Endocrinologia: monitoraggio del paziente diabetico
Abbiamo la possibilità di monitorare un paziente diabetico tramite alcuni indicatori. È bene tenere sotto controllo la situazione per evitare complicanze. Le variazioni della curva del glucosio, utile per prevenire picchi di glicemia, si distinguono in variazioni qualitative e quantitative.
Variazioni quantitative
Per quantitative intendiamo fondamentalmente gli effetti del glucosio circolante, indipendentemente dalle sue oscillazioni, ma conseguente solo agli effetti legati alla media delle glicemie delle 24 ore (o del periodo che definiamo noi). Per esempio, un paziente con media di 250 avrà degli effetti sull’organismo indipendentemente dalle misurazioni fatte durante il giorno, che sia 300 o 40.
Variazioni qualitative
L’effetto qualitativo invece sono gli effetti tossici della mole di glucosio conseguenza di abnormi oscillazioni di glucosio. Quindi quello che andiamo a guardare in un paziente diabetico, responsabile di complicanze, è sia la media delle glicemie sia quanto queste glicemie oscillino, per vedere se le glicemie sono stabili o fluttuanti. Entrambi i parametri sono responsabili di attivazione di processi patologici.
Infatti, quando parliamo di compenso metabolico, intendiamo un paziente che presenta tante variazioni qualitative che quantitative, purché il più vicino possibile alla media normale, cioè variazioni comunque contenute. Quindi, per il compenso, non guardo solo l’emoglobina glicata ma anche il profilo glicemico, che viene chiesto insieme a vari esami al momento del ricovero, perché anche il fatto che passa da picchi alti a picchi bassi influenza la sua condizione di salute. Ci servono quindi entrambi gli indicatori quantitativi e qualitativi per vedere se il paziente è compensato o no, quindi indicatori di posizione e di variabilità glicemica.
Indicatori quantitativi
I quantitativi (di esposizione) sono i prodotti di glicazione avanzata, che si formano quando il glucosio è in eccesso e va a glicosilare qualsiasi cosa tipo le proteine, come l’emoglobina glicata o la fruttosamina (albumina glicata). Noi utilizziamo questi indicatori di controllo come quantitativi.
Indicatori qualitativi
I qualitativi sono invece quelli che ci dicono quanto il glucosio oscilla nell’unità di tempo che ci prefiggiamo, soprattutto tramite i reflettometri (tipo dtx) che registrano tutte le misurazioni in un mese e poi si consegnano e si vedono i picchi. Per i qualitativi abbiamo anche due indicatori biologici, come per esempio il metildriussale e un altro indicatore non ben comprensibile. Il compenso in pratica aiuta il paziente perché il glucosio in eccesso glicolizza le altre molecole e le trasforma in zuccheri più stabili, che non abbiano quindi troppe variazioni.