II MODULO
ECONOMIA REGIONALE: braccio dell'economia che introduce nello studio del funzionamento del mercato la variabile "SPAZIO"
ECONOMIA TERRITORIALE: spazio come determinante di vantaggi statici/dinamici per le imprese, quindi della competitività del sistema.
FILONI TEORICI
TEORIE DELLA LOCALIZZAZIONE: fondamenti microeconomici e approccio statico. Indaga su scelte locative di imprese e famiglie, costi trasporto vs econ agglomerazione. Spazio fisico metrico.
TEORIE DELLA CRESCITA REGIONALE: macroeconomica e dinamica. Spazio uniforme-astratto.
SPAZIO DIVERSIFICATO-RELAZIONALE: Recupero, all'interno delle teorie della crescita, il concetto di economie di agglomerazione (1970)
SPAZIO DIVERSIFICATO STILIZZATO (1990)
II MODULO
ECONOMIA REGIONALE: branca dell'economia che introduce nello studio del funzionamento del mercato la variabile "spazio".
ECONOMIA TERRITORIALE: spazio come determinante di vantaggi statici/dinamici per le imprese, quindi della competitività del sistema.
FILONI TEORICI
TEORIE DELLA LOCALIZZAZIONE: fondamenti MICROECONOMIA e approccio statico. Indaga su scelte localizzative di imprese e famiglie, COSTI TRASPORTO vs ECON AGGLOMERAZIONE Spazio FISICO-METRICO.
TEORIE DELLA CRESCITA REGIONALE: MACROECONOMICA e dinamica. Spazio UNIFORME-ASIALE.
SPAZIO DIVERSIFICATO-RELAZIONALE: Recupero, all'interno delle teorie della crescita, il concetto di economie di agglomerazione (1970)
SPAZIO DIVERSIFICATO-STILIZZATO (1990)
TEORIE DELLA LOCALIZZAZIONE
- Quelle che interpretano le scelte localizzative delle imprese sulla base dei costi di trasporto e economie agglomerazione
TEORIE ORIENTATE A MINIMIZZAZIONE COSTI
- WEBER (1909)
IPOTESI: Mercato finito e delle materie prime pure forme; concorrenza perfetta; simmetriche al prezzo; costi produzione costanti
2 STADI:
- Costi trasporto MINIMI
CT = xa + yb + zc
- confronto con economie di localizzazione
isoterpane per e
In questo caso ci sono più localizzazione
GREENHUT
IPOTESI: Due regioni A e B, con domanda finale maggiore in A; mercati piantiformi, costi di produzione uguali; costi trasporto unitari uguali e costanti.
Se, in A, M1, e M2 sono più distanti da C, le maggiori domande finite può compensare i maggiori costi.
- Quelle che studiano la divisione delle aree di mercato fra produttori
TEORIE ORIENTATE MASSIMIZZAZIONE PROFITTI
-
IPOTESI: Domanda uniformemente distribuita lungo mercato lineare, simmetria al prezzo; prodotto omogeneo; i produttori con stesse funzione costo; costi di trasporto per unità di distanza costanti; costi e t.c. a costo consumatore
p = p* + td
- L’IPOTESI: come sopra; economie scale (diversi costi produzione); costi trasporto e carico importo
HOOVER
IPOTESI: D distribuito omogeneamente su mercato lineari; bene omogeneo; costi trasporto unitari costanti, e caro a peso.
Fino ec e economici di scala dopo.
LÖSCH (Domanda spaziale)
IPOTESI: q vario con d; costi trasporto unitari costanti, dedotto curve di domanda spaziale fra consumatori; densità consumatori uniforme; beni omogenei.
Domando spaziale lineare
Domanda spaziale omogenea
HOTELLING
IPOTESI: 2 soli produttori, D distribuito omogeneo su mercato lineare; bene omogeneo con molte ridistribuzioni e domanda a prezzo.
