Carcinoma tiroideo papillare
Caratteristiche del nodulo
Il carcinoma papillare si presenta come un nodulo singolo duro e freddo alla scintigrafia, solido all'ecografia, ben differenziato dal resto della ghiandola. Nei pazienti con gozzo multinodulare, il nodulo maligno si presenta come un nodulo dominante, più grande, più duro e meglio differenziato rispetto al resto della ghiandola.
Caratteristiche microscopiche
Dal punto di vista microscopico, il tumore è costituito da uno strato di cellule tiroidee disposto attorno a peduncoli vascolari. Le proiezioni papillari si estendono in spazi microscopici simil-cistici. Sono presenti cellule giganti plurinucleate, nuclei grandi, ovalari, pallidi con membrana nucleare ispessita, corpi inclusi chiari, aspetto vitreo, spesso contenenti micronucleoli. All'apice, si possono osservare sfere lamellate e calcifiche. Nel 40% dei casi si osservano corpi psammomatosi, soprattutto all'interno delle proiezioni papillari, che sono diagnostici per il carcinoma papillare. La sostanza colloide è abbondante.
Varianti istologiche
Il carcinoma papillare comprende varianti istologiche a prognosi favorevole e sfavorevole.
Varianti istologiche a prognosi favorevole
- Variante occulta o microcarcinoma papillifero: Nodulo privo di capsula Ø < 1 cm, spesso individuato dopo una tiroidectomia o in sede autoptica. Cresce lentamente restando confinato alla tiroide e ai linfonodi locali per molti anni, con prognosi eccellente.
- Variante incapsulata: Nodulo delimitato da una parete fibrosa che si forma in seguito all'infiltrazione della capsula tiroidea. Metastasi rare e tardive, con prognosi favorevole.
- Variante follicolare e macrofollicolare: Noduli privi di capsula costituiti da follicoli normali o più grandi, con fibrosi densa. Metastasi a distanza sensibili alla radioterapia.
Varianti istologiche a prognosi sfavorevole
- Variante a cellule alte e a cellule colonnari: Forme molto aggressive a crescita rapida che infiltrano la capsula tiroidea e strutture adiacenti, con metastasi linfonodali e a distanza, polmonari e ossee. Morte del paziente entro 6-7 anni dal trattamento nel 30% dei casi.
- Variante sclerosante diffusa: Tipica dei bambini, provoca metastasi polmonari.
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