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termine dello sviluppo del tumulo iniziale, sotto il quale veniva seppellito il defunto posizionato

solitamente sul fianco sinistro.

Elemento ricorrente è la stele, che ricordava il nome del defunto e sulla quale, successivamente, verrano

anche indicate le offerte all’interno della stessa mastaba. Questa costruzione venne successivamente fornita

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della falsaporta , ovvero la riproduzione in falsa prospettiva di una porta con una stuoia arrotolata sulla

cima, che pensava permettesse l’accesso all’energia del morto da parte del mondo umano.

Gli elementi indispensabili alla vita ultraterrena

L’uomo era, secondo gli Egiziani formato da: akh, ka e ba: il primo è l’elemento luminoso grazie al quale il

defunto può accedere alle stelle nel momento del passaggio all’Aldilà; il ka è la forza vitale per trionfare

sulla morte, che deve essere nutrita materialmente. Per questo nelle mastabe si costituì una galleria

sotterranea collegata ad una feritoia all’altezza del volto del defunto in maniera che potesse nutrirsi.

Il ba è una sorta di anima o alterego, che rimane indipendente dal corpo. Anche il nome è importante per

l’Egiziano che ogni qual volta viene nominato fa rivivere il defunto spiritualmente.

Le prime piramidi

Gioser, il percursore delle piramidi, inizialmente si fece costruire un sepolcro classico con ampliamenti in

gallerie che fungevano da magazzini. Il pozzo dell’infrastruttura veniva chiuso da granito dopo i funerali.

Altri pozzi furono scavati successivamente per permettere la sepoltura della famiglia reale e per nasconderli

si ampliò la struttura verso est. Fu proprio il desiderio di Gioser di rendere più visibile la sua tomba che fece

si che Imhotep aggiunse sovrastrutture fino a creare una piramide a sei gradoni.

Snefru, successivamente riprese i gradoni a Meidum ma la pianta della struttura era quadrata, come le

piramidi classiche della IV dinastia. I gradoni furono poi colmati con calcare, dando alla struttura l’aspetto

della vera e propria piramide. In una piramide a Dashur invece si modificò l’inclinazione anche se la

struttura continuava ad avere molte imprecisioni. Qui vi è una novità: il rivestimento a piani.

La piramide di Cheope (pag.151) era stata pensata con un corridoio inclinato che portava ad una stanza

sotterranea. L’idea fu abbandonata per una stanza nella sovrastruttura anch’essa abbandonata. La forma

finale è quella di una rampa ascendente che da prima accesso alla stanza della regina e poi alla stanza del re.

La piramide doveva stare sulla riva occidentale del Nilo, riservata al regno dei morti che il Sole toccava con i

suoi raggi al tramonto e si posizionava non troppo lontana né dal fiume né dalla città.

Il terreno veniva livellato, si posizionavano le pietre più massicce e grossolane e il calcare per il rivestimento

esterno.

Il trasporto delle pietre era fatto durante una piena del Nilo in modo da essere il più vicini possibile al luogo

di costruzione e anche per il fatto che in quel periodo dell’anno era disponibile la manodopera.

20 Forse si voleva rappresentare il tumulo sopra il quale per la prima volta appare il Dio Sole.

21 Solitamente comprende la “gola egizia”, fascia concava che corona porte e muri solitamente e che ricorda le foglie di palma, che

erano vegetali costituenti delle prime capanne primitive.

Per posizionare le pietre si usava una rampa stretta alla base e che andava crescendo in altezza e in larghezza.

Nessuna piramide raggiunse mai l’imponenza e la perfezione di quella di Cheope. Un’anomalia è costituita

da Shepseskaf, che si fece costruire un mastaba ritornado così alle tradizioni precedenti.

Il complesso funerario

Uno dei maggiori esempi di complesso funerario è quello di Gioser.

Si accede al complesso dall’angolo sud-est dall’unica porta delle quattordici praticabile. Si entra in un cortile

orientato a nord-sud. Da esso si accede al complesso dedicato alla festa Sed, formato a un tempio a T più una

corte fiancheggiata da cappelle che aveva un podio dove il sovrano poteva celebrare le varie tappe della

cerimonia.

