Il problema dell'amore
Quello che qui è chiamato il "problema dell'amore" potrebbe essere così formulato: è possibile un amore che non sia egoista? E se è possibile, qual è il rapporto tra questo puro amore d'altri e l'amore di sé?
Il problema dell'amore è dunque analogo a quello della conoscenza; da un lato ci si domanda se, e come, l'essere può avere coscienza di ciò che non è se stesso; dall'altro, se e come l'appetito di un essere può tendere a quel che non è il suo bene proprio.
Il problema dell'amore nel Medioevo
Nel Medioevo il problema dell'amore si poneva principalmente nella seguente forma: l'uomo ama naturalmente Dio più di se stesso?
Per quegli uomini Dio era per eccellenza l'Essere reale, personale, vivente. Tutti pensavano che il miglior modo per l'uomo di amare se stesso fosse di abbandonarsi tutto intero all'amore di Dio.
Due concezioni dividevano le menti del Medioevo: la concezione fisica e la concezione estatica. Fisica significa naturale e serve qui ad indicare la teoria di chi fonda tutti gli amori, reali o possibili, sulla necessaria inclinazione degli esseri della natura a ricercare il loro proprio bene.
La concezione fisica
Per questi tra l'amore di Dio e l'amore di sé vi è una identità fondamentale, che fa di essi una duplice espressione di un medesimo appetito. Tale concezione fu definita e sistematizzata da san Tommaso. San Tommaso ne trae il principio fondamentale, mostrando che l'unità è la ragion d'essere, la misura e l'ideale dell'amore; egli stabilisce, in uno stesso movimento, la continuità perfetta tra l'amore e la concupiscenza e l'amore di amicizia.
La concezione fisica potrebbe ancora chiamarsi la concezione greco-tomista.
La concezione estatica
Per la concezione estatica, al contrario, l'amore è tanto più perfetto quanto più pone il soggetto "fuori di se stesso". Da ciò segue che l'amore perfetto richiede una reale dualità di elementi. L'amore è insieme estremamente violento ed estremamente libero: libero, perché non sarebbe possibile trovargli altra ragione se non se stesso; violento, perché va contro quegli appetiti, li tirannizza, sembra non poter essere sazio se non distruggendo il soggetto che ama. Essendo così, non ha altro fine che sé.
È chiaro che questa divisione in due gruppi non deve essere considerata corrispondente ad una assoluta separazione.
La concezione fisica o greco-tomista
Capitolo 1 - Soluzione tomista al problema dell'amore
Per San Tommaso la vera definizione dell'amore è il conformarsi dell'appetito, la connaturalità e l'esser come presso di Sé. Come l'uomo può amare Dio più di se stesso? Di questo concetto San Tommaso si serve per risolvere la difficoltà: Amare Dio sopra ogni cosa più che se stessi è naturale per ogni creatura.
Ogni cosa è amata in quanto essa è una con il soggetto amante; tuttavia il concetto di unità deve essere sottoposto a critica per non essere ristretto all'unità egoista e chiusa degli individui. Bisogna aver presente la nozione tomista di unità. L'unità non è un attributo indivisibile; è uno dei predicati "trascendentali" che accompagnano tutti gli esseri e variano con l'essere.
La sua soluzione spiega con questi motivi il caso dell'amore di Dio. Dio non è per San Tommaso l'insieme degli esseri dell'universo; egli è l'Esse infinito, separato, del quale tutti gli esseri partecipano imitandolo. Alla questione classica si risponderà dunque: Poiché ogni creatura è naturalmente, secondo il suo essere, di Dio, ne segue che anche l'angelo e l'uomo amano naturalmente Dio prima e più che se stessi.
Grazie a questa spiegazione diventa chiaro che l'amore di amicizia e l'amore di concupiscenza non sono fenomeni del tutto diversi e posti sotto l'etichetta di uno stesso nome, ma sono in perfetta continuità. Con l'amore di concupiscenza costituisco un oggetto che è parte di me stesso, non lo considero se non in funzione di me stesso. Con l'amore di amicizia, è l'io individuale e limitato che non guardo più se non in funzione dell'oggetto amato.
Così San Tommaso concilia queste due affermazioni apparentemente opposte:
- L'amore disinteressato è possibile e profondamente naturale
- L'amore puramente "estatico", l'amore di pura dualità è impossibile
La ragione che accorda queste due affermazioni è che l'uomo è uno allo stesso modo in cui è essere. San Tommaso insegna che ogni essere creato, in ciascuna delle sue appetizioni...
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