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Educazione degli adulti

Che cos'è l'EdA?

A livello intuitivo-empirico, essa viene intesa come prassi: tutto ciò che l’individuo adulto fa, riceve, subisce e sperimenta in modo tale da imparare qualcosa (l’educazione in età adulta).

A livello razionale-politico, essa viene intesa come teoria che organizza la prassi e la indirizza verso vari e precisi obiettivi. Gli scopi sono generalmente contingenti all’ambiente in cui gli adulti vivono e alle necessità politiche ed economiche che lo caratterizzano (l'educazione per gli adulti).

A livello scientifico, è intesa come scienza, incontro tra teoria e prassi, che fa riferimento a un particolare momento dello sviluppo ma si rifà all’educazione in generale come disciplina scientifica e permanente. A questo livello nascono due modi di intendere l’educazione in contrasto fra loro: come scienza autonoma, come pista di ricerca circa il processo dell’educazione.

Tutti e tre questi livelli si comprendono e cooperano; è per questo che esistono le ambiguità. Si parla di polisemia perché non c’è una definizione univoca di EdA. È inevitabile quindi che sorga confusione dovuta alla pluralità di significati collegati allo stesso termine.

Contributo di Duccio Demetrio

Duccio Demetrio fu uno degli autori più importanti che si occupò di EdA. Cercò di capire in che rapporto stesse l’EdA con l’educazione in generale. Si accorse che sino agli anni ’80 c’erano tre modi di occuparsene:

  1. C’era chi cercava di avvalorare le proprie tesi (che l’adulto avesse bisogno di educazione) rimarcando la diversità di questo ambito di studi rispetto a ciò che già esisteva.
  2. C’era chi insisteva sul fatto che l’EdA fosse un’emergenza. Necessità di rispondere ai nuovi bisogni urgenti degli adulti: stare al passo coi tempi, rafforzare le proprie capacità, essere alfabetizzati.
  3. C’era chi pensava di poter prestabilire una corrispondenza causa-effetto tra educazione-responsabilizzazione politica; «se vogliamo adulti presenti ed attivi dobbiamo educarli!».

Demetrio però osservava che dando così grande ‘stacco’ all’EdA rispetto a ‘tutto il resto’, trattandola come una disciplina a parte, annullava il rapporto scientifico indispensabile tra generale e particolare. Relegando i discorsi sugli adulti e sulla loro educabilità a un mondo a parte rispetto a quello del più generale dibattito scientifico sull’educazione.

Evoluzione accademica dell'EdA

Soltanto negli anni ’90 in ambito universitario ci fu il grande cambiamento: il Corso di laurea in Pedagogia mutò in Corso di laurea in Scienze dell’Educazione. Nuova nominazione che serviva a:

  • Sottolineare l’ambito e la serietà della laurea in ambito scientifico, composta da più discipline riguardanti il generale settore dell’educazione.
  • Superare il riduttivismo della parola Pedagogia (fanciullo).
  • Volontà di esplicitare l’approccio scientifico e l’oggetto di studio generale: l’educazione.

Origini e sviluppo delle idee sull'EdA

Sin dal 400 a.C. erano state elaborate idee circa l’EdA (ma i contesti storici non erano sufficientemente maturi per il loro sviluppo ed applicazione). Alcuni esempi di voci paradigmatiche da cui hanno avuto origine le idee che ci hanno portato sino all’EdA di oggi: Platone, Comenio, Locke, Rousseau, Grundtvig, Dewey, Lindemann, Knowles.

Questo escursus storico serve a comprendere come sono nate e si sono evolute le idee sull’EdA nel tempo; anche attraverso i grandi cambiamenti quali la Rivoluzione Francese e quella Industriale, sino ad approdare all’origine danese dell’EdA e al suo ‘capostipite’ simbolico Grundtvig (1783-1872). La sua attività di pensiero ha inizio sin dall’Ottocento; egli teorizzò un’educazione fine a se stessa, finalizzata all’acquisizione degli strumenti necessari per valorizzare la qualità della propria vita e del proprio tempo.

Aveva orizzonti molto ampi ed una personalità eclettica: si occupò di molti ambiti d’interesse, fu riformatore religioso, letterato, storico, pedagogista, viaggiò molto per conoscere altre realtà diverse da quella danese e apportarvi novità e modifiche proficue per l’educazione che vedeva come processo di risveglio della personalità e di sviluppo della responsabilità (tratti caratterizzanti dell’adulto).

