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Appunti per l'esame di Diritto degli enti locali.
1. Ente territoriale: l'ente territoriale è un ente pubblico che ha tra i suoi elementi
costitutivi il territorio, il quale è quindi essenziale per l'esistenza dell'ente
(stato);
2. Ente istituzionale, o non territoriale: quest'ente si contrappone a quello
precedente per il semplice motivo, che in questo caso il territorio... Vedi di più

Esame di Diritto degli enti locali docente Prof. P. Vipiana

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regia. Essi svolgevano anche funzioni statali, oltre a quelle di fornitura di servizi

propriamente locali.

E' del 1903 la prima legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici, che permette

ai comuni di ampliare considerevolmente la propria sfera di attività attraverso la

creazione di aziende speciali.

Il periodo fascista vede il completamento di questo processo di ricentralizzazione con

l'abolizione dell'elettività delle cariche locali nel 1926, l'istituzione dei potestà di

nomina regia al posto dei sindaci e la trasformazione, nel 1928, dei segretari

comunali da impiegati comunali in impiegati statali.

La costituzione repubblicana del 1948 ha cercato di capovolgere l'ordinamento

centralinistico. Tra i principi fondamentali della repubblica venne riconosciuto quello

dell'autonomia (art.5 cost.).

La costituzione prevedeva l'introduzione delle regioni nell'ordinamento italiano, ma è

stato necessario attendere fio al 1970, per assistere alla creazione delle regioni

ordinarie. Solo quattro regioni furono create tra il '45-'48: Valle d'Aosta, Trentino Alto

Adige, Sicilia e Sardegna; a cui si aggiunse nel '63 il Friuli Venezia Giulia.

Solo a partire dai primi anni '90 si assiste però a grandi riforme dell'ordinamento

dello stato:

legge 142/1990 “ordinamento delle autonomie locali”, che ha regolato in modo

• completo l'organizzazione, i poteri e le funzioni dei comuni e delle province

oltre alla creazione di nuovo ente di governo delle grandi aree urbane, la città

metropolitana.

Legge 59 e 127 del 1997, rispettivamente Bassanini 1 e 2. la prima ha previsto

• una massiccia attribuzione di funzioni amministrative a regioni ed enti locali

sulla base del richiamo del principio di sussidiarietà. Funzioni e risorse sono

state attribuite a regioni ed enti locali attraverso una serie di decreti delegati

attuativi, ma il processo è ancora in via di completamento. La Bassanini 2

integra in parte la precedente, stabilisce importanti innovazioni

nell'ordinamento degli enti locali ampliandone l'autonomia decisionale e

organizzativa e introduce numerosi strumenti di semplificazione dell'attività

amministrativa a livello centrale e locale.

Legge delega 112/1998, attuazione della legge Bassanini 1.

• Legge delega 265/1999 “riorganizzazione normativa in materia di enti locali”.

• Dlgs 267/2000 Testo Unico degli enti locali.

• Legge costituzionale 3/2001 che ha apportato numerose modifiche al titolo V

• della costituzione, in particolare all'articolo 117 che riguarda le attribuzioni

delle funzioni a diversi livelli di governo.

IL COMUNE

Il comune è il più antico ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli

interessi e ne promuove e coordina lo sviluppo; dotato di un proprio statuto, nonché

di propri poteri e funzioni, concorre insieme alle province, alle città metropolitane,

alle regioni e allo stato a formare la repubblica.

Gli elementi costitutivi del comune sono:

il territorio;

• la popolazione

• ed il patrimonio, costituito dal complesso delle attività economiche del

• comune, e cioè dai beni e dai diritti che possiede allo stesso titolo dei privati.

Per funzioni del comune si intendono l'insieme delle potestà pubbliche conferite

all'ente per il perseguimento degli interessi pubblici di cui è esponenziale. L'articolo

118 della costituzione attribuisce la titolarità generale delle funzioni amministrative ai

comuni, salvo che, per assicurane l'esercizio unitario, siano conferite a province, città

metropolitane, regioni e stato; ciò in base all'ormai noto principio di sussidiarietà.

