STORIA DELL’ANTICO EGITTO,
NICOLAS GRIMAL
(La storia dell’Egitto dalla preistoria al Medio Regno: pag.1-254.
Ho diviso il riassunto in paragrafi per facilitare la lettura, in corrispondenza, sul libro)
I. DALLA PREISTORIA ALLA STORIA
La formazione 1
L’inizio del popolamento della Valle del Nilo risale all’incirca al periodo pluviale abbasiano (nel Paleolitico
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Medio, 120.000-90.000 a.C.).
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Dall’Olduwaiano all’Acheuleano, la presenza umana nella Valle è continua.
Questa fase del Pleistocene recente (700.000-10.000 anni fa) separa il Paleonilo dal Protonilo (entrambi
caratterizzati da precipitazioni regolari ed intense ma separati da un periodo di iperaridità di circa un milione
di anni).
Il Prenilo, successivo al Protonilo di 100.000 anni, accumula sedimenti etiopi e ricalca il flusso “attuale” del
fiume, prima sito più ad ovest.
I primi abitanti
La diffusione della cultura acheuleana nelle zone occidentali della Valle, può essere probabilmente
identificata come origine dei legami tra le culture nilotiche e quelle africane, anche se non si conoscono con
precisione le dinamiche di questi scambi.
La fine dell’Acheuleano segna la rivoluzione tecnologica dalla bifacciale alla scheggia, con la cultura
musteriana e ateriana.
Cacciatori e agricoltori
Al contrario di quella ateriana, la cultura khormusiana si adatta maggiormente attorno al fiume, combinando
quindi il cibo della savana (bue selvatico, antilope, gazzella..) con i prodotti ittici.
In questo periodo attorno al Nilo, che comincia la sua fase arida (Neonilo) in atto tutt’oggi, si verranno a
creare gli elementi che porteranno alla futura civiltà faraonica.
La desertificazione della zone sahariane spinge gli uomini verso la Valle del Nilo.
La successiva cultura qadiana, oltre a rivisitare il materiale litico fino a renderlo semi-lamellare, si introduce
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all’agricoltura quando probabilmente essa non era ancora conosciuta nel vicino oriente.
Le caratteristiche dei siti presenti nella Valle sono simili, per molti aspetti, alle culture neolitiche.
Verso il Neolitico
La Storia prese il posto della Preistoria in un periodo compreso tra il VII e VI millennio a.C.
Un nuovo periodo fluviale favorì non solo l’allevamento ma anche il fiorire dell’agricoltura. Queste
innovazioni accelerarono lo sviluppo della tessitura e della lavorazione della ceramica.
Già da questo periodo, e fino al Protodinastico si sviluppa una cultura, che malgrado l’influenza dei metalli,
rimarrà basata sull’utilizzo della pietra.
L’ambiente di questo periodo è caratterizzato dalla costituzione di fattorie dedicate all’allevamento del
bestiame e alla coltivazione dei campi.
L’allevamento e l’agricoltura, oltre che per la sussistenza erano utilizzati anche per la costruzione di oggetti
d’uso quotidiano (il lino veniva filato, venivano creati oggetti in vimini e veniva lavorato il cuoio).
1 La Valle del Nilo si estende dal mediterraneo ad Assuan e dall’altopiano libico alla catena araba.
2 Alla fine di questo periodo vi è l’espansione nella Valle della cultura Acheuleana.
3 Da 2.500.000 a 750.000 anni fa circa.
4 A sostegno di quest’ipotesi sono state ritrovate raccolte di messi.
I riti funerari si spostarono progressivamente dai centri urbani al limite delle terre coltivate.
Il predinastico “primitivo”
Nella prima fase del predinastico primitivo (tra la metà del VI e il V millennio a.C.), il Fayumico A nel Nord
della Valle e il Badariano nel Sud affinano le loro tecniche produttive (soprattutto per quanto riguarda gli
utensili per la caccia) e pratiche funerarie che ora consistono in una vera e propria costruzione, con oggetti
che accompagnano il defunto nell’aldilà e gli forniscono oggetti sia per uso comune, sia per la caccia e le
altre sue attività, raffigurando inoltre figure femminili che avrebbero avuto il compito di risvegliare la
sessualità del defunto dopo la morte.
