Anemie del III gruppo
Meccanismo patogenetico responsabile: ridotta sintesi di emoglobina; eritroblastogenesi e formazione di eritrociti non sono in causa.
- Anemia ipocromica e microcitica
- Riduzione dell’Hb
- Comprendono:
- Talassemie: alterazioni nella sintesi di emoglobine strutturalmente normali
- Emoglobinopatie: presenza di varianti strutturali della catena globinica per sostituzione, perdita o aggiunta di amminoacidi in una delle catene globiniche
- Anemia da carenza marziale
Talassemie
Gruppo eterogeneo di disordini genetici della sintesi emoglobinica caratterizzati da un disturbo della produzione delle catene globiniche che porta ad anemia, eritropoiesi inefficace, distruzione degli eritroblasti nel midollo e degli eritrociti nel sangue periferico.
L’organismo è in grado di produrre 6 tipi di catene globiniche: α, β, γ, δ, ε, ζ. Le catene ε e ζ sono esclusive dell’età embrionale e si avrà:
- Embrione-feto: HbF (α2γ2)
- Neonato e adulto: HbA (α2β2) e HbA2 (α2δ2)
Talassemie β
Il difetto è spesso una mutazione puntiforme che interessa il gene in uno dei “punti caldi” del processo di trascrizione o di traduzione (alterazioni del promoter, delle zone di splicing, del sito di poliadenilazione, ecc.). Sono descritti circa 50 difetti molecolari in grado di abolire o di ridurre fortemente la sintesi della β-globina. Si avrà:
- β0 talassemia: abolizione della sintesi
- β+ talassemia: forte riduzione della sintesi
In base alla severità del quadro clinico e dell’anemia si possono distinguere 3 forme di talassemia:
- Talassemia Maior
- Talassemia Intermedia
- Talassemia Minor
Talassemia Maior
Morbo di Cooley
Definizione
Severa anemia congenita a trasmissione autosomica dominante caratterizzata da ridotta (β+) o assente (β0) sintesi delle catene globiniche e conseguentemente di HbA.
Eziopatogenesi
Venendo a mancare le catene β, resta un grande eccesso di catene α libere, che precipitano formando corpi di inclusione che si fissano alla membrana cellulare, danneggiandola e determinando così una grave lisi eritroblastica endomidollare e la riduzione della sopravvivenza degli eritrociti maturi.
Clinica
Grave anemia congenita cronica, refrattaria ad ogni terapia, con ittero e splenomegalia (iperplasia della polpa rossa da esaltata emarginazione e distruzione eritrocitaria). La diagnosi viene posta entro i primi 6 mesi di vita per il pallore, il colore itterico, l’inappetenza e la dispepsia. Durante lo sviluppo compaiono ritardo di crescita staturale e sessuale, la facies con aspetto “simil-asiatico” con accentuazione dei bozzi frontali, taglio mongoloide degli occhi, prominenza delle ossa mascellari.
Laboratorio
Anemia ipocromica e microcitica, molto grave (Hb: 4-6 g/dl) con basso numero di eritrociti (2 milioni/mm3), schistocitosi, forme bizzarre, eritrociti a bersaglio, ecc. Mielobiopsia: enorme iperplasia eritroblastica con eritropoiesi inefficace e accumulo di una grande quantità di ferro emosiderinico. Diagnosi definitiva con elettroforesi: prevalenza di HbF.
Decorso e prognosi
Legati alla gravità dell’anemia e alla strategia terapeutica trasfusionale e ad una terapia chelante del ferro. Gravi conseguenze della terapia emotrasfusionale cronica: emosiderosi secondaria e trasmissione di malattie virali.
Terapia
Volta a: mantenere un livello di Hb costantemente elevato, possibilmente >10-11 g/dl e prevenire le complicanze della terapia trasfusionale. L’apporto di ferro con l’emotrasfusione comporta inevitabilmente un accumulo del metallo nell’organismo. Per questo si usa un trattamento da iniziare il più precocemente possibile con chelanti del ferro e in particolare, desferrioxamina B con una dose media raccomandata di 40 mg/Kg/ogni 12 ore, in perfusione continua sottocutanea.
Talassemia Intermedia
Definizione: Talassemie di severità intermedia.
Eziopatogenesi
Di solito il quadro genetico è caratterizzato da una doppia eterozigosi per geni talassemici lievi, in grado cioè di produrre una discreta quota di catene β oppure dalla contemporanea presenza di una talassemia.