VON THÜNEN
- Quelle che studiano la definizione delle aree di produzione attorno ad un centro delle città puntiforme, rimuova squilibrato e accessibilità, costo del suolo rendità fondiarie e discriminante
RENDITA RESIDUALE
r(d): (p-c-rd)x
dr/(d) = - tx
• ALONSO I
RENDITA RESIDUALE:
r(d)= [ pz - T-c(d)] x(d)
inclinazione curva di offerta di rendita:
dr(d)d -p-T-c(d)dd x(d) -dc(d)d x(d)
EQUILIBRIO LOCALIZZATIVO (singolo impresa)
EQUILIBRIO LOCALIZZATIVO (più divide edilizia)
r(D)=
d0 d
curve r1, r2, r3
• ALONSO II
Rendite residuali
v = o(q,d,z)
y = Pzz + q r (d) + d τ
IPOTESI: Stesse di von Thünen; intere idee, pessime città rendita spesa in funzione delle distanze
Scelta ottima per distanzi dell'acquisto dato
RENDITA
u3 u2 u1
Centro distanza
Curvas rendita effetti
a) restfo rendita
SCELTE OTTIME PER DIVERSI DISTANZI DELL'ACUISTO
Gradiente delle curve (condizione di mutti)
qr(d)d=T
• MODELLI DI EQUILIBRIO GENERALE
(NEW URBAN ECONOMIC)
IPOTESI: Rendite effettiva endogena
delle attività produttive:
Yd = aT0Kd-1
&renuo;
rendita v(y‘)
C1 C1
Zona Centro Distanzia
Equilibrio singolo impesse
TAy = Y τ(d)
T12 T12
Equilibrio generale "città chiusa"
delle attività residenziali:
stesso reddito e preferenze:
"città aperto chiuso"
Con diverse preferenze/redditi:
- ricchi
- borghesi
- poveri
Attività produttive + residenziali
MODELLO GRAVITAZIONALE
MODELLO FLUSSO
MODELLO POTENZIALE
Quelle che studiano l'esistenza di diverse conformazioni territoriali secondo precise gerarchie evolutive (CENTRAL PLACE THEORY) e specializzazioni produttive:
- CHRISTALLER
Costi di ordine inferiore o superiore secondo 3 diversi criteri:
- PRINCIPIO MERCATI
- PRINCIPIO TRASPORTO
- PRINCIPIO AMMINISTRATIVO
formulazione matematica .....
in modo preciso:
Pm = (1+S-C)mP1 → (1+S-C)mrc
4-S C 1-C 1+S-C
- LOSCH
note: Coefficiente K di proporzionatovariazione fra livelli gerarchie assestie diversi tassi e servizi prodotti
coefficienti di andamento: 3,7 (Christaller, 4,8; 13,6; 19,2.- città non produce necessariamente tutti livelli/serviziad ordine inferiore - SPECIALIZZAZIONE
- verso la teoria delle RETI DI CITTÀ
obsolescenza modello Christalleriano. Cittàcooperano anche orizzontalmente e sono inprogetto di specializzazione.
RETI DI COMPLEMENTARITÀ relazioni input-outputRETI DI SINERGIA: cooperazione fra centri.
RETI DI INNOVAZIONE: "e specifici progetti".
Ancore in fase di territorializzazione
TEORIE DELLO SVILUPPO LOCALE
(spazi div. relazionali)
SVILUPPO ENDOGENO: Elemento popolare, esterno
- → TEORIA DEI POLI DI SVILUPPO
- PERROUX (1955)
Sviluppo non misto avviene se si concentrain punti ma guidati via economico-populistica.
INDUSTRIA MOTRICE: influenza collusiva su tutte le altre imprese.
- INNOVAZIONE → EFFETTI POSITIVI:
- Effetto moltiplicativo Keynesiano sul reddito di tutta l'economia
- Effetto moltiplicativo Leontieviano sull'offerta produttivaattraverso le relazioni input-output
- Effetto accelerativo su investimenti delle imprese
- Effetto polarizzazione: muove imprese e allocazioni liper funzioni infrastrutturali e capacità sociale, HNC costituisceemergere organico municipali
- BOUDEVILLE (1968)
Il polo si attiva solo se gli effetti positividall'asse prodotti rimangono almeno nelle aree
ipotesi COLLETTIVE - LOCALIZZAZIONI CLUSTERIZZATA impresecollegate - RACCOGLITORE URBANA effetti o area inclusiva
- "incollate locali degli effetti positivi"
→ CONCENTRAZIONE SPAZIALE E EFFICIENTE
IMPRESE MULTI-NAZIONALI
Risultato non-deterministico. Dipendono dal tipo di produttori dei contatti.