L'articolo 13 afferma che spettano al comune tutte le funzioni amministrative che

riguardano la popolazione ed il territorio comunale, principalmente nei settori

organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell'assetto dell'utilizzazione del

territorio e dello sviluppo economico, secondo le rispettive competenze.

Per quanto riguarda l'istituzione di nuovi comuni l'articolo 15 del TU stabilisce che,

salvo i casi di fusione tra più comuni, non possono essere istituiti nuovi comuni con

popolazione inferiore ai 10.000 abitanti o la cui costituzione comporti come

conseguenza, che altri comuni scendano sotto tale limite. La legge regionale che

istituisce i nuovi comuni, mediante fusione di due o più comuni contigui, prevede che

alla comunità di origine o ad alcune di esse siano assicurate adeguate forme di

partecipazione e di decentramento dei servizi. Al fine di favorire la fusione dei

comuni, oltre ai contributi della regione, lo stato eroga, per dieci anni successivi alla

fusione stessa, appositi contributi straordinari commisurati ad una quota dei

trasferimenti spettanti ai singoli comuni che di fondono.

ORGANI DEL COMUNE

in base all'articolo 36 del TU gli organi del comune sono: il consiglio, la giunta ed il

sindaco.

IL CONSIGLIO

L'articolo 37 detta il criterio giuda per la determinazione del numero di consiglieri,

che è strettamente connesso alla popolazione residente, quantificata in base ai risultati

dell'ultimo censimento (esempio 40 consiglieri per popolazione > 100.000 abitanti). Il

suo funzionamento e disciplinato dal regolamento, approvato a maggioranza assoluta,

che prevede, in particolare le modalità per la convocazione e per la presentazione e la

discussione delle proposte. L'articolo 42 definisce il consiglio un organo di indirizzo

e di controllo politico-amministrativo, con competenza esclusiva relativamente ad

alcuni fatti fondamentali per la vita dell'ente, in particolare a: statuti, programmi,

relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali ed

elenco annuale dei lavori pubblici, convenzioni, organizzazione dei pubblici servizi,

istituzione ed ordinamento dei tributi.

Il consiglio comunale resta in carica per cinque anni ed il mandato inizia a decorrere

dalla data dell'elezione fino all'elezione del nuovo consiglio, allo scopo di assicurare

la continuità della funzione pubblica. I consiglieri comunali hanno diritto di iniziativa

su ogni questione sottoposta alla deliberazione del consiglio. In base all'articolo 39 i

consigli comunali con popolazione superiore ai 15.000 abitanti sono presieduti da un

presidente eletto tra i consiglieri nella prima seduta del consiglio. Al presidente del

consiglio sono attribuiti, tra gli altri, i poteri di convocazione e direzione dei lavori e

delle attività del consiglio. Nei comuni invece con popolazione inferiore ai 15.000

abitanti il consiglio è presieduto dal sindaco che provvede anche alla convocazione

del consiglio, salvo differente previsione statutaria.

E opportuno distinguere le cause di cessazione dalla carica di consigliere, dalle cause

di cessazione anticipata dell'intero consiglio. Infatti i consiglieri possono cessare

dalla carica, singolarmente, in caso di:

decesso;

• decadenza;

• rimozione;

• dimissioni.

*Nel caso particolare in cui le dimissioni siano presentate contestualmente dalla metà

più uno dei consiglieri si viene a configurare l'impossibilità del normale

funzionamento dell'organo con conseguente necessità di procedere allo scioglimento

dello stesso. Invece il consiglio viene sciolto se si verificano i seguenti casi:

compimento di atti contrari alla costituzione;

• gravi e persistenti violazioni di legge;

• gravi motivi di ordine pubblico;

• impossibilità del normale funzionamento degli organi e dei servizi*

lo scioglimento dei consigli comunali viene adottato con decreto del presidente della

repubblica, su proposta del ministro degli interni. I singoli consiglieri possono

impugnare il provvedimento di scioglimento, per motivi di illegittimità, con ricorso al

TAR. Con il decreto di scioglimento si provvede alla nomina di un commissario che

esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso.

