Economia pubblica – II parziale CLEA
Lorenzo Gabrielli
6 Introduzione all’analisi delle imposte
Finalità del sistema impositivo
Finalità sistema impositivo: finalità fiscali, finanziamento della spesa pubblica, o extrafiscali, stabilizzazione del ciclo economico, redistribuzione, strumento fondamentale: imposte progressive, e incentivo/disincentivo a determinate scelte economiche da parte di consumatori e imprese, es. imposte pigouviane, risolvono problemi di efficienza allocativa.
Le imposte sono uno strumento del governo per stabilizzare il ciclo macroeconomico, controlla l’andamento ciclico dell’economia.
Entrate fiscali non possono essere viste come prezzi di beni e servizi forniti dallo Stato ai cittadini perché:
- Non possono essere applicati i meccanismi di mercato, dal momento in cui sorge il problema della pubblicità dei beni forniti, indivisibilità dei benefici, dal momento in cui non riusciamo ad attribuire in che modo gli individui beneficiano del bene, non possiamo nemmeno definire un sistema dei prezzi.
- Ricchi e poveri hanno capacità di acquisto diverse, quindi l’allocazione di beni essenziali non può avvenire attraverso il sistema dei prezzi. Sanità e istruzione sarebbero esclusivamente per i ricchi.
Tipologie di entrate fiscali
Tipologie di entrate fiscali (8): prezzi privati, quasi-privati, pubblici, politici, contributi speciali, tasse, imposte, contributi sociali.
- Prezzi privati: Stato offre beni/servizi come un’impresa privata, con obiettivo di massimizzazione dei profitti.
- Prezzi pubblici: presenza di una domanda manifesta, l’oggetto della fornitura è un bene privato in senso tecnico, si verifica assenza di esternalità. L’obiettivo del settore pubblico non è la massimizzazione dei profitti, ma massimizzare il surplus dei consumatori. Stato non deve andare in perdita: ricavi = costi -> prezzo = costo medio.
- Tasse: presenza di una domanda dai beneficiari e di esternalità positive, molti universitari ora per ottimi lavoratori in futuro, ne beneficia la collettività, prezzo < costo medio per favorire la domanda: il disavanzo dovrà essere coperto con imposte. Con le tasse uni non si paga tutto il sistema universitario, serve integrazione.
- Imposte, maggiori entrate pubbliche: assenza domanda, c’è bisogno degli individui. La caratteristica fondamentale dei beni in questione è l’assoluta indivisibilità dei benefici, prelievo non ha corrispondenza con prestazione erogata dallo Stato.
Imposte e capacità contributiva
Imposte generalità: sono misure operative della capacità contributiva dell’individuo, “ability to pay”, rimando all’art. 53 della Costituzione che spiega che tutti i cittadini, in base a quanto possono, sono tenuti a concorrere alla spesa pubblica, in base alla loro capacità contributiva. Le misure della capacità contributiva sono patrimonio e reddito.
Prima misura: imposte patrimoniali, es. IMU: il primo gruppo riguarda quelle imposte che colpiscono il possesso del patrimonio, che può concretizzarsi come:
- Sul capitale umano, imposta capitaria: prelievo associato al fatto di esistere; poll tax (’89): tassazione per residenza in una determinata contea UK indipendentemente dal reddito.
- Sulle risorse naturali, es. Russia, prelievo fiscale grava su capitali in termini di risorse naturali.
- Sul possesso beni capitali, es. IMU.
… il secondo riguarda il trasferimento della ricchezza, coglie e tassa il patrimonio nel momento in cui si trasferisce da un individuo all’altro:
- Trasferimento di ricchezza fra vivi a titolo oneroso o gratuito, es. imposta su donazioni.
- Mortis causa: trasferimento imposta su lascito ereditario, molto ridotte, solo su lasciti poderosi.
Seconda misura: imposte sul reddito, es. Irpef: cfr. pagine successive.
Elementi costitutivi dell’imposta
Elementi costitutivi dell’imposta:
- Presupposto: fattispecie alla quale la normativa fiscale ricollega l’obbligo di pagare l’imposta: percezione reddito, possesso patrimonio o consumi di beni e servizi.
- Base imponibile: è una misura quantitativa del presupposto, può essere espressa in termini monetari, imposta ad valorem: la base imponibile è espressa in termini di unità di €, oppure in termini fisici, imposta specifica o accisa, ad es. quelle che gravano sugli idrocarburi, la cui base imponibile è denominata in termini di litri.
