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Le multinazionali: una panoramica

Per multinazionale si intende un'impresa che organizza e coordina attività che travalicano diversi confini nazionali. Non è necessaria né una quotazione in banca, né un livello minimo di vendite. Le imprese multinazionali sono state protagoniste di una prima fase di globalizzazione, poi non sono scomparse durante il 1900, anche quando le frontiere nazionali sono spesso parse un ostacolo insormontabile. Infine, sono diventate attori insostituibili della seconda globalizzazione.

Motivi per investire all'estero

I motivi che spingono un’azienda ad investire all’estero sono quattro (classificazione di Dunning):

  • Accedere a risorse non disponibili in patria (materie prime o forza lavoro, capacità); sono gli investimenti di resource seeking.
  • Ricerca di mercato nel paese ospite o limitrofi. Investimenti di market seeking (seguono precedenti relazioni commerciali poi non andate a buon fine per molti e vari motivi).
  • Razionalizzare la struttura produttiva (divisione internazionale del lavoro). Sono investimenti di efficiency seeking, attività sparse geograficamente, sia nei paesi ricchi che nei psv.
  • Accedere a competenze e/o risorse considerate cruciali per migliorare l’impresa (investimenti in aree ad alta intensità di ricerca), cioè competence creating.

Metodi per diventare multinazionale

I metodi con i quali si diventa multinazionale includono:

  • Continuum ideale che inizia con le esportazioni e finisce con l’IDE.
  • Acquisizione di un’impresa locale.
  • Joint ventures e accordi con imprenditori locali.

Teorie sugli IDE

Fino al 1960: teoria classica del commercio estero. Un paese ricco di forza lavoro e povero di capitale si specializza in prodotti ad alta intensità di lavoro e bassa di capitale. Un paese con basi di partenza opposte farà l’inverso e i due paesi trarranno entrambi benefici a scambiarsi i propri prodotti. Ciò è andato benissimo fino a che i flussi di capitale seguivano esclusivamente la linea da ricchi a poveri, ma non valeva più al momento dell’intensificazione di scambi tra paesi ricchi.

1960: tesi di Hymer: La principale motivazione degli IDE è la ricerca di maggior potere di mercato.

Anni '60: modello del ciclo di vita del prodotto di Vernon: un paese intraprende all’estero non solo a causa della propria dotazione di risorse, ma anche per via della propria capacità innovativa (nuovi prodotti e nuove tecniche). Es. USA verso Europa nel 2° dopoguerra: lavatrici al posto di lavandaie. Il modello si struttura in tre fasi:

  • Fase di introduzione di un prodotto. Incertezza e dunque necessaria flessibilità. Si localizza vicino ai consumatori e ai fornitori dei fattori produttivi, anche se costa di più.
  • Standardizzazione (fase della maturità): meno flessibilità e più attenzione ai costi di produzione. Produzione incrementata ed esportazione, che dura fino a che non diventa più conveniente produrre all’estero.
  • Fase della saturazione: il prodotto è ormai maturo e imitato all'estero. Si radicalizza la limitazione dei costi di produzione, che viene spostata nei paesi a basso costo del lavoro.

Nascono situazioni oligopolistiche: poche imprese con prodotti simili, reazioni ed azioni a catena, stessi IDE negli stessi paesi.

Anni '70: Teoria dei giochi applicata da Graham che ne trae la Teoria dello scambio delle minacce a causa della c.d. inversione atlantica, cioè Europa che investe in USA. Europa investe in USA a causa dei massicci investimenti di USA in Europa. Si disturbano gli oligopoli tanto quanto l’impresa è efficiente e rende appetibili i propri prodotti, differenziandoli. Si hanno fusioni, nascono corporations ramificate in più settori.

Teoria dell’internalizzazione: la produzione internazionale si ha in un contesto gerarchico e non sul mercato, perché costa meno possedere e controllare attività estere rispetto a transazioni contrattuali con imprese straniere (che andrebbero controllate sistematicamente, causa inefficienza, rischio fallimento, etc.).

1976: Il paradigma eclettico di Dunning: le determinanti dell’attività multinazionale sono associate a tre fattori tra loro interrelati:

  • I vantaggi esclusivi di proprietà.
  • I vantaggi da internalizzazione (l’impresa cresce sul mercato con investimenti diretti, non lasciando fare al mercato).
  • I vantaggi da localizzazione.

Ultimi 20 anni: filone evoluzionista basato sull’accumulazione tecnologica (la conoscenza non è più su una linea verticale, ma la multinazionale diventa eterarchica).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

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