Terminati i riti il sovrano si sedeva sul trono della “casa del nord” e poi su quello della “casa del sud” per

riceve l’omaggio dai due regni.

A Nord del complesso, un tempio funerario e un serdab dove era collocata la statua di Gioser con dei fori

sugli occhi per farlo assistere alla sua venerazione.

Il tempio in cui si deponeva il sarcofago al momento dei funerali era posto al confine delle terre coltivate ed

era un luogo di purificazione e della rinascita.

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Questo “tempio della valle” ha una rampa in salita che conduce al tempio del culto funerario , ultimo

contatto tra vivi e morti.

Vicino alla piramide si sviluppano della cavità atte a contenere i navigli in legno, che permettevano al

defunto di navigare nell’Aldilà con Ra.

Il tempio solare

Quelli che conosciamo sono situati ad Abusir e Abu Gurob e sono formati come i complessi piramidali. Dal

tempio della valle si accede tramite una rampa al tempio superiore dove vi è una corte, che funge da luogo di

celebrazione delle cerimonie all’aperto e luogo dei sacrifici animali. Nella corte sta il benben, obelisco che

doveva richiamare la pietra sulla quale si era incarnato il Sole.

I testi delle piramidi 6

Pianta interna di Unas. 1.Entrata 2.Vestibolo/corridoio 3.Lastre di granito 4.Anticamera 5.Sala del sarcofago 6.Serdab

(statue)

Esistono tre tipi di testi: I Testi delle Piramidi, i Testi dei Sarcofagi e i Libri dei Morti. Tutti costituiscono un

rituale che assicura al defunto l’esistenza tra i beati dopo il passaggio all’Aldilà. Descrivono l’ascesa del re,

il suo installarsi tra le stelle, la sua solarizzazione e il suo passaggio allo stato di Osiride. Inoltre i testi

fungono da purificazione e da aiuto al superamento degli ostacoli durante il suo cammino. Per raggiungere il

cielo il faraone ha bisogno di una sorta di rampa che è costituita dalla piramide. I testi descrivono non solo il

percorso nella tomba del faraone ma anche come il faraone abbandona il mondo infero, va nell’anticamera,

che rappresenta l’orizzonte e sale al cielo, raggiungendo la notte e le stelle e quindi anche l’immortalità.

22 Poteva essere decorata con scene quotidiane o funerarie.

23 Era formato da un vestibolo che dava accesso alla corte e insieme formava il tempio di culto vero e proprio e da un tempio interno

dove si depositavano le offerte.

Le tombe dei privati

Il re è responsabile dei suoi sudditi anche dopo la morte. Nel momento in cui essi assumono una qualche

importanza si cominciano a costruire anche le loro tombe, collocate in vere e proprie città dei morti, dove le

tombe che assomigliano a case sono ordinate in ordine di importanza man mano che ci si avvicina alla

piramide regale.

Riti e culto funerario

Il defunto veniva trasportato nella “casa della purificazione”, poi gli veniva tolto il cervello e gli veniva

inciso il fianco sinistro dal quale si estraevano le viscere, rompendo il diaframma e venivano sistemate in

vasi “canopi” una volta imbalsamate e bendate. Quando il corpo era svuotato veniva salato col natron nel

quale doveva rimanere circa 35 gg. Poi si riempiva il corpo con tamponi di resine e unguenti aromatici, per

assicurarne la conservazione e ridare al corpo la forma originale. Il corpo veniva pulito e purificato e veniva

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avvolto in bende . Il volto infine era ricoperto da una maschera e la mummia era posta nel sarcofago.

Dopodichè la stanza sotterranea e il pozzo venivano chiusi.

I temi decorativi

Il destino del comune mortale è quello di rimanere ad abitare nella tomba, sempre sotto la protezione del

proprio sovrano. Per questo motivo l’interno della tomba rappresenta un’immagine dell’universo ridotta alla

realtà terrestre.

