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Economia Sanitaria

Lo sviluppo dell’economia sanitaria

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Gli anni ’90 hanno rappresentato un periodo di notevole sviluppo per l’economia sanitaria sia sotto il profilo quantitativo

che qualitativo.

Fino alla fine degli anni ’80 vi era un indifferenza nei confronti della valutazione economica delle infrastrutture sanitarie,

e dunque l’economia sanitaria era destinata a coprire un ruolo marginale nella realtà sanitaria italiana.

Tutto ciò è cambiato con la crisi della finanza pubblica che ha reso notevole la necessità di contenere il tasso di crescita

della spesa sanitaria dal quale poi si sviluppò l’economia sanitaria.

Sistema sanitario: insieme di regole che stabiliscono il finanziamento e l’organizzazione delle prestazioni sanitarie in un

determinato sistema economico allo scopo di operare una allocazione efficiente delle risorse imponendo un uso corretto

dei fondi.

Gli aspetti che caratterizzano un sistema sanitario sono:

• il metodo con cui viene finanziata la spesa sanitaria

• l’organizzazione del sistema di fornitura

• i criteri di allocazione delle risorse tra i vari componenti del sistema

SSN -> Sistema Sanitario Nazionale istituito con L. n. 833/1978 e riformato con L. 502/1992 e 229/1999 (sistema

universalistico). Struttura:

Centrale: Ministero della salute e organi tecnici

- Regionale: assessorati e direzioni generali della sanità

- Locale: aziende USL e aziende ospedaliere

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Le aziende sanitarie sono gestite dal Direttore generale in collaborazione col Direttore sanitario e il Direttore

amministrativo.

OMS -> Organizzazione Mondiale Sanità. Dipende dall’ONU ed è la massima autorità a livello mondiale.

Art. 32 Cost. -> La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e

garantisce cure gratuite agli indigenti.

(Cap. 1) I contenuti della disciplina

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L’economia sanitaria si occupa del modo in cui i singoli individui e le società effettuano le loro scelte circa la quantità di

risorse da destinare al settore sanitario.

L’economia sanitaria può essere articolata in diverse aree tematiche:

• “bisogno e domanda di salute”: affronta problemi che derivano dal concetto di salute (Che cosa si intende

per salute? Come si misura? Che cosa influenza?);

• “produzione e offerta di prestazioni sanitarie”: si occupa del processo produttivo delle strutture sanitarie

(Classici problemi di decisioni imprenditoriali);

• “valutazione economica dei servizi sanitari”: riguarda la scelta fra allocazioni alternative delle risorse

(approccio costi- benefici);

• “valutazioni a livello di sistema”: affronta temi come la relazione tra efficienza ed equità, i criteri di

finanziamento, gli effetti redistributivi…

[INPUT=> fattori primari: lavoro, beni, servizi, immobili

OUTPUT=> prodotti

OUTCOME=> esiti, l’obiettivo finale è il miglioramento] 1

L’efficienza

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I quesiti economici che si presentano agli operatori sanitari sono più o meno gli stessi a quelli degli imprenditori quando

devono organizzare un processo produttivo: si tratta di decidere cosa, come e per chi produrre attraverso la nozione di

efficienza. Nel settore sanitario i quesiti fondamentali sono 4: 1) Qual è il ruolo del settore sanitario nell’economia?; 2)

Quali specifici servizi sanitari devono essere prodotti?; 3) Quali processi produttivi utilizzare?; 4) Chi riceve le prestazioni

sanitarie?.

Questo concetto è fondamentale perché consente di escludere gli impieghi improduttivi di risorse e chiama nello stesso

tempo in causa la nozione di efficacia, che è il presupposto dell’efficienza, e cioè attuare servizi efficaci.

La nozione di efficienza può essere precisata distinguendo fra efficienza allocativa e produttiva. (a livello

Microeconomico)

• Efficienza allocativa si riferisce alle modalità attraverso le quali il sistema economico nel suo insieme distribuisce

le risorse fra gli impieghi alternativi ed indica una situazione in cui non è possibile alcun miglioramento economico

sulla base di una ridistribuzione delle risorse. (si riferisce a quesiti 1 e 2)

• Efficienza produttiva si realizza allorquando la produzione di una determinata quantità di output è ottenuta con il

minor impiego possibile di input (minimizzazione dei costi), ovvero, alternativamente, quando da una data

disponibilità di input si ottiene la massima quantità di output (massimizzazione del prodotto). Tale efficienza

implica:

• Efficienza tecnica che riguarda la valutazione delle risorse impiegate, la conoscenza del processo

produttivo e una rigorosa valutazione dell’output ottenuto.

