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Riassunto esame Economia e Tecnica degli Scambi Internazionali, prof. Garioni, libro consigliato Le Multinazionali, Piscitello Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Economia e Tecnica degli Scambi Internazionali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Le Multinazionali, Piscitello. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la definizione di multinazionale, i metodi con i quali si diventa multinazionale (continuum ideale che inizia con le esportazioni e... Vedi di più

Esame di Economia e tecnica degli scambi internazionali docente Prof. G. Garioni

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trasferire fasi di attività all’estero, anche a causa della forte presenza di PMI a conduzione

praticamente familiare.

E’ per questi motivi che in Italia, per poche aziende grandi, la globalizzazione ha rappresentato

infine soprattutto l’opportunità di ridurre i costi di produzione più che la conquista di nuovi sbocchi

di vendita o un miglioramento innovativo.

Sull’internazionalizzazione:

l’Italia è meno internazionalizzata degli altri paesi industrializzati in quanto ha una flebile cultura di

mercato, scarsa qualità della burocrazia e della formazione, una tutela considerata poco forte del

diritto di proprietà. Il regime fiscale di per sé non appare un problema sentito, a meno che non si

combini con gli altri fattori negativi. Al Sud queste caratteristiche si accentuano di più.

Il paradosso che però vediamo accadere negli ultimi anni ci propone un’Italia che, nonostante la sua

poca attività internazionale, diventa attrattiva sui propri marchi; infatti i marchi stranieri acquistano

partecipazioni in aziende italiane.

Esempi-base:

- settore alimentare ( Peroni, Levissima, Motta )

- settore farmaceutico ( totale annientamento industria italiana, anche a causa dei pochi soldi

investiti in un settore che ne chiede tanti, sia per fare ricerca che per lanciare nuovi farmaci )

EFFETTI DELLE MULTINAZIONALI

Gli effetti diretti sul paese ospite:

-trasferimento di capitali nel paese ospite

-creazione ex novo di capacità produttiva ( e dunque di posti di lavoro )

-trasferimento di capacità organizzative e manageriali superiori.

Gli effetti indiretti sul Paese ospite: casistica molto più ampia. Generalmente, a causa dell’utilizzo

da parte delle multinazionali di tecnologie superiori, si pensa che questi effetti siano

sostanzialmente positivi, perché questa innovazione si può diffondere alle imprese ed agli attori

locali. In realtà è a seconda del tipo di effetto che si differenziano:

- effetti orizzontali ( effetti nello stesso settore in cui opera la multinazionale ) l’evidenza

empirica ci dice che sono normalmente NEGATIVI, perché le multinazionali controllano

quanta conoscenza “passano” ai locali e contemporaneamente spiazzano i competitor locali

del proprio settore.

- Effetti verticali ( effetti lungo la filiera produttiva della multinazionale ) normalmente sono

POSITIVI, soprattutto nei Psv dove le multinazionali hanno l’interesse di far crescere e

migliorare la qualità dei propri fornitori locali.

Es. effetti positivi: imitazione dei locali, che fa scattare innovazione. Mobilità del lavoro.

Es. effetti negativi: stroncatura concorrenza locale ( Coca Cola totalizzante ovunque ).

Gli effetti si possono misurare in base a degli indicatori:

- qualità e composizione forza lavoro

- produttività delle imprese nazionali

- la loro capacità innovativa

- le loro performance in genere

Sulla base di questi indicatori si può affermare che:

- la multinazionale offre un salario più alto rispetto alla realtà locale ed inoltre si preoccupa

della preparazione dei dipendenti.

- la produttività delle imprese locali diminuisce in un primo momento, ma poi aumenta,

sempre che non ci sia un eccessivo divario tecnologico tra le due realtà.

IN SINTESI:

- la crescita degli Ide in un paese aumenta quindi nel lungo periodo la produttività delle imprese

locali appartenenti allo stesso settore.

- la crescita degli Ide accelera la crescita dei paesi e ne riduce la povertà.

