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L'emocoltura

Vedi anche in: http://www.ao-careggi.toscana.it/microbiologia/emocoltura.htm

P. Urbano 2008

Premessa

L'emocoltura ha assunto negli ultimi anni un'importanza crescente prevalentemente per l'aumentata incidenza di sepsi in pazienti immunodepressi. L'efficacia ed il significato clinico dell'emocoltura dipendono da molteplici aspetti metodologici ed interpretativi. Nella fase preanalitica le modalità di prelievo ed il numero dei campioni rappresentano elementi di fondamentale importanza. Il problema maggiore del prelievo riguarda la possibilità di contaminazioni esogene del campione con conseguenti difficoltà interpretative del risultato.

P. Urbano 2008

Il risultato ottimale dell'emocoltura

Il risultato ottimale di questo esame dipende da molteplici fattori fra cui principalmente il volume del campione, il momento del prelievo, l'intervallo ed il numero dei prelievi, l'accuratezza del prelievo (disinfezione della cute), le caratteristiche del mezzo di coltura, la capacità del sistema analitico di evidenziare lo sviluppo batterico.

P. Urbano 2008

Situazioni cliniche per l'esecuzione del test

L'emocoltura è fra gli esami di laboratorio che vengono richiesti meno di quanto sarebbe appropriato. Per esemplificare vengono riportate qui di seguito le principali situazioni cliniche in cui è importante eseguire il test:

  • Endocarditi ed infezioni endovascolari
  • Epiglottite acuta
  • Polmonite batterica
  • Pielonefrite ascendente
  • Osteomielite ematogena
  • Meningite batterica
  • Ascessi endoaddominali
  • Immunodepressioni
  • Cateterismi venosi e arteriosi
  • Sindromi ematologiche maligne
  • Infezioni sistemiche ecc.

P. Urbano 2008

% di positività in varie situazioni

  • Endocarditi ed infezioni endovascolari 85 - 95
  • Epiglottite acuta 80 - 90
  • Polmonite batterica 5 - 30
  • Pielonefrite ascendente 30 - 50
  • Osteomielite ematogena 30 - 50
  • Meningite batterica 50 - 80
  • Ascessi endoaddominali varia
  • Febbre di origine sconosciuta varia

P. Urbano 2008

Falsi negativi

Per situazioni cliniche

  • Pregressa terapia antibiotica (60% dei negativi)
  • Uremia

Per difficoltà di isolamento

  • Abiotrophia: "Nutritionally variant streptococci"
  • Miceti
  • Brucella sp.
  • Nocardia sp.
  • Bartonella sp.
  • Altri batteri a lento o lentissimo sviluppo

Per non utilizzo delle tecniche elettive

  • Micobatteri
  • Leptospira sp.
  • Legionella sp.
  • Borrelia sp.

Perché il germe non è coltivabile

  • Chlamydia sp. (febbre Q)
  • Coxiella burneti
  • Rickettsiae (Whipple Disease Bacillus)
  • Tropherina whippleri

P. Urbano 2008

Falsi positivi

Per contaminazione del campione, dal 30 al 50% dei risultati positivi sono falsi positivi. Per identificarli:

Aspetti clinici

  • Decorso clinico non tipico
  • Non riscontrata l'infezione primaria con lo stesso isolato
  • Assenza di leucocitosi o deviazione a sinistra

Aspetti microbiologici

  • Flora polimicrobica
  • Positività dopo 5-6 giorni di incubazione
  • Unico isolamento da più flaconi di un contaminante comune (per esempio: Stafilococchi non aurei)

Il giudizio di positività vera deriva quindi da molteplici fattori che devono tener conto dei giorni necessari alla positivizzazione del test, della presenza...

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e microbiologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Urbano Pasquale.
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