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Sommario

DEFINIZIONI.................................................................................................................... 1

DEFINZIONI DI ARCHIVIO............................................................................................. 2

FINALITÀ DELL’ARCHVIO.............................................................................................. 3

CONTATTI CON GLI ARCHIVI......................................................................................... 4

ARCHIVI COME BENI CULTURALI...................................................................................4

CONCETTO DI DOCUMENTO........................................................................................ 6

VINCOLO ARCHIVISTICO............................................................................................... 6

ORDINAMENTO............................................................................................................ 7

TEORIA ARCHVISITICA..................................................................................................... 8

CENCETTI..................................................................................................................... 8

CRITICA A CENCETTI.................................................................................................. 10

ARCHIVI PRESCRITTURALI.......................................................................................... 11

ARCHIVI STATALI........................................................................................................ 14

DOPO L’UNITÀ D’ITALIA.............................................................................................. 16

NORMATIVA................................................................................................................... 18

1861-1875................................................................................................................. 18

1875-1939................................................................................................................. 19

1939-1963................................................................................................................. 20

titolo I..................................................................................................................... 20

titolo II.................................................................................................................... 21

titolo III................................................................................................................... 21

titolo IV................................................................................................................... 22

SITI E PORTALI........................................................................................................... 24

RISERVATEZZA........................................................................................................... 26

Direttiva CE 46/1995.............................................................................................. 26

Normativa italiana sulla privacy............................................................................. 26

Codice di deontologia............................................................................................. 27

Codice dei Beni Culturali........................................................................................ 27

MEZZI DI CORREDO................................................................................................... 27

Il medioevo............................................................................................................. 27

Dal Cinquecento al Settecento...............................................................................28

Registri di protocollo............................................................................................... 29

Bilanci di previsione e rendiconti...............................................................................30

ORDINAMENTO PER MATERIA.................................................................................... 30

LO SCARTO................................................................................................................ 31

ALTRI ARGOMENTI..................................................................................................... 31

DEFINIZIONI

Brainstorming di definizioni:

Archivistica: produzione, gestione e conservazione degli archivi, antichi e correnti

 Archivio: luogo che ospita documenti, in genere si distingue tra fonti edite (libri,

 biblioteca) e inedite (documenti, archivio); contenitore, luogo che ospita i documenti

(contenuto) prodotti o ricevuto da enti, privati, ecc nell’esercizio di una certa attività

Gli archivi sono complessi organici di documenti, anche se ora sono in disordine

Archivista: chi sa muoversi negli archivi (sa dove sono le cose, fisicamente e con gli

 strumenti)+; è parte del sistema archivistico perché organizza;

due facce dell’archivista:

archivista amministrativo archivista erudito

Sempre esistito ce ne sono meno; competenze in ambito

storico, storico-archivistico, storico-

artistico, ecc

magari sa il latino e altre lingue;

funzionario per gestione, conservazione e

valorizzazione del patrimonio; a partire

dall’Ottocento

Finalità della conservazione:

 fonti storiche, documenti antichi (e non! anche molto recenti; in genere dopo 30

 anni documenti consultabili, anche per uso statistico-quantitativo);

amministrazione (5-20 anni): uso contemporaneo, pratico, anche per ricorsi

momento di passaggio: l’interesse amministrativo decade ma gli storici non se ne

interessano ancora, rischiano di essere dispersi, sono solo carta vecchia, possibili lacune

e frammentarietà

DEFINZIONI DI ARCHIVIO

L. Giuva, M. Guercio, Archivistica: p 35-38

P. Carucci, Le fonti archivistiche: p 19-24

è il complesso organico di documenti prodotti e ricevuti da un ufficio/ente/privato

