensilli che

percepiscono le sostanze chimiche. Per essere un chemiorecettore, i sensilli devono

avere dei pori per far entrare le sostanze chimiche (i sensilli gustativi hanno uno o

pochi pori e i sensilli olfattivi hanno molti pori). Le sostanze chimiche disperse

nell’aria e nell’acqua si devono legare ad altre molecole per dare inizio ad un impulso

nervoso. Sulle antenne ci sono i sensilli olfattivi e, moltissimi insetti (in particolare i

Lepidotteri notturni), hanno diformismo antennale. Le femmine sono rappresentate

come delle fonti puntiformi di feromoni sessuali. La concentrazione dei feromoni

sessuali è più elevato in prossimità della femmina, i maschi fanno un volo

controvento per trovare le femmine.

I sensilli sono collegati al sistema nervoso centrale e poi gli impulsi vengono

trasformati in azioni. Gli insetti hanno occhi composti che sonno innervati dai nervi

dal protocerebro. Gli ocelli servono per captare la luce polarizzata. Gli insetti diurni

percepiscono l’immagine come una serie di “tessere” l’una vicino all’altra perché

ogni lente corneale percepisce una parte di immagine che poi viene inviata al

cervello. La vista con la sovrapposizione è caratteristica degli insetti notturni (gli

insetti notturni hanno una vista molto sfocata). Anche le larve hanno dei sensilli

fotorecettori chiamati ocelli recettori (hanno il cono cristallino). Gli insetti non

vedono molto nitidamente le immagini ma vedono molto bene gli oggetti in

movimento che condizionano la reazione dell’insetto (per esempio durante il

corteggiamento). Molti insetti sono capaci di percepire la luce ultravioletta. La

percezione dei colori è molto importante per l’ape domestica. Le api riconoscono le

forme e i colori: in ogni arnia viene posto un colore diverso così l’ape bottinatrice

ritorna sempre nella stessa arnia.

I muscoli degli insetti sono principalmente striati. Le unità fondamentali del muscolo

sono le miofibrille. I muscoli hanno dei nomi diversi a seconda del posto dove stanno

oppure prendono il nome delle parti che mettono in connessione. I muscoli si

dividono in scheletrici e muscolari. Gli insetti riescono a spostare dei pesi molto

maggiori del proprio peso perché hanno una maggiore superficie di attacco

all’esoscheletro. Le miofibrille sono composte dalle meccanofibrille (l’actina e la

miosina permettono il movimento). I muscoli degli insetti sono grigi o traslucidi e

sono molto numerosi (fino a 4000 nei Lepidotteri). Le invaginazioni dell’esoscheletro

consentono l’attacco dei muscoli. I muscoli si attaccano al tegumento attraverso le

tonofibrille che devono far attaccare due tessuti di origine diversa (epidermide e

muscoli). Gli insetti, dopo la muta sono immobili perché devono ricostruire le

tonofibrille. Nel torace si può vedere i muscoli che fanno alzare e abbassare le ali (i

muscoli che permettono il movimento delle ali sono i muscoli tergo - sternali e i

muscoli longitudinali). Ci sono vari tipi di muscoli scheletrici come quelli elevatori,

rotatori, adduttori, abduttori, diretti e indiretti delle ali; inoltre si possono avere anche

i muscoli estrinseci che stanno all’esterno dell’esoscheletro (come i muscoli

estrinseci delle antenne) o intrinseci che stanno all’interno dell’esoscheletro (come i

muscoli intrinseci di ogni antennomero). Nelle zampe, ad esempio, ci sono dei

muscoli situati sul femore che sono i retrattori delle unghie. I muscoli indiretti

aiutano il volo perché deformano la cassa toracica perché fanno abbassare e alzare le

ali. I muscoli viscerali sono i muscoli che rivestono gli organi dell’insetto e possono

essere sia striati che lisci).

Il sistema escretore è deputato ad espellere i cataboliti dell’insetto (cioè le sostanze

tossiche per l’insetto) quindi è deputato ad eliminare tutte le sostanze inutili ed è

deputato alla regolazione dei sali minerali (e quindi anche dell’equilibrio idrico). Il

sistema escretore è diviso in localizzato (tubi malpighiani) e in diffuso. Alcune cellule

adipose possono immagazzinare sostanze di rifiuto così come il tegumento quindi, in

quest’ultimo caso, possono essere eliminate con la muta. In base al numero dei tubi

malpighiani gli insetti possono essere classificati in:

specie polinefriniche (fino a 200 tubi malpighiani);

 specie criptonefriniche (i tubi malpighiani sono aderenti al proctodeo e

 assorbono solo l’acqua). Gli insetti delle specie criptonefriniche sono quelli

che vivono in ambienti aridi; anche le larve xilofaghe appartengono a questa

specie;

specie di insetti senza tubi malpighiani.