Effetti sul paese di origine:

Ciò che viene analizzato di più è la relazione tra attività produttiva all’estero delle imprese e

l’occupazione nel loro paese d’origine, perché una delle preoccupazioni maggiori è quella della

caduta del livello generale dell’occupazione, soprattutto quando si parla di localizzazione altrove di

grandi parti di produzione e cioè quando le imprese attuano investimenti di natura VERTICALE

( destrutturazione della propria catena di valore ), magari in paesi a basso costo del lavoro.

Un effetto sicuro è il cambiamento della tipologia della produzione nazionale, che vede aumentare

il capitale e quindi il lavoro ad alta qualificazione con una flessione del livello generale di

occupazione.

Però non c’è solo questo effetto; è anche nella subfornitura che si ha un cambiamento effettivo, in

quanto la produzione delle affiliate estere può indurre effetti:

- sostitutivi sull’occupazione nazionale ( si riduce la domanda locale di beni e servizi perché

l’impresa cancella contratti di subfornitura, in quanto sostituiti dalla delocalizzata estera )

- complementari dell’occupazione nazionale ( si genera una domanda aggiuntiva di input

specializzati locali perché l’impresa, diventata multinazionale, migliora la propria capacità

di innovare )

IN SINTESI:

quando si parla di esternalizzazioni in Psv o comunque Paesi a basso costo del lavoro, l’aumento

della produzione realizzato all’estero induce una riduzione dell’intensità del lavoro della produzione

del paese d’origine, ma non si può affermare niente di definitivo sul livello assoluto di occupazione.

ATTENZIONE: cosa diversa sono gli Ide indirizzati verso paesi avanzati.

In questo caso infatti si hanno strategie di crescita ORIZZONTALE e orientate al mercato locale.

Si vuole in sostanza aumentare il mercato; ciò provoca un aumento dei compiti di supervisione,

coordinamento e controllo delle attività disperse geograficamente e quindi:

- l’incremento del fabbisogno di lavoratori NON direttamente impiegati in produzione

( colletti bianchi e manager ) presso gli insediamenti di origine della multinazionale.

- La stessa cosa anche nelle aree di influenza estere, attraverso le esternalità generate dalla

rinnovata domanda di specializzazione e lavoro qualificato

- Quindi l’incremento del livello assoluto dell’occupazione nel paese d’origine ( ?)

QUINDI sostituibilità o complementarietà? E’ una relazione complessa e non si può dire quale

prevalga. E’ facile dire che l’investimento verticale promuove il commercio, più difficile capire se

quello orizzontale ( quello quindi orientato al mercato ) provochi la complementarietà o la

sostituibilità. I dati attuali paiono vedere prevalente la prima.

IL RUOLO DELLE POLITICHE

La situazione vede la difficoltà da parte di ogni giurisdizione di cedere sovranità a favore della

formazione di regole comuni, mentre nella realtà il progresso è stato sostanziale sia a livello

settoriale che regionale.

Per parlare delle politiche bisogna chiarire:

- le determinanti degli investimenti

- le finalità degli interventi ( dall’attrazione/promozione dei flussi in entrata/uscita, la

massimizzazione/minimizzazione delle ricadute positive/negative )

- le misure e procedure normative più appropriate e neutrali

Investimenti:

quanto incidono le politiche per gli investimenti sulla scelta degli investitori che vogliono aprire

nuove aree di mercato ( piuttosto che esportare e basta )?

- in caso di operazioni di resource/asset seeking il ruolo delle politiche per gli investimenti è

meno evidente, perché la disponibilità di risorse naturali è data e il costo della manodopera è


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Economia e Tecnica degli Scambi Internazionali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Le Multinazionali, Piscitello. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la definizione di multinazionale, i metodi con i quali si diventa multinazionale (continuum ideale che inizia con le esportazioni e finisce con l’Ide, acquisizione di un’impresa locale, joint ventures e accordi con imprenditori locali), la teoria dei giochi applicata da Graham, il paradigma eclettico di Dunning.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia internazionale
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e tecnica degli scambi internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Garioni Giampietro.

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