 nell’esercizio delle proprie funzioni e attività

è la memoria dell’istituzione

 è l’edificio o stanza in cui sono conservati i documenti

 è un’istituzione

tutte le definizioni che si trovano nei manuali/saggi

Giuva-Carucci l’archivio è il complesso dei documenti

prodotti e acquisiti da un soggetto

nell’esercizio delle sue attività

Carucci 1. l’archivio è il complesso dei

documenti prodotti o comunque

acquisiti durante lo svolgimento della

propria attività da magistrature,

organi e uffici dello Stato, da enti

pubblici e istituzioni private, da

famiglie e da persone

2. l’archivio è il locale o deposito nel

quale si trovano di fatto i documenti

3. l’archivio è l’istituto creato per la

concentrazione e la conservazione

degli archivi storici

Cencetti l’archivio è il complesso degli atti spediti e

ricevuti da un ente o individuo per il

conseguimento dei propri fini o per l’esercizio

delle proprie funzioni

Romiti l’archivio è un complesso di testimonianze

scritte che, legate da un vincolo naturale,

sono prodotte da entità pubbliche e private

nell’espletamento della loro attività, per il

raggiungimento di finalità contingenti e per

la conservazione della propria memoria

Codice dei Beni Culturali l’archivio è una struttura permanente che

raccoglie, inventaria e conserva documenti

originali di interesse storico e ne assicura la

consultazione per finalità di studio e di

ricerca

memoria biologica → memoria scritta: si trasmettono dati in modo più efficace attraverso

tempo e spazio

società senza scrittura: precolombiane, mesopotamiche prima del 3000 a.C. e regni romano-

barbarici (no scrittura amministrativa, né giudiziaria), fino al XII-XIII secolo; nel frattempo si

riscopre il diritto romano, si rilancia la figura del notaio, si creano istituzioni organiche (comuni,

signorie): dal Duecento ogni ufficio ha un notaio-archivista

come si suppliva nelle società senza scrittura? forma orale: ossia A dice a B in presenza di C e

D qualcosa, facendo un gesto rituale per “ufficializzare” e imprimerlo nella memoria dei

presenti; es insieme al pezzo di terra si consegna anche un pezzo di legno con particolari segni

incisi; e questo uso continua con l’introduzione della scrittura (es. foro pergamene con

spillone); la scrittura, quindi, amplifica le potenzialità dei mezzi di comunicazione precedenti

mantenere memoria = affidarsi a un sistema di segni (anche, ma non solo, scrittura)

es dal XII secolo si mettono per iscritto le consuetudini in vigore, mentre prima si amministrava

il diritto passando di generazione in generazione, oralmente, le regole/tradizioni, modificando

man mano; ciò continua fino alla codificazione sistematica napoleonica

la scrittura autentica e conserva a beneficio dei posteri (trasmette attraverso il tempo), inoltre

permette la corrispondenza (attraverso lo spazio), prima messaggeri orali

la precisione dei dati scritti può essere illusoria: non viene riportato tutto quello che viene detto

(es assemblea: il verbale non coincide con la parola detta, e la registrazione è in scala 1:1) =

imprecisioni, serve qualcuno di attendibile, ma anche: distruzione archivi fisici (la memoria

collettiva si perde meno facilmente) però la comunità ha consuetudini, se scompare “l’anziano”

qualcuno prende il suo posto ma ci sono imprecisioni

servono persone qualificate (es notaio) per scritti attendibili, si crea una soglia che non tutti

possono superare: élite, che dal XII secolo all’istituzione della scuola media unica (anni ’80 in

Italia, in Trentino prima grazie a Maria Teresa) si attenua, perché tutti sanno leggere

ma con i computer si crea una nuova élite; sistemi sofisticati = efficienti ma escludono persone

→ la scrittura risolve problemi ma ne crea altri

FINALITÀ DELL’ARCHVIO

P. Carucci, Le fonti archivistiche: p 11-18, 39-47

Perché si produce un archivio? perché i documenti hanno rilevanza amministrativa-pratica