Vi sono immagini di compianto sul cadavere, con le oche lamentatici. Poi il corpo viene portato nel luogo

dell’imbalsamazione sotto la protezione di Anubi e successivamente si sposta in barca verso il Delta (doveva

avveiene la celebrazione della passione di Osiride). Qui al defunto viene fatta un’offerta, di tipo

essenzialmente alimentare. Un secondo viaggio alla città santa di Buto e ad Heliopolis e infine il defunto

assiste alle sue cerimonie funebri che lo separano definitivamente dai vivi. Dopo ciò l’imbalsamatore

(rappresentante il mondo dei vivi) si contende il sarcofago con il sacerdote funerario (rappresentante il regno

dei morti). Un tekenu riporterà l’ordine assicurando il defunto al regno dei morti, lo trasporta verso

Occidente insieme ai vasi canopi. Una volta davanti all’ingresso della tomba, si svolge il banchetto funebre,

simbolo dell’offerta che sarà eternamente rinnovata. Una volta che la suppellettile viene portata nella camera

funeraria vi si introduce il defunto e una sua statua e qui la tomba viene sigillata, in modo da lasciarlo al

godimento eterno die propri beni. VI. LA LOTTA PER IL POTERE

La catastrofe

Il secolo e mezzo che separa l’Antico dal Medio Regno è chiamato “Primo Periodo Intermedio” e si

identifica la fine con Montuhotep II Nebhepetra, un principe tebano che riuscì a unificare i due regni. Non vi

è una vera rottura ma un’esigenza da parte delle autonomie locali di prendere in mano il potere; ciò fu forse

causato dall’esterno approfittando dell’indebolimento del regno.

La fine dell’Antico regno invece si deve far risalire probabilmente a Pepi II.

Un’altra difficoltà che aggravò il paese fu l’interruzione dei commerci con la Siria, la Palestina, Biblo, il

Mediterraneo e il Sinai. Questo accadde anche in Nubia.

Gli eredi

La VII e l’VIII dinastia sono documentate in modo altamente frammentario. L’unico sovrano certo dell’VIII

dinastia è Qakara Aba. La sua piramide è a Saqqara Sud. In questa dinastia il potere sfugge di mano ai re e si

limita alla zona di Menfi, poiché nel Delta vi erano invasori venuti dall’Est. In Alto Egitto si pongono le basi

24 Prima si avvolgeva ogni membro, dita, mani, fallo, piedi e poi tutto il corpo, ricoperto in precedenza da una stoffa che fungeva da

sudario.

per l’istituzione del nomos di Tebe, futura sede del Regno, mentre in Medio Egitto il tutto ruota attorno a

Herakleopolis.

Questa provincia traeva beneficio dagli scambi prodotti dalla colonizzazione della Nubia. Meribra Khety da

inizio alla IX dinastia di breve durata secondo Manetone.

Herokleopoliti e Tebani

Il fondatore della X dinastia è Neferkara. Il successore Nebkaura Khety ha contrasti con i vicini del Sud, che

dopo essersi alleati con il potere menfita in un primo tempo, ora cercano di affermare la loro autorità

rendendosi sempre più autonomi.

Vi fu lo scontro tra Herakleopolis e Tebe. I tebani erano affiancati dal nomos Coptos, mentre Herakleopolis

era affiancata da Hierakonopolis. Lo scontro avvenne nella Tebaide ed il risultato non ci è noto.

Il fondatore della dinastia texana, Antef I, si dichiarò comunque sovrano e signore del Sud. Il successore

Antef II riprese la lotta contro Herakleopolis. Qui i tebani cercarono di strappare il Medio Regno ai sovrani

del Nord. Vari nomos del Medio Regno si alleano con i tebani. Intanto a Herakleopolis Khety III cerca di

sistemare la situazione, mettendo a posto i canali d’irrigazione e rinforzando l’amministrazione.