LA GIUNTA

La giunta comunale può definirsi organo esecutivo dell'ente locle con competenza

autonoma, seppur residuale, su tutte le materie non espressamente attribuite dalla

legge o dallo statuto ad altri organi. Inoltre essa assume il carattere di organo

fiduciario del sindaco. La giunta comunale è composta dal sindaco, che la presiede, e

da un numero di assessori stabilito dallo statuto. I componenti della giunta comunale

vengono nominati dal sindaco. Contestualmente tra gli stessi assessori, il sindaco

nomina il vice sindaco. Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti gli

assessori possono essere scelti dal sindaco anche al di fuori dei componenti del

consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e

compatibilità alla carica di consigliere, mentre nei comuni con popolazione inferiore

ai 15.000 abitanti tale facoltà è consentita solo previa disposizione dello statuto. I

componenti della giunta comunale restano in carica cinque anni, allo scadere del

mandato, giunta e sindaco, restano in carica fino alla nomina del nuovo esecutivo.

L'articolo 48 attribuisce alla giunta il compito di collaborare con il sindaco al governo

dell'ente attraverso deliberazioni collegiali. Ciò in concreto si traduce nell'adozione

da parte della giunta di tutti gli atti di indirizzo, programmazione e controllo politico-

amministrativo non riservati al consiglio, al sindaco o agli organi di decentramento.

La giunta inoltre collabora con il sindaco all'attuazione degli indirizzi generali del

consiglio; determina le aliquote dei tributi; adotta, nel rispetto dei criteri generali

stabiliti dal consiglio, i regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi.

IL SINDACO

Il sindaco è un organo monocratico del comune. Esso ha una duplice veste, essendo

contemporaneamente capo dell'amministrazione e ufficiale di governo. Il sindaco è

eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto. Esso dura in carica cinque anni e

può essere rinnovato alla carica alle successive elezioni; tuttavia chi è stato sindaco in

due mandati consecutivi non è immediatamente rieleggibile. Al sindaco in qualità di

capo dell'amministrazione comunale, spetta:

la rappresentanza dell'ente;

• convocare e presiedere la giunta nonché il consiglio quando non è previsto un

• presidente;

sovraintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli

• atti;

sovraintendere all'espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite o

• delegate al comune;

nominare i responsabili degli uffici ed attribuire e definire gli incarichi

• dirigenziali e quelli di collaborazione esterna.

In particolare, in caso di emergenza sanitaria o di igiene pubblica, a carattere

esclusivamente locale il sindaco adotta, quale rappresentante della comunità locale,

ordinanze contingibili ed urgenti, negli altri casi spetta allo stato o alle regioni, in

ragione della dimensione dell'emergenza. Il sindaco, in mancanza del commissariato

di polizia, sovraintende all'emanazione degli atti in materia di ordine e sicurezza

pubblica, allo svolgimento delle funzioni in materia di pubblica sicurezza e polizia

giudiziaria; ed infine sovraintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la

sicurezza e l'ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto. Il sindaco

concorre altresì ad assicurare la tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e

agli adempimenti demandategli dalla legge in materia elettorale di leva militare e di

statistica. Il sindaco previa comunicazione al prefetto può delegare l'esercizio delle

funzioni ivi indicate al presidente del consiglio circoscrizionale; ove non siano

costituiti gli organi di decentramento comunale, la delega può essere conferita ad un

consigliere comunale per l'esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni. Del

tutto nuovo è invece il compito del sindaco di segnalare alle competenti autorità,

giudiziarie o di pubblica sicurezza, la condizione irregolare dello straniero o del

cittadino appartenente ad un membro dell'UE, per l'eventuale adozione di

provvedimenti di espulsione o di allontanamento dal territorio dello stato. Il sindaco,

quale ufficiale di governo, adotta con atto motivato, provvedimenti anche contingibili

ed urgenti nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento al fine di prevenire e di

eliminare gravi pericoli che minaccino l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana

[comma 4 art.54 TU e un comma estremamente delicato poiché attribuisce a tale

figura un potere molto incisivo; ha però efficacia limitata nel tempo e deve trattare un

provvedimento motivato accuratamente ed non può contrastare la legge

costituzionale.

