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Educazione e sport

Affermare che lo sport è educativo è una affermazione generica, educativa, retorica e vuota.

  • Perché è vero che lo sport ha un enorme potenziale educativo, ma dipende sempre da quali condizioni si realizza e quale esperienza sportiva viene vissuta.
  • Mettere in movimento pensieri che spesso sono assiomi dati per veri, anche quando magari non lo sono, ma lo sono sempre stati.

Connessioni con autori

Dewey

  • Pone attenzione al nesso organico fra educazione e esperienza, sto imparando e apprendo se faccio esperienza di qualcosa. Esperienza che mi coinvolge nella globalità e questo ha grande potenziale nello sport poiché è un insieme di azioni.
  • Non tutte le esperienze sono educative, esistono anche quelle diseducative. Infatti, esistono apprendimenti che puntano molto su automatismi, legati all'idea di sapere come prodotto finito per capire la tecnica e non l'educazione al processo di apprendimento.
  • Si potrebbe partire dal processo di apprendimento che permette di mettere in atto il tutto per far sì che il soggetto sia attivo nel processo di apprendimento.

Esperienze diseducative

  • Esperienze non conformi alla realtà del soggetto, ma riferite al passato.
  • Esperienze che tolgono entusiasmo e voglia di conoscere. Ad esempio, il mondo dell'agonismo infantile, dove i bambini sono spinti per logiche non educative, cercando di dare il meglio di sé e trattati come adulti, creando ribrezzo per quello sport. Esperienze che disamorano.

Insegnante

  • Deve essere autorevole ma non autoritario.
  • Non deve imporre con la forza e coercizione poiché è un posizionamento che non facilita l'apprendimento. Deve essere autorevole, prendendo fiducia e attenzione degli allievi senza forzare la mano.
  • Deve essere in grado di essere riconosciuto pur stando a lato.

Esperienze educative

  • Continuità dell'esperienza con quelle precedenti.
  • Consapevolezza del contesto fisico e sociale.
  • Comprendere l'apprendimento in situazione.
  • La capacità dell’educatore di affacciarsi nel qui e ora.
  • Il corpo è un grande maestro in questo. La dimensione fisica non è mai assodata che do per scontato, ma anche livelli di coordinazione e agilità sono aspetti che devono essere allenati.
  • Il corpo ci insegna a stare nel qui e ora e lavorare a una tecnica sportiva partendo dalla condizione psicofisica in cui mi trovo oggi. Questo stare in situazione è qualità fondamentale per ogni insegnante, ma è già allenata dalle pratiche corporee.
  • Essere in interazione con la società significa adattarsi al contesto e al gruppo che è la situazione.

Apprendimento collaterale secondo Dewey

  • Ogni esperienza può essere fonte duratura piacevole o di repulsione. Ciò che è più importante da acquisire è il desiderio di apprendere.
  • L'apprendimento collaterale è fondamentale al di là del piacere o meno del gioco sportivo.
  • Bisogna tenere conto dei "deo-apprendimenti", cioè di quelli non intenzionali che si creano con la situazione. Ad esempio, che esperienza è quella di un bambino in una squadra di calcio?

Montessori

  • Per educazione parla di adulto che arretra e sta indietro, un concetto di grande valore, stare a osservare senza invadere il campo. Mi interessa il processo con cui i ragazzi arrivano a quella tecnica, quindi aiuto i ragazzi a fare da sé, mettendo materiale e osservando i processi.
  • Posizione tutt’altro che passiva, devo avere pensiero strategico per far imparare nuove cose. In base a quello che vedo e ai bisogni che emergono, provo ad assecondare, seguire e usare competenze a loro servizio per un processo autonomo di apprendimento, arrivando a educare alla libertà e indipendenza.
  • Libertà non è spontaneismo, ma automotivazione, cioè ciò che motiva all’azione è legato all’interesse. Come adulto devo saper leggere la situazione e il contesto per poter agire di conseguenza.

Freinet

  • Dare compiti che abbiano senso, recuperare il gusto della scuola.
  • Chi apprende sente che il contenuto ha significato e un senso.
  • Importanza del gioco poiché ha direzione, senso e intenzionalità che il bambino fa sua, andando oltre il tecnicismo del gesto e entrando nella logica di tecnicismo e contesto.
  • Ciò è legato all'ambiente outdoor proponendo attività all'aria aperta con interazione con l'ambiente, avendo capacità motorie che metto in atto in altri ambiti.
  • Il tema del pensare: dare valore al pensiero attraverso il testo scritto.
  • La parola viene dopo la dimensione corporea, che è asciutta e densa di significato, diversa da quella che c’è prima dell’esperienza. L'allenatore coglie dal gruppo elementi importanti e preziosi per fare lavoro.

Lorenzoni

  • Potenziare il dialogo richiede ascolto. Capacità di stare in ascolto.
  • L'educatore deve osservare e stare in ascolto anche corporeo, utilizzando tutti i sensi per ascoltare in modo fine la situazione. Questo ascolto è il primo passo per incontrare il bambino.
  • Reciprocità verso l’altro. Per poter andare avanti ci deve essere un passo indietro. Cambiamento importante per educatori e nel gruppo per guidare ciò che sta accadendo.
  • Importanza dello spazio e della natura nell'outdoor education.

Manzi

  • Autorevolezza: i ragazzi mettono alla prova e la sfida avviene con qualsiasi gruppo con cui si ha a che fare. Mettersi alla prova per vedere se si possono fidare di noi. Occasione per l'educatore di far emergere la propria filosofia e stile educativo e per conquistare fiducia.
  • Questione della valutazione: che sia rispettosa della persona senza etichettare. Senza chiudere il soggetto in una categoria. Elementi che possono cambiare nel corso del tempo. La valutazione serve a dare feedback per la progressione e quindi miglioramento. Valutare la performance non solo in ambito spazio-tempo ma in altri modi.
  • Educazione degli adulti: life long learning con apprendimento durante tutte le fasi della vita. Non è mai troppo tardi per imparare.
  • Il mondo dello sport: analfabetismo corporeo che lo sportivo incontra. Ri-alfabetizzare anche in età adulta che si perde.

Principio del corso

  • Connessioni intuitive su cui riflettere e formare un'idea di educazione su cui riflettere.
  • Il valore positivo o negativo di una pratica sportiva dipende dal contesto di senso e dall’elaborazione personale di significato che l’accompagnano.
  • Quello che conta, insomma, non sono le dimensioni esteriori, ma la qualità profonda dell’esperienza, lo stile complessivo, la coerenza tra le intenzioni e le azioni, il senso globale delle iniziative e il livello di relazione dell’organizzazione.
  • In ogni tipo di sport, dunque, c’è la possibilità di valore così come il rischio di decadenza e di depotenziamento.
  • La coerenza è fondamentale, i bambini e i ragazzi sentono fortissimo se un adulto è coerente con quello che dice. Il dire e il fare sullo stesso piano, ciò determina un patto di fiducia. Riconoscere il grande potenziale.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marti20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e applicata alle scienze motorie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Ferri Nicoletta.
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