Si adoperò per la creazione di una Scuola Popolare Nazionale aperta a tutti gli adulti e a tutte le classi sociali. Più tardi iniziò ad ipotizzare una Grande Università Scandinava Universale in cui riunire vari popoli. Grande esaltatore della cultura danese, diede il via alla nascita di numerose associazioni volte a risvegliare il sentimento nazionale attraverso canti e conferenze.

La sua idea di educazione si concretizza nell’idea di ‘Scuola per la vita’ senza esami e senza preparazione professionale, ma che vuole solo risvegliare e alimentare l’amore per la patria, guidare i giovani verso una cultura che porti la ricompensa in sé medesima: l’unica ricompensa sta nel miglioramento personale. La predominante funzione sociale è permettere al giovane adulto di inserirsi come responsabile protagonista all’interno della comunità (G. propone un patriottismo verso l’interno!).

EdA in Inghilterra e USA

In Inghilterra, protagonista della nascita dell’EdA fu Albert Mansbridge (1876-1952) che nel 1903 fondò la Worker’s Educational Association (WEA) ad oggi ancora attiva. Come istituto parauniversitario, essa offriva formazione e conoscenza ai lavoratori che, volontariamente, dopo le ore di lavoro si dirigevano in povere stanze affittate in quartieri periferici per avere risposte circa le loro necessità e dubbi quotidiani di qualsiasi tipo.

La WEA venne fondata con scopo di diventare un movimento di autoeducazione popolare, realizzando un solido collegamento tra Scienza e Forze del Lavoro, quindi tra cooperative ed Università, e Sindacati. Presto la WEA venne riconosciuta dalla maggior parte delle università inglesi e creò un sistema di tutorato ed una biblioteca per i lavoratori. Nacquero delle filiali in Australia, Nuova Zelanda e Canada, e la WEA si declinò in altri gruppi e corsi di EdA tra cui il ‘British Institute of Adult Education’.

L’Obiettivo fondamentale della WEA e quindi il concetto di educazione secondo Mansbridge è la realizzazione di una stretta interazione tra dimensione individuale e sociale, il cui sviluppo di entrambe è correlato, dipendente, l’uno la concausa dell’altro: sviluppo individuale comporta inevitabilmente lo sviluppo sociale.

Negli USA, alla fine dell’Ottocento, i grandi problemi da fronteggiare erano il melting-pot (= crogiolo di etnie, culture e credenze fortemente diversificate), la rapida crescita urbana e l’impiego negativo del tempo libero. In questo contesto l’EdA emerge come alfabetizzazione primaria degli adulti, adattamento degli adulti immigrati alla lingua ed alla cultura, e creazione di iniziative, circoli ed attività culturali che incoraggiassero ed invitassero ad una corretta fruizione del tempo libero e facessero da contraltare al gioco d’azzardo ed alla delinquenza.

In questo contesto Jane Addams creò la Hull House a Chicago nel 1889 che ospitava intellettuali e offriva servizi concreti d’aiuto per la popolazione e competenze per affrontare le più variegate situazioni.

Nel frattempo John Dewey (1859-1952) afferma che l’educazione è un processo che non conosce conclusioni ma solo momenti significativi apparentemente conclusivi da vedere come punti di partenza per ulteriori approfondimenti. Essa dura per tutta la vita (se non è permanente non è educazione) e le sue fasi costitutive sono: curiosità, immaginazione, senso critico, apertura ai problemi e sforzo di risoluzione.

Egli concepisce i concetti di Educazione, Scienza (la scienza si caratterizza in quanto tale per non avere mai termine) e Democrazia (è lo stile di vita in cui ognuno è in grado di dare il meglio di sé) come un tutt’uno perché ognuno di essi contribuisce a dare significato agli altri.

Eduard Christian Lindeman

Eduard Christian Lindeman (1885-1953), vive in contemporanea a Dewey, nello stesso territorio e furono amici e collaboratori; Lind. però si differenzia da lui perché si concentra sull’Educazione Permanente degli Adulti! Autore di ‘The meaning of adult education’, il trattato fondante dell’EdA.

Biografia

Secondo la prima biografia redatta dal genero Gessner nel 1956, Lind. sarebbe l’ultimo di 10 figli, nato a St. Claire in Michigan da una nobildonna ed un povero pastore di origine danese. In seguito al loro matrimonio la famiglia di lei la ripudiò e decisero insieme di partire per il Nuovo Mondo. La vita presso la fattoria di St.Claire fu molto difficoltosa e le cose si aggravarono quando, Lind. a solo nove anni, perse la figura del padre, l’anno successivo la madre, e poco tempo dopo un fratello e tre sorelle (nel trattato Lind. riferisce che dall’età di 9 anni iniziò a dover provvedere autonomamente a se stesso).