Pù provocare squilibri ma anche spillover tecnico: minor crescita!
DIFFUSIONE DI INNOVAZIONE ESTERNA
HÄGERSTRAND: diffusione secondo funzione logistica
- 1-Lunga gerarchia urbana
- 2-gerarchia/media-al di sotto
- 3-Saturazione ai cascale
Più probabile contatto (informazione)
e meccanismo diffusione!
GRILICHES & MANSFIELD: diffusione a macchia
dipende da distanza geografica ma da
DISTANZA ECONOMICA
D= K
1+e-bt
-IRREVERSIBILITA' SCELTE AD ADOZIONE
-NECESSITA' POLITICHE LUNGO-RANGI
NORTON & REES
CICLO VITA DELLE REGIONI
Diffusione regioni dotate e dispute stato di innovazioni della tecnologia
CREAZIONE INFRASTRUTTURE
Condizione essenziale ma non sufficiente
lo sviluppo. Importa vedere considerazioni
positive tra dotazione e PIL
ICTs e COMPUTER NETWORKS
Anche un impatto solo non sufficiente:
Servizi: tecnologia organizzazione trasmissione idee.
Possano risolvere i problemi di perfezione e ampliare
il divario tra regioni est-romania.
SVILUPPO ENDOGENO:
- Aumento concentrazione
- produttiva e sistema soci-culturali favorabile
CORRENTE NEO-MARSHALLIANA
sì, sviluppo
ad estremità del criterio successo efficienza storica
DISTRETTO NEO-MARSHALLIANO
CONDIZIONI, POLARE DI DISTRETTO:
- 1-prossimità geografica
- 2-prossimità sociale: sistema di valori ed istruzioni
- comuni. presenza di un sistema di valori e comunità
- 3-piccole imprese flessibili –> ispallare i mercati
- 4-specializzazione industriale –> DOB ruolo presenza
dell’intera filenza proudiva
=> ECONOMIE DI DISTRETTO
VANTAGGI DELLE ECONOMIE DI DISTRETTO
- RIDUZIONE COSTI PRODUZIONE: tra imprese, lavoro flessibile, esternalizzazione processi produttivi complessi.
- RIDUZIONE COSTI TRANSAZIONE: principio sociale, no free riding, identità sociale, relazioni fiducia.
- AUMENTO EFFICIENZA STATICA: minore incertezza industriale. Formazione di know-how, imprese, ideazione, acquisto/prodotto.
- AUMENTO EFFICIENZA DINAMICA: crescita capacità innovazione.
→ CORRENTE NEO-SCHUMPETERIANA: sostiene il crescita efficienza dinamica innovazione.
- REND. CRESCENTI PRODOTTI DA PROSSIMITA GEOGRAFICA "SPILLOVERS DI CONOSCENZA" localizzazione: concentrazione dell’innovazione che spillovers attraverso conoscenza tacita, manodopera specializzata, immersione in gruppi; implicito servizio di tutti i servizi.
- PROSSIMITA RELAZIONALE "MILIEU INNOVATEUR": relazioni informali tra clienti, fornitori e gruppi formali; tra imprese forte complementarie relazionale.
CAPITALE RELAZIONALE: traduce in:
- apprendimento collettivo/specializzazione collocazioni
- riduzione rischio/incertezza legato a innovazione
- coordinamento ex-ante e discussioni strategiche
→ VANTAGGI DINAMICI
- PROSSIMITA ISTITUZIONALE "LEARNING REGIONS": innovazione è frutto di stretta cooperazione/scambi tra imprese - clienti - istituzioni: enti di ricerca, mobility commercializzazione: → "INSTITUTIONAL THICKNESS" comportamento sociale ed istituzioni fornisce approvigionamenti e scambio tacito conoscenza/information.
- STRUTTURA URBANA: sistema di città ben collegati-integrati, facilitano lo scambio di informazione e la cooperazione; migliorano e incentivano la specializzazione.
-
Riassunto esame Economia Regionale, prof. Cantabene, libro consigliato Economia Regionale, Capello
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Economia urbana e regionale
-
Riassunto esame economia regionale, prof. Paglialunga, libro consigliato Economia regionale, Capello
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Appunti di lezione Economia regionale