Capitolo 1
L'educazione e la formazione degli adulti: leva per trasformare l'organizzazione
L'educazione e formazione si avvale di saperi che vanno oltre, è un rapporto di intra-disciplinare e tran-disciplinare. La pedagogia è intesa come scienze della formazione e dell'educazione e prevede una conoscenza dei saperi che incidono sulla formazione umana. Sia la conoscenza che la formazione sono molto vicini tra loro e si affermano attraverso tre passaggi:
- L'empirico
- La doxa (l’opinione personale del mondo circostante)
- L'episteme, cioè la conoscenza che si contrappone alla conoscenza empirica.
L'educazione permanente che è parte dell'educazione degli adulti non si ha solo nei primi mesi di vita ma si ha necessità di apprendere durante l'intero arco della vita. L'educazione degli adulti è l'insieme di regole e delle esigenze educative del sapere, del saper essere e del saper fare. È comunque necessario servizi di alcune importanti nozioni come condizionamento, legami, vincoli, derivati dal termine latino concertare insieme convenire – come evocare un accordo un patto.
L'educazione degli adulti e quella permanente sono intese come strumenti di inserimento e di adattamento sociale. Per capire meglio l'educazione degli adulti occorre chiamare in causa gli adulti. L’adulto è inteso come colui che ha passato una fase di crescita e che ha raggiunto una compiutezza morfologica e funzionale. Non esiste un momento in cui l’uomo smette di crescere ed imparare.
Modelli di apprendimento
- Modalità trasmissive con trasmissione dei sapere a carattere mnemonico
- Modalità autoriflessive (in cui il soggetto riflette su se stesso a carattere introspettivo)
- Modalità pratiche, i saperi da acquisire implicano di risolvere problemi materiali e tecnici
- Modalità virtuali, creazione di atti creativi con carattere progettuale e immaginativo
Molto importante è nell'apprendimento la leva motivazionale, essa ha un ruolo importante. Le motivazioni sono:
- Intrinseche: è la motivazione che viene dal profondo
- Estrinseche: da fattori esterni (retribuzioni e compensi)
Importante la teoria di Maslow con la gerarchia dei Bisogni. Teoria dell'apprendimento insegnato che evidenzia 3 stili di insegnamento e metodo di insegnamento.
Per stili si intende i modi con cui si crea l'atmosfera:
- Stile didattico: insegnamento di tipo tradizionale, il docente ha la funzione predominante
- Stile socratico: valorizza il rapporto dialettico tra docente e discente, ma il docente rimane dominante
- Stile facilitazione: valorizza la funzione attiva del discente.
Per metodi si intende il modo, la procedura attraverso la quale si raggiungono gli obiettivi per l'apprendimento:
- Metodo teacher center, il mentoring o discussione guidata
- Metodo learner centred (individuale) o di gruppo (brainstorming, focus group, etc.)
La condivisione e la negoziazione come strumenti di gestione organizzativa
Nell'apprendimento insegnato si deve partire dal presupposto che ci sia una condivisione ed una negoziazione del contenuto didattico. L'insegnamento non va visto come un prodotto di risultati dell'apprendimento ma le situazioni in cui l’apprendimento si può produrre. Non è il semplice rapporto insegnante-discente ma intende una serie di attività, strategie, metodi e verifiche con valutazioni dei processi, etc. Tale intenzionalità dovrebbe essere condivisa e negoziata tra soggetti. I soggetti sono scambievolmente insegnanti e, vista e considerata l'età, ci deve essere una certa flessibilità: occorre necessariamente garantire la responsabilità la negoziazione in life long learning. Occorre la massima flessibilità garantendo la maggior attenzione all'individuo e meno barriere.
Secondo il modello Knowles, modello andragogico, per apprendere l'adulto deve sentire il bisogno di conoscere. Deve essere posto in una situazione di autonomia. Importante come ruolo è l'esperienza nell’adulto; le motivazioni sono più forti quelle intrinseche (legate dal desiderio di apprendere e conoscere), autostima, qualità del lavoro, etc.
Occorre per cui formare un buon clima di lavoro sia dal punto organizzativo che dal punto delle risorse. Le competenze e le conoscenze vanno valorizzate. Occorre progettare, occorre partire dalle esperienze, dal bagaglio di esperienze per cui riassumendo gli elementi per un progetto sono:
- Clima positivo
- Progettazione comune e condivisa
- Diagnosi dei bisogni
- Formulazione obiettivi
- Attività tecniche
- Valutazione
Modello di Jarvis:
- L'apprendimento inizia sempre da una situazione di vita
- L'apprendimento non avviene in aula ma in spazi sociali con le interazioni
- L'apprendimento è fondato sull'esperienza
- È la trasformazione dell'esperienza in conoscenza, Experiential Learning.
Ha un carattere proattivo. Si possono riconoscere una pluralità di apprendimenti:
- Non apprendimento: rifiuto delle posizioni altrui
- Apprendimento non riflessivo con memorizzazioni di sequenze preconsce
- Riflessivo: apprendimento sperimentale e attraverso skill e competenze
Quest'ultimo è la forma più alta e sofisticata. Mentre l'educazione permanente è quella che valorizza tutte le risorse individuali intellettuali e psicofisiche della dignità e del benessere, l'educazione degli adulti cerca le indicazioni per raggiungere al meglio gli obiettivi della prima. Importante è il fattore motivazionale che sollecita l'uomo al miglioramento ed al perfezionamento.