Il sindaco cessa dalla carica al termine dei cinque anni di mandato, a partire

dall'elezione del successore. Altre cause di cessazione dalla carica di sindaco sono:

impedimento permanente;

• rimozione;

• decadenza;

• decesso.

Una volta che il sindaco non sia più in carica per una delle condizioni suddette, come

conseguenza immediata si ha la decadenza della giunta e si procede allo scioglimento

del consiglio.

La decadenza dalla carica di sindaco può essere promossa in prima istanza da

chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile; l'azione può essere

promossa anche dal prefetto [art.70]

SISTEMA ELETTORALE

Elezione del sindaco e del consiglio nei comuni con popolazione sino a 15.000

abitanti

Il sistema elettorale vigente e quello maggioritario puro nel quale l'elezione dei

consiglieri avviene contestualmente a quella del sindaco. Il sistema maggioritario

puro implica, in pratica che non si possa avere un voto disgiunto tra il sindaco e lista

collegata; il che vale a dire che l'elettore che attribuisce la sua preferenza ad un

candidato sindaco l'attribuisce automaticamente anche alla lista che sostiene il

sindaco e viceversa. Viene proclamato eletto sindaco il candidato alla carica che

ottiene il maggior numero di voti (maggioranza relativa); si procede al ballottaggio

solamente nel caso in cui si verifichi (la clamorosa) parità. In caso di ulteriore parità

viene eletto il più anziano di età. La lista collegata al proclamato sindaco conquista i

2/3 dei seggi assembleari e i restanti seggi vengono ripartiti proporzionalmente fra le

altre liste.

Elezione del sindaco e del consiglio nei comuni con popolazione superiore ai

15.000 abitanti

In base all'articolo 72 il sindaco è eletto a suffragio universale e diretto,

contestualmente all'elezione del consiglio. In questo caso il sistema elettorale è quello

proporzionale con correzione, ovvero la suddivisione dei seggi tra le varie liste in

proporzione ai voti ottenuti. Risulta eletto sindaco il candidato alla carica colui che

abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi. Per quanto riguarda l'elezione

del consiglio comunale ai sensi dell'articolo 73 le liste dei candidati devono

comprendere un numero di candidati non superiore al numero di consiglieri da

eleggere e nono inferiore ai 2/3. l'attribuzione dei seggi alle liste ha luogo in seguito

alla proclamazione del sindaco; non sono ammesse all'assegnazione dei seggi quelle

liste che abbiano ottenuto meno del 3% dei voti validi.

Elettorato attivo e passivo

L'elettorato attivo si definisce come la capacità di votare. Sono requisiti necessari per

l'elettorato attivo: la cittadinanza italiana e la maggiore età. Per quanto riguarda

invece l'elettorato passivo, si definisce come la capacità di ricoprire cariche elettive.

In base all'articolo 51 della costituzione, tutti i cittadini dell'uno e dell'altro sesso

possono accedere alle cariche elettive. Di regola, vi è coincidenza tra elettorato attivo

e passivo, per cui è elettore, a sua volta è anche eleggibile. La legge tuttavia,

considera alcune situazioni cause di ineleggibilità e di incompatibilità. In particolare

l'ineleggibilità rappresenta l'impedimento giuridico a divenire soggetto passivo del

rapporto elettorale; mentre l'incompatibilità è data, invece dal fatto che alcuni uffici o

cariche pubbliche non possono essere ricoperti allo stesso tempo dalla stessa persona.

Accanto alle ipotesi di ineleggibilità e di incompatibilità si individuano, tramite

l'articolo 58, delle cause ostative alla candidatura, che sono:

coloro che hanno riportato condanna definitiva per peculato (appropriazione

• indebita di denaro pubblico), concussione (quando si abusa del potere per

obbligare uno a dare ad un terzo denaro o altre utilità), corruzione per un atto

di ufficio....

coloro che hanno riportato condanna definitiva per associazione a delinquere di

• tipo mafioso;

i condannati a una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non

• colposo;

coloro che hanno commesso delitti con abuso di poteri o violazione dei doveri

• inerenti ad una pubblica funzione o pubblico servizio

…..