I tubi malpighiani fluttuano nell’emolinfa e assorbono soprattutto acido ureico che

deriva dalla degradazione delle proteine. I tubi malpighiani presentano al loro interno

un epitelio ricco di microfibrille che servono ad aumentare la superficie di contatto

con il liquido presente all’interno del tubolo e quindi di scambiare ioni e acqua. I

nefrociti possono stare intorno al cuore e regolano il pH dell’emolinfa captando da

essa soprattutto acido ureico trasformandolo in cristalli che verranno captati dai tubi

malpighiani. Il tessuto adiposo accumula le sostanze di rifiuto dell’emolinfa

(soprattutto i grassi). I tubi malpighiani possono essere assimilati ai reni dei

vertebrati.

Come tutti gli altri animali, anche gli insetti hanno il loro sistema secretore fatto da

tante cellule in collegamento tra loro. Il sistema secretore può essere endocrino (in

questo caso le ghiandole producono gli ormoni che servono a far comunicare un

organo con un altro) oppure può essere esocrino (in questo caso le ghiandole

producono gli ormoni, chiamati feromoni, che regolano i rapporti con gli altri insetti).

Il sistema endocrino è importante perché degli insetticidi di nuova generazione

regolano la muta. Le cellule di questo tessuto comprendono anche le cellule del

sistema nervoso che hanno perso la capacità di trasmettere gli impulsi nervosi ed

hanno acquistato la capacità di secernere ormoni.

Il periodo post - embrionale è il periodo che intercorre dallo sgusciamento fino alla

fase di insetto adulto. Il sistema endocrino è in relazione con il sistema nervoso

perché l’ormone principale è quello cerebrale. Le cellule neurocrine si trovano nella

parte mediana del protocerebro e in altre parti del corpo (sono le cellule nervose che

producono gli ormoni). Le cellule neurocrine più importanti sono quelle che

producono l’ormone cerebrale. Nei corpi allati si ha la produzione dell’ormone

neotenina o ormone giovanile. Si ha anche le ghiandole prototoraciche che

producono gli ecdisoni o ormoni della muta (le ghiandole prototoraciche sono situate

nel torace o nella parte iniziale dell’addome). I corpi cardiaci immagazzinano

l’ormone cerebrale e lo rielaborano. I corpi allati producono la neotenina che

mantiene i caratteri giovanili (finché si ha la neotenina non si ha la muta). La

neotenina è presente ache nelle femmine adulte perché questo ormone contribuisce

all’oogenesi. Le ghiandole prototoraciche producono gli ecdisoni che favoriscono le

mute. L’ecdisone viene rilasciato nel momento della muta. La compresenza di

neotenina e di ecdisone provoca le mute mentre la sola presenza dell’ecdisone

provoca la metamorfosi. Neotenina e ecdisone agiscono sullo sviluppo dell’insetto e

al momento della metamorfosi, si ha una brusca diminuzione della produzione della

neotenina (gli insetti adulti possono ancora produrre la neotenina). Gli insetti

eterometaboli svolgono il passaggio da neanide ad adulto gradualmente. Negli insetti

olometaboli cessa bruscamente la produzione di neotenina, negli eterometaboli si ha

la cessazione graduale della produzione di neotenina. Durante gli stadi giovanili degli

olometaboli la concentrazioe di neotenina rimane pressoché costante. La metamorfosi

viene anche chiamata ninfosi. Gli insetticidi di nuova generazione si basano

sull’imitazione delle molecole ormonali (si hanno dei principi attivi che ostacolano lo

sviluppo post - embrionale). Ci sono anche degli insetticidi chitino - inibitori che

inibiscono la formazione della chitina e quindi si sviluppa un individuo deforme. Ci

sono anche dei principi attivi che si chiamano precoceni che provocano le mute

premature (i principi attivi sono chiamati MAC).

Il sistema esocrino è un insieme di ghiandole che secernono all’esterno del corpo gli

ormoni. Le ghiandole possono essere unicellulari o pluricellulari, semplici (unico

dotto di secrezione) o composte (ogni cellula ha un tubo di secrezione che porta ad un

altro tubo di secrezione). Sono delle cellule particolari. Ci sono più tipi di ghiandole

esocrine:

ghiandole ceripare (Apoidei, Coccoidei);

 ghiandole laccipare (producono ceralacca);

 ghiandole salivari che producono saliva (occupano parte del capo). Una

 modificazione delle ghiandole salivari solo le ghiandole sericipare;

ghiandole faringee che sono presenti nelle api che producono la pappa reale;

 ghiandole annesse all’apparato riproduttore (ghiandole colleteriche che

 servono per attaccare le uova alle parti vegetali o per produrre le ooteche);

ghiandole urticanti (per esempio nelle processionarie dei pini);

 ghiandole della muta che favoriscono il distacco della cuticola.

Si hanno le ghiandole ceripare (quelle più note sono quelle dell’Apis mellifera) e sono

le ghiandole che stanno negli urosterni (in particolare dal quinto all’ottavo urosterno).

