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5.Creazione di significato all’interno del dialogo terapeutico;

6.Miglioramento della funzione riflessiva;

Obiettivi del paziente e obiettivi del terapeuta: gli obiettivi che il paziente si propone possono

essere in contrasto con quelli del terapeuta perché i due individui hanno del processo terapeutico un

concetto diverso. I terapeuti devono ridimensionare le loro aspettative e collaborare alla definizione

degli obiettivi insieme al paziente.

Azione terapeutica: l’azione terapeutica si esplica attraverso molteplici meccanismi. Con pazienti

introiettivi bisogna centrarsi sullo sviluppo del se e alle relazioni interpersonali è attribuito un ruolo

secondario; i meccanismi di difesa riscontrati sono: intellettualizzazione, formazione reattiva,

razionalizzazione; i meccanismi dell’azione terapeutica sono l’insight attraverso l’interpretazione.

Con pazienti analitici bisogna centrarsi sulla creazione e il mantenimento di relazioni interpersonali

e allo sviluppo del sé viene attribuito un ruolo secondario, i meccanismi di difesa tipici di questi

pazienti sono lo spostamento, la rimozione e il diniego. Il meccanismo dell’azione terapeutica è la

relazione terapeutica stessa.

Contributi dalle neuroscenze: si è visto come i circuiti neurali associativi includono quelli che

evocano strategie difensive, modalità relazionali o reazioni emotive problematiche. Gli obiettivi

dell’azione terapeutica a livello inconscio sono: modificazione dei circuiti associativi, che evocano

strategie difensive problematiche; modificazione di circuiti associativi che evocano pattern

interpersonali problematici; modificazione dei circuiti associativi che evocano reazioni emotive

problematiche. Gli obiettivi dell’azione terapeutica a livello conscio sono: distinzione tra modalità

consce di riflessione su se stessi; esame degli atteggiamenti consci verso se stessi; modificazione

della frequenza o dell’intensità di stati emozionali consci; sviluppo delle capacità di tollerare le

emozioni o di una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni; esame degli stili consci di

coping.

Strategie che facilitano il cambiamento terapeutico:

Alimentare l’insight: attraverso le libere associazioni e l’interpretazione . le libere associazioni

favoriscono la possibilità di vedere le difese in azione, mentre l’interpretazione può avere come

oggetto una serie di processi mentali tra loro connessi come: paure, fantasie, desideri, conflitti,

transfert e modelli relazionali che emergono dalle descrizioni dei pazienti. Lo sviluppo dell’insight

è favorito dalle osservazioni fatte da una prospettiva esterna come quella del terapeuta.

Aspetti dell’azione terapeutica che derivano dalla relazione terapeuta-paziente: la relazione

terapeutica può favorire i processi di cambiamento in modi diversi. La relazione terapeutica può

anche esercitare un’azione terapeutica attraverso l’interiorizzazione di atteggiamenti del terapeuta.

Tramite la relazione terapeutica si instaurano nuovi circuiti associativi e nuove relazioni oggettuali.

Strategie secondarie: sono l’uso implicito o esplicito della suggestione, la confrontazione di

credenze disfunzionali, l’esame delle strategie consce che il paziente utilizza per prendere decisioni

e risolvere problemi, l’esposizione, forme di self-disclosure e la conferma.

6.LAVORARE CON LA RESISTENZA.

La resistenza è un aspetto fondamentale della terapia psicodinamica. Inizialmente il termine è stato

utilizzato per far riferimento a pazienti in analisi che non erano in grado di fare libere associazioni,

attualmente ha un significato più ampio che include tutto ciò che si oppone al lavoro

psicoterapeutico. La resistenza si manifesta come un’azione non riflessiva, preferita ad uno stato di 6

coscienza divisa in cui il paziente partecipa al lavoro terapeutico mentre è contemporaneamente

impegnato in processi di autosservazione.

Per acting in si intendono comportamenti non verbali osservabili dal terapeuta e associati a

significati rilevanti che richiedono una spiegazione. Mentre per acting out si intendono i

comportamenti che il paziente ha al di fuori della terapie e che presentano significati correlati a

tematiche transferali.