Il predinastico antico
Iniziato intorno al 4500 a.C., il predinastico antico non presenta profondi cambiamenti. Vi è comunque
un’evoluzione della ceramica, sia per quel che riguarda le decorazioni (geometriche che riprendevano la
natura), sia per la forma, che ora ha anche carattere teriomorfo. L’arte fittile raggiunge livelli notevoli.
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A proposito delle materie prime, la Valle si rifornisce di questi materiali soprattutto dall’esterno . In questo
periodo vi sono testimonianze iconografiche di rapporti con l’occidente e l’oriente, come per esempio la
zona libica. Sono inoltre rinvenuti manufatti rappresentanti edifici che dovevano essere come quelli destinati
alla morte. In questo periodo quindi vi è la prima organizzazione urbana.
Il Gerzeano
Il Gerzeano è il terzo periodo della preistoria egiziana e corrisponde alla fase II di Nagada.
In questo periodo si nota l’influenza del nord sul Sud, fino alla realizzazione di una cultura mista, il
predinastico recente o Nagda III, che durò all’incirca dal 3500 al 3150 a.C.
L’Amraziano e il Gerzeano si differenziano soprattutto per la produzione ceramica: il secondo sviluppo per
lo più motivi stilizzati (geometrici per i vegetali e naturalistici per la fauna e per gli ambiti culturali). Sono
presenti qui scene rappresentanti uomini, per lo più su barche, che trasportano elementi divini e questi
possono essere considerati i percursori di ciò che poi diventerà la caratteristica delle varie province. Il
Gerzeano si avvicina alla cultura faraonica anche per la concezione funeraria.
Il passaggio dalla preistoria alla storia non fu comunque improvviso, ma risultò da un processo graduale di
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organizzazione urbana e della scrittura, probabilmente con influenze mesopotamiche .
La scrittura
La scrittura non è concepita come un’invenzione improvvisa. Le raffigurazioni divine, appartenenti già
all’epoca nagadiana, sono infatti da considerarsi come veri e propri geroglifici e il principio fondamentale
della lingua egiziana.
Questa scrittura unisce pittogrammi, fonogrammi e ideogrammi. I primi sono la rappresentazione diretta
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dell’entità considerata spesso rappresentata per metonimia . L’ideogramma esprime un concetto. Se questo è
però considerato fonogramma può alterare il suo significato (E’ il caso di sa che può voler dire anitra o
figlio). Questa operazione può essere determinata dal genere.
Il geroglifico si utilizza soprattutto per le iscrizioni reali, lo ieratico (dal greco Hieros Clero), geroglifico
corsivo, per le funzioni amministrative e il demotico(del popolo), nuova forma di ieratico, viene considerata
5 Per quanto concerne i metalli, si ricavava il rame dal Mar Rosso, piombo stagno galena ed oro nel Sinai, nella prima cataratta e
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nella catena Arabica , il ferro da Meroe. Le pietre preziose come turchese e malachite venivano invece dal Sinai, il diaspro dalla
catena Arabica, dalle coste meriodionali del Mar Rosso lo smeraldo e dalla regione di Assuan l’ametista. Il calcare invece è ricavato
dall’altopiano libico, l’alabastro (sotto forma di calcite) dal Medio Egitto e dal Fayum (sottoforma di gesso), il granito dalla prima
cataratta e dalla catena Arabica (La Nubia rimane comunque la maggiore fornitrice d’oro). In tutta la valle era invece presente la
selce. Per le altre pietre si utilizzavano cave, controllate dagli Egiziani, che per questo dovevano mantenere il controllo almeno nelle
zone circostanti.
6 Questo è valido se si parla di rapporti commerciali, ma non si può evincere con sicurezze la provenienza di tecniche dalle culture
mesopotamiche. E’ il caso del fango utilizzato per le costruzione, che era presente in maniera notevole in entrambe le zone e
potrebbe essere stato dunque usato come tecnica parallelamente.
7 Rappresentare la causa per l’effetto.
lingua popolare. La scrittura tende nel corso dei secoli ad una semplificazione sempre maggiore, come nel
caso del demotico e di un genere della scrittura tebana detta “ieratico anormale”. Con la dominazione greca e
poi romana, la lingua si avvicina sempre più all’alfabeto con il copto. Questa lingua consisterà nell’alfabeto
greco con l’aggiunta di lettere che non potevano traslitterare dei fonemi. Il copto, con l’abbandono del
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politeismo divenne lingua ufficiale della chiesa ancora in uso oggi come lingua liturgica , mentre il greco
divenne lingua ufficiale sino alla conquista araba.
