EMODIALISI
Quando un rene insufficiente non può più eliminare in maniera adeguata i prodotti del catabolismo, non può
regolare l’equilibrio acido-‐base e mantenere l’omeostasi del sodio e dell’acqua, la dialisi deve essere iniziata
(GFR<10ml/min). Nell’emodialisi si effettuano sedute periodiche depurative nelle quali il sangue del
paziente circola attraverso un circuito extracorporeo comprendente un filtro di dialisi. Gli scopi più
importanti della dialisi sono di regolare la concentrazione di solute nel sangue e di eliminare l’eccesso di
fluidi.
I metodi per portare a termine la terapia sostitutiva sono l’emodialisi e la dialisi peritoneale.
Accesso vascolare
La prima necessità che si ha è quella di prelevare il sangue dall’organismo ad un flusso abbastanza alto per
velocizzare I tempi di dialisi. L’ideale sarebbe quindi utilizzare un arteria, ma un accesso vascolare stabile,
vista la loro struttura, è impossibile. Nelle vene invece il flusso è molto basso (40-‐50 cl/min) e insufficiente
per la dialisi (oggi si possono utilizzare particolare cateteri – di Seldinger – che vengono posizionati per via
percutanea nella femorale, nella succlavia o nella giugulare che garantiscono un flusso di 200ml. queste
regioni però vengono continuamente traumatizzate quindi non va bene).
Dal ’66 iniziò ad essere utilizzata la fistula artero-‐venosa di Cimino-‐Brescia. Questa tecnica implica
l’anastomosi chirurgica sottocutanea tra l’arteria radiale e la vena cefalica con arterializzazione delle vene
superficiali dell’avambraccio. Questo fa sì che si immetta una pressione molto alta nella vena e questa viene
utilizzata come accesso vascolare alla dialisi. Si possono avere anche 500-‐600ml di flusso.
Poichè generalmente occorre del tempo affinchè la fistula sia matura (I vasi devono diventare abbastanza
larghi da permettere un adeguato flusso sanguigno) questo accesso non può essere utilizzato
immediatamente, ma deve essere piazzato almeno 8 settimane prima di usarlo.
Quindi l’accesso vascolare dovrebbe essere costruito nel momento in cui i livelli sierici di creatinina
raggiungono gli 8mg/dl. Dato che la fistola è interna ci sarà un minor rischio di trauma e di infezioni.
Sebbene la fistola rimanga il miglior metodo di accesso per pazienti con emodialisi di mantenimento cronica,
può essere necessario l’innesto di protesi per l’accesso vascolare in pazienti con fistole non riuscite, negli
anziani o nei diabetici con vasi arteriosi piccoli.
Emodializzatori
Una volta aspirato il sangue questo viene immesso nella pompa dell’emodializzatore.
Le moderne macchine per la dialisi consistono in un dializzatore (la membrana di dialisi), una pompa che
regola la quota di flusso sanguigno e un sistema di erogazione del fluido dializzatore. In aggiunta ci sono una
serie di monitor di controllo che valutano continuamente le pressioni arteriosa e venosa, la conduzione della
soluzione dialitica e la temperatura dell’acqua. Questi monitor inoltre controllano eventuali perdite di
sangue o aria nel circuito extracorporeo. Tali sistemi di sicurezza prendono il nome di camere di espansione
e hanno una doppia funzione: catturare l'aria (bolle) per evitare embolia gassosa; nello spazio vuoto che
rimane troviamo un sensore che ci misura i parametri del paziente e della macchina, per prevenire
coagulazione del sangue ecc…
Errori durante la dialisi che venivano fatti anni fa (alterazione nella preparazione del liquido dialitico…)
fortunatamente sono oggi superati grazie alle moderne macchine di dialisi le quali sono provviste di sistemi
con controlli doppi che inducono l'arresto immediato della macchina se qualcosa non va.
Il tipo di emodializzatore usato più frequentemente è quello a fibra cava. È costituito da file di migliaia di
capillari paralleli. Il sangue scorre in questi tubi e la soluzione dialitica intorno ad essi. Questo è il filtro
dell’emodializzatore ed esso è dipendete dal flusso. Infatti deve arrivare un corretto flusso di sangue nel
filtro affinchè tale quota di sangue venga depurata. Se non arriva sangue non si depura nulla. Come concetto
nativo si può vedere questa carenza di flusso un po’ come il legame esistente tra GFR e la clearance: se arriva
poco sangue (sintomatologia presente quando GFR<60 ml/min) andiamo in IR prerenale.
