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BILIRUBINA

E' un pigmento (sostanza colorata) originata dalla distruzione dell'emoglobina. Nel fegato

questa sostanza viene combinata ad altre sostanze (bilirubina coniugata) ed espulsa nelle

vie biliari.

Significato

Un eccesso di bilirubina non coniugata può indicare una insufficiente produzione di

sangue (anemie refrattarie) oppure un'eccessiva distruzione dei globuli rossi.

Normalmente nel sangue la bilirubina coniugata non è presente o comunque dovrebbe

esserlo in quantità trascurabili. Se raggiunge valori elevati, significa di solito che ci sono

problemi biliari extraepatici (calcoli della colecisti o del coledoco, tumore del pancreas) o

intraepatici (cirrosi, epatite, tumori del fegato).

Valore normale

Bilirubina totale, da 3 a 10 mg/l; bilirubina coniugata, assente.

FOSFATASI ALCALINE

Enzimi che partecipano al metabolismo dei composti fosforici organici presenti in tutti i

tessuti e particolarmente abbondanti in fegato, ossa, intestino reni. Tuttavia l'80 per cento

delle fosfatasi alcaline presenti nel sangue proviene da fegato e ossa.

Significato

Un innalzamento dei livelli delle fosfatasi alcaline può indicare malattie ossee o del fegato.

Se l'aumento è accompagnato da quello delle gamma-GT (GGT), si tratta di disturbi delle

vie biliari; in caso contrario si tratta di malattie delle ossa: rachitismo nel bambino, morbo

di Paget (eccessivo rimodellamento dell'osso), iperparatiroidismo, particolari metastasi

ossee nell'adulto. Le fosfatasi, invece, non aumentano nell'osteoporosi. Alcuni farmaci,

come la pillola anticoncezionale, fanno diminuire il livello di questi enzimi; altri, come gli

anticonvulsivanti, lo fanno aumentare.

Valore normale

Dipende dal metodo adottato dal laboratorio, in generale da 23 a 71 UI/l

COLESTEROLEMIA (totale e HDL)

Il colesterolo è una sostanza che entra nella composizione delle lipoproteine, le proteine

che provvedono a portare i grassi alle cellule (LDL, VLDL...) e dalla periferia

dell'organismo al fegato (lipoproteine HDL).

Significato

Analisi del Sangue – Interpretazione Risultati di Laboratorio – a cura di Massimo Pag. 3

Una quantità elevata di colesterolo nel sangue viene considerata un fattore di rischio per

l'aterosclerosi e, di conseguenza, per molte malattie cardiache.

L'ipercolesterolemia può essere secondaria a un altro disturbo (insufficienza della tiroide,

cirrosi biliare, pancreatite...) o primitiva. Oltre al dato totale, però, si deve tenere presente

la quantità di colesterolo HDL, che è invece un fattore protettivo. Quindi è più

preoccupante un basso livello di colesterolo HDL che un alto livello di colesterolo totale.

Valore normale

Colesterolo totale, fino a 200 mg/dl; fino a 260 mg /dl (oltre i 50 anni); HDL, da 40 a 50

mg/dl (uomini); da 50 a 60 mg/dl (donne).

TRANSAMINASI

Le transaminasi sono enzimi prodotti dal fegato. Di transaminasi ne esistono diverse, ma

quelle valutate di preferenza sono SGPT e SGOT.

Significato

Praticamente in tutte le malattie del fegato e delle vie biliari si registra un aumento del

elevati dell’ALT (SGPT) e dell’AST

livello di transaminasi. Tuttavia valori particolarmente

(SGOT) - pari a 300 e più UI - sono frequenti soprattutto in caso di epatite virale acuta. Di

norma in questa malattia l'ALT (SGPT) è più elevata dell'AST (SGOT) e nel 50 per cento

dei malati supera le 500 UI.

Valore normale

ALT (SGPT) da 5 a 40 UI/l;(AST) SGOT, da 5 a 35 UI/l.

TESTOSTERONE

E' il principale ormone androgeno dell'uomo, prodotto da particolari cellule dei testicoli.

