E LEMENTI DI
C A
ONTROLLI UTOMATICI
(Teoria)
Università degli Studi di Brescia – Dipartimento di Ingegneria Meccanica
Appunti a cura di Ing. Liu Junxiang
I
NDICE
01 INTRODUZIONE .................................................................................................................................................................................................................................... 2
02 STRUMENTI MATEMATICI .................................................................................................................................................................................................................... 7
03 ANALISI DEI SISTEMI ........................................................................................................................................................................................................................... 16
04 ANALISI IN FREQUENZA (Diagramma di Bode) .................................................................................................................................................................................. 35
05 SISTEMI DI CONTROLLO ..................................................................................................................................................................................................................... 43
06 CONTROLLORI ANALITICI PID ............................................................................................................................................................................................................. 50
07 CONTROLLO MOTORE ........................................................................................................................................................................................................................ 65
08 TECNICHE DI CONTROLLO .................................................................................................................................................................................................................. 70
TEMI ESAME ............................................................................................................................................................................................................................................ 78
L
EZIONI
01 LEZIONE ................................................................................................................................................................................................................................................ 3
02 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 11
03 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 20
04 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 27
05 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 36
06 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 44
07 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 51
08 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 57
09 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 66
10 LEZIONE .............................................................................................................................................................................................................................................. 74
1
01
INTRODUZIONE
2
01 LEZIONE
INFORMAZIONE
- ESAME
o Pre-appello ultima settimana di lezione
o Pre-appello scritto di 3-4 esercizi, possono esserci anche una parte di teoria. Tempo a disposizione circa 2,5 h!
o Appello è orale! Data da concordare con il docente! Anche fuori sessione! 1 oretta!
- RICEVIMENTO
o Venerdì: 8-10/Appuntamento
- MATERIALE
o Lucidi del corso (di solito bastano)
- LIBRO
o Fondamenti di Controlli Automatici – P. Bolzern, R. Scattolini, N. Schiavoni, McGraw-Hill
3
PROBLEMA DI CONTROLLO
- INTRODUZIONE
o Il corso ha la finalità di risolvere il problema di “controllo”
o I problemi di controllo consistono nell’imporre un FUNZIONAMENTO DESIDERATO ad un PROCESSO assegnato (sistema sotto controllo)
▪ ESEMPI
• BICICLETA
o Io sulla bici, in discesa, vorrei curvare. Se non agisco sul manubrio, la bicicletta NON curva e va dritto.
o Il cervello, elaborata un punto opportuno (magari NON ottimale) per curvare senza schiantarsi
o Questo è un esempio banale di “controllo”
• COLAZIONE
o La scelta di cosa mangiare è un “problema di controllo”
▪ Attenzione ai VINCOLI
• TRAGITTO PER L’UNIVERSITA’
o Scegliere quale trasporto prendere per arrivare all’università
▪ OSSERVAZIONE
• In questo corso, ci occupiamo di dare un’infarinatura matematica e teoria ai Problemi di Controllo, posto che ne
risolviamo senza pensarci tutti i giorni (es: venire in università con la metro)
- OBIETTIVO FINALE DEL CORSO
o Far funzionare un motorino come voglio io
- NOMENCLATURA
o FUNZIONAMENTO DESIDERATO
▪ Andamento nel tempo che alcune variabili del processo devono avere (variabili controllata)
• Esempio: la temperatura all’interno di un’aula dalle 8.30 alle 18.30
o NON mi interessa cosa succede prima delle 8.30, ma arrivato alle 8.30, voglio che ci siano 21°C in aula
o L’obiettivo da raggiungere e mantenere per la variabile è detto SET-POINT
▪ In realtà, ci si può accontentare di un certo margine di errore attorno al set-point
o SET-POINT
▪ Segnale di riferimento costante nel tempo
• A volte possiamo accontentarci di un errore abbastanza “grosso”
o Il controllore è troppo costoso
o Il processo è difficile da controllare, ma cerco di tenerlo a “bada”
• Esiste anche funzionamento desiderato NON a set-point
o Esempio: Trattamento Termico
o OBIETTIVO DEL SISTEMA DI CONTROLLO
▪ Variabile Controllata = Segnale di Riferimento
o COME?
▪ Tipicamente agendo sugli input (alcuni) del processo
• Esempio: Controllare la Temperatura di una Stanza
o Parametri NON Controllabile: Irraggiamento Solare, Temperatura Corporea
o ←
Parametri Controllabile [INPUT]: Aria Condizionata, Riscaldamento Agisco su questi parametri
4
- SCHEMI DI CONTROLLO
o ANELLO APERTO (feedforward)
▪ OSSERVAZIONE
• Modifico l’ingresso a priori perché mi aspetto una determinata reazione del sistema MA NON posso far fronte a
disturbi, NON li leggo (NON feedback)
o Sappiamo cosa succede di fronte ingresso di un certo input
▪ ESEMPIO: EROGATORE DELLA DOCCIA
• Posiziono la manopola in una certa posizione, so che l’acqua raggiungerà ad una temperatura che mi andrà bene
• Se invece, il coinquilino apre l’acqua in cucina per lavare i piatti, la temperatura si abbassa, viene chiamato disturbo!
