Gozzo congenito disormonogenetico
Il gozzo congenito disormonogenetico è una sindrome rara caratterizzata da ipotiroidismo di entità variabile e da deficit dell’ormonogenesi tiroidea. Si tratta di un deficit genetico del metabolismo dello iodio, che include deficit della tireoglobulina, deficit recettoriale o post-recettoriale del TSH, e deficit del trasporto dello iodio e della sua organificazione.
Deficit del metabolismo dello iodio
Il deficit del metabolismo dello iodio comprende:
- Deficit del trasporto dello iodio: Può essere parziale o totale e viene trasmesso con modalità autosomica recessiva (AR). Questo deficit è causato dall’incapacità della cellula tiroidea di captare lo iodio a causa di un deficit del symporter del Na+/I- (NIS). Il trasporto dello ioduro interessa la cellula follicolare e tutti i tessuti che concentrano lo ioduro, come le ghiandole salivari e la mucosa gastrica. Mutazioni del gene NIS possono causare fenotipi diversi a parità di genotipo.
- Deficit di organificazione dello iodio: Questo rappresenta il 50% di tutte le cause di deficit. È causato dall’incapacità della cellula follicolare di ossidare e organificare lo iodio in seguito a una alterazione genetica strutturale della perossidasi TPO. Di conseguenza, lo ioduro trasportato nella cellula tiroidea non viene organificato e si accumula nella tiroide. Questo ioduro può essere rimosso tramite competizione diretta con il perclorato. Il deficit di organificazione può anche essere dovuto a mutazioni dei geni THOX1 e THOX2, che codificano per proteine deputate alla produzione di perossido di idrogeno (H2O2), indispensabile per il corretto funzionamento della TPO. Infatti, acqua ossigenata rappresenta un fattore limitante per la iodazione della Tg in condizioni di adeguato apporto iodico. In alcune famiglie, questo difetto si accompagna a sordità congenita sensoriale e prende il nome di sindrome di Pendred.
- Deficit della desiodasi: Consiste nell’incapacità di desiodare le iodotirosine. Questo porta all’eliminazione di grosse quantità di mono e diiodotirosina con le urine. Normalmente, nella tiroide la desiodasi agisce sulle iodotirosine MIT e DIT rilasciate durante l’idrolisi della Tg, liberando lo iodio che può essere riutilizzato per l’ormonogenesi. Il deficit della desiodazione si deve a una mutazione del gene DEHAL1, che codifica per una dealogenasi delle iodotirosine. Quest’enzima, individuato nella tiroide, reni, fegato e altri tessuti, ha un’attività di desiodazione così efficiente che la tiroide secerne normalmente quantità trascurabili di iodotirosine. Il difetto può essere totale o parziale.