I vantaggi del dializzatore fibra cava sono: basso volume di innesco, poche perdite, predittività della
clearance e dell’ultrafiltrazione, facile riutilizzo, efficienza e bassi costi.
La membrana di dialisi è la componente critica del sistema di dialisi. Ci sono tre considerazioni da fare
quando si valuta una membrana di dialisi:
La performace (permeabilità)
• La biocompatibilità
• Il prezzo
•
Le membrane di dialisi prevalentemente utilizzate sono:
Acetato di cellulosa o cuprofam: alta clearance per le molecole piccole, bassa per le medie. È stato
• stabilito che cuprofan e altre membrane alla cellulosa rigenerata provocano attivazione della via
alternativa del complemento. Con ogni probabilità i sintomi “da dialisi” sono dovuti a queste due
molecole. Il riutilizzo delle membrane da dialisi di acetato di cellulosa sembra ridurre questi sintomi
“da primi utilizzo” ed aumentare la biocompatibilità. È stato inoltre dimostrato che le membrane di
cuprofan possono stimolare la produzione di IL-‐1, o direttamente attraverso l’attivazione di monociti
adesi alle membrane, o indirettamente attraverso l’attivazione del complemento con rilascio di C5a.
E’ stato postulato che le interleuchine possono essere responsabili di molti sintomi, acuti o cronici,
osservati in pazienti dializzati con membrane di cellulosa rigenerata (ipotensione, accumulo di b2-‐
microglobulina).
Policarbonato (PAN): sono le nuove membrane sintetiche. Hanno un’alta clearance per le molecole
• grandi e piccole, una migliore quota di ultrafiltrazione e una minore attivazione del complemento.
Recentemente comunque sono state riscontrate reazioni simil-‐anafilattiche in pazienti in
trattamento con ACE-‐inibitori dializzati con membrane di PAN. È risultato che le cariche negative
presenti sulla superficie di queste membrane sono in grado di produrre bradichinina attraverso
l’attivazione della via della callicreina. ACE è normalmente risponsabile della degradazione della
bradichinina. La presenza di ACE-‐inibitori in questo contesto può provocare l’aumento di livelli di
bradichinina con potenziamento dell’ipotensione e della broncocostrizione indotte dalla molecola.
Anticoagulanti
Le membrane di dialisi standard attivano non solo la cascata del complemento, ma anche la coagulazione.
Nonostante oggi vengano utilizzate delle membrane definite “biocompatibili”, sono pur sempre viste
dall’organismo come delle sostanze estranee e quindi il sangue tende a coagulare. È obbligatorio quindi
l’utilizzo di anticoagulanti. Gli anticoagulanti sono necessari per evitare la coagulazione del sangue
all’interno del sistema di dialisi.
Nell’emodialisi cronica di mantenimento, anticoagulanti sistemici come l’eparina sono utilizzati
generalmente durante il trattamento, o attraverso la somministrazione di boli ripetuti o attraverso
l’infusione continua con il monitoraggio continuo del tempo di tromboplastina parziale (PTTàmisura la via
intrinseca e comune della coagulazione).
In casi particolari, come per esempio una diatesi emorragica del pazienti, si può effettuare la dialisi senza
eparina ricorrendo ad alcuni artifici come il lavaggio periodico del circuito oppure l' utilizzo di sostanze che
vengono inattivate nel circuito extracorporeo prima che il sangue rientri nel paziente, come il citrato che
viene poi antagonizzato dal calcio. Quindi in pratica viene infuso citrato appena il sangue esce dal paziente e
questo viene poi neutralizzato col Ca2+ prima che esso rientri. In questo modo abbiamo ottenuto lo scopo
senza aver scoagulato il paziente. Questa si chiama scoagulazione distrettuale ed è molto più impegnativa
perchè occorre un monitoraggio continuo durante il trattamento.
Liquido di dialisi
Il liquido di dialisi scorre nel filtro attorno alla membrana dialitica (al cui interno scorre il sangue). Tali due
flussi sono controcorrente, per avere una migliore efficienza. Durante il passaggio nel filtro avvengono gli
scambi diffusivi tra i soluti contenuti nel sangue, a più altra concentrazione, e il liquido di dialisi dove di
soluti non ce ne sono, o sono a più bassa concentrazione.
La soluzione di dialisi è una soluzione bilanciata di sali con appropriato tampone. Tale soluzione viene
preparata a partire da una sacca dove si
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