• Δ, →
Se mi accorgo del posso agire sulla maniglia feedback
o ANELLO CHIUSO (feedback)
▪ ESEMPIO
• Noi che siamo sotto la doccia, la pelle sente l’acqua più fredda (feedback), e girò di più la manopola verso l’acqua
caldo o La pelle = sensore; quindi, la differenza tra l’anello aperto e l’anello chiuso, sta nel sensore
▪ OSSERVAZIONE
• In anello chiuso, esiste un sensore che misura la variabile controllata e permette di raffrontarla al segnale di
riferimento
• Il feedback è preferibile e ampiamente diffuso, grazie allo sviluppo sensoristico
• Tuttavia, vi sono applicazioni particolari ove NON è realizzabile o economicamente sostenibile
o Esempio: Controllare la temperatura di un pezzo in forno
▪ Se la temperatura è troppo alta per il sensore, allora si fa una misura indiretto
▪ CONTROLLORE
• Il controllore ha la facoltà di cambiare i valori in ingresso
• Più voglio che sia performante il controllore, più devo avere altri componenti performanti (sensore ecc…)
- SOLUZIONE DI UN PROBLEMA DI CONTROLLO
o 1. Riformulazione Matematica del Problema
▪ 1. Ruolo della Modellistica
• Esempio: Temperatura all’interno di una stanza
o Flussi d’aria in ingresso e in uscita (Informazione dominante)
o Scambio termico delle persone all’interno della stanza (NON informazione dominante)
• Rappresentare il meno possibile (approssimazione il più possibile), tanto quanto basta poter ricostruire le dinamiche
del problema
o Il ruolo della Modellistica è Ingegneristico: Semplificare il più possibile
o È diverso dal Fisico, in quanto deve creare modelli il più possibile aderenti alla realtà, con complessità
crescente
▪ Il Fisico = Approssimare il meno possibile
▪ L’Ingegnere = Approssimare il più possibile
o 2. Determinazione del Modello Matematico del Controllore
▪ 1. Teoria del Controllo
• Il controllore in seguito al feedback ricevuto, genera opportuni input
o 3. Realizzazione
▪ 1. Informatica (PLC)
• Più utilizzata ultimamente, perché è molto flessibile
▪ 2. Elettronica (Cablaggi)
• NON è così
flessibile
▪ 3. Meccanica
• ←
Esempio: Sterzo di 20 anni fa Tecnologia già quasi superata
▪ 4. Pneumatico
• Esempio: Back Up del Sottomarino 5
- ESEMPI – MODELLISTICA
o SCHEMA
o DATI ▪ = Costante Elastica
▪ ℎ = Coefficiente d’Attrito Viscoso
o VARIABILE
▪ =
VARIABILE DI DISTURBO: Forza Esterna Costante
▪ =
VARIABILE CONTROLLATA: Posizione
▪ =
VARIABILE DI CONTROLLO: Forza Motrice
o FORMULAZIONE MATEMATICA
▪ () () ()
̈ = −ℎ̇ − () + −
6
02
STRUMENTI
MATEMATICI
7
01 LEZIONE – PART 2
STRUMENTI MATEMATICI
- RAPPRESENTAZIONE MATEMATICA DI UN SISTEMA
o Una delle possibili rappresentazioni matematiche di un sistema è realizzata mediante un’EQUAZIONE DIFFERENZIALE
() ()
=0
▪ ∑ ∑
= Combinazione Lineare
=0
• () = input, da noi chiamati Forzanti
o Di fronte agli input, voglio sapere cosa succede in output
o L’andamento del SISTEMA LIBERO è caratteristico del sistema, ma non ci interessa
• () = output
o 1. Servono le condizioni iniziali
o /
2. Può avere coefficienti tempo varianti
▪ Per i problemi che trattiamo noi, può essere a tempo “variante” ma nel lungo periodo
• Per esempio: Frizione, Freno … a lungo andare, si consumano, e cambiano la loro risposta, ma è talmente lento che
noi non ce ne accorgiamo! O meglio, ci siamo adattati!
o Noi, come essere umano, siamo pieno di sensori, e ci adattiamo velocemente
o 3. Per conoscere l’andamento dell’uscita potrei risolvere l’equazione differenziale
▪ ()
DIFFICILE, soprattutto per forzanti scomode!
▪ ESEMPIO
• Dato o ()
̈ + 3̇ = 4̇ + () () = sin()
• La risoluzione può NON essere così
banale!