La cera viene portata alla bocca tramite le zampe dove viene lavorata. La cera viene

prodotta da molti Emitteri (la cera prodotta dagli Emitteri si può trovare sotto varie

forme come filamenti, secrezioni polverulente, etc). Gli afidi che producono la cera

sono chiamati afidi lanigeri. La famiglia dei Coccinellidi è caratterizzata dall’avere

delle file di spinette. I Rincoti Omotteri Cixidi producono dei filamenti di cera dalla

parte terminale del loro corpo. Gli Emitteri Omotteri Coccoidei hanno le ghiandole

ceripare. Le cocciniglie degli agrumi non attacca solo gli agrumi ma anche delle

piante ornamentali e il suo nome scientifico è Icerya purchasi. La cocciniglia degli

agrumi è l’unico insetto a cui si può applicare la lotta biologica classica ed è l’unico

insetto ermafrodito. Gli Pseudococcidi si possono ritrovare nei vigneti abbandonati.

Ci sono dei predatori dei Pseudococcidi come le larve dei Coccinellidi che si

ricoprono di cera per confondersi con le larve degli insetti predati. La produzione di

cera sotto forma di filamenti è tipica degli Psillidi (le forme giovanili delle psille

producono sia la cera che la melata). Anche altri Emitteri Fulgoroidei producono

cera. Un esempio di Emittero Fulgoroideo è la Metcalfa pruinosa che è altamente

polifaga. Si trovano anche le ghiandole laccipare che producono lacca. Si hanno le

ghiandole salivari che hanno lo sbocco delle ghiandole nel capo, e precisamente al

livello labiale, mascellare o mandibolare. Le ghiandole vere e proprie stanno al

livello del torace e la saliva può avere più funzioni come la funzione anestitizzante

nei Ditteri Culicidi o hanno la funzione di produrre le galle negli insetti galligeni, le

ghiandole salivari si riuniscono in grappoli che sboccano in un unico dotto.

L’ape regina ha le ghiandole labiali molto sviluppate (anche le api operaie hanno le

ghiandole labiali). Inoltre le api operaie hanno anche le ghiandole tergali, le

ghiandole velenifere (anche se molto ridotte) e hanno anche le ghiandole collegate

all’ovodepositore. Nelle api regine, le ghiandole mandibolari producono un ormone

che modifica le attività metaboliche delle api operaie: se l’ape regina produce una

piccola quantità di questo ormone, le api sciamano e creano un’altra ape regina.

Inoltre si ha anche un’altra ghiandola chiamata dufour che è una ghiandola collegata

all’apparato riproduttore e produce una colla per attaccare le uova nelle cellette. Una

modificazione delle ghiandole salivari sono le ghiandole sericipare. La seta viene

prodotta per molti scopi tra cui la formazione di un riparo per la pupa. Una volta che

la larva arriva all’ultimo stadio produce il bozzolo e si impupa. Molto spesso si

possono trovare dei bozzoli composti da seta e altre sostanze. Ci sono dei Lepidotteri

che producono cera per ricoprire tutta la vegetazione. Le ghiandole sericipare

producono dei nidi per poter passare l’inverno e come protezione contro i predatori.

Gli insetti possono produrre della cera per unire delle parti di vegetazione per

proteggersi (questa caratteristica è tipica dei Lepidotteri Tortricidi come la tignoletta

della vite). Gli insetti incollano la vegetazione anche per impuparsi. Altri secreti delle

ghiandole annesse all’apparato riproduttivo sono le ghiandole colleteriche per

produrre le ooteche (si ha l’isolamento termico all’interno delle ooteche). Le

ghiandole annesse all’apparato riproduttore sono le ghiandole velenifere. Le

ghiandole velenifere ce l’hanno anche gli Imenotteri Terebranti per parassitizzare le

larve. Tra le ghiandole esocrine ci sono le ghiandole urticanti come quelle delle

processionarie del pino o delle querce. Le ghiandole repugnatorie producono odori

non gradevoli (gli Emitteri Eterotteri hanno queste ghiandole). Negli Emitteri

Eterotteri, il rapporto con il mondo esterno avviene con dei messaggi chimici

chiamati semiochimici. Le piante producono degli odori e così gli insetti possono

riconoscere le piante. I semiochimici si dividono in odori (feromoni) prodotti dalle

ghiandole esocrine e regolano i rapporti tra gli insetti della stessa specie e altri odori

(allelochimici) che regolano i rapporti i rapporti tra più specie. I cairomoni sono delle

sostanze che attivano la parassitizzazione di una pianta (è negativo per l’emittente ma

è positivo per il ricevente) e vengono utilizzati per la lotta agli insetti dannosi in

agricoltura biologica (i cairomoni sono degli allelochimici). I fermononi non sono un

unico composto ma una miscela di composti ed è importante sapere il loro rapporto.

