Carcinoma tiroideo differenziato
Carcinoma tiroideo differenziato rappresenta il 72% dei tumori maligni della tiroide. È il tumore endocrino maligno più frequente, con un'incidenza di 26-40 nuovi casi/milione di persone/anno, ed è la seconda causa di morte per tumore maligno di una ghiandola endocrina dopo il carcinoma ovarico.
Il 10-40% dei pazienti affetti da carcinoma tiroideo differenziato va incontro a morte, anche se solo in genere la diagnosi e la terapia sono piuttosto precoci. Il microcarcinoma viene diagnosticato in sede autoptica nel 5-36% dei casi poiché può rimanere latente per tutta la vita senza dare sintomi e metastasi.
I carcinomi tiroidei differenziati originano dalle cellule follicolari della tiroide. Comprendono due istotipi principali: il carcinoma papillare, che è il più frequente (50-70%) e colpisce soprattutto soggetti nella fascia di età 30-50 anni, e il carcinoma follicolare (15-25%) che colpisce più frequentemente soggetti di età 50-60 anni. Questi tumori sono più frequenti nei soggetti di sesso femminile, con un rapporto maschio/femmina di 1/2-3; tuttavia, nel maschio, sono spesso più aggressivi.
Fattori di rischio
I fattori responsabili dello sviluppo del carcinoma tiroideo includono:
- Carenza di iodio o sostanze gozzigene che possono portare a iperstimolazione prolungata delle cellule follicolari da parte del TSH, con conseguente ipertrofia, iperplasia, formazione di un adenoma e sviluppo di carcinoma.
- Radiazioni ionizzanti: in passato, bambini sottoposti a radioterapia per iperplasia timica o tonsillare sviluppavano carcinoma nel 3-5% dei casi. Numerosi casi di carcinoma papillare si stanno osservando tutt'oggi nell'area della centrale nucleare di Cernobyl (1986).
- Gozzo multinodulare preesistente, nodulo singolo di consistenza aumentata (1-3%), malattia di Basedow (5-12%), tiroidite di Hashimoto (1-7%).
- Anomalie genetiche:
- Mutazione del gene RET: nel carcinoma papillare, nel 50% dei casi è associato alla mutazione del gene RET (cr. 10) che codifica un recettore transmembrana ad attività tirosin-chinasica, determinando iperproliferazione delle cellule neoplastiche.
- Mutazione del gene BRAF: associata al carcinoma papillare con alterazione della via della MAP-chinasi.
- Mutazioni del gene RAS: nel carcinoma follicolare, nel 10-40% dei casi.
- Mutazioni del gene p53: associate al carcinoma anaplastico.
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