- APPROCCIO DIVERSO
o Si “trasforma” il problema (equazione differenziale) in un problema immagine (equazioni algebriche) la cui soluzione è più semplice
▪ →
Equazione Differenziale Equazioni Algebriche
o Spesso la “soluzione immagine” può essere usata per trovare delle informazioni/caratteristiche della soluzione del problema, per cui
l’operazione di “ritorno”, complessa, NON è necessaria
▪ Il parallelo è il dominio del fasore per i circuiti elettrici
o L’operatore che permette il passaggio al problema immagine è la TRASFORMATA DI LAPLACE
- TRASFORMATA DI LAPLACE
o DEFINIZIONE
▪
Sia data una funzione complessa della variabile reale
▪ = + ∈ ℂ
Sia poi una variabile complessa (in particolare, è la frequenza complessa)
▪ Se la funzione +∞
• −
() = () ⋅
∫
0
▪ , ()
Esiste (converge) almeno per qualche valore di essa si dice TRASFORMATA DI LAPLACE di
o OSSERVAZIONE
▪ Di solito, NON si usa mai la definizione, perché
• 1. Ci sono le trasformate notevoli
• 2. I segnali interessanti in natura NON sono molti, e sono già stati risolti
o 1. Gradino
o 2. Lineare
o 3. Parabolico
o 4. Sinusoidale
o OSSERVAZIONE
▪ Di solito, la trasformata di Laplace si denota con la stessa lettura, ma maiuscola, che indica la funzione del tempo
(trasformanda) e si usa scrive
• −1 [()]
() = ℒ[()] () = ℒ
e
▪ Ed è una trasformazione BIUNIVOCA!
o PROPRIETA’
▪ 0. Biunivoca
• −1 [()]
() = ℒ[()] () = ℒ
e
▪ 1. Linearità (Integrale)
• ℒ[ ⋅ () + ⋅ ()] = () + () ∀, ∈ ℂ
o Parto da ODE lineari, questa proprietà è conservata
▪ 2. Traslazione nel Tempo
• −
ℒ[( − )] = ()
o L’avvenimento del fenomeno viene ritardata
o Esempio: Erogatore
▪ L’acqua che mi manda la caldaia è ritardata rispetto al movimento della manopola
▪ Questo ritardo dev’essere modellizzato
8
▪
3. Traslazione in [NON usata]
•
ℒ[ ()] = ( − ) ∀ ∈ ℂ
o Esponenziale nel Tempo vs Traslazione in Laplace, NON si usa mai
▪ 4. Derivazione nel Dominio del Tempo
−1
() −()
• =1
−
∑
ℒ[ ] = () − |
−1
=0
−1
−()
=1 −
o ∑ | → Serve per calcolare le condizioni iniziali
−1
=0
▪ Derivata Prima
• ℒ[̇()] = () − (0)
▪ Derivata Seconda
• ℒ[̈()] ̇
2 (0)
= () − (0) −
▪ N.B. • Utilizzeremo quasi sempre condizioni iniziali nulle
o 1. Un po’ perché è anche vero
o 2. Difficile da schematizzare
()
•
ℒ[ ] = ()
Con le condizioni iniziali nulle, le derivate diventano moltiplicazioni per
o ESEMPIO
▪ Dato • ()
̈ + 3̇ = 4̇ + ()
▪ ℒ
Con la trasformata di Laplace diventa
• 2
() + 3() = 4() + ()
▪ Quindi 4+1
• () = ()
2
+3
4+1
o = ,
NON dipende né da né ma dipende dalla loro relazione
2
+3
(non dipende dall’entrata, né dall’uscita), ma caratteristica proprio del
sistema, infatti, si chiama “Funzione di Trasferimento” del sistema
▪
Cioè, trasferisce un effetto di sulla funzione
▪
5. Derivazione nel Dominio di
−()
• ℒ[ ⋅ ()] =
o
È utilizzata abbastanza spessa, perché utilizziamo l’anti-trasformata, cioè dal dominio al tempo
▪ Equazioni Differenziale nel dominio Tempo ha un concetto fisico, tiene conto dell’effetto
memoria nel tempo
▪ ,
Equazione Differenziale nel dominio di invece è solo un elemento matematico
▪ 6. Integrazione nel Dominio del Tempo
1
• ℒ[∫ () ] = ()
0
1
o è una funzione di trasferimento assai importante, come vedremo più avanti, se la metto nel controllore,
ottengo inseguimento del SET-POINT asintoticamente con errore nullo
▪ Importantissimo per sistemi retroazionati!
▪ Soprattutto per Set-Point nei sistemi retroazionati
▪ 7. Convoluzione nel Dominio del Tempo [NON serve]
∞
• () ( () ()
ℒ[∫ − ) ] =
1 2 1 2
−∞
∞
• ( () ()
ℒ[∫ − ) ] = ()
1 2 1 2
−∞
o TEOREMI (ESAME)
▪ 1. TEOREMA DEL VALORE INIZIALE
• (0) = lim ()
→∞
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