L'educazione degli adulti è una fase di riorganizzazione profonda e sta diventando la prospettiva strategica dell'Unione Europea. Educazione degli adulti è un filo rosso per la modalità di gestione delle risorse umane (RU), indica il percorso esistenziale degli adulti sottolineando la soggettività.
Dewey diede un supporto alla riorganizzazione della pubblica amministrazione (PA) con la pedagogia sociale: l'uomo è un essere sociale, la cultura e l'apprendimento hanno sede nella mente dell'individuo. L'apprendimento avviene in sede formali ed informali nella vita in contesti sociali; importante nella pedagogia sociale è l'importanza delle relazioni. Con la strategia a rete si intende un benessere collettivo e non individuale, il modello in cui si lavora è il modello della collettività. In una community care in cui vengono fissate le buone pratiche, i modelli di eccellenza ed in essa modello della comunità, occorre centrare 5 obiettivi:
- Sfruttare l'aiuto tramite rete aziendale
- Collegare i collaboratori in rete tra loro
- Ricercare e sfruttare le rete di aiuto naturale tra essi
- Occorre però stipulare degli accordi di programma con cui si stanziano gli obiettivi, gli ambiti di competenza
- In essi vengono indicati figure professionali, modalità di partecipazione, modalità di organizzazione, gestione e partecipazione ai corsi di aggiornamento
La programmazione delle attività formative rivolte ad adulti
Di fronte al cambiamento continuo si è sentito la necessità prima di affrontare l'educazione degli adulti per mezzo di opportuna e congrua formazione un'analisi dei bisogni formativi e delle esigenze personali e dei ruoli istituzionali. È necessario che un progetto formativo veda ed abbia come obiettivo l'analisi degli obiettivi della comunità dei soggetti sociali e dei bisogni dei singoli legati tra essi. Alcuni esempi:
- Bisogno di azioni collettive, etc. di aggregazione
- Bisogno di comunicazione di scambio
- Organizzazioni di eventi ed incontri
Importante è la centralità delle RU che va valutata per mezzo delle performance.
In essa si evidenziano 4 elementi:
- Competenze che non sono un dono di natura ma si acquisiscono
- La relazione tra RU e competenze
- Erogazione della prestazione: le potenzialità devono tradursi in azione
- Valorizzazione delle prestazioni; la novità degli ultimi anni è che non c'è sfruttamento delle risorse ma un uso intelligente delle risorse.
La sfida delle scienze è quella di liberare il potenziale, occorre capire il potenziale valorizzarlo e motivandolo.
Sistema di valutazione
Solo il sistema valutativo considerato nel pubblico potrà (come premiazione incentivazione del personale) far fare il salto di qualità. Lo strumento di valutazione dovrà essere posto in stretto contatto con il mondo delle RU con l'opportunità di fare motivazione e generare coinvolgimento, non visto come un sistema di controllo un sistema dinamico e non statico. Nella PA c'è una scarsa carenza di programmazione, strategie, obiettivi per cui meno carriera e meno erogazione di servizi. Oggi i sistemi di valutazione sono avulsi dai risultati dagli output. Ciò tende a rendere tutto una norma omogenea quindi occorre una valutazione per obiettivi, occorre ripensare la valutazione in base alle politiche dello sviluppo del personale con valutazione del potenziale, che deve tradurre l'amministrazione del personale a favore delle gestione delle risorse umane che significa una politica di empowerment.
Capitolo 2
La formazione nella PA
Ultimamente è entrato nel sistema formativo che è nelle aziende nella cultura di ogni giorno un nuovo metodo formativo che non è quello di insegnare, non è didattico oggi il sapere è sapere, saper essere e saper fare trasversalmente taglia 3 ambiti cognitivi, emotivo, pratico. Si moltiplicano i luoghi di insegnamento e apprendimento in una maieutica collettiva; occorre necessariamente visto il cambiamento costante e veloce cambiare e saper essere adattivo e poliedrico soprattutto nella PA che si relazioni con varie enti e realtà con esigenze e domande sempre più diverse e diversificate e più esigenti. Sono tre le grandi categorie della PA:
- Funzione sociale per assistenza, scuola
- Assistenza finanziaria e di ordine pubblico
- Funzione economiche
Occorre sottolineare due importante esigenze: lo snellimento delle attività e la razionalizzazione delle capacità organizzative e di gestione. Occorre che venga fatto un paragone con il privato con il sistema di management aziendale con strategie dove si lavora per obiettivi e per strategie aziendali dove si lavora all'unisono in modo corale senza, in essa troviamo due promozioni condizionali (regole e norme) rigidi e sequenziali e di scopo con provvedimenti che intendono una certa libertà ed autonomia. Occorre fare una razionalizzazione dei programmi condizionali ed uno forte snellimento di quelli di scopo. Anche con servizi in outsourcing.
Mutamenti socio-culturali e adeguamento della PA
Il rapido mutamento del post-industriale ha portato all'obsolescenza del sapere statico e non dinamico tradizionale delle competenze e dei saperi. Ultimamente si creano anche spazi per il benessere del personale, per motivare, per formare in life long learning, momenti nevralgici per la riuscita di una realtà organizzativa. Il capitale umano va valorizzato in ogni suo aspetto.
Nella PA emergono 3 aree di criticità:
- Non si dà spazio alle peculiarità ed alle qualità dei dipendenti, poca carriera e poco incentivo per raggiungere gli obiettivi
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