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Egittologia

L'egittologia è una disciplina onnicomprensiva. Infatti, con il termine egittologia si intendono tutti gli aspetti della civiltà dell'antico Egitto, come la lingua, la scrittura, la storia, l'arte, la religione e, in questo, l'egittologia si distingue dalle altre discipline antichistiche. Tale disciplina ha comunque dei limiti cronologici: un egittologo si occupa del periodo che va dalla preistoria dell'Egitto, IV millennio a.C., fino al VII sec d.C., secolo che è importante per l'Egitto perché fra il 639 e il 641 d.C., il generale Amr, arabo, invade il paese che si converte all'islam e diventa un paese arabo; da questa data non sono più gli egittologi che si devono occupare del paese, ma quelli che studiano il mondo arabo.

Date importanti nella storia dell'Egitto

Un'altra data importante per l'Egitto è il 332 a.C., anno in cui subisce un'altra invasione importante, cioè quella greca di Alessandro Magno. Nel 332 quindi l'Egitto diventa tolemaico, mentre nel 30 a.C., dopo la battaglia di Azio, il paese diventa una provincia romana. In questa fase finale della storia egizia l'Egitto è oggetto di studio sia degli egittologi per quanto riguarda lo studio dell'archeologia del paese, ma all'egittologia si sovrappone la papirologia, disciplina che studia i documenti greci e latini trovati e prodotti in Egitto durante la dominazione greca e poi romana, quando la lingua ufficiale dell'amministrazione è il greco.

Ruolo dell'egittologo

Il periodo più importante della storia dell'Egitto va dalla fine del IV millennio fino al periodo tolemaico; l'egittologo è sia un archeologo per il lavoro sul terreno, sia un filologo, in quanto deve occuparsi dei documenti, sia uno storico, anche se un egittologo non può essere uno storico senza conoscere la lingua egiziana, infatti gli egizi ci hanno lasciato una grande massa di documenti scritti. La lingua in Egitto fu molto importante, infatti quella egiziana fu soprattutto una civiltà di scrittura, anche se vi è un paradosso: infatti è vero che i documenti rimasti sono numerosissimi, ma è anche vero che in Egitto coloro che conoscevano la scrittura e sapevano leggere erano una schiacciante minoranza; si è calcolato che la popolazione alfabetizzata era da meno dell'1% fino a un massimo del 7% perché in generale il popolo egizio era costituito da una massa enorme di contadini che non sapevano leggere né scrivere.

Storia dell'egittologia

Circa una breve storia dell'egittologia, la prima cattedra egittologica (anche se non si chiamava così, si chiamava cattedra di topologia) in Italia venne istituita a Pisa nel 1824 per Ippolito Rossellini, che era un giovane studioso, allievo di Champollion, colui al quale si deve la decifrazione dei geroglifici nel 1822, data che segnò l'inizio della egittologia scientifica. Nello stesso periodo si formava in Italia quello che era destinato a diventare uno dei più importanti Musei egizi al mondo, cioè quello di Torino. Altri importanti Musei sono, oltre a quello del Cairo, il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Museo di Berlino, che è particolarmente ricco in quanto sono stati unificati i Musei di Berlino Ovest e Berlino Est.

Insegnamenti di egittologia in Italia

Circa gli insegnamenti, oggi ci sono molti insegnamenti di egittologia in Italia: a Milano il primo a tenere la cattedra di egittologia alla fine degli anni '50 fu Sergio Donadoni, che però lasciò poi la cattedra di Milano per quella di Roma nel '61 e da allora non ci fu più l'insegnamento di egittologia a Milano se non per brevi periodi specifici, mentre continuò ed ebbe successo la papirologia. Nel 1993 venne riattivata la cattedra di egittologia a Milano e la prima esigenza fu quella di creare una biblioteca. La grande opportunità venne offerta nel 1999 quando venne messa in vendita la biblioteca di un grande egittologo tedesco che era scomparso, Elmar Edel, e che venne acquistata dall'università di Milano. Essa comprendeva circa 16mila titoli di varie opere egittologiche e del Vicino Oriente; oggi alla biblioteca di Milano sono quasi 20mila i titoli che sono stati tutti catalogati in internet. Con questa biblioteca arrivò anche parte degli archivi di Edel.