• Efficienza gestionale che studia le performance di una organizzazione produttiva.

Quindi un sistema sanitario è efficiente quando le risorse sono destinate:

• alla produzione di prestazioni sanitarie efficaci;

• quando i benefici marginali sono più o meno uguali a quelli ricavabili da impieghi in settori alternativi (extra

sanitari);

• le prestazioni sanitarie sono in grado di garantire i più alti benefici in termini di salute;

• e adottando una combinazione di fattori produttivi che consenta di produrre a costi minimi.

[l’analisi dell’efficacia implica il confronto tra output e out come;l’analisi dell’efficienza implica il confronto tra input e

output] L’equità

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E’ possibile che in un sistemo economico anche se perfettamente efficiente, ci può essere un elevato grado di

disuguaglianze nel reddito, nei consumi, nella salute, ecc..

Quando queste disuguaglianze sono inaccettabili la pubblica amministrazione interviene attraverso specifici programmi

di spesa sociale per correggere le differenze ritenute ingiuste.

Trade-off tra equità ed efficienza

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Per molti interventi esiste un netto contrasto tra equità ed efficienza.

Una maggiore efficienza può essere raggiunta a prezzo di una minore equità attraverso la teoria di Okun sul “secchio

che perde” ( “possiamo trasferire denaro dal ricco al povero solo con un secchio che perde”), oppure una maggiore

equità distributiva andrà a scapito dell’efficienza.

Le priorità di intervento + Benessere collettivo

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Nel settore sanitario le priorità devono essere definite a vari livelli e le risorse devono essere allocate tra differenti gruppi

di individui.

A livello macro-economico la competizione è tra sanità e gli altri settori ed ha un carattere strettamente politico, mentre a

livello micro-economico le decisioni riguardano i percorsi da seguire e dunque ha carattere tecnico.

I metodi usati per affrontare il problema dell’allocazione delle risorse all’interno della sanità sono numerosi e vanno dai

bisogni della popolazione alla valutazione dei costi- benefici. 2

I benefici sono misurati in “Qaly” ( Quality- adjusted life years), che è un parametro usato per valutare i miglioramenti di

salute in seguito ad un determinato trattamento sanitario, e le risorse dovrebbero essere destinate ai trattamenti con il

più basso rapporto costo per Qaly.

Secondo Rawls il benessere di una collettività dipende del benessere dell’individuo che sta peggio e che va dunque

aiutato dalla collettività e più in particolare da ogni individuo più avvantaggiato.

Secondo la teoria Utilitaristica il benessere di una collettività aumenta quando aumenta la somma delle utilità godute dai

suoi membri.

I benefici prodotti dai singoli interventi sono misurati in Daly.

Giustificazioni dell’intervento pubblico nel settore sanitario

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Un sistema economico perfettamente concorrenziale riesce ad ottenere dalle risorse disponibili la massima quantità di

beni e servizi utili per la soddisfazione dei bisogni della collettività. Ma purtroppo il mercato non sempre riesce ad essere

all’altezza, presentando malfunzionamenti ed imperfezioni dovute soprattutto a 3/4 cause (FALLIMENTI DI MERCATO):

INSUFFICIENZA DEI BENI PUBBLICI: esistono beni che il mercato non offre oppure offre ma in maniera

insoddisfacente. L’igiene pubblico, la difesa nazionale e l’ambiente sono le attività che le imprese private non

sono in grado di garantire. Quindi i beni pubblici sono quelli destinati alla collettività.

ESTERNALITA’: un’ esternalità si verifica ogni qualvolta la produzione o il consumo di un bene da parte di

un individuo produce effetti esterni, sia positivi che negativi, su un altro individuo, senza che quest’ultimo

paghi o riceva un compenso per tali effetti. In Italia un classico esempio è la “vaccinazione”.

L’INFORMAZIONE IMPERFETTA: i soggetti economici operanti sul mercato dispongono di informazioni

complete sui beni di acquisto o di vendita, e quindi vi è un informazione perfetta. In molti casi, però,

l’informazione è imperfetta. Il consumatore dispone di un numero limitato di informazioni e quindi non è in

grado di giudicare la qualità dei prodotti disponibili sul mercato.

INSUFFICIENTE CONCORRENZA

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La sanità opera in mercati di semi- monopolio o al massimo di oligopolio. Le ipotesi di concorrenza perfetta del mercato

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia sanitaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fabbri Daniele.
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