De archivis,

Primo trattato di archivistica non notarile: Baldassarre Bonifacio, 1632

Veneziano, giurista, uomo di Chiesa, scrive anche di storia romana

 Su come tenere gli archivi per i nobili veneziani

 Capitoli sugli archivi dei “barbari”, ‹‹in Perù (cioè America latina della costa pacifica),

 quippos

come sappiamo dagli scritti dei missionari, vi erano archivi ampi; utilizzavano i

(cordicelle colorate) per tenere la memoria di fatti rilevanti dal punto di vita

quippos

amministrativo››: i sono una base per supportare la memoria biologica

La finalità primaria è pratica-amministrativa

Una volta sedimentato, un archivio diventa fonte per la ricerca storica; altre fonti della storia:

Archeologia, fondamentale e permette di capire molto delle società

 Fonti orali, anche se ormai quelle dirette arrivano solo al secondo dopoguerra; se

 indirette (interviste) meglio

Fonti iconografiche, numismatiche, letterarie, …

È possibile rinunciare agli archivi come fonte se

1. Non esistono

2. Non sono a disposizione del pubblico (vincoli di riservatezza validi)

Gli archivi non sono una fonte esclusiva, non sono prodotti con finalità storiche, non danno

un’immagine oggettiva, sempre vera; possono servire a ricostruire i contesti (valore relativo)

CONTATTI CON GLI ARCHIVI

Produzione: livello amministrativo, non compete all’archivista: dagli anni ’90 (per legge

 2000) progettazione sistemi documentari è compito di archivisti e tecnici informatici

(l’archivista aggiunge una prospettiva di tipo storico, anche se in genere non si tratta di

archivisti storici); ruolo necessario anche in analogico, ma si può fare anche 20-30 anni

dopo la produzione dei documenti, mentre la documentazione digitale necessita un

intervento all’origine

Fruizione: l’archivista è mediatore tra l’utente e la documentazione; ad esempio, per

 ricorsi e contenziosi; regolamentato nel 1990 dalla legge 241: ogni amministrazione

deve avere un archivio ordinato e consentirne l’utilizzo; ma la consultazione avviene

anche per altri motivi:

giornalismo

 Indagini statistiche

 Indagini epidemiologiche

 genealogisti

Le consultazioni non avvengono negli uffici dove è prodotta la documentazione ma nelle

sale adibite alla consultazione, l’archivista consiglia e aiuta l’utente a trovare i

documenti che gli interessano (per le biblioteche in genere non è necessario, il catalogo

è usato da tutti ⚡ l’archivista è necessario; anche se online ci si può arrangiare con

introduzione al sistema di inventariazione, ma poi gli archivisti servono a rispondere a

domande sulle fonti e a volte i documenti antichi sono difficili da incasellare e trovare da

soli

Descrizione e valorizzazione: redazione e compilazione di strumenti per la ricerca

 elenco di consistenza: elenco di tutti i documenti/faldoni nei contenuti; se ci sono

 molti documenti, descrizione del faldone e non della singola busta; a volte anche

online; sono redatti dopo il passaggio tra istituzione, poi sostituiti da elenchi

analitici (ma non sempre)

inventari: introduzione al contesto e descrizione di ogni documento

 guide: descrizione sintetica di tutti i fondi (es degli archivi italiani di Stato); in

 sala studio, per fare richieste all’archivista

ARCHIVI COME BENI CULTURALI

Codice dei Beni Culturali, artt. 1, 2, 3, 5, 6, 10, 11

P. Carucci, M. Guercio, Manuale, p 29-33

Ciò che nasce come oggetto amministrativo con il tempo assume valore storico-culturale, ma in

Italia viene esplicitamente riconosciuto solo dal 1975 (fino al 1974 archivi dipendenti dal

Ministero degli Interni): documentano fatti storici importanti, la valenza culturale (presente fin

dalla nascita dell’archivio) è importante per la conservazione

Cosa si intende per beni culturali?