Con Antef III il Sud è in mano a Tebe e si svolgono gli ultimi scontri che vedranno come esito la

riunificazione ad opera del figlio di Antef III, Montuhotep II, con il quale inizia il Medio Regno.

Saggezza e pessimismo

Il Primo Periodo Intermedio, al contrario di quel che si può pensare, fu un periodo di crescita intellettuale e

gli Egiziani, di fronte alla situazione drastica che si era venuta a creare cercarono di riorganizzare il loro

posto nell’universo.

Khety III scrive un Insegnamento per il figlio Merikara, nel quale gli suggerisce come esercitare la propria

carica, ammettendo i suoi errori e ponendoli davanti al figlio.

In un’altra opera si esalta la sorte dell’uomo nell’Aldilà, con un aneddoto riguardante un contadino, in cui si

mostra la giustizia del sovrano e la morale che sta nel giudizio delle colpe di ognuno nell’Aldilà.

L’individuo di fronte alla morte

Il defunto alla morte, deve essere giudicato da un tribunale presieduto da Osiride.

Mentre un sovrano ha diritto dopo la morte di stare al fianco di Ra poiché ha adempiuto alla sua missione in

terra, un uomo normale è valutato per la sua condotta. L’uomo che non ha fatto il proprio dovere è un

criminale. Per questo motivo nascono le autobiografie a carattere giustificativo, nelle quali si espongono le

opere del singolo.

Il defunto era quindi giudicato dagli dei, davanti ad una grande bilancia, accanto alla quale stanno Thot e un

animale fantastico, mezza leonessa e mezzo coccodrillo, la “Grande Divoratrice”. Se i due pesi nella bilancia

non sono allineati la “Grande Divoratrice” procederà sul malcapitato, altrimenti egli potrà essere ammesso

alla presenza di Osiride.

L’arte provinciale

Durante la scuola menfita i canoni rimangono gli stessi anche se si assiste ad una decadenza in accademismo

per far spazio alla spontaneità. E’ arduo l’approvvigionamento di materiali. Si ricorse dunque a forme d’arte

minore ed in particolare, alla decorazione degli ipogei. La letteratura ha già raggiunto qui il classicismo e

l’architettura rimarrà immutata per tutto il Medio Regno.

VII. IL MEDIO REGNO

I primi tempi della riunficazione

Montuhopet II, conquistò Assiut e determinò la caduta di Heraklepolis. Divenne quindi re dei due Egitti,

proclamando comunque la sua origine con la corona dell’Alto Egitto. Il processo di pacificazione,

comunque, durò diversi anni. Impose i controllori Tebani sia su Herakleopolis sia su Heliopolis e fece di

Tebe la nuova capitale.

Operò spedizioni contro i Libici e nel Sinai e tentò di ristabilire il controllo sulla Nubia, che per ora rimase

indipendente. Egli continuò i lavori di costruzione ad Elefantina, costruì ad Abido nel tempio di Osiride, a

Dendera e ad Elkab. Si fece costruire inoltre un anfiteatro a Deir el-Bahari. A Tebe, il suo complesso funebre

riprendeva la struttura di quelli dell’Antico Regno, ma la sepoltura non è più solo una piramide ma è

compresa nel complesso

Montuhotep III riprese i lavori di costruzione del padre ed edificò anche a Tebe. Eresse un sistema di

fortificazioni contro gli “Asiatici”, lavoro che poi sarà portato avanti per tutto il Medio Regno.

Al termine del regno succede Montuhotep IV, anche se Manetone definisce questo periodo come “sette anni

vuoti”. Egli comunque conquistò il porto di Mersa Ganasis, sul mar Rosso, luogo dal quale partiranno da

quel momento tutte le spedizioni per Punt.

Amenemhet I

Montuhotep IV è l’ultimo rappresentante della famiglia dei tebani, mentre Amenemhet I apre una nuova era:

la trasmissione avvenne però con qualche problema, soprattutto legato ad altri pretendenti il trono.