Nella donna, invece, è un prodotto della trasformazione di un altro ormone prodotto da

surrenali e ovaie.

Significato

Nell'uomo il calo del testosterone indica un'insufficienza delle gonadi, che può essere

dovuta a insufficienza dell'ipofisi o tumore dell'ipotalamo(due ghiandole endocrine), con

abbassamento degli ormoni follicolo stimolante e luteinizzante, oppure a danni periferici

(orchiti, castrazione...), con aumento degli altri due ormoni. Nella donna il dosaggio del

testosterone (associato a quello di altri ormoni) serve a stabilire la causa dell'irsutismo.

Valore normale

da 4 a 8 mcg/l (uomini); da 0,2 a 0,6 mcg/l (donne).

L'esame emocromocitometrico

Analisi del Sangue – Interpretazione Risultati di Laboratorio – a cura di Massimo Pag. 4

L'esame emocromocitometrico o emocromo è utilizzato per la valutazione del numero

delle cellule del sangue. Si effettua su un campione di sangue prelevato mediante puntura

di una vena, generalmente del braccio. Il sangue è quindi immesso in una provetta

contenente una sostanza anticoagulante (per impedirne la coagulazione che lo

renderebbe inservibile per questo esame) e conservato a temperatura ambiente fino al

momento dell'effettuazione dell'esame.

Oggi si usano macchine, chiamate contatori elettronici, che permettono di analizzare un

campione in poche decine di secondi e forniscono anche numerosi indici utili per stabilire

se esistono anomalie a carico delle cellule del sangue.

Prima di approfondire il significato delle sigle e dei termini (molto spesso in inglese) del

referto fornito dal laboratorio, che a molti possono sembrare astrusi, è necessario fare

delle premesse.

Primo, l'unità di misura per il numero delle cellule del sangue può essere il microlitro (mL),

cioè un milionesimo di litro, oppure il litro (L). Se per esempio nel campione di sangue ci

sono 5.000 globuli bianchi si vedrà sul referto, accanto alla sigla per i globuli bianchi: 5 x

103/mL oppure 5 x 109/L, che è la stessa cosa.

Secondo, accanto ai numeri che indicano i valori riscontrati nel campione esaminato,

“normali”. Questi

vengono spesso riportati i valori di riferimento o i valori considerati

possono essere diversi da laboratorio a laboratorio (specie se usano strumenti differenti) e

possono variano con l'età, l'esercizio fisico ed altri fattori.

Infine, prenderò in considerazione solo i parametri più importanti dell'emocromo.

Gli strumenti in commercio sono numerosi ed ognuno di essi può dare un referto che

contiene sigle e parametri differenti da quello ottenuto con un altro strumento.

WBC. È la sigla per le parole inglesi White Blood Cells, cioè Globuli Bianchi (GB). Indica il

numero di GB per mL o L di sangue. I GB sono chiamati anche leucociti. Una diminuzione

del loro numero si definisce leucopenia, mentre il termine leucocitosi indica un aumento

dei GB.

RBC. Sigla per le parole Red Blood Cells o Globuli Rossi (GR) in italiano. È il numero di

GR per mL o L di sangue. L'anemia è una diminuzione dei GR (ma in alcune anemie,

come le talassemie, il numero dei globuli rossi può essere aumentato), mentre un loro

aumento è indicato dal termine poliglobulia o eritrocitosi. Un altro termine per GR è

emazie.

Hb. Sigla per Hemoglobin o emoglobina in italiano. Esprime la quantità (espressa in

grammi) di Hb presente in un L di sangue. A volte si usa il decilitro (dL) come unità di

misura. Dire che il campione esaminato contiene 15 grammi di Hb per dL o 150 grammi

per L è la stessa cosa.

Ht. Sigla per Hematocrit o ematocrito in italiano. Esprime la percentuale delvolume del

sangue che è occupato dai GR. Un Ht del 45% o 0,45 indica che il 45% del volume totale

del sangue è occupato dai GR; il restante 55% è costituito dal plasma. Il valore

dell'ematocrito segue di pari passo quello dei GR, per cui esso è diminuito nelle anemie ed

aumentato nelle poliglobulie.