Negli articoli 60/61 troviamo invece elencate le cause di ineleggibilità, alcuni esempi

sono: capo della polizia, vice capi,..., che prestano servizio presso il ministero degli

• interni;

commissari di governo;

• gli ecclesiastici, ministri di culto;

• i dipendenti del comune e della provincia per i rispettivi consigli;

• il direttore generale, amministrativo e il direttore sanitario delle aziende

• sanitarie locali ed ospedaliere;

….

ALTRE TIPOLOGIE DI ENTE LOCALE

Nel testo unico oltre ai comuni, province...sono disciplinate anche altre tipologie di

enti locali o forme associative tra comuni, in particolare si parla delle comunità

montane, delle comunità isolane, delle unioni tra comuni, delle convenzioni, dei

consorzi, dell'esercizio associato di funzioni e degli accordi di programma.

Le comunità montane

L'articolo 27 stabilisce che le comunità montane sono unioni di comuni, ovvero enti

locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a

province diverse, il cui fine è la valorizzazione delle zone montane, nonché l'esercizio

associato di funzioni. In base all'articolo 28 la comunità montana è titolare:

dell'esercizio associato di funzioni proprie dei comuni o conferite ad essi dalle

• regioni;

dell'esercizio di ogni altra funzione ad essa conferita dai comuni, dalle

• province e dalla regione;

delle funzioni attribuite dalla legge;

• dagli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'UE o dalle leggi statali o

• regionali.

Come accade per le unioni di comuni ad esse competono gli introiti derivanti dalle

tasse, dalle tariffe e dai contributi sui servizi ad esse affidati (art.32 TU).

Le comunità isolane

L'articolo 2 le definisce enti locali ed in quanto tali estende ad esse le norme del TU.

A tal proposito l'articolo 29 stabilisce che ciascuna isola o arcipelago di isole ove

esistano più comuni, ad eccezione della Sicilia e della Sardegna, può essere istituita,

dai comuni interessati, la comunità isolana o dell'arcipelago, cui si estendono le

norme sulle comunità montane.

Le convenzioni

Sono disciplinate dall'articolo 30 e sono accordi organizzativi cui accedono gli enti

locali allo scopo di far fronte ad esigenze di collaborazione, senza che sia necessario

realizzare una nuova e stabile struttura organizzativa dotata di personalità giuridica.

Le convezioni devo stabilire i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti

contraenti, i loro rapporti finanziari ed i reciproci obblighi e garanzie; inoltre possono

prevedere anche la costituzione di uffici comuni che operano con personale distaccato

dagli enti partecipanti.

I consorzi

Disciplinati dall'articolo 31 sono strumenti di cooperazione per lo svolgimento in

forma associata di una o più attività. I consorzi sono dotati di personalità giuridica e

possono partecipare altri enti pubblici. A tal fine i rispettivi consigli approvano a

maggioranza assoluta una convenzione, unitariamente allo statuto del consorzio. La

convenzione deve disciplinare le nomine e le competenze degli organi consortili,

mentre lo statuto deve disciplinare l'organizzazione, la nomina e le funzioni degli

organi consortili. L'assemblea del consorzio è composta dai rappresentanti degli enti

associati nella persona del sindaco, del presidente o di un loro delegato. L'assemblea

elegge il consiglio di amministrazione e ne approva gli atti fondamentali previsti

dallo statuto. Tra gli stessi enti locali non può essere costituito più di un consorzio.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per l'esame di Diritto degli enti locali.
1. Ente territoriale: l'ente territoriale è un ente pubblico che ha tra i suoi elementi
costitutivi il territorio, il quale è quindi essenziale per l'esistenza dell'ente
(stato);
2. Ente istituzionale, o non territoriale: quest'ente si contrappone a quello
precedente per il semplice motivo, che in questo caso il territorio è solo
l'ambito in cui la loro azione si può svolgere;
3. Enti necessari e non necessari (comunità montane);
4. Enti dipendenti (azienda speciale rispetto allo stato), strumentali (ISTAT) e
ausiliari;
5. Enti autonomi o indipendenti (enti territoriali locali).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche, economiche, sociali e dell'amministrazione
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mollideni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Vipiana Piera Maria.

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