Negli anni seguenti: nel 2001 è stata acquistata un'altra biblioteca, quella di Alexandre Varille, uno studioso francese, di cui facevano parte volumi rari antichi; nel 2002 sono arrivati gli archivi di Varille che contenevano anche gli archivi di Victor Loret. Questi archivi sono importanti perché sono particolarmente ricchi e comprendono oltre 40mila foto dell'Egitto che riprendono siti in fase di scavo, oggetti rinvenuti durante gli scavi e testimoniano aspetti dell'Egitto che oggi non abbiamo più.

Nel 2004 è stato acquistato un piccolo archivio epistolare, cioè una raccolta di lettere, molte delle quali scritte da Auguste Mariette e anche da Heinrich Brugsch; si tratta di un fondo importante per queste lettere di Mariette che fu un grande archeologo francese a cui si deve la creazione nel 1850 del servizio delle antichità dell'Egitto (service des antiquites), cioè una sorta di soprintendenza che doveva proteggere le antichità egizie in Egitto perché quello che si era prodotto nell'800 era stata una sorta di spoliazione sistematica del paese. Mariette cercò di mettere un freno a queste spoliazioni sistematiche e di porre una forma di controllo sul territorio; nelle lettere quindi egli racconta i primi passi nella formazione del servizio delle antichità, racconta di vari scavi da lui fatti e dei risultati ottenuti. Oggi il direttore del consiglio supremo delle antichità è Zahi Hawass, organismo che esercita un grande controllo sul terreno e anche sulle aste, quindi agisce nel mondo per la protezione delle antichità, infatti per legge tutti gli oggetti delle aste devono provenire da collezioni antiche; rimane ancora sospesa la questione delle antichità sparse per i vari paesi del mondo e che gli egiziani vorrebbero che tornassero in Egitto.

Periodizzazione della storia egizia

Circa la periodizzazione della storia egizia, tradizionalmente la storia egizia è divisa in tre grandi periodi storici:

  • L'Antico Regno (2700 a.C. - 2200 a.C. circa);
  • Il Medio Regno che occupa la prima metà del II millennio e quindi va dal 2000 al 1800 a.C. circa;
  • Il Nuovo Regno che occupa la seconda metà del II millennio, cioè va dal 1500 al 1000 a.C. circa.

L'Antico Regno è preceduto da un lungo periodo di formazione della civiltà che si colloca nella preistoria e nella protostoria, in particolare dalla fine del IV millennio; tale epoca è chiamata epoca protodinastica o epoca arcaica in cui si collocano le dinastie zero, la prima e la seconda e questo periodo va circa dal 3300/3200 a.C. fino al 2700 a.C. e si tratta di un periodo molto complesso. Circa i secoli mancanti dobbiamo dire che si collocano tra i periodi forti della storia egizia dei periodi intermedi; il primo periodo intermedio si colloca tra il 2200 e il 2000 a.C., il secondo tra il 1640 e il 1540, cioè alla metà del secondo millennio e il terzo si colloca all'inizio del I millennio e prelude all'epoca tarda che si conclude con la conquista del paese da parte di Alessandro Magno nel 332 a.C. (332-30 a.C. epoca tolemaica, dal 30 a.C. si colloca l'epoca romana).

Questa è la periodizzazione tradizionale della storia egizia che venne introdotta alla fine degli anni '40 dell'800 da uno studioso tedesco, Karl Richard Lepsius, che fu uno dei grandi fondatori della scuola egittologica tedesca e questa periodizzazione è rimasta nella tradizione degli studi, anche se in realtà questa suddivisione è in gran parte inesatta perché non riflette la realtà storica. Oggi si tende a sfumare quindi questa periodizzazione in grandi periodi e lo stesso vale per i periodi intermedi perché ad esempio il primo periodo intermedio era sempre stato considerato un periodo di crisi ed è vero che si assiste al crollo del potere dinastico, però è anche vero che sono stati riscontrati elementi di continuità con l'Antico Regno e elementi di anticipazione di quello che sarà il Medio Regno; quindi ogni periodo intermedio non ha una cesura netta, ma si tratta di un periodo di passaggio.

All'interno di questa grande suddivisione vi è un'ulteriore suddivisione in dinastie e questa venne effettuata da un sacerdote egizio che parlava e scriveva in greco, Manetone, che divise la storia egizia in 31 dinastie che oggi sono state ridotte a 30 perché sono state unificate due dinastie persiane; negli ultimi 20 anni è stata però aggiunta una ulteriore dinastia, la dinastia zero, perché sono state scoperte azioni di sovrani di un Egitto unificato precedenti alla I dinastia, quindi questi sono stati inseriti prima della I dinastia, appunto quella zero. Anche questa suddivisione che si continua a usare per comodità non è però molto vera e rigorosa, infatti ad esempio ci si è resi conto che le distinzioni tra le prime 5 dinastie in realtà erano divisioni non vere in tutto e per tutto.

