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Elettrochimica

Trasformazioni chimiche ed elettricità sono strettamente interconnesse tra di loro.

L'elettrochimica studia sia i fenomeni che avvengono in un sistema chimico al passaggio della corrente elettrica, sia quelli che consentono a un sistema chimico di produrre energia elettrica.

In entrambi i casi, le trasformazioni sono reazioni redox ed i dispositivi in cui esse hanno luogo sono dette celle elettrochimiche.

Se immergiamo una lamina di zinco in una soluzione di solfato rameico (CuSO4), dopo qualche istante sono evidenti i segni di reazione in superficie; infatti, si forma uno strato scuro di rame metallico. Esso deriva dalla riduzione degli ioni Cu2+ presenti in soluzione; lo zinco metallico, invece, si ossida e passa in soluzione come ione Zn2+.

Zn(s) + Cu2+(aq) → Zn2+(aq) + Cu(s)

Essa procede spontaneamente dimostrando che atomi e ioni hanno la capacita di cedere elettroni (ossidandosi) e di acquistarli (riducendosi).

Quando immergiamo una lamina di rame in una soluzione di solfato di zinco (ZnSO4), non si osserva nessuna trasformazione.

Mentre la reazione tra zinco metallico ed ioni rameici è spontanea, quella tra rame metallico e ioni zinco non è spontanea.

Elettrochimica

Trasformazioni chimiche ed elettricità sono strettamente interconnesse tra di loro.

L'elettrochimica studia sia i fenomeni che avvengono in un sistema chimico al passaggio della corrente elettrica, sia quelli che consentono a un sistema chimico di produrre energia elettrica.

In entrambi i casi, le trasformazioni sono reazioni redox ed i dispositivi in cui esse hanno luogo sono dette celle elettrochimiche.

Se immergiamo una lamina di zinco in una soluzione di solfato rameico (CuSO4), dopo qualche istante sono evidenti i segni di reazione in superficie; infatti, si forma uno strato scuro di rame metallico. Esso deriva dalla riduzione degli ioni Cu2+ presenti in soluzione; lo zinco metallico, invece, si ossida e passa in soluzione come ione Zn2+.

Zn(s) + Cu2+(aq) → Zn2+(aq) + Cu(s)

Essa procede spontaneamente dimostrando che atomi e ioni hanno la capacità di cedere elettroni (ossidandosi) e di acquistarli (riducendosi).

Quando immergiamo una lamina di rame in una soluzione di solfato di zinco (ZnSO4) non si osserva nessuna trasformazione.

Mentre la reazione tra zinco metallico ed ioni rameici è spontanea, quella tra rame metallico e ioni zinco non è spontanea.

Il risultato era prevedibile considerando che Cus e Fe2+(aq) sono i prodotti della prima reazione.

spontanea Fe(s) + Cu2+(aq) ⇄ Fe2+(aq) + Cu(s)non spontanea

Non spontanea non significa impossibile, infatti fornendo dall’esterno l’energia necessaria, possiamo trasformare nuovamente rame metallico e Fe2+ nei reagenti iniziali.

Una reazione di ossido riduzione può essere realizzata per via chimica o per via elettrochimica.

Nel primo caso, la reazione di ossido riduzione avviene per mescolamento dei reagenti, e quindi per trasferimento diretto degli elettroni dalla specie che si ossida a quella che si riduce. Un esempio classico è quello del sistema costituito da una lamina di rame metallico immersa in una soluzione contenente ioni Ag+.

Reazione spontaneaCu + 2Ag+ = Cu2+ + 2Ag

Il rame passa in soluzione come Cu2+ mentre gli ioni Ag+ si depositano sul rame come argento metallico.

Nel secondo caso le due semireazioni:

Cu → Cu2+ + 2e- e Ag+ + e- → Ag

sono separate nello spazio in una cella elettrochimica, cioè

in un sistema che non consente il contatto diretto tra i

reagenti.

Un'ossidazione è una perdita di elettroni e porta ad un aumento

del numero di ossidazione.

Zn → Zn2+ + 2e- Fe → Fe2+ + 2e-

H2 → 2H+ + 2e- Fe2+ → Fe3+ + e-

Una riduzione è un acquisto di elettroni e porta ad una diminuzione

del numero di ossidazione.

Fe2+ + 2e- → Fe 2H+ + 2e- → H2

I2 + 2e- → 2I-

Una coppia costituita dallo stesso elemento (o composto), nella

forma ossidata e ridotta, è detta Coppia Redox.

Fe2+/Fe Fe3+/Fe2+

Una reazione di ossidazione non può avvenire senza che contemporaneamente avvenga una reazione di riduzione.

Fe0 + Cu2+ → Fe2+ + Cusi ossida si riduce

Forma ridotta + Forma ossidata → Forma ossidata + Forma ridotta

FeAgente riducente Cu2+Agente ossidante

Per la reazione sopra descritta:

  • Fe0 - perde elettroni
  • si ossida
  • è l'agente riducente
  • è la forma ridotta
  • Cu2+ - acquista elettroni
  • si riduce
  • è l'agente ossidante
  • è la forma ossidata

Allo stato o i metalli possono solamente ossidare. Prendiamo, per esempio, Fe2+ che in questo caso può ossidarsi o ridursi.

Quando una lamina di un metallo M è immersa in acqua, gli atomi del metallo tendono a passare in soluzione come ioni M+ lasciando elettroni sulla superficie del metallo.

M ⇄ M+ + e-

Si genera così una separazione di carica, negativa sull'elettrodo, derivante da un eccesso di elettroni rimasti su di esso, e positiva nella soluzione arricchita di ioni M+.

Un elettrodo di rame, rispetto ad uno di zinco, ha una tendenza minore a mandare ioni in soluzione, e pertanto un elettrodo di zinco sarà più negativo di un elettrodo di rame.

Collegando i due elettrodi, gli elettroni in eccesso passeranno dall’elettrodo di Zn a quello di Cu.

Si costruisce così una pila, un apparecchio in cui si genera energia elettrica da reazioni di ossidoriduzione.

Pila Daniell

La semicella di sinistra è costituita da una lamina di zinco immersa in una soluzione di un suo sale solubile (es. ZnSO4); la semicella di destra è costituita da una lamina di rame immersa anch'essa in una soluzione di un suo sale solubile (es. CuSO4).

Nel recipiente contenente Zn avviene la reazione: Zn → Zn2+ + 2e-

Cioè lo zinco della sbarra va in soluzione come ione e lascia i due elettroni sulla sbarra; Gli elettroni attraversano la sbarra e il conduttore e poi la sbarra di rame fino ad arrivare all’interfaccia fra la sbarra di rame e la soluzione contenente ioni Cu2+, quindi avviene la reazione: Zn + Cu2+ → Zn2+ + Cu.

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Scienze chimiche CHIM/03 Chimica generale e inorganica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gio.cri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chimica generale e inorganica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Catauro Michelina.
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