Molte forme di resistenza coinvolgono i processi di transfert; spesso le fantasie su che cosa il

terapeuta è o pensa interferiscono con la capacità del paziente di lavorare in terapia. È possibile che

i pazienti manifestino in terapia resistenze alla consapevolezza del transfert, portando avanti la

terapia come se il terapeuta non fosse per loro una figura importante. A volte il transfert nei

confronti del terapeuta emerge solo al termine delle sedute, nelle frasi che il paziente pronuncia al

momento di congedarsi e che devono essere oggetto di grande attenzione. Molti pazienti mostrano

resistenze legate al carattere, inscritte in difese e relazioni oggettuali interne antiche e sedimentate

che vengono usate per resistere ai tentativi del terapeuta. Altre forme comuni di resistenza sono il

desiderio di interrompere prematuramente la terapia e il fatto di arrivare in ritardo o di non

presentarsi alle sedute.

7.SOGNI E FANTASIE NELLA PSICOTERAPIA DINAMICA.

I conflitti possono emergere quando la vigilanza viene meno e quindi nei sogni.

Sogni. Comprendere i sogni: il sogno costruisce la versione mascherata di un desiderio. Il

contenuto del sogno viene distinto da Freud in: contenuto manifesto, quello superficiale percepito e

contenuto latente, correlato a desideri e pensieri inconsci che minacciano di provocare il risveglio e

che quindi devono essere deformati. Un insieme di meccanismi di difesa che operano all’interno

dell’io nascondono il contenuto onirico latente e lo trasformano in contenuto manifesto e sono:

-la condensazione: combina in una sola immagine manifesta più di un desiderio;

-lo spostamento: l’intensità associata ad una persona viene trasferita su un’altra;

-la rappresentazione simbolica: uso di un’ immagine sensoriale concreta semplice per rappresentare

un complesso insieme di sentimenti che possono essere carichi di significati;

-l’elaborazione secondaria: l’individuo tenta di prendere le componenti irrazionali e bizzarre del

sogno e di sistemarle per generare una storia più razionale;

sono necessarie le associazioni. Il terapeuta non deve

Tecniche di interpretazione dei sogni:

spiegare ciò che il sogno significa senza prima prestare attenzione ai pensieri che il paziente

esprime. Possono emergere numerose resistenze. Il sogno illustra in maniera deformata un

desiderio.

Fantasie: molti pazienti parlano più volentieri di un sogno che di una fantasia. Le fantasie

forniscono gratificazioni sostitutive per desideri che rimangono insoddisfatti. La fantasia è anche un

modo per adattarci alle delusioni della realtà. I sogni ad occhi aperti sono consci, hanno una trama

precisa e svolgono importanti funzioni psicologiche. Altre fantasie invece possono essere inconsce

e possono emergere solo attraverso il lavoro terapeutico e attraverso la comprensione di desideri

transferali. Ci possono essere fantasie anche sul terapeuta. La psicoterapia insegna al paziente anche

il valore della fantasia (ci aiutano a superare traumi e delusioni).

Il ruolo delle fantasie erotiche: possono svelare conflitti, difese e relazioni oggettuali interne. Sono a

volte fonte di imbarazzo o vergogna e quindi i pazienti possono tentare di tenerle nascoste. 7

Approcci terapeutici: la fantasia è onnipresente. Alcuni pazienti possono risultare riluttanti a parlare

delle loro fantasie bisogna trattare questo come una resistenza. A volte le fantasie devono essere

affrontate aggressivamente come quelle suicide.

8.LAVORARE SUL CONTROTRANSFERT.

Il controtrasfert deve essere visto come una parte fondamentale e utile del processo terapeutico. Il

terapeuta porta nella diade il suo passato, ma nello stesso tempo il paziente stesso induce reazioni

nel terapeuta.

Identificazione proiettiva ed enactment controtrasferale: coinvolgono processi simili.

L’identificazione proiettiva trova origine nel pensiero kleniano e nella teoria delle relazioni

oggettuali e prevede 2 fasi: una rappresentazione del se o di un oggetto viene disconosciuta

proiettivamente attraverso il suo spostamento inconscio su un’altra persona; il soggetto che proietta

esercita una pressione interpersonale che spinge l’altra persona a sperimentare o a identificarsi con

quanto stato proiettato inconsciamente. Una terza fase prevede chi riceve la proiezione, il terapeuta.

? L’enactment controtrasferale fa riferimento al lavoro degli psicologi dell’io e si verifica quando il

tentativo di realizzare una fantasia transferale evoca una reazione controtrasferale. Gli enactment

possono essere una forma di acting in da parte del paziente, ma può essere presente anche da parte

del terapeuta.

