Soluzioni mistiche per le leggi psicologiche
Giudizio di realtà e giudizio di presenza
Il sentimento di presenza non è del tutto eterogeneo al sentimento di realtà. Il carattere di realtà che la percezione immediata di un oggetto comporta, si confonde con il sentimento della presenza dello stesso oggetto. Dire "questo foglio di carta mi è presente" equivale a dire "esso è attualmente alla portata dei miei sensi, lo vedo, lo tocco". Tutti afferrano, d'istinto, la differenza tra una sensazione diretta e una rappresentazione immaginativa. La credenza che distingue la sensazione dalla pura rappresentazione, James la assimila al giudizio di realtà.
L'oggetto impone la questione della propria realtà e sollecita una presa di posizione dello spirito, un sì, un no o un dubbio. Il "sì" è il giudizio di realtà, è la "credenza" di James. E se il giudizio di realtà si fonda immediatamente su una percezione sensibile, sarà nello stesso tempo un giudizio di presenza. Bisogna ricordare, però, che l'uomo non possiede delle "sensazioni" allo stato puro; egli può definire astrattamente, ma non prova isolatamente il tocco semplice e diretto della sola impressione sensibile.
Dunque, nel primo momento in cui prendiamo coscienza del nostro atteggiarci al problema della realtà di un oggetto sensibile, il contatto primitivo e immediato delle nostre facoltà conoscitive con questo oggetto si trova già immerso in un complesso di operazioni coordinate: a quale di questi elementi bisogna attribuire l'influenza decisiva sulla nostra affermazione finale di realtà o irrealtà? Dunque, il giudizio di presenza afferma un rapporto spaziale tra un soggetto e un oggetto: suppone l'affermazione della distinzione del soggetto e dell'oggetto da una parte, e della loro realtà dall'altra. Questo giudizio di realtà si fonda su processi mentali più elementari che lo determinano.
Il punto delicato è ricercare le condizioni dello stabilirsi del rapporto spaziale fra soggetto e oggetto e ricercare quelle che determinano il giudizio più generale di realtà oggettiva immediata. Innanzi tutto il giudizio di realtà immediata suppone degli antecedenti che lo determinano. Ma quali sono gli antecedenti determinanti? Altra conseguenza che si risolve a sua volta in punti interrogativi.
Allucinazioni franche
L'uomo sano vede con i propri occhi e non ne dubita affatto; l'allucinato vede pure lui, ma nemmeno lui dubita. Nella maggior parte delle malattie mentali, come pure durante una passeggera intossicazione provocata da cocaina, alcool, oppio, ecc., la convinzione del reale si intensifica stranamente e può connettersi alle rappresentazioni più fantastiche. Per chi la subisce, l'allucinazione franca assume tutti i caratteri della percezione vera.
Quali caratteri differenziano dalla semplice immagine mentale sia l'immagine allucinatoria, sia l'immagine sensoriale diretta? Gli psicologi si dividono in tre gruppi:
- Non ci vedono nulla se non una differenza d'intensità nella produzione dell'immagine che copre attualmente il campo della coscienza.
- La differenza è indicata dalla coartazione che al soggetto conoscente fa subire la percezione o l'allucinazione.
- Aggiungono un'altra caratteristica, delle sensazioni muscolari e viscerali associate alla percezione o all'allucinazione.
Questi diversi caratteri accompagnano normalmente il sentimento della realtà percepita, non ne costituiscono, tuttavia, le condizioni necessarie e sufficienti. Resta da chiarire l'origine dei nostri giudizi esistenziali e quell'impressione immediata di realtà presente che si insinua nelle nostre impressioni.
Pseudo-allucinazioni e casi intermedi
Tra la percezione sensibile, l'allucinazione franca e la rappresentazione pura dall'altra, si inserisce il gruppo delle allucinazioni psichiche (comprende fenomeni che Kandisky chiama pseudo-allucinazioni. Sono fenomeni che partecipano, contemporaneamente, alla rappresentazione e all'allucinazione, alle rappresentazioni mentali vive, animate, precise, stabili, ravvicinandosi così alle vere allucinazioni, ma non creando come loro l'apparenza di una realtà obiettiva).