Ci sono diversi tipi di feromoni. I feromoni sessuali sono prodotti dagli insetti di in

sesso o dall’altro e nei Lepidotteri solo la femmina vergine produce i feromoni

sessuali. A livello di breve raggio non è più il feromone sessuale che fa avvicinare il

maschio alla femmina. In alcuni Ditteri sono i maschi a produrre il feromone sessuale

come nella mosca mediterranea della frutta o ambedue i sessi possono produrre i

feromoni sessuali. Ci possono essere dei feromoni di contatto (alcune specie hanno il

bisogno di toccarsi per riconoscersi attraverso i tarsi o le antenne). Il feromone

sessuale attira l’insetto del sesso opposto e, nei Lepidotteri notturni, le femmine

producono il feromone sessuale e i maschi volano da una zona dove c’è più feromone

a zone dove ce n’è di meno (volo controvento a zig - zag). Moltissimi Coleotteri

producono il feromone di aggregazione che ha la funzione di richiamare gli insetti di

tutti e due i sessi. Ci sono anche dei predatori appartenenti alle famiglie dei Rincoti

Omotteri. I feromoni di dispersione si ha l’effetto opposto dei feromoni di

aggregazione (effetto centrifugo). Tra i feromoni di dispersione si hanno anche i

feromoni deterrenti l’ovodeposizione. I feromoni di allarme appartengono ai

feromoni di dispersione. I feromoni di dispersione, nelle formiche, vengono prodotti

dalle mandibole. Le formiche producono i feromoni marcanti che servono per

“scrivere” un percorso. SISTEMA RIPRODUTTORE

Il sistema riproduttore è ubicato nell’addome e quello femminile è ubicato nell’ottavo

e nel nono urosterno, mentre quello maschile è ubicato sul nono urosterno. Di solito

si ha la divisione dei sessi ma ci sono dei casi di ermafroditismo.

Negli ovari si ha la produzione delle cellule somatiche.

Gli ovarioli si distinguono in base a come nutrono gli oociti. Si ha l’ovariolo

panoistico (il nutrimento è filtrato dalle cellule dell’epitelio e il nutrimento arriva

direttamente dall’emolinfa), ovarioli meroistici (ci sono delle cellule specializzate al

nutrimento all’interno dell’ovariolo e si alterna ad ogni oocita), ovarioli meroistici

acrtotrofici (ci sono dei cordoni protoplasmatici che nutrono l’oocito). Durante la

copula, gli spermatozoi vengono messi all’interno della spermateca. Nei Lepidotteri

c’è una particolare sezione chiamata ditrisia (doppia apertura) che sarebbe una tasca

di fecondazione. Le uova presentano un involucro chiamato corion (l’esocorion è la

parte più esterna, l’endocorion è la parte più interna), poi c’è uno strato di cere e la

cellula. Ai poli della cellula uovo ci possono essere dei fori per la penetrazione

dell’aria oppure ci possono essere dei fori che permettono l’entrata degli spermatozoi

e quindi permettono la fecondazione. Le uova possono essere deposte singolarmente

o a gruppi (ovatura). Generalmente gli insetti si riproducono allo stadio di adulto ed è

molto utile sapere se gli insetti appena sfarfallati possono ovideporre oppure no per

decidere la strategia di lotta. Generalmente gli insetti si riproducono per anfigonia

(accoppiamento tra maschi e femmine), ma certe volte un nuovo individuo proviene

da un uovo non fecondato (questo fenomeno si chiama partenogenesi; dalla

partenogenesi nascono tutti cloni). Ci sono tre tipi di partenogenesi:

partenogenesi arrenòtoca quando si ha la nascita dei soli individui di sesso

 maschile;

partenogenesi telitoca quando si ha la nascita dei soli individui di sesso

 femminile;

partenogenesi anfìtoca quando si ha la nascita di individui di entrambi i sessi.

La partenogenesi può essere facoltativa quando l’insetto decide di fare la

partenogenesi oppure può essere accidentale. Quando in una zona geografica non si

ha il maschio di una specie (come il caso della cocciniglia mezzo grano di pepe) si ha

la partenogenesi geografica. Nel caso delle api, il corredo cromosomico diploide

corrisponde alle femmine e il corredo cromosomico ridotto (cioè aploide) corrisponde

ai maschi chiamati fuchi. Si ha un caso di riproduzione chiamata pedogenesi in cui le

larve si riproducono (la pedogenesi è tipica dei Ditteri Cecidomidi). I Ditteri

Cecidomidi producono delle larve che maturano nelle loro gonadi e si sviluppano nel

loro corpo (per uscire dal corpo, le larve “più giovani” uccidono la madre). Un altro

tipo di riproduzione è la neotenia che è una caratteristica di alcuni insetti (le femmine

assomigliano agli stadi larvali ma hanno l’apparato riproduttore maturo). La

poliembrionia è molto diffusa nei parassitoidi (da un uovo nascono numerosi

individui, anche migliaia). Gli individui che nascono per partenogenesi partoriscono

direttamente le neanidi. Gli afidi sono delle macchine di riproduzione in quanto al

loro interno hanno già le neanidi e le neanidi, a loro volta, hanno delle nuove neanidi

al loro interno (iscatolamento delle generazioni).