MCV, Mean Corpuscular Volume, o Volume Corpuscolare Medio.

Indica il volume medio dei globuli rossi. I GR normali sono, per quanto riguarda il volume,

normocitici. Se il volume diminuisce, come nelle talassemie o nell'anemia da carenza di

Analisi del Sangue – Interpretazione Risultati di Laboratorio – a cura di Massimo Pag. 5

ferro, i GR sono definiti microcitici; se aumenta (p.e. nelle anemie da carenza di vitamina

B12) si avrà una macrocitosi delle emazie.

MCH, Mean Corpuscolar Hemoglobin. Indica la quantità media di emoglobina in ogni

globulo rosso.

MCHC, Mean corpuscolar Hemoglobin Concentration o Concentrazione

Emoglobinica Corpuscolare Media. Indica la concentrazione media di emoglobina

all'interno del singolo globulo rosso.

PLTS, Platelets o Piastrine. Indica il numero di piastrine presenti nel campione esaminato.

Piastrinopenia o trombocitopenia è la diminuzione delle piastrine; piastrinosi o trombocitosi

indica un loro aumento.

MPV, Mean platelet Volume o Volume Piastrinico Medio. Indica il volume medio delle

piastrine.

Reticolociti. Sono così chiamati i G.R. più giovani, appena sfornati dal midollo.

La Formula leucocitaria

Conosciuta anche come conteggio differenziale dei leucociti, permette di valutare la

percentuale di ognuno dei cinque tipi di GB (neutrofili, eosinofili, basofili, linfociti, monociti).

Può essere effettuata automaticamente dai contatori elettronici, oppure mediante

l'osservazione al microscopio ottico di una goccia di sangue strisciata su un vetrino.

Questo viene colorato con appositi coloranti contenenti sostanze chimiche che reagiscono

con i costituenti delle cellule del sangue, impartendo loro una colorazione diversa,

permettendo così di riconoscere i vari tipi cellulari. L'osservazione al microscopio presenta,

rispetto alla formula generata dai contatori elettronici, il vantaggio di poter osservare

direttamente le cellule ematiche e di valutare l'eventuale presenza di cellule anomale.

Conoscendo il numero totale di GB (ottenuto con l'emocromo) e la percentuale relativa di

ognuno dei cinque tipi leucociti è possibile conoscere il numero assoluto di questi ultimi nel

sangue. Basta moltiplicare la percentuale del tipo di leucocita considerato per il numero

totale di GB e dividere per 100. Es. Se il numero di globuli bianchi totali è 10.000/mL ed i

neutrofili sono il 50%, il numero assoluto di neutrofili è 5.000/mL cioè (10.000 x 50)/100.

Per valutare se c'è un aumento (o una diminuzione) reale di un tipo leucocitario è

importante considerare non tanto la percentuale relativa, bensì il valore assoluto calcolato

con la formula di cui sopra.

Altri termini tecnici dell'emocromo

Anisocitosi. Termine di origine greca che significa notevole variazione delle dimensioni dei

globuli rossi o delle piastrine. Queste cellule, anche in condizioni normali, non hanno mai

tutte le stesse identiche dimensioni. Nel corso delle anemie, o dopo trasfusione di sangue,

si possono vedere al microscopio queste variazioni e, se di entità importante sono

segnalate in genere con una scala numerica(1+, 2+ ecc.)

I globuli rossi hanno normalmente una forma di disco con un'are centrale pallida. Il resto

del disco è occupato dall'emoglobina, che impartisce agli eritrociti la caratteristica

colorazione. Se le dimensioni dei GR diminuiscono o aumentano avremo una microcitosi o

una macrocitosi delle emazie, rispettivamente. Lo stesso può accadere per le piastrine.

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kalamaj

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DETTAGLI
Esame: Ematologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ematologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Liso Arcangelo.

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