Illusioni della percezione
Le illusioni della percezione sensibile si oppongono alle allucinazioni. Mentre l'allucinazione è una percezione senza oggetto, l'illusione è solo una alterazione di una percezione reale. Il giudizio di realtà non è la risultante immediata di un edificio di rappresentazioni: potrebbe darsi che il giudizio di realtà immediata e il sentimento che la accompagna, fossero la risultante diretta, istintiva, dell'attività mentale che coordina un insieme complesso di rappresentazioni.
Quindi, la nozione di realtà obiettiva è una risultante delle combinazioni di immagini soggettive. È il trionfo dell'associazionismo. Eppure, ancora una volta, come concepire che delle pure rappresentazioni di fenomeni percepiti come soggettivi creino, a un dato momento, l'affermazione di una realtà oggettiva? Wundt risponderebbe che l'ambito proprio della psicologia non si estende oltre le pure coordinazioni di rappresentazioni e di sentimenti; che la realtà obiettiva è di ordine logico; che alcuni rapporti associativi delle rappresentazioni, si trasformino nella mente in rapporti logici. Le relazioni empiriche che ci si impongono in virtù stessa del contenuto di queste rappresentazioni, diventano lo schema di affermazioni logiche corrispondenti.
Problema: questo schema emana da un insieme coordinato di rappresentazioni, così che l'affermazione della realtà obiettiva sia connessa non alle rappresentazioni isolatamente prese, ma alla loro coordinazione stessa? Oppure, questo schema non è più semplice e la coordinazione ha tutt'altro ruolo nella conoscenza del reale?
Vi è larga parte di verità nell'analisi della "percezione degli oggetti". Quando un'impressione sensibile oltrepassa la soglia della coscienza, trova il posto occupato, l'attenzione rivolta altrove. La nuova impressione deve forzare l'entrata. Appena introdotta nel campo della coscienza, si imbatte in un controllo multiplo: da parte dei pregiudizi, dei ricordi; controllo delle sensazioni concomitanti e dalle sensazioni tattili. Insomma, il carattere di oggettività di una sensazione è il risultato sia di una lotta vittoriosa sia di un accordo iniziale. Ma ciò che risulta da questa armonia imposta è forse la prima investitura del carattere di oggettività?
Stessa questione si pone per le allucinazioni franche. L'indizio di realtà che le accompagna è considerato da molti psicologi come una pura risultante. Crediamo, tuttavia, che il sentimento di presenza possa sorgere prima della loro piena realizzazione. Dunque segnaliamo qualche difficoltà e insufficienza. Se il sentimento di presenza è una risultante di rappresentazioni complesse, la cui perplessità stessa presenta carattere di realtà obiettiva, questo sentimento dovrebbe variare in proporzione diretta del grado di coerenza degli elementi rappresentativi ai quali si lega. Ora questa legge non è rigorosamente esatta.
Dunque, non si può dire che il tono di realtà di un oggetto si intensifichi in proporzione della ricchezza e della coesione del sistema di immagini che rappresenta. La ricchezza e l'adattamento del contenuto di una rappresentazione complessa, le danno una certa garanzia logica di oggettività, ma non sono indispensabili né sufficienti all'emergenza primitiva del sentimento e del giudizio di realtà. Se è vero che "nel più semplice atto di percezione esiste un processo di ragionamento che si effettua per abitudine in modo subcosciente", bisogna riconoscere però che la percezione o il sosia della percezione, possono apparire in mezzo a condizioni che non offrono né gli elementi di un ragionamento anche implicito, né gli antecedenti di una realizzazione oggettiva risultante.
La realtà di un oggetto può dunque imporsi prima ancora della sua piena identificazione e della sua interpretazione razionale; ma è vero che la coscienza tende a eliminare ogni rappresentazione incompatibile con la sua unità interna. Nello stabilirsi di un'allucinazione succede qualcosa di analogo a quanto abbiamo potuto constatare nello stabilirsi di una idea fissa. L'idea fissa non si sviluppa che un terreno favorevole; ma non risponde sempre, fin dal principio, alle tendenze più profonde o meglio organizzate del soggetto.
Allucinazioni negative e sentimento di irrealtà
Di contro alle allucinazioni positive ci sono quelle negative, cioè lacune anormali che si sono create nel campo di percezione.