Gli insetti si possono dividere in monovoltini quando compiono una sola generazione

all’anno e in polivoltini quando compiono più generazioni all’anno.

Si ha due tipi di accrescimento:

accrescimento ponderale che è continuo (aumento di peso);

 accrescimento lineare che avviene solo durante la muta (aumento di

 lunghezza).

L’accrescimento ponderale avviene continuamente mentre l’accrescimento lineare è

condizionato dalla muta, nella muta si ha il rigetto della vecchia cuticola. Durante il

periodo della muta (che viene condizionata dall’ecdisone) si ha la proliferazione delle

cellule dell’epidermide. Durante la muta si ha la produzione del liquido esuviale che

digerisce la vecchia cuticola e si ha la produzione della nuova cuticola. Tutta la

vecchia endocuticola viene digerita e, contemporaneamente, si ha la produzione della

nuova endocuticola. Durante la muta si ha la determinazione ormonale: l’ecdisone fa

avvenire la muta, la neotenina fa permanere i caratteri giovanili e, terminata la

produzione di quest’ormone, avviene la metamorfosi. Durante la muta si ha la

digestione della vecchia cuticola (90%) e la contemporanea produzione della nuova

cuticola e la perdita della vecchia (alcuni insetti hanno un periodo che intercorre tra la

produzione della nuova cuticola e il rigetto dell’esuvia chiamato periodo faratico).

Durante il periodo in cui l’insetto perde l’esoscheletro, esso non si può muovere

perché i muscoli non hanno dei siti di attacco (i muscoli si attaccano direttamente

all’esoscheletro). A seconda dell’ordine di appartenenza dell’insetto, l’esuvia può

essere più o meno ossidata o tannizzata (tanto più l’esuvia è tannizzata e ossidata,

tanto migliore sarà il lavoro di riconoscimento dei tratti dell’insetto che è sfarfallato).

Per metamorfosi si intende tutta quella serie di modificazione, sia interne che esterne,

che un insetto fa dallo sgusciamento fino alla fase di insetto adulto. Gli insetti

olometaboli hanno una cessazione brusca della concentrazione della neotenina

(questo “sbalzo ormonale” provoca la ninfosi). Si ha due tipi di metamorfosi:

sviluppo diretto: i giovani assomigliano agli adulti. Le varie fasi di sviluppo

 post - embrionale sono: UOVO - NEANIDE di varie età - NINFE (comparsa

degli abbozzi alari all’esterno del corpo) - INSETTO ADULTO o

IMMAGINE. Gli eterometaboli sono chiamati anche esopterigoti cioè hanno

la formazione esterna delle ali. Le ali compaiono negli adulti come

estroflessione di questi abbozzi;

sviluppo indiretto: i giovani non assomigliano agli adulti. Le varie fasi di

 sviluppo post - embrionale sono: UOVO - LARVA di varie età - PUPA (fase

in cui avviene la ninfosi) - INSETTO ADULTO o IMMAGINE. Più gli

insetti si trovano in situazioni difficili e prima si impupano. Gli olometaboli

sono chiamati anche endopterigoti perché hanno gli abbozzi alari all’interno

del corpo.

Si ha varie trasformazione da uovo a adulto. Le prime quattro famiglie primitive non

hanno le ali e quindi le trasformazioni sono più semplici (ametabolia: sembra che non

ci sono delle metamorfosi, infatti le fasi di sviluppo di questi insetti sono: UOVO -

NEANIDI di varie età - ADULTO o immagine ). Gli etermometaboli hanno una

differenza anche tragli habitat delle forme giovanili e degli adulti (paurometaboli

come gli Ortotteri). Anche molti Emitteri hanno le forme giovanili vivono nello

stesso ambiente degli adulti come gli Psillidi (nel melo gli Psillidi possono essere dei

vettori di virus). Gli insetti che hanno le forme giovanili che vivono in ambienti

diversi si chiamano emimetaboli. Ci sono dei casi in cui manca la fase di adulto e si

ha lo stadio di subimmagine (gli insetti si possono accoppiare allo stadio di

subimmagine e l’immagine non esiste come nel caso degli Efemerotteri). La ninfa è

tipica degli esopterigoti e negli endopterigoti si ha una fase analoga chiamano pupa.