Per dinastia si intende un gruppo di sovrani che non sono necessariamente legati da rapporti di sangue, ma sono sovrani che sono originari della medesima città, del medesimo luogo, che hanno in comune l'adorazione del medesimo Dio o hanno in comune una politica comune.

Geografia dell'Egitto

Circa l'aspetto geografico, l'Egitto è una stretta fascia di terra percorsa in tutta la sua lunghezza dal Nilo, che presenta sulle due rive una stretta fascia di terra molto fertile che è ciò che ha fatto la ricchezza dell'Egitto; quindi si tratta di una sottile fascia di terra che si colloca nell'angolo nord-orientale dell'Africa e come ha frontiere naturali a sud la prima cateratta del Nilo che si colloca immediatamente a sud dell'attuale città di Assuan, dove inizia il lago Nasser; quindi la prima cateratta è sempre stata il confine naturale, anche se nel corso della sua storia l'Egitto si è molto espanso a sud e in particolare in Nubia.

Il lago Nasser, di circa 500 km di lunghezza e circa 12 km di larghezza, è un lago di formazione moderna, cioè risalente alla fine degli anni '60 del '900 per la realizzazione del quale venne costruita una grande diga ad Assuan; il lago ha coperto parte di quella che nell'antichità era la bassa Nubia che era molto sfruttata dagli egizi già in età antica in quanto provincia egiziana. In occasione della formazione del lago vennero spostati numerosi templi tra cui quello di Abu Simbel che venne spostato più in alto e ora si trova più o meno all'altezza della seconda cateratta nel Nilo (infatti durante il Nuovo Regno gli egizi scesero fino alla quarta cateratta, nel pieno dell'attuale Sudan e si trattò del momento di massima espansione territoriale).

La formazione del lago avrebbe dovuto portare dei vantaggi che non sono stati quelli previsti (doveva aumentare la produzione di energia elettrica) ed esso non solo provocò la scomparsa della regione della bassa Nubia, ma creò anche degli squilibri idrogeologici e climatici, infatti questa enorme massa d'acqua nel deserto evapora provocando delle piogge, mentre sono scomparse le inondazioni del Nilo; questo ha provocato anche una modificazione dell'agricoltura del paese, infatti durante le inondazioni le terre venivano fertilizzate dal limo, ma dopo la creazione della diga non si è più permesso al Nilo di depositare questo fertilizzante naturale, quindi vengono sempre più utilizzati fertilizzanti chimici. Quindi l'Egitto di oggi è profondamente diverso da quello antico: anche il delta del Nilo sta subendo delle notevoli trasformazioni e sta regredendo rispetto al mare. È nato anche un problema archeologico perché è vero che gli studiosi del mondo intero negli anni '60 si sono occupati dello spostamento dei templi della bassa Nubia, ma vi erano anche oltre 100 necropoli che sono andate completamente perdute e questo comporta la perdita di una quantità enorme di dati; inoltre qui si trovavano delle fortezze costruite dagli egizi nel corso della loro storia e che erano costruite in mattoni crudi (il mattone crudo era fatto con l'argilla e la paglia che venivano messi in forma e seccati al sole) che sono state fotografate e in alcuni casi rilevate, ma che oggi non esistono più.

Quindi dal punto di vista archeologico la creazione della diga è stata un enorme danno per il paese; in più questa enorme massa d'acqua che preme contro la diga costituisce un problema in caso di terremoti ed essa non è del tutto controllabile, quindi alcuni anni fa è iniziata la costruzione di una sorta di Nilo parallelo che correrà verso il Mediterraneo attraverso le oasi occidentali; questo canale dovrebbe liberare un po' il lago dalla potenza delle acque e dovrebbe portare un po' d'acqua nelle regioni desertiche occidentali; attualmente si sta procedendo alla creazione di una diga analoga nel Sudan.

Con la costruzione del lago Nasser c'è stato anche un problema umano perché al momento della creazione del lago c'è stato un esodo delle popolazioni che vivevano in questa zona che vennero portate in villaggi artificiali più a nord o semplicemente si spostarono nelle città dando luogo a problemi sociali.

Il confine settentrionale dell'Egitto è il Mediterraneo in cui sfocia il Nilo che nell'antichità aveva un ampio delta, infatti vi erano sette bracci, mentre oggi ce ne sono solo due e gli antichi bracci sono stati sostituiti da una fitta rete di canali che lo percorrono, quindi anche la popolazione del delta è cambiata, ma è rimasta la regione più fertile e quindi è interamente dedicata all'agricoltura.