I legami affettivi del giudizio di realtà
- Credenza e interesse: Si crede volentieri ciò che si desidera, si crede anche assai facilmente ciò che si teme.
- Credenza e volere: I principali rappresentanti delle scuole psicologiche inglese e americana sostengono che l'affermazione delle realtà oggettive dipende dalla "credenza"; ma la credenza stessa è l'espressione di un sentimento o di un volere. Noi crediamo alla realtà di un oggetto perché vogliamo e stabiliamo questo oggetto.
- Insufficienza dell'empirismo fenomenistico: Secondo l'antica psicologia, ogni essere è portatore di una doppia relazione trascendentale -> è vero, cioè è oggetto dell'intelletto; è buono, cioè è oggetto della tendenza e movente di azione. Il problema sta nel sapere quando e per quale mezzo si imporrà immediatamente all'intelligenza la realtà dell'essere che essa si rappresenta.
Dal punto di vista fenomenistico della Scuola inglese, i dati del problema si riducono al raggruppamento di rappresentazioni associate (corrispondenti alla verità dell'oggetto) e a un insieme di reazioni motrici (rispondente alla bontà dell'oggetto). Ma non si può pretendere di trarre da un semplice gioco di rappresentazioni l'affermazione assoluta di una esistenza. Dunque, gli psicologi di cui parliamo sono stati costretti a raccogliersi sulle tendenze e sulla volontà. Per restare fedeli al fenomenismo fino alla fine, resta una sola via possibile: l'identificazione della credenza alla realtà con l'attribuzione di un valore di azione a certe immagini mentali.
Partecipazione della vita emozionale all'affermazione della realtà: un oggetto per sembrarci reale deve presentare ai nostri occhi un certo interesse. Per rappresentare un certo interesse ogni oggetto deve riferirsi in qualche modo al nostro "io" empirico, cioè a quell'insieme coordinato di rappresentazioni, di sentimenti, di tendenze che crea a ciascuno la sua fisionomia propria. La rappresentazione dell'oggetto smuove emozioni e sentimenti. Ogni sensazione è seguita da un "tono affettivo".
Ma il tono affettivo oltre ad accompagnare la sensazione si lega a ogni rappresentazione che sorge nella coscienza. È stato spesso osservato che una percezione si fonda sull'apprensione di un solo piccolo numero di elementi già sperimentati. E in conseguenza, una sensazione che si presentasse con "un tono affettivo" notevolmente indebolito, potrebbe non essere riconosciuta e rimanere così al di fuori della zona del reale. Oppure succederà che un indebolimento generale di certe azioni emozionali fondamentali porti con sé una diminuzione del "tono affettivo" delle rappresentazioni: queste potranno allora associarsi tra di loro e la percezione sarà sufficientemente giusta; ma essa lascerà al malato una impressione di irrealtà. Si può concludere che non esiste proporzione rigorosa tra l'intensità del "tono affettivo" di una rappresentazione e il carattere "reale" del contenuto di questa.
Attenzione e credenza: il contenuto di una rappresentazione per diventare il soggetto di un giudizio di realtà, deve essere stato "appercepito" dal soggetto conoscente. Qualunque sia la natura di questa appercezione un oggetto non entra nella coscienza se non sollecitando l'attenzione. L'attenzione è l'attitudine totale che permette lo stabilirsi e il mantenersi delle condizioni soggettive della presa di coscienza di un oggetto. In questo senso ogni oggetto di cui è consci è oggetto di attenzione.
Ora se l'attenzione non è la stessa rappresentazione cosciente, ma la disposizione soggettiva che le permette di mantenersi davanti allo spirito, potremo cercare l'origine di questa disposizione nella "natura attiva" del soggetto conoscente, cioè o nella volontà o nel sentimento nelle reazioni motrici elementari. Dunque, possiamo sottoscrivere tutte le teorie che mettono o un elemento motore o una emozione incoativa, o un sentimento, o un volere elementare, insomma, una reazione attiva alla base del fenomeno dell'attenzione. A noi basta qui che lo stato d'attenzione implichi il risveglio di certe tendenze organiche e psicologiche.