Inizialmente il controtrasfert è inconscio. Il controtrasfert concordante avviene quando il terapeuta

si identifica con un aspetto proiettato del se il processo, è correlato all’empatia; mentre se il

terapeuta si identifica con la rappresentazione proiettata di un oggetto il fenomeno viene definito

controtrasfert complementare.

il terapeuta può decidere come affrontare specifici sentimenti

Gestione del controtrasfert:

controtrasferali, può:

-tollerare il controtrasfert: il terapeuta deve contenere e comprendere i sentimenti controtrasferali,

così il paziente vede che li tollera ed inizia un processo di cambiamento;

-usare il controtrasfert in funzione della comprensione interpretativa: il terapeuta deve scegliere il

momento opportuno per una interpretazione del controtrasfert;

-usare con cautela forme di self-dislocure: il fatto di rivelare al paziente alcuni aspetti dei propri

sentimenti al paziente in certi casi può risultare terapeutico.

Tipi di controtrasfert:

-il terapeuta salvatore:

-il terapeuta annoiato o assonnato:

-controtrasfert erotico:

-blocco da controtrasfert:

9.RIELABORAZIONE E CONCLUSIONE DELLA TERAPIA

Per rielaborazione si intende la sistematica interpretazione, osservazione, confrontazione e

chiarificazione dei pattern ricorrenti che il paziente riproduce in maniera ripetitiva all’interno e

all0’esterno della relazione terapeutica. Con pazienti gravemente disturbati questo processo può

includere il tentativo di favorire lo sviluppo delle capacità di mentalizzazione, attraverso l’impiego

di tecniche specifiche che li aiutano a comprendere come le loro percezioni degli altri siano

influenzate da stati emozionali e rappresentazioni interne. 8

La diade terapeutica a volte può trovarsi in una situazione di stallo. Questo blocco può portare a un

attento riesame delle tematiche transferali e controtrasferali; in certi casi l’impasse riflette un

fenomeno noto come reazione terapeutica negativa: gli sforzi che il terapeuta compie per aiutare i

pazienti si traducono in un deterioramento delle loro condizioni.

L’ipotesi di una conclusione della terapia dovrebbe essere esaminata da entrambe le parti, in base

alla valutazione degli obiettivi raggiunti. In alcuni pazienti la prospettiva della fine della terapia può

indurre un ritorno dei sintomi iniziali; è possibile che attraverso queste manifestazioni il paziente

esprima le sue reazioni di fronte all’idea della conclusione del trattamento. Il tentativo di opporsi

alla fine della terapia può tradursi in una serie di strategie, che il terapeuta dovrà analizzare con

attenzione.

10.LA SUPERVISIONE.

Nella supervisione il terapeuta espone quanto sta succedendo con i suoi pazienti.

Presentazione dei dati: possono derivare da audio registrazioni o video o appunti; ognuno di questi

metodi ha vantaggi o svantaggi. I racconti del terapeuti sono mediati dai suoi sentimenti.

La relazione fra terapeuta e supervisore: Vi deve essere alleanza così il terapeuta si sente sicuro.

Regole e limiti: vietate relazioni sessuali; esiste un confine tra trattamento e insegnamento.

Problemi comuni nella supervisione:

-il supervisore chiacchierone;

-il supervisore distratto o assonnato;

-il supervisore che oltrepassa i limiti; il terapeuta può sviluppare attaccamento. Il terapeuta

Riluttanza ad abbandonare il supervisore:

deve sentirsi libero di passare ad un altro supervisore.

Dalla supervisione al consulto: il terapeuta dovrebbe includere nella sua pratica professionale il

ricorso al consulto di colleghi, come modo per migliorare le sue capacità e per evitare eventuali

trasgressioni dei limiti della relazione terapeutica.

11.COMPETENZE DI BASE NELLA PSICOTERAPIA DINAMICA A LUNGO TERMINE.

La competenza in psicoterapia può essere distinta in tre aree principali: conoscenze teoriche,

capacità e attitudini.

Conoscenze teoriche:

1.teorie evolutive fondamentali e loro implicazioni;

2.funzionamento mentale inconscio;

3.transfert, resistenza e controtrasfert;

4.idoneità del paziente per una psicoterapia psicodinamica a lungo termine;

5.componenti di base di personalità;

6.classificazione gerarchica dei meccanismi di difesa;

7.differenze tra livello nevrotico e bordeline di organizzazione di personalità;

8.mentalizzazione e funzione riflessiva;

9.disturbi psichiatrici che costituiscono indicazioni per una psicoterapia psicodinamica;

10. disturbi psichiatrici che costituiscono controindicazioni per una psicoterapia psicodinamica;

11.elementi che definiscono i limiti professionali della relazione terapeutica;

12.interventi terapeutici espressivi-supportivi; 9


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Mary1789

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mary1789 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di psicoterapia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof La Torre Diletta.

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