Adenoma GH-secernente o somatotropinoma: gigantismo e acromegalia
L'adenoma GH-secernente, conosciuto anche come somatotropinoma, è un tumore benigno dell’ipofisi che secerne il GH. Nei soggetti in età prepubere, è responsabile del gigantismo ipofisario, che si verifica prima della saldatura delle cartilagini epifisarie delle ossa lunghe. Negli adulti, invece, provoca acromegalia a causa della saldatura delle cartilagini epifisarie. Si tratta di una sindrome rara con un’incidenza di 3-4 nuovi casi per milione di persone ogni anno, colpendo allo stesso modo uomini e donne, con un picco intorno ai 40-50 anni.
Eziologia
Dal punto di vista eziologico, oltre il 95% dei casi di ipersecrezione di GH è dovuto a un macrodenoma ipofisario GH-secernente originato dalla regione laterale dell’adenoipofisi. Nel 15% dei casi, contiene cellule lattotrope ipersecernenti PRL. Tuttavia, l’ipersecrezione di GH può anche essere causata da:
- Tumori ipotalamici secernenti GHRH, come amartomi.
- Secrezione ectopica di GH o GHRH in sindromi endocrine paraneoplastiche, come microcitoma polmonare, carcinoma bronchiale, endometriale, prostatico, adenoma delle isole pancreatiche, carcinoide, adenoma surrenale.
- Somministrazione di GH esogeno da parte di atleti per aumentare la massa muscolare (doping).
- Secrezione di GH dovuta all’attivazione recettoriale nella sindrome di McCune-Albright.
Fisiopatologia
Dal punto di vista fisiopatologico, l'alterazione del ritmo di secrezione del GH comporta un aumento del numero, della durata e dell’entità dei picchi secretori nelle 24 ore, senza picco notturno. La risposta anomala alle variazioni della glicemia e l'ipersecrezione di GH stimolano la secrezione delle IGF-1, che favorisce la sintesi proteica, la crescita osteo-cartilaginea e dei tessuti molli viscerali.
Quadro clinico
Dal punto di vista clinico, nei soggetti prepuberi l’ipersecrezione di GH causa il gigantismo ipofisario, con altezza superiore alla norma (> 2 metri) dovuta all’iperproliferazione delle cartilagini e all’allungamento delle ossa lunghe. Negli adulti, l’acromegalia ha un esordio subdolo e progressivo, spesso diagnosticata tardivamente intorno ai 40 anni, quando si manifestano modificazioni fisiche e metaboliche, disabilità e un rischio aumentato di complicanze e mortalità se non trattata adeguatamente. I sintomi possono includere effetti espansivi-compressivi della massa tumorale, come cefalea, disturbi visivi, iperprolattinemia e ipogonadismo ipogonadotropo.
Modificazioni fisiche
I segni clinici più evidenti dell’acromegalia includono cambiamenti a livello del cranio e delle estremità (parti acrali), da cui deriva il termine acromegalia (acros = estremità). Questi includono:
- Ingrossamento di mani e piedi, con dita a salsicciotto.
- Ipertrofia del tessuto osseo, connettivo e muscolare, che può portare i pazienti a dover acquistare guanti e scarpe di taglie sempre maggiori o far allargare gli anelli.
- Iperproliferazione del tessuto osseo periostale, con aumento del diametro delle ossa lunghe e dello spessore delle ossa piatte (iperostosi), da cui derivano le tipiche deformazioni ossee, in particolare la facies acromegalica caratterizzata da ingrandimento della mandibola, prognatismo, diastasi degli incisivi (spazi interdentali), malocclusione e dolore durante la masticazione.
- Sovraorbitarie e zigomatiche più sporgenti, aumento di volume del naso e accentuazione delle rughe.
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