1966: Commissione Franceschini stila una lista del patrimonio: anni del primo governo di centro

sinistra, politiche di pianificazione per scuola, università e patrimonio culturale → “Per la

salvezza dei beni culturali in Italia”; 4 volumi

La ricostruzione e la guerra hanno arrecato danni al paesaggio, ad alcuni archivi (es Napoli,

1943), e qualche bene artistico → materialità fragile; si auspica la creazione di istituti specifici

(al tempo era compito del Ministero dell’Istruzione e delle università): struttura esile, anche se

di lunga tradizione → istituzione Ministero dei Beni Culturali e Ambientali 1975 (sarebbe 31

dicembre 1974): musei, gallerie, paesaggi, archivi, architetture; altri Stati seguono l’esempio

Nel 1966 in Europa il termine “bene culturale” è già diffuso, in Italia si diceva patrimonio

archivistico, storico, architettonico, beni paesaggistici; serve una sola definizione/termine, che

sia omnicomprensiva, unitaria, generale: bene culturale = “ogni testimonianza materiale

avente valore di civiltà”

esclude i beni culturali immateriali (racconti, fonti orali, tradizioni, ecc); con la

 convenzione di Faro (2005), i Paesi europei si assumono l’impegno di integrare i beni

culturali immateriali tra i beni da conservare; problema: come considerarli? Se faccio

intervista e la registro/la trascrivo è un bene immateriale?

una roccia di milioni di anni fa non è bene culturale a meno che sia stata

 lavorata/scheggiata da un uomo

si adatta alla sensibilità dell’epoca (esempio: negli anni ’60 istituita la prima cattedra di

 storia del cinema; nei decenni precedenti non sarebbe stata considerato bene culturale,

definizione muta a seconda del periodo storico)

è una definizione aperta

il Codice dei Beni culturali del 2004 agli artt. 2, 10, 11 fa l’elenco di cos’è da considerarsi un

bene culturale, riprendendo quindi il modello di definizione del 1939 (Bottai) e chiude la

definizione, incorporando anche prodotti di ambito informatico e prodotti di laboratori scientifici

Chi si occupava del patrimonio culturale prima che si chiamasse bene culturale? gli Stati

preunitari erano all’avanguardia anche per la grande quantità dei beni archeologici/artistici/…

presenti, ma problema: dispersione nelle collezioni private; si cerca di rimediare

Venezia, Seicento: catalogo delle Pubbliche Pitture per evitare che qualcuno se le

 portasse via (in occasione di una nuova pala d’altare o di una riorganizzazione)

Toscana, si vieta l’esportazione di opere di artisti contemporanei e la vendita della

 documentazione d’archivio senza permesso delle autorità

Ma la normativa si sviluppa soprattutto dal sec XVIII in relazione ai beni archeologici, nel regno

delle due Sicilie e nello Stato Pontificio in particolare

Dopo il regime napoleonico: 1820 Stato Pontifico, grazie al Cardinal Pacca, si scrive la prima

normativa organica sui beni culturali (sarà alla base di quella del regno d’Italia): in primo piano

interesse comune rispetto a quello del privato

dopo Unità lo Stato è impegnato a unificare, meno interesse per beni culturali, ma non solo:

con Napoleone si afferma il diritto di proprietà contro le usanze antiche (fidecommesso, eredità

alla Chiesa, ecc)

1848 Statuto Albertino, articolo 20: tutte le proprietà sono inviolabili = lo Stato non può

intervenire nella proprietà privata

problema = ci sono beni su cui sono contratti (enfiteusi) perpetui e ci sono più proprietari →

riscatto fondiario dal 1861, ma alcuni casi sono ancora aperti; molte famiglie nobili perdono dei

beni che vanno verso l’estero ai collezionisti o a istituti di cultura (musei, università) → perdita

contesto; manca infatti una normativa a protezione dei beni culturali privati (esiste norma solo

per il patrimonio statale);

per circa 40 anni non si può intervenire , 1902 prima legge, poi ripresa dalla legge 364 del

1909 che influenza la normativa succ

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zollettedizucchero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archivistica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Giorgi Andrea.
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