Anche i maschi delle cocciniglie sono neometaboli (le femmine hanno uno scudetto

che assomigliano a delle incrostazioni). I maschi delle cocciniglie sfarfallan dallo

scudetto e hanno una fase in cui non si nutrono (hanno due ali come i ditteri ma

hanno l’apparato boccale pungente succhiante). Le femmine delle cocciniglie hanno

una regressione durante la muta (per esempio perdono le zampe (questo tipo di

sviluppo si chiama catametabolia). La catametabolia è tipica anche degli olometaboli

(in alcuni Lepidotteri si ha la regressione di alcuni organi come le ali). Le larve degli

olometaboli possono essere di più tipi come nei Coleotteri Meloidi (ipermetabolia) le

uova testa nera hanno solo un puntino nero che rappresenta la testa, le uova

parassitizzate sono tutte nere. Gli eterometaboli hanno una trasformazione graduale

(gli insetti possono avere dei colori diversi a seconda dello stadio di sviluppo). Negli

olometaboli alcune cellule all’interno del corpo vengono attivate dall’ecdisone e

producono le ali. Le larve tipiche dei parassitoidi sono chiamate larve protopode (i

parassitoidi depongono le uova all’interno di un altro insetto). Le larve apode (senza

zampe) sono poco mobili e quindi sono tipiche degli insetti che vivono all’interno di

qualcosa. A volte le larve apode hanno delle parti del corpo che usano come organo

deambulatore. Se le larve sono apode si deve guardare la testa. Quindi si possono

avere delle larve eucefale perché hanno il capo ben evidente e sono ripiegate a C

(quindi sono chiamate cirtosomatiche). Si possono avere delle larve con l’apparato

boccale dilaniante quindi sono chiamate microcefale (cioè possiedono una testa

piccola). Ci sono delle larve apode criptocefale perché hanno la testa incassata nei

primi segmenti del torace. Le larve a forma clavata hanno i primi segmenti toracici

ingrossati.

Ci possono essere delle larve con sole zampe toraciche (zampe con il corpo tozzo) e

sono tipiche degli insetti poco mobili. Le larve oligopode possono essere

campodeiformi (assomigliano dei piccoli coccodrilli e sono tipiche degli insetti

predatori). Le larve campodeiformi ce l’hanno anche i Coleotteri Crisomelidi ma

sono particolari perché sono gibbose. Le larve elateriformi hanno i segmenti più o

meno della stessa dimensione (sono tipiche degli eterometaboli). Gli adulti degli

Elateridi hanno un capo incassato nel torace e gli angoli del torace sono meno

appuntiti.

Le larve protopode sono tipiche degli insetti parassitoidi. La prima cosa che si deve

vedere è la presenza delle zampe. Le larve apode sono poco mobili, le larve con una

capsula cefalica sono dette eucefale. Le larve apode eucefale cirtosomatiche sono

tipiche dei Coleotteri Curcullionidi. Larve apode particolari sono quelle dei Ditteri

Culicidi. All’interno del legno si possono trovare gli insetti xilofagi. I Ditteri

Brachiceri (come la mosca) hanno le larve subconiche, apode, microcefale e con

l’apparato boccale dilaniante. Si possono trovare le larve apode criptocefale cioè

con il capo incassato nei primi segmenti toracici. I Coleotteri Cerambicidi attaccano

generalmente le piante deperienti e hanno le antenne più lunghe del corpo. Inoltre,

questi insetti arrivano con gli scambi commerciali anche nel legno usato per i

bancali. I Coleotteri Buprestidi hanno le larve apode criptocefale e hanno i primi

segmenti del torace ingrossati (larve a forma clavata). Le larve oligopode possono

essere campodeiformi e sono tipiche degli insetti predatori come i Coleotteri

Carabidi. I Coleotteri Coccinellidi hanno le antenne clavate. Le larve campodeiformi

sono tipiche dei Neurotteri. Le larve dei Coleotteri Stafilinidi e Carabidi di solito

stanno al livello del terreno. I Coleotteri Crisomelidi hanno le larve gibbose. Sempre

zampe toraciche delle larve dei Coleotteri Elateriformi con segmenti molto simili per

dimensione. Le larve elateriformi sono quelle dei Coleotteri Tenebrionidi che vivono

alle spese degli sfarinati. Larve oligopode sono quelle dei Ditteri Silfidi che vivono

alle spese del materiale organico e le larve sono appiattite. Gli olometaboli fanno la

muta in una fase specifica in cui l’insetto non si muove e non si nutre e acquisiscono

le forme degli adulti. Le pupe obtecte dei Lepidotteri sono chiamate crisalidi. Le

pupe anoiche non hanno una protezione. Si hanno delle pupe protette negli involucri

fatti da varie sostanze (per esempio di seta nel baco da seta). Gli Imenotteri Formicidi

fanno dei bozzoli sericei. I bozzoli sericei sono molto grandi e sono tipici dei

Lepidotteri Saturnidi. I fili sericei possono essere lassi o tessuti più stretti. Ci sono

delle pupe protette che sono tipiche dei Ditteri (larve exarate che sono protette

all’interno di pupari). Nella parte finale del corpo della pupa ci sono degli uncini

chiamati cremaster così si hanno delle crisalidi sospese. Inoltre si hanno le crisalidi

cingolate. INQUADRAMENTO SISTEMATICO

Chi ha dato una “sistemata” alle specie animali e vegetali è stato Linneo che ha

introdotto la nomencaltura binomia. Gli Zygoptera hanno le ali a tetto e hanno gli

occhi composti che non si toccano. Le forme giovanili degli Zygoptera hanno le

tracheobranchie caudali oltre ad avere l’apparato boccale a maschera. Gli

Anisoptera (libellule) hanno gli occhi composti che si toccano e le ali sono tenute

ortogonalmente al corpo e hanno un volo veloce. Le forme giovanili degli Anisoptera

hanno le tracheobranchie rettali. I Blattoidei sono degli insetti vettori di agenti

patogeni, vivono al buio e in posti umidi; inoltre i Blattoidei hanno un corpo

depresso. Ci sono delle forme con o senza ali. I Blattoidei hanno le zampe cursorie e

il capo è rivolto verso il basso; se sono presenti le ali, esse sono parzialmente

sclerificate. Il corpo depresso e molto sclerificato è tipico dei Dermatteri che hanno

anche i cerci ed hanno abitudini notturne. I maschi hanno i cerci arcuati mentre le

femmine ce l’hanno paralleli. Gli Ortotteri hanno delle fasi di vita gregaria e fasi di

vita solitaria (la gregarietà aumenta la fecondità e i colori esterni sono più vivaci).

Si hanno due sottordini: Ortotteri Ensiferi (antenne lunghe e filiformi, ovodepositore

a sciabola, organi uditivi sulle tibie posteriori e producono dei suoni particolari che

vengono riconosciuti dal sesso opposto, depongono le uova all’interno dei substrati

o all’interno del terreno) e Ortotteri Celiferi (hanno antenne corte, ovodepositore

con valve raccorciate che servono per scavare dei cannelli nel terreno, producono i

suoni sfregando le zampe e hanno gli organi timpanali a lato del primo segmento

addominale). Il gruppo degli Emitteri è un gruppo molto vasto, l’unica cosa in

comune è l’apparato boccale pungente succhiante. Gli Emitteri si dividono in

Eterotteri e in Omotteri. Alcuni gruppi di Rincoti non hanno il labbro inferiore o, se

lo hanno, è composto da pochi elementi. I Rincoti si dividono in Eterotteri (ali di

diversa consistenza) e in Omotteri (ali della stessa consistenza). Il pronoto è molto

ampio negli Eterotteri ed è presente un metascutello. Gli Emitteri hanno un

ovodepositore morfologico (depongono le uova NEL substrato) ed è composto da

due paia di valve. Gli Emitteri Auchenorrhyncha non producono feromone sessuale e

comunicano tramite l’emissione di suoni. Gli Emitteri Sternorrhyncha possono far

atrofizzare alcune appendici (famigli dei Coccoidei) e hanno l’apparato boccale

ripiegato tra le zampe. Una famiglia di Rincoti che predano altri insetti è la famiglia

degli Antocoridi. Un importantissimo danno fatto dagli Emitteri è la trasmissione di

virus alle piante tramite le punture di suzione (danno indiretto). Gli Antocoridi

controllano le psille del pero. Sull’Albero di Giuda ci sono altre psille che vengono

predate dagli Antocoridi. La famiglia dei Cicadellidi è caratterizzata dalle zampe

posteriori con molti spini (soprattutto sulla tibia). I fitoplasmi sono dei batteri

semplici. Tra le malattie causate dai fitoplasmi c’è la flavescenza dorata. Gli Psillidi

trasmettono delle malattie alle piante come la moria del pero (la psilla più nota è la

Cacopsylla pyri). Gli afidi sono molto comuni quasi in tutte le culture. Gli afidi

producono la melata, deformano gli organi vegetali di cui si nutrono e possono

trasmettere molte virosi. Gli insetti riconoscono le piante di cui si nutrono tramite il

riconoscimento dell’habitat. Se un insetto si sviluppa sulla stessa parte di pianta,

quell’insetto si chiama omotopo. Per esempio l’afide verde del melo depone l’uovo e

fa tutto il suo ciclo vitale sul melo, mentre l’afide grigio ha un ospite primario su cui

depone l’uovo e un ospite secondario su cui compiono il ciclo vitale. L’afide più

dannoso in assoluto è il Myzus persicae che ha oltre 400 specie vegetali attaccate. Gli

insetti della famiglia dei Coccoidei sono molto piccoli, le femmine hanno uno

sviluppo post - embrionale di tipo catabolico e i maschi hanno l’apparato boccale

atrofico.

Un Ricote Omottero Diaspide che crea dei danni alle Pomacee è la cocciniglia di

San Josè, Quadraspidiotus perniciosus, che è una specie polifaga e preferisce le

Rosaceae. La cocciniglia di San Josè crea dei danni sui frutti (i follicoli creano delle

areole più scure). Le femmine emanano il feromone sessuale e per monitorare la

presenza di questo Rincote si controllano i maschi. Quando le femmine si staccano

dal substrato si hanno delle areole di color rosso.

I Neurotteri hanno le ali ricche di nervature. Gli adulti hanno le ali a tetto e sono

glicifagi ma alcune specie possono essere zoofaghe. Le larve sono delle predatrici

degli afidi. Si commercializzano le larve di terza età. Durante il viaggio, vengono

messe nelle cassette che contengono le larve dei Neurotteri, le uova della tingide

della farina. Le uova vengono deposte in prossimità dei luoghi dove si può mettere il

nutrimento.

I Lepidotteri hanno le ali e il corpo ricoperti da squame o scaglie. Generalmente gli

adulti hanno l’apparato boccale succhiante non perforante (moltissimi Lepidotteri

sono dei pronubi). I Lepidotteri hanno due paia di ali membranose (ci sono delle

differenze tra le farfalle: i Lepidotteri notturni hanno le ali ripiegate a tetto mentre

quelli diurni hanno le ali ripiegate perpendicolarmente al corpo). Solitamente i

Lepidotteri diurni hanno dei colori vivaci come nel caso della cavolaia.

Alla famiglia dei Tortricidi appartiene molti insetti dannosi per le colture agrarie.

Tutte le larve dei Tortricidi legano tra loro le parti attaccate. Le specie possono

essere carpofaghe, fillofaghe o antofaghe (degli insetti possono essere avere almeno

due di queste tre caratteristiche). L’adulto di Cydia pomonella presenta delle

macchie (è legata al melo ma può attaccare anche i noci). Un altro Lepidottero

Tortricida è Cydia molesta che sverna come adulto e attacca i frutti e i germogli. Si

possono avere dei Tortricidi che penetrano nella vegetazione come i Ricamatori (le

larve fanno dei danni simili a dei ricami). Nell’Italia Centrale, la tignoletta della vite

compie tre generazioni all’anno: la prima generazione è antofaga (si nutre di fiori)

mentre la seconda e la terza generazione sono carpofaghe (si nutrono dei frutti). Un

esempio di larva di Lepidottero con l’apparato boccale masticatore sono i Cossidi

(Cossus cossus o rodilegno rosso). Il rodilegno rosso ovidepone sulla corteccia; di

solito le larve vivono al lvello del tronco. Un altro Cosside è Zeuzera pyrina

(rodilegno giallo). Le larve di Zeuzera pyrina si trovano al livello dei rami perché

sono più piccole delle larve di Cossus cossus.

I Ditteri hanno le ali anteriori membranose e quelle posteriori sono trasformate in

bilancieri. Gli occhi negli adulti dei Ditteri occupano tutto il capo. I Ditteri si

dividono in due gruppi: Ditteri Nematoceri (come le zanzare) e Ditteri Brachiceri

(come le mosche). Le zanzare sono dei Ditteri Culicidi sono di interesse medico -

veterinario. I maschi delle zanzare hanno le ali piumate mentre le femmine hanno le

antenne verticillate. Alla famiglia dei Ditteri Brachiceri appartiene alla famiglia dei

Sirfidi che sono dei predatori degli afidi. Alcuni Ditteri assomigliano agli Imenotteri

Apoidei ma, a differenza di quest’ultimi, hanno il capo quasi interamente occupato

dagli occhi e hanno un volo a scatti.

MEZZI FISICI

I mezzi fisici per combattere gli insetti sono:

suono;

 atmosfera controllata;

 temperatura;

 acqua;

 radiazione;

 luce;

 eccetera.

Alcune lunghezze d’onda di suono, soprattutto quelle emesse dai pipistrelli, possono

allertare i Lepidotteri (come la piralide del mais); questo metodo non viene

impiegato. Possono essere emessi dei suoni che disturbano la ricerca dell’insetto del

sesso opposto (come nel caso di Scaphoideus titanus che il vettore della flavescenza

dorata). Un metodo di controllo degli Artropodi è l’atmosfera controllata che consiste

nella sottrazione di ossigeno nella miscela di gas all’interno di un magazzino (si

aggiungono altri gas come l’anidride carbonica o l’azoto); sono preferiti i magazzini

a sezione circolare. A determinare la morte degli insetti è la perdita di acqua. Il

controllo della temperatura può creare un rallentamento del metabolismo degli insetti

(temperatura prossima agli 0°C); questo mezzo di lotta può essere effettuato solo nei

magazzini. Le temperature superiori a 37°C - 42°C si ha l’abbassamento della

fecondità e della fertilità degli insetti e aumenta la mortalità (le alte temperature

possono far perdere le caratteristiche organolettiche dei vegetali conservati). La

solarizzazione serve per una sterilizzazione del terreno contro i patogeni delle piante

(il campo deve essere incolto durante l’estate). L’acqua può essere utilizzata per

uccidere gli insetti nel caso delle castagne (si immergono le castagne in acqua calda

in modo tale da uccidere i fitofagi). Le radiazioni si possono utilizzare anche per

sterilizzare i maschi degli insetti (le femmine deporrano delle uova sterili). Questa

lotta viene chiamata lotta autocida e può essere utile se effettuata su un’isola. Le

prime trappole utilizzate contro gli insetti sono state quelle luminose. Per le derrate


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met94

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie agrarie
SSD:
Docente: Riolo Paola
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher met94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zoologia ed entomologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Riolo Paola.

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