Quindi l'Egitto è praticamente costituito da una sottile fascia di terra che costeggia il Nilo, mentre a ovest e a est vi è il deserto che costituisce il confine naturale; il deserto occidentale rappresenta le ultime propaggini del Sahara ed è un deserto essenzialmente sabbioso, costellato dalla presenza di alcune oasi tra cui: a nord-ovest, al confine con l'attuale Libia, vi è l'oasi di Siwa, scendendo verso sud vi sono quelle di Baharya e di Farafra e scendendo ancora più a sud ci sono quelle di Dakhla e di Kharga.

Queste oasi hanno avuto un ruolo significativo nella storia dell'Egitto e hanno sempre costituito l'estremo confine del paese; gli egizi consideravano il deserto una zona ostile, in particolare il deserto occidentale era considerato il territorio dei morti e infatti a occidente si trovavano le sepolture, ma le ricerche archeologiche hanno dimostrato che, nonostante questa concezione diffusa, le necropoli egizie erano situate in maniera praticamente uguale a ovest e a est del Nilo. Nel deserto occidentale vi era un'altra semioasi, quella del Fayum, che ha avuto sempre un ruolo fondamentale nella storia del paese e fu sempre considerata come parte integrante del territorio del paese anche perché era molto vicina (essa si colloca a 70 km a sud-ovest del Cairo).

Il Fayum era una semioasi perché, a differenza delle oasi che erano alimentate dalle acque che provenivano dalle oasi stesse, il Fayum è alimentato da un ramo del Nilo, il Bahr Yusef, che si dirama dal Nilo all'altezza di Deirut; inoltre all'interno del Fayum si dirama una serie di canali che irrigano tutta la zona, mentre la parte settentrionale è delimitata da un lago di acqua salata molto pescoso.

Questa semioasi è stata occupata fin dall'epoca preistorica e oggi sono stati trovati molti abitati preistorici ai confini dell'attuale Fayum, quindi oggi questi sono in gran parte in zone desertiche, ma nell'antichità dovevano essere ai limiti o all'interno della zona coltivabile; la zona venne parzialmente occupata nel corso dell'Antico Regno (III millennio a.C.), ma la bonifica di questa zona avvenne solo agli inizi del II millennio, durante la XII dinastia e uno dei fautori principali della bonifica fu Amenemhat III che si colloca nel Medio Regno, periodo in cui risalgono numerosi monumenti che attestano l'importanza dell'oasi; in seguito l'oasi venne parzialmente abbandonata, mentre conobbe un periodo di grande splendore in epoca tolemaica e romana, infatti il Fayum dopo la bonifica nel Medio Regno era una zona particolarmente ricca del paese.

A oriente vi era il deserto orientale che è invece essenzialmente roccioso, cioè ci sono vere montagne che nell'antichità erano solcate da diversi uidan; lo uadi è un corso d'acqua prosciugatosi che nell'antichità solcava le montagne e costituiva una via di percorrenza, quindi lungo gli uadi vi erano le principali piste carovaniere che dalla valle del Nilo portavano al mar Rosso, che era considerato il confine più orientale. Nell'antichità in questa zona vi erano numerose miniere di pietre preziose, tra cui gli smeraldi, mentre in Nubia vi erano le miniere d'oro e questa è una delle ragioni per cui gli egizi si espansero verso la Nubia; è documentata la presenza di queste spedizioni lungo gli uadi da graffiti che sono stati lasciati dagli egiziani lungo queste piste e in molti casi nei graffiti vi sono la data, il nome del faraone che aveva voluto la spedizione, i membri della spedizione e le loro funzioni. Sempre nel deserto orientale vicino alla valle vi sono le necropoli che solo in questa zona sono rupestri, cioè erano costituite da tombe scavate nella roccia.

Verso nord il confine era costituito dal Sinai (lo scavo del canale di Suez è un'opera recente, anche se già gli egizi avevano fatto dei tentativi per lo scavo di un canale che potesse collegare il Mediterraneo con il mar Rosso); esso è sempre stato una zona di passaggio e di confine tra l'Asia e l'Africa ed era occupato fin dalla preistoria da tribù beduine che in certi periodi costituivano una presenza significativa.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/02 Egittologia e civiltà copta

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veroavalon84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Egittologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Piacentini Patrizia.
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