Costui è il primo sovrano della XII dinastia, anche se quello vero sarà considerato Sesostri in epoca

successiva. Torna alla teologia di Heliopolis, con la creazione di Amon Ra, sulla quale si baserà il potere dei

nuovi faraoni. Per far si che si accettasse questo nuovo cambiamento, il sovrano giustificò la sua ascesa al

potere mediante la letteratura narrativa. L’amministrazione accettò bene il cambiamento. Amenemhet I

intraprese una spedizione verso Elefantina e nello Uadi Tumilat dove fece erigere le famose “Mura del

Principe” che fungevano da confine. Edificò anche a Karnak, a Coptos, ad Abido, a Dendera e a Menfi. Si

fece costruire anche una piramide a Lisht, a sud di Menfi. Proprio a Lisht, nel Medio Regno, egli sposterà la

nuova capitale. Ricompensò i nomarci che avevano aiutato la sua ascesa, senza però dare loro troppa

autonomia.

Con Amenemhet I si ha una novità, ovvero l’associazione al trono del figlio, Sesostri, che funge da delfino e

comanda l’esercito. Le campagne si concentrarono in Nubia e ricominciarono i rapporti con Biblo e l’egeo.

Letteratura e politica

Amenemhet I venne assassinato e la difficoltosa ascesa al trono di Sesostri I è ampliamente descritta dalla

letteratura dell’epoca.

Un primo esempio riguarda Sinuhe, un funzionario di Sesostri che, al ritorno dalla campagna di Libia, venne

a conoscenza dell’assassinio del vecchio sovrano e per la paura si da alla fuga. Decide però di tornare in un

secondo momento e Sesostri lo accoglie. Si vuole perciò mostrare la fedeltà dei sudditi al faraone.

Sesostri I è mostrato come sovrano di un regno pacifico e come gran costruttore. Ristrutturò il tempio di

Atum Ra di Heliopolis, costruì la sua tomba a Lisht e in occasione del suo giubileo (la festa Sed dopo i 30

anni di regno) fece erigere all’interno di questo due obelischi.

Il mondo esterno

Sesostri I, sulle onde del padre, concluse la conquista della Bassa Nubia. Qui l’Egitto controllava Kush dalla

seconda alla terza cataratta. Il sovrano fece costruire sessanta sfingi con l’oro proveniente dal Coptos.

Al momento dell’ascesa del figlio, Amenehet II, il processo di conquista in Nubia si arrestò e alla fine del

suo regno organizzò una spedizione a Punt. Fece erigere la sua tomba a Dashur. Il suo regno fu pacifico

come quello del figlio Sesostri II. L’Egitto comincia ad aprirsi alle influenze orientali sia per l’arte che per la

cultura in generale. La stessa influenza fu data dagli Egiziani a Biblo, dove i capi si davano titoli

propriamente egizi e scrivevano in geroglifico.

L’apogeo del Medio Regno

Sesostri II attua l’importantissima opera della bonifica del Fayum, che tramite la costruzione di una diga e la

canalizzazione del territorio rese possibile lo sfruttamento di diversi terreni. Tuttavia, il termine di questo

progetto avvenne ad opera del successore, Amenehmet III, il quale tra l’altro spostò la necropoli reale, prima

sita a Dashur, a Illahun, dove costruì anche una serie di abitazioni per gli addetti ai lavori.

Sesostri III, dovette affrontare i problemi relativi al troppo potere dei signori locali, ponendo fine alla loro

autonomia. Ora l’Egitto dipendeva dal vizir, che esercitava la sua attività attraverso tre ministeri, in Alto e in

Basso Egitto e nella Bassa Nubia, diretti da funzionari che si affiancavano agli scrivi. Così i signori

perdettero il loro potere e si favorì la classe media. Sesostri III per contrastare l’infiltrazione dei Nubiani a

Nord fece ampliare il canale di Shellah per facilitare le navi ad Assuan. Attuò una spedizione contro Kush e

inoltre in Siria e Palestina. Sono state rivenuti figurine d’argilla che rappresentavano i nemici e che, al

momento della posa delle fondamenta di un edificio, venivano spezzate e seppellite per indicare lo

schiacciamento fisico del sovrano sui Nove Archi, ovvero le nazioni nemiche. Sesostri III inoltre, costruì dei

forti a Semma e si fece seppellire a Dashur, luogo preferito insieme a Lisht della XII dinastia e della XIII.