- Soggetto passivo: contribuente finale, persona fisica/giuridica che ha l’obbligo di pagare l’imposta.
- Debito d’imposta, = gettito fiscale: prodotto fra aliquota e base imponibile. T = Ty, la funzione di imposta che trasforma la base imponibile e il reddito nel debito d’imposta.
Struttura delle aliquote
Struttura aliquote: dopo aver ripetuto nuovamente i concetti di aliquota media e marginale, con le loro rispettive definizioni, con riferimento agli effetti delle imposte sulla distribuzione personale, o familiare, dei redditi, distinguiamo:
- Aliquota: ammontare di prelievo per ogni unità di base imponibile: è percentuale, es. IVA 22%, per le imposte ad valorem, oppure in unità monetarie per le accise.
- Aliquota media ta = T(y) = (t x y)/y ma spesso reddito complessivo diverso da quello imponibile es. per deduzioni: ammontare di imposta da pagare in media per ogni unità di base imponibile che costituisce il mio reddito.
- Aliquota marginale t = dT(y)/dY: ammontare di debito di imposta per un’unità addizionale di base imponibile, 1€ in più reddito quale aliquota avrebbe? Derivata della f. imposta rispetto la base imponibile.
- Imposte proporzionali: aliquota costante al variare del reddito, debito d’imposta aumenta egualmente alla crescita del reddito, dinamica proporzionale fra reddito e tasse da pagare, il povero paga meno rispetto al ricco perché ha meno reddito, non si usano per effetti di redistribuzione, ta = tm.
L’aliquota è sempre la stessa e costituisce l’inclinazione della funzione d’imposta.
- Imposte progressive: aliquota media cresce al crescere del reddito, aumento più che proporzionale del debito d’imposta rispetto alla base imponibile, un raddoppio del reddito corrisponde a più di un raddoppio per la tassazione. Per ovvie ragioni di geometria, l’aliquota media è convessa sopra quella marginale. tm > ta. La funzione di imposta è convessa.
- Imposte regressive: aliquota media decresce al crescere del reddito, debito di imposta aumenta meno che proporzionalmente rispetto alla crescita del reddito. Non è necessario che il debito si riduca via via che il reddito aumenta e che il ricco paghi meno del povero, è sufficiente che paghi in proporzione minore a quello che dovrebbe. La funzione di imposta è concava, ta > tm.
Importanza della progressività
Importanza della progressività: sono imposte fortemente desiderabili per la loro capacità fondamentale di fare redistribuzione: effetto perequativo/riduzione diseguaglianze sociali, = distribuzione redditi post-tax meno diseguale rispetto all’inizio, + maggiore concentrazione del prelievo rispetto ai redditi pre-tax.
Metodi di realizzo progressività: per classi, per scaglioni, per deduzione, per detrazione.
- Per classi di reddito: aliquota marginale unica per tutta la classe di reddito, aliquota maggiore per classe maggiore. Problema evidente dei redditi soglia, con un euro in più che potrebbe far saltare l’aliquota successiva, con prelievo molto maggiore e possibile inversioni nell’ordinamento dei contribuenti.
- Per scaglioni: presenza più aliquote, si sommano gli addendi ottenuti in ogni classe. I primi € di reddito sono tassati con l’aliquota marginale più bassa, fino ad arrivare al mio reddito totale, che verrà accompagnato da un aumento delle aliquote se si arriva a fasce di reddito più alte. Così si toglie il problema della redistribuzione redditi vicino i valori soglia. NB: scomposizione reddito in fasce: 0-15 x 10%, 15-30 x 20%, 30-infty x 30%, vado avanti fino ad esaurimento del reddito.
NB1 e 2: le fasce sono sempre le stesse, cambia il modo il cui si considerano.
Grafico: debito d’imposta è funzione progressiva rispetto al reddito, ma a tratti, progressività per scaglioni. Le diverse inclinazioni, diverse aliquote applicate in ogni fascia, mi danno misura aliquota marginale specifica per ogni fascia. Inclinazione congiungente mi dà misura dell’aliquota media, linea rossa.
Grafico2: aliquote marginali sempre costanti nei diversi scaglioni, aliquota media cresce in modo particolare a partire dal secondo scaglione perché tiene conto del fatto che sugli euro inframarginali si applicano tm più basse.
