Schemi di terapia insulinica nel diabete di tipo 2
Terapia insulinica per pazienti con diabete mellito di tipo 2
La somministrazione di insulina nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 può essere temporanea o a permanenza.
Donne in gravidanza
La somministrazione temporanea dell’insulina è indicata nelle donne in gravidanza e in caso di malattie acute gravi come infarto miocardico acuto (IMA), ictus cerebrale, traumi, interventi chirurgici e infezioni. Questi casi comportano una resistenza insulinica e un peggioramento del compenso metabolico.
Somministrazione a permanenza dell’insulina
La somministrazione a permanenza dell’insulina è indicata nei pazienti che non rispondono adeguatamente alla terapia con ipoglicemizzanti orali e in caso di insufficienza delle cellule beta. Questo tipo di terapia deve considerare l'età del paziente, la presenza di malattie concomitanti e le modificazioni dello stile di vita.
- Iperglicemia prevalentemente a digiuno: somministrazione di insulina ad azione intermedia (NPH) o insulina glargine ad azione ritardata, iniziando con una dose di 10 U o 0,1-0,2 U/kg di peso corporeo. Questa viene somministrata la sera (h 22-23) in associazione a ipoglicemizzanti orali come metformina, sulfoniluree e glinidi.
- Iperglicemia prevalentemente postprandiale: somministrazione di insulina ad azione ultra-rapida subito prima dei pasti, associata a metformina.
- Iperglicemia al mattino e postprandiale: somministrazione di insulina ad azione ultra-rapida subito prima dei pasti e insulina a lunga durata d’azione (NPH o glargine), in associazione con metformina.
- Pazienti anziani con difficoltà di autosomministrazione o con gravi complicanze micro o macrovascolari: somministrazione di insulina rapida o ultra-rapida prima della colazione e di una miscela di insulina all’ora di cena, costituita da 30% di insulina rapida e 70% di NPH, oppure 25% di insulina lispro e 75% di insulina lispro protaminata, o 30% di insulina aspart e 70% di insulina aspart protaminata in sospensione.
Per raggiungere lo schema terapeutico ottimale, sono necessarie delle progressive correzioni della dose di insulina di 2-4 U per volta, in modo da ottenere glicemie accettabili.
Soggetti con diabete di tipo 2 obesi e insulino-resistenti
In genere, i soggetti con diabete di tipo 2 obesi e insulino-resistenti hanno un fabbisogno di insulina elevato, superiore a 1 U/kg di peso corporeo. Questo fabbisogno è minore nei pazienti con residua secrezione endogena di insulina.
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