La sua formazione si limitava ai dogmi ortodossi della scuola parrocchiale, lavorò prima in un cantiere navale dove conobbe la realtà operaia in rivendicazione, poi nel 1907 in una fattoria dove il suo datore di lavoro riconoscendo le sue capacità intellettuali lo iscrisse al College d’agraria. I primi risultati furono sconfortanti a causa della vita tortuosa e priva d’istruzione alle sue spalle. Cercò di recuperare da solo le sue lacune e riuscì a diplomarsi. Lo stesso anno conobbe Charlott Taft, sua futura moglie. Divenne editor del giornale di studi agricoli, entrò a far parte dello staff del college d’agraria in cui aveva studiato ed iniziò ad insegnare. Si trasferì a Chicago dove divenne professore e tenne Conferenze in diverse città. Si trasferì nel North Carolina e compì una serie di viaggi in Danimarca. Nel 1924 si trasferì con la famiglia in Europa, prima in Italia poi in Inghilterra e a Ginevra. Tornato negli USA nel 1926 iniziò a scrivere ‘The Meaning...’, assunse cariche direttive e ricevette molte lauree ad honorem. Anche dopo la pensione continuò a scrivere e tenere conferenze, sino alla morte avvenuta il 13 aprile 1953 a NY.

La seconda biografia fu scritta da una studentessa per la sua tesi di dottorato. In essa si ripropongono le medesime informazioni della prima biografia.

La terza biografia fu scritta dalla figlia di Lind; Elizabeth, che esordisce dicendo che il padre non aveva mai parlato né della sua infanzia né dei suoi genitori. Dopodiché disvela alcune sorprendenti scoperte. Disse di essersi recata a St.Claire per consultare i documenti ed i registri degli archivi cittadini. Scoprì che i genitori di Lind. non provenivano dalla Danimarca ma dalla Baviera, in Germania. Non c’erano prove poi, né che la madre venisse da una famiglia nobile, né che il padre fosse un pastore. Inoltre i documenti non dicevano nulla nemmeno sui fratelli maggiori di Lind. morti a causa di incidenti. Inoltre Lind. non rimase orfano a 9 anni ma quando ne aveva 17. Infine Elizabeth scoprì che sul certificato di nascita di Lind. il nome era Edward Lindemann, con la doppia n finale proprio come secondo le regole di ortografia tedesca, così come i nomi di tutti i fratelli e dei genitori.

Motivi del cambiamento di nome

Perché cambiò il suo nome? E perché si spacciò per danese?

Si trattò della volontà di Lind. di negare la realtà poco promettente dei suoi primi anni di vita, per crearsi una nuova storia personale che attribuisse alla propria esistenza maggiore coerenza, significato e continuità. Per questo cambiò in suo nome in uno che gli avrebbe dato l’origine danese di cui sarebbe stato tanto orgoglioso (Grundtvig, danese, fondatore EdA). La bugia poi, circa l’età in cui rimase orfano sarebbe imputabile alla volontà di sottolineare la sua entrata nel mondo adulto ancor prima dell’ingresso nella scuola; un’inversione delle tappe canoniche.

The meaning of adult education

In un articolo precedente al suo libro, Lind. affronta le questioni che più gli stanno a cuore per evidenziare il ripensamento globale dell’educazione che l’attenzione verso gli adulti può innescare. Egli afferma innanzitutto che bisogna tener presente che l’EdA si differenzia da altre forme di educazione in tre elementi: lo scopo (dare significato alla vita nella sua interezza), il metodo (si fonda e parte da esperienze personali), l’insegnante (deve svolgere la funzione di guida e di stimolo, NON d’imposizione).

Poi sottolinea che l’EdA può fare molto per il sistema educativo americano, e che solo dopo aver riconosciuto che l’educazione è un processo continuo che dura per tutta la vita potremo dirci davvero vicini alla maturità. Bisogna pertanto, smettere di considerare l’educazione solo come un processo d’istruzione-acculturazione che si svolge nei luoghi istituzionali, e di considerare l’adulto come colui che ha terminato la sua crescita.