Ora, poiché la percezione presuppone l'attenzione, la necessità di un "tono affettivo" per ogni rappresentazione che aspiri a "realizzarsi" spesso è mediata e corrisponde a una condizione dell'attenzione molto più che a una condizione della percezione stessa. L'attenzione, è un avviamento diretto alla percezione piena, all'allucinazione o alla credenza: realizza una unificazione almeno momentanea dello spirito. Ma questa "unità dello spirito" realizzata nel fenomeno dell'attenzione è anche la sola condizione soggettiva che accompagna sempre la percezione vera o falsa del reale. Dunque, si possono suddividere le intensità di attenzione in una serie progressiva il cui termine è la allucinazione franca o la credenza assoluta: più si intensifica "l'unità di spirito" più categorico si fa anche il giudizio di realtà corrispondente.
Inversione dei termini del problema
Noi abbiamo posto questo problema: come cercare il reale dall'irreale, come tirar fuori l'affermazione dal dubbio. Vediamo, invece, se non sia più semplice porre come fatto primitivo il reale e cercare come questo fatto si disgreghi o si sdoppi nell'irreale, nel dubbio. Ritroveremo così il punto di vista dell'antica psicologia tomista.
- Il realismo è primitivo e irriducibile a condizioni più elementari. Chi pensa come James che sia il dubbio e non l'affermazione che vuol essere giustificato, può richiamarsi a illustri ascendenti. Come Spinoza che dice che è vero che ogni idea non contraddetta afferma la realtà del proprio contenuto: il dubbio è secondario, risulta da una "inadeguazione".
- Come nasce il dubbio e si distinguono le percezioni dalle rappresentazioni libere? Principio della negazione, del distinguere e del dubbio: esso è tradizionale e implica questo teorema di James "Tutta la distinzione del reale e dell'irreale, tutta la psicologia della credenza, della negazione e del dubbio è fondata su due fatti mentali: sulla nostra attitudine a pensare in modi differenti gli stessi oggetti, e sul potere che abbiamo di scegliere tra questi modi".
- Accadrà che i sentimenti giochino il ruolo inverso e prendano un'influenza nella realizzazione di una immagine o di un'idea troppo debole o troppo poco coerente per imporsi da sola. Si deve ricordare l'importanza che può avere il sentimento nelle associazioni mentali.
Che cosa succede? I giudizi di realtà e irrealtà, di oggettività e soggettività, benché primitivamente legati ad altre condizioni di emergenza, possono apparire in un secondo tempo come il contraccolpo, nell'intelletto, sia di associazioni rappresentative, sia di associazioni a base emozionale.
Scorcio sulla psicologia generale dell'intuizione e dell'affermazione
Il sentimento empirico di presenza è un caso particolare di intuizione. L'intuizione è l'assimilazione diretta di una facoltà conoscitiva con il suo oggetto. L'intuizione è l'atto grazie al quale la facoltà conoscitiva si modella sull'oggetto stesso. Si può dire che ogni facoltà conoscitiva è per natura intuitiva, cioè il suo movimento proprio, il suo atto, va da sé all'oggetto stesso. In basso alla scala delle conoscenze, si sviluppa l'intuizione sensibile.
Gli Scolastici dicevano -> poiché l'essere, l'oggetto e il soggetto sono nozioni totalmente estranee alla sensibilità, l'intuizione sensibile non sarà altro che la medesima coincidenza del senso e dell'oggetto in una "configurazione" che abbraccia insieme l'uno e l'altro. Così la conoscenza sensibile mette il soggetto a contatto con il suo oggetto. Il senso mette il soggetto in contatto con del reale, ma non discerne da se stesso il reale. La critica del dato sensibile e la percezione propriamente detta del reale sono propri di una facoltà superiore, la facoltà dell'intendimento.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Elementi di Antropologia, prof. Bosco, libro consigliato Il Problema dell'Amore nel Medioevo, Rouss…
-
Riassunto esame Antropologia Culturale, prof. Allovio, libro consigliato Elementi di Antropologia Culturale di Fabi…
-
Riassunto esame di Psicologia Generale, prof Bosco, libro consigliato Metodo della Scienza Cognitiva, Bara
-
Riassunto esame Psicologia della comunicazione, prof. Bosco, libro consigliato Neuropsicologia cognitiva della schi…