Proprio questo sarà il luogo di frontiera che rafforzerà Amenemhet III. Egli ebbe un regno veramente

prosperò. La pace regnava all’interno e all’estero, la Nubia era tenuta sotto controllo e la bonifica del Fayum

proseguiva, così come lo sfruttamento delle miniere del Sinai.

Amenemhet III fu quindi un grande costruttore che fece erigere le sue piramidi a Dashur e ad Hawara.

Il Fayum restò anche la preoccupazione principale del successore, Amenemhet IV, sotto il quale la

situazione ricominciò a peggiorare.

Qui, una crisi di successione, fece si che si attribuisse il potere alla prima faraona femmina, Nefrusobek, che

regnò solo tre anni ed inizia la XIII dinastia con Sekhemra-Khutaui, oppure anche, il “Secondo Periodo

Intermedio”.

Il classicismo

Il Medio Regno, che va dal “Primo Periodo Intermedio” alla XIII dinastia, è il periodo in cui la lingua e la

letteratura (soprattutto il romanzo e i racconti mitologici) raggiungono il loro massimo splendore.

Opera di tutti i generi vengono create: opere di innologia reale, racconti autobiografici e storici, epistolari,

testi amministrativi e, inoltre, la letteratura specialistica come i trattati di medicina, matematica e un primo

esemplare di Onomastica: una lista di parole degli ambiti semantici della società e dell’universo.

L’Antico Regno segna anche la statuaria reale, che si evolve maggiormente rispetto a quella privata, che

ricalca sostanzialmente i caratteri faraonici.

Lo stile tebano è inizialmente rozzo e migliorerà entrando in contatto con le scuole del Nord, anche se la

differenza tra le due scuole rimarrà notevole.

La scuola menfita segna invece un ritorno al passato raffigurando vecchi sovrani. Vi sono inoltre differenti

sculture che ritraggono il faraone sia nell’età giovane che avanzata ed inoltre lo si vede compiere azioni

quotidiane, cosa che da quindi più realismo.

Anche per l’arte il Medio Regno è considerato il periodo “classico”.

L’architettura rimane invece modesta. Questo periodo da un’idea di equilibrio quindi, che avvicina l’Egitto a

Maat (dio dell’equilibrio). VIII. L’INVASIONE

Il secondo periodo Intermedio

L’afflusso di manodopera asiatica determinò lo stanziamento, soprattutto al Nord, di queste popolazioni, che,

a poco a poco, cominciarono ad unirsi per occupare il territorio.

Anche questo non è un vero e proprio periodo storico e non ha inizio improvvisamente con la fine della XII

dinastia ma segnerà, nei suoi due secoli, il passaggio dal Medio al Nuovo Regno.

La XIII dinastia governa da sola il paese, poi i principi del Delta formano due dinastie in opposizione al

potere centrale chiamate Hyksos, che rimarranno in contrasto fino alla XVII dinastia, quando Ahmosis

caccerà dall’Egitto tutti i signori stranieri.

L’Egitto tuttavia manteneva un immagine di successo all’estero ed una stabilità interna.

La continuità

La dinastia XIII è sostanzialmente in continuità con la precendente.


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Egittologia sui seguenti argomenti: il ritratto della civiltà del Mediterraneo dalla preistoria all'era classica, a partire dalla realizzazione delle prime piramidi nella Valle dei Re fino alla fine dell'autonomia politica dell'Egitto, analisi delle disparate teorie che negli anni si sono susseguite sulla civiltà egizia, delle innovazioni e degli elementi di cultura materiale.


DETTAGLI
Esame: Egittologia
Corso di laurea: Corso di laurea in archeologia e cultura dell'oriente e dell'occidente
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Egittologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Sist Loredana.

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