L’unificazione politica
La descrizione che gli Egiziani danno dell’unificazione non è chiara, anche se si deduce dalle tavolette che
potrebbe avere prevalso il Sud nei confronti del Nord. Un’ipotesi moderna è che l’unificazione partì per
opera dell’egidia del Nord che per qualche motivo si fermò e venne poi ripresa dai re del Sud.
Le tavolozze
Nelle tavolozze sono sempre presenti raffigurazioni animali al contrario di quelle umane. Dalla tavolozza di
Hierakonpolis si identificano scene animali che rappresentano il bisogno dell’uomo di affrontare queste forze
animali per dominare il cosmo. Nelle tavolozze “della caccia” e “ degli avvoltoi” si riconoscono prigionieri,
con caratteristiche libiche, catturati da animali come leoni falchi e tori, simboli tutti del potere regale. In altre
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tavolette viene invece rappresentato il potere del Sud predominante sul Nord .
II. RELIGIONE E STORIA
Gli emblemi
Gli emblemi furono usati principalmente come simbolo delle divinità associate alle varie province. Tuttavia,
ogni provincia doveva sottostare all’ordine gerarchico divino comune a tutto l’Egitto. Per questo i caratteri,
soprattutto funerari, saranno sempre somiglianti.
Le cosmologie
Le cosmologie egiziani sono tre:
a) Creazione di Heliopolis (partendo dall’elemento liquido identificato con le piene del Nilo) :
Nun
(elemento liquido incontrollato -> caos; scompare dopo la creazione, sta ai margini del mondo
controllato minacciandone l’ordine; sorta di limbo:anime morti e bambini mai nati)
Sole (Ra o Atum)
(Nato sopra un tell e materializzato
sotto forma di pietra fitta, benben)
Tramite la sua masturbazione:
Shu (il secco) Tefnut (l’umida)
Nut (Cielo) Geb (Terra)
Iside Osiride Seth Nefti
(assassina Osiride;
Horo re dei morti)
8 Proprio grazie a questa Champollion riuscì a decifrare la lingua geroglifica.
9 Testa di mazza del Re Scorpione, Tavolozza di Narmer.
Qui gli uomini, nascono secondo l’episodio delle lacrime dell’Occhio di Ra (remut – remet).
b) Creazione di Hemopolis; Caos, quattro coppie di rane e serpenti (deporranno un uovo); Amon è il
dio principale.
c) Crazione mista; Ptah
Ra (dio Sole)
Geb (terra) -> Osiride
+
Maat
(elemento astratto, simbolo dell’equilibrio dell’universo)
III. IL PERIODO TINITA
I primi sovrani 10
Nella Pietra di Palermo si considera Aha come il primo sovrano, tuttavia egli può essere identificato con
Narmer. Ebbe un regno pacifico anche se iniziò una serie di guerre ed ebbe rapporti commerciali con Siria e
Palestina.
Ger è il successore. Attua spedizioni in Nubia, in Libia e nel Sinai. Costui il palazzo di Menfi. Si fece
seppellire ad Abido insieme alla sua corte (non in modo violento come si è pensato) e il suo regno fu
prospero. In quest’epoca s’inventa il calendario solare (dea Sothis -> Sirio con il quale si faceva iniziare
l’anno). Divisione in stagioni secondo le piene del Nilo nel calendario civile. Nei primi tempi probabilmente
era adottato il lunare.
La fine della dinastia
Den succede Uagi ed ha un regno prospero, in cui vengono arginati i poteri dei funzionari. Rivolse la propria
attenzione al Vicino Oriente e il Sinai. Fece il censimento del paese. Nella tomba ad Abido primo caso di
pavimento in pietra. Successe Agib, per il quale sono rinvenuti numerosi vasi della sua festa Sed. Il nome
regale è sotto il patrocinio di Horo e Seth (dei del Nord e del Sud che garantivano l’equilibrio cosmico e il
potere e la protezione del paese).
La II dinastia
Il potere si sposta verso Menfi e i primi tre sovrani della II dinastia si fanno seppellire a Saqqara.
Nineter è conosciuto soprattuto sia perché con lui e il suo predecessore si afferma il culto sol
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