- Per deduzione T(y) = t * (y-D), sono sconti fiscali, in questo caso riduzione del reddito complessivo, arrivando a determinare un più basso reddito imponibile, al quale poi si applicherà la struttura delle aliquote.
Flat rate tax, aliquota costante: deduzione uguale D + aliquota t (%) per tutti i contribuenti, imposta che si ottiene è progressiva perché aliquota media cresce al crescere del reddito.
- Per detrazione T(y) = t * y – d, mi permette di passare da imposta T lorda a T netta. Sono sconti fiscali che consistono in riduzioni dell’imposta.
Flat rate tax: detrazione uguale d + aliquota t (%) per tutti i contribuenti, imposta che si ottiene è progressiva perché aliquota media cresce al crescere del reddito. Sono operazioni con esito identico.
Es. aliquota marginale sempre costante, dà inclinazione alla funzione di imposta, aliquota media cresce al crescere del reddito, = progressività, con tassi di crescita sempre più bassi verso redditi più elevati.
NB: relazione di equivalenza fra deduzione D e detrazione d = t * D.
Deduzioni e detrazioni
Deduzioni e detrazioni con altre strutture d’imposta: eterogeneità dello sconto fiscale in relazione a chi è il contribuente può portare a delle situazioni poco desiderabili; allora, le detrazioni, che applicano lo stesso sconto fiscale su tutti gli individui, sono più desiderabili dal punto di vista dell’equità rispetto alle deduzioni. Va sottolineato che questo è vero se la struttura d’imposta è complessa e la progressività è realizzata attraverso tante aliquote marginali e non una sola aliquota come nel caso della flat rate tax.
Finalità deduzioni e detrazioni:
- Fanno redistribuzione, rendendo progressive imposte altrimenti proporzionali.
- Personalizzano l’imposta, tiene conto di caratteristiche extra-reddituali.
- Incentivano specifici impieghi del reddito, deduzioni oneri su spese sanitarie private per spingere integrazioni fra sistemi sanitari, evitando sovraffollamento del pubblico.
- Attuano una discriminazione qualitativa dei redditi, grava di un onere di imposta differenziato le diverse categorie di reddito: quello da lavoro è più favoreggiato rispetto a quello da capitale perché si percepisce con più fatica e sono temporanei. Operativamente, si possono utilizzare imposte reali, patrimoniali o particolari forme di detrazione e deduzione.
Tassonomia delle imposte
Tassonomia delle imposte: dirette o indirette: uso di diversi criteri di classificazione:
- Primo criterio, indici che servono per misurare capacità contributiva di un individuo: le imposte dirette sono quelle imposte che vanno a tassare manifestazioni dirette della capacità contributiva di un individuo; viceversa, per le indirette. Es. patrimonio elevato è manifestazione diretta della mia capacità contributiva vs acquisto yacht, che è ricchezza implicita.
- Secondo criterio, diversa probabilità di traslazione: imposte dirette sono quelle che si ritengono generalmente non trasferibili, o traslabili con difficoltà. Traslare un’imposta significa spostare l’onere del debito fra contribuenti: le imposte dirette, reddito o patrimonio, sono quelle che non si trasferiscono, le indirette si trasferiscono attraverso trasferimenti, scambi e consumi. Es. produttore matite aumentano di 1€ il costo della matita, che serve a lui per coprire l’aumento delle imposte: formalmente, quindi, è il cliente che copre l’aumento fiscale: se il mercato non è in grado di accogliere l’aumento di prezzo, l’imposta rimarrà non trasferibile: la traslazione, quindi, dipende da domanda e offerta, dal loro equilibrio.
NB trasferibilità: se governo volesse politica redistributiva, dovrebbe affidarsi a imposte dirette, individuando i contribuenti di fatto, quelli sui quali far ricadere la penalizzazione. Se indirette, il soggetto passivo potrebbe traslare il suo debito d’imposta, facendo in modo che la politica gravi su soggetti che lo Stato non aveva intenzione di penalizzare.
Reali e personali: le prime colpiscono l’oggetto dell’imposta senza considerare le caratteristiche del soggetto tassato, le seconde tengono conto delle caratteristiche del soggetto tassato.
- Reali: es. imposte sostitutive che vanno a tassare i redditi da capitali finanziari, es. c/c bancario produce interessi, imposta colpisce quel reddito prodotto, