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Dall’autonomia regionale va distinta l’autarchia, cioè il potere che hanno le regioni (e altri enti territoriali)

di emanare atti amministrativi che hanno la stessa valenza (valore, peso) degli atti amministrativi statali.

Sotto alcuni punti di vista, l’autonomia regionale si trova in una posizione gerarchicamente superiore

rispetto all’autonomia delle Provincie e del Comuni. Nonostante questo, però, è presente un collegamento,

o meglio un coordinamento tra l’autonomia regionale e l’autonomia provinciale, comunale e quella delle

Città Metropolitane.

3) Gli elementi costitutivi della regione: Il territorio, la comunità regionale, l’apparato autoritario

Gli elementi costitutivi della Regione sono:

1. Il territorio;

2. La comunità regionale;

3. L’apparato autoritario.

Il territorio è l’elemento essenziale della Regione. Esso non deve essere inteso in senso (ambito) fisico o

geografico, ma rappresenta il centro di riferimento degli interessi comunitari (che si trovano al suo

interno). La dimensione del territorio regionale è inferiore a quella del territorio statale in quanto

quest’ultimo comprende anche il mare territoriale, le acque interne, lo spazio aereo sovrastante ed il

sottosuolo.

La comunità regionale viene intesa come destinataria sia delle norme regionali che delle norme statali.

Essa esprime interessi che danno luogo a servizi personali ed esprime anche l’interesse di partecipare al

governo della Regione. Infatti, possono far parte del Consiglio Regionale soltanto i residenti della Regione.

Per quanto riguarda l’apparato autoritario, vediamo che la Regione è un soggetto di diritto, dotato di

personalità giuridica, e di conseguenza è dotata di un proprio apparato autoritario, di un proprio governo

(in senso lato) e di una propria organizzazione.

Tuttavia, la Regione non è un ente sovrano il quanto dipende dallo Stato (il suo ordinamento non è

originario, ma deriva da quello dello Stato).

Per quanto riguarda i poteri propri delle Regioni, vediamo che:

1. Il potere legislativo è affidato al Consiglio Regionale;

2. Il potere esecutivo è affidato al Presidente della Regione ed alla Giunta Regionale;

3. Inoltre, il Consiglio può esercitare anche altre funzioni attribuitegli dalla Costituzione o dalle leggi.

4) I due “tipi” di Regione

L’ordinamento costituzionale italiano riconosce due tipi di regioni che sono quelle a statuto ordinario e

quelle a statuto speciale.

Le Regioni a Statuto Ordinario sono regolate da norme contenute all’interno del titolo V della Costituzione.

Le Regioni a Statuto Speciale sono disciplinate da uno speciale statuto. Per le materie non trattate dallo

statuto, allora verranno applicate le norme contenute nel titolo V della Costituzione.

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Le Regioni a Statuto Speciale possiedono un certo grado di autonomia rispetto a quelle ordinarie. Vediamo

che queste vengono individuate in base a caratteristiche geografiche (la Sicilia e La Sardegna sono isole),

orientamento politico e carattere etnico. Inoltre, vediamo che:

1. Nelle Regioni ordinarie, lo statuto viene approvato con una doppia deliberazione del consiglio

regionale e può essere impugnato dal Governo davanti alla Corte Costituzionale;

2. Nelle Regioni a statuto speciale, lo statuto deve essere approvato con una legge costituzionale.

Sezione 2: L’ORGANIZZAZIONE DELLE REGIONI

1) Premesse

L’organizzazione delle Regioni è stata recentemente sottoposta ad una revisione. Gli organi della Regione

sono:

1. Il Consiglio Regionale;

2. La Giunta Regionale;

3. Il Presidente della Giunta;

4. In seguito alla revisione, è stato introdotto un altro organo che è il Consiglio delle autonomie locali.

2) Il corpo elettorale regionale

Al governo della Regione partecipa anche il corpo elettorale, cioè tutte le persone che sono iscritte nelle

liste elettorali dei vari comuni della Regione, che esercitano la propria sovranità tramite il voto.

Inoltre, il corpo elettorale esercita la propria sovranità proponendo il referendum abrogativo di leggi.

Inoltre, i referendum possono riguardare anche la nascita di una nuova Regione oppure la fusione tra due o

più Regioni oppure per consentire a province e comuni di staccarsi da una Regione e fare parte di un’altra.

3) Il Consiglio Regionale

Il Consiglio Regionale è l’organo deliberativo delle Regioni e svolge funzioni legislative. Esso è eletto ogni 5

anni a suffragio universale e diretto dal corpo elettorale (cioè dalle persone iscritte nelle liste elettorali dei

vari comuni della regione).

Il numero di consiglieri varia in proporzione alla popolazione della Regione. I casi di ineleggibilità e di

incompatibilità degli organi elettivi sono trattati dall’articolo 122 della Costituzione e dai vari Statuti

Regionali.

Inoltre, il Consiglio Regionale ha il compito di svolgere le funzioni dello Stato trasferite alla Regione

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4) La Giunta Regionale

La Giunta Regionale è l’organo esecutivo della Regione. Essa provvede all’esecuzione delle leggi e delle

deliberazioni del Consiglio, predispone il bilancio preventivo e consuntivo, amministra il patrimonio della

Regione ecc.

La Giunta Regionale è formata dal Presidente della Giunta che nomina gli assessori (cioè i componenti della

Giunta). Gli assessori possono essere un numero fisso o variabile che va da 6 a 12 componenti, in

proporzione agli abitanti della Regione.

5) Il Presidente della Giunta

Il Presidente della Giunta Regionale è al tempo stesso il capo dell’ente Regione. Esso rappresenta la

Regione all’esterno, promulga le leggi ed emana i regolamenti dirige la politica della giunta e ne è

responsabile, rappresenta l’ente in giudizio, indice i referendum previsti dagli statuti ecc.

I Presidenti delle Regioni a Statuto speciale partecipano alle sedute del Consiglio dei Ministri, con un voto

consultivo, nei casi in cui il Consiglio tratta un argomento che riguarda la propria Regione.

Il Presidente della Giunta, inoltre, ha il compito di dirigere le attività che sono state assegnate alla Regione

dallo Stato

6) La forma di governo regionale

Dopo le riforme costituzionali, possiamo dire che le Regioni presentano una forma di governo

semipresidenziali in quanto:

1. È presente un’elezione diretta del Presidente della Giunta;

2. Il Presidente della Giunta ha il potere di nomina e revoca dei componenti della Giunta;

3. Il Presidente della Giunta dirige la politica della Giunta e ne è responsabile.

Inoltre, le Regioni possono presentare anche la forma di governo parlamentare e neoparlamentare. Per

questo motivo, la decisione sul tipo di governo da adottare dovrà essere effettuata nel più breve tempo

possibile.

Sezione 3: I RACCORDI FRA LO STATO E LE REGIONI

1) Il regionalismo cooperativo

Con l’autonomia regionale, non significa che le Regioni possono svolgere determinate attività in

determinate materie in modo autonomo, ma devono svolgere sempre cooperando con lo Stato.

Quindi vediamo che determinate attività di una stessa materia vengono svolte in modo cooperativo tra

Stato e Regione in modo da raggiungere una maggiore efficienza nella cura degli interessi pubblici. Questo

fenomeno prende il nome di regionalismo cooperativo.

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In passato era presente molta confusione in quanto queste attività svolte in modo cooperativo venivano

svolte da organismi misti, formati cioè sia dallo Stato che dalla Regione.

Successivamente, il Governo ha soppresso gli organismi misti ed ha dato origine alla Conferenza

Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.

2) La Partecipazione delle Regioni ad attività dello Stato

Le Regioni possono partecipare all’attività dello Stato sia singolarmente che collettivamente.

Singolarmente, vediamo che:

1. I Consigli Regionali possono presentare proposte di legge alle Camere in materie di interesse

regionale;

2. I Consiglio Regionali sono chiamati ad esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante sulla

decisione di creazione di una nuova Regione o per la fusione tra due o più Regioni;

3. Le Regioni partecipano all’elezione del Presidente della Repubblica, ciascuna con tre delegati che

saranno presenti in Parlamento in seduta comune per l’elezione. I tre delegati vengono eletti

all’interno del Consiglio Regionale. La Valle d’Aosta avrà soltanto un delegato.

4. Collaborano, inoltre, con lo Stato, per la procedura di emanazione delle norme di attuazione degli

statuti speciali, attraverso una commissione paritetica fra Stato e Regione, ed emanate con

decreto del Presidente della Repubblica;

5. Ecc.

Le Regioni partecipano collettivamente all’attività dello Stato:

1. Per la richiesta di referendum abrogativi, che deve essere effettuata da almeno 5 Consigli

Regionali;

2. Per la richiesta di referendum di revisione Costituzionale.

3) La Conferenza Permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome

I rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome sono coordinati dal Presidente del Consiglio

attraverso la Conferenza Permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome.

La Conferenza ha sede presso l’ufficio di Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Conferenza viene consultata per quanto riguarda:

1. L’attività normativa che interessa direttamente le Regioni o le Province Autonome;

2. Per quanto riguarda le funzioni di indirizzo e coordinamento per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e

le Province Autonome;

3. Inoltre, il Presidente del Consiglio può consultare la Conferenza ogni qual volta lo reputa

opportuno. N 5 F


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Nico--91

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze economiche
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nico--91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Falzea Paolo.

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