Insulinoma
L'insulinoma è un tumore insulino-secernente che origina dalle cellule β del pancreas. L'insulinoma è un tumore endocrino che colpisce soprattutto soggetti di sesso femminile e di età media di 50 anni. Esso si distingue in una forma sporadica (multicentrica 92-100%) e una forma familiare tipica dei pazienti affetti da MEN-1. Nel 95% dei casi, si tratta di un adenoma benigno singolo con un diametro di 1-5 cm (multicentrica 10%). Raramente si tratta di un tumore maligno capsulato.
Clinico
Dal punto di vista clinico, l'insulinoma determina una sindrome ipoglicemica caratterizzata dalla cosiddetta triade di Whipple con:
- Iperinsulinemia
- Coma ipoglicemico a digiuno o dopo attività fisica con glicemia < 40 mg/dl, in genere preceduto da cefalea, confusione mentale, disturbi neurologici transitori e convulsioni
- Reversibilità dei sintomi dopo infusione e.v. di glucosio
Inoltre, spesso la crisi ipoglicemica è preceduta o accompagnata da disturbi gastrointestinali e cardiovascolari come dolore addominale crampiforme, vomito, diarrea, crisi anginose, aritmie, tachicardia, ipo o ipertensione arteriosa.
Diagnosi
La diagnosi si basa su:
- Ipoglicemia a digiuno < 45 mg/dl associata a iperinsulinemia > 10 µU/ml
- Indagini di laboratorio: sindrome ipoglicemica che si manifesta solo dopo digiuno prolungato. Alcune volte, è utile il dosaggio sequenziale della glicemia, insulinemia e peptide C prima e durante il test del digiuno prolungato per 72 ore. Nel 90% dei casi è sufficiente un digiuno di 16 ore per scatenare i sintomi.
- TC, ecografia endoscopica, infusione selettiva intra-arteriosa di Ca con dosaggio dell’insulinemia a livello della vena epatica per localizzare l’insulinoma in fase preoperatoria.
Terapia
La terapia in presenza della crisi ipoglicemica si basa sulla somministrazione di glucosio e.v. La terapia definitiva si basa sulla rimozione di ~ l’85% del pancreas mediante pancreasectomia distale. Se l’ipoglicemia persiste in fase post-operatoria, si utilizza il diazossido che inibisce la secrezione di insulina, stimola la glicogenolisi e la secrezione delle catecolamine aumentando la glicemia, favorendo l’azione antidiuretica e la ritenzione di H2O e Na+ con rischio di edema.
In caso di metastasi o in casi inoperabili, si ricorre a chemioterapia (streptozocina, decarbazina) o a un analogo della somatostatina (octreotide) poiché le forme maligne hanno una crescita lenta e i risultati sono discreti.