I tre pilastri su cui si regge il concetto di EdA sono:

  1. Essendo l’educazione un processo permanente i cui estremi coincidono con la nascita e la morte, essa si basa su ideali NON professionalizzanti, poiché il suo scopo è dare significato alla vita nella sua interezza. Essa non può quindi esaurirsi in obiettivi circoscritti. Essa è apertura, inclusione, integrazione. (critica al sistema educ. Americano)
  2. L’educazione è un processo tendente all’eudaimonia, alla fioritura umana che coincide con la coltivazione della razionalità per mezzo dell’intelligenza. (educazione come piacevole fatica di autocostruzione)
  3. L’educazione è vita, processualità, divenire di significati nel rapporto con gli altri, con le cose, con le situazioni. (educazione come circolo virtuoso)

A Lind. non interessava fondare una disciplina dell’EdA ma liberare, affrancare l’educazione da sistemi dottrinali limitanti e renderla ‘cosa viva fra i viventi’. Considerava il sistema accademico della pedagogia un insieme rigido e stantio di regole e precetti dipendente da un altrettanto rigido sistema politico-sociale. Perciò esso andava revisionato e rimodernato con l’introduzione di nuovi criteri, metodi e linguaggi. La pedagogia rimodernata doveva avere come riferimento un’educazione continua, finalizzata al cambiamento sulla base degli ideali dell’equità, della condivisione e della partecipazione sociale di TUTTI gli individui!

L’Opera si apre con una Prefazione che avverte sul principio metodologico utilizzato per la scrittura: viene utilizzato il principio dell’inclusione e dell’integrazione tra punti di vista diversi in ambito pedagogico, psicologico e filosofico e tra approcci e fonti diverse. È un chiaro invito all’apertura ed alla creatività di pensiero!

Alla fine del libro l’argomento del principio metodologico viene ripreso e Lind. parla di tutti quei mezzi, strategie e modalità che non possono mancare laddove s’intende perseguire un’ideale genuinamente educativo. E ribadisce che la vera educazione è da ricercarsi nella qualità degli apprendimenti, nelle capacità e nelle abilità realmente acquisite dagli individui, e non in etichette formali quali lauree e diplomi, infatti: «persino i più informati restano ignoranti se la conoscenza non è ingrediente attivo della loro vita».

Parafrasi di The meaning of adult education

L’opera inizia con un breve cenno biografico sino al viaggio che compì nel 1920 in Danimarca, lo stato a cui attribuisce le sue origini. Dice di esser rimasto estasiato dalla cultura danese: vi era un fermento educativo pari a nessun altro popolo del mondo, avevano posto le fondamenta di un sistema educativo che si estendeva per tutta la vita. Il modello danese è il modello di paragone per valutare la propria situazione personale e l’ideale a cui ispirarsi, in quanto rappresenta una realtà in cui le istanze politiche non prevaricano la ragione ma si armonizzano con essa, una comunità che ha affidato all’educazione il compito di rendere la vita più interessante.

L’invito di Lind. è di liberarsi dell’idea di educazione come momento di preparazione alla vita, questa è solo un’illusione in quanto non è possibile prepararsi a qualcosa di ignoto ed in continuo divenire come il dipanarsi dell’esistenza umana. Ciò che dobbiamo fare è estendere l’educazione a tutta la vita; essa si rivolge a tutti senza distinzione di classe e di età, deve essere scelta nel tempo libero, deve procedere non per contenuti organizzati rigidamente in materie ma a partire dalle situazioni reali in cui il pensare ed il fare divengono un tutt’uno ed ogni spunto di conoscenza deriva da esperienze, eventi e situazioni reali.

Ma potrebbe l’educazione fare lo stesso per noi (americani)? Non ci sono i presupposti in USA vista la vasta superficie e popolazione, una cultura omogenea e un metodo di misurazione dei risultati su base quantitativa ed antitetico all’intelligenza. Il pericolo che l’EdA deve affrontare è di essere americanizzata ancora prima di essere compresa; per questo la scelta del titolo «The meaning» perché scopriremo i nostri significati solo dopo aver preso parte al processo di EdA. Lind. conclude la prefazione chiarendo che la sua Opera ha l’obiettivo NON di spiegare e convincere ma di mettere in dubbio e stimolare quindi la fruizione critica.

Concetti ulteriori

L’educazione, concepita dalle vecchie generazioni come un processo di preparazione alla vita e come qualcosa da subire solo perché conduce ad un obiettivo desiderabile, viene trasmessa allo stesso modo alle nuove generazioni. I giovani quindi finiscono per adeguarsi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinameneghini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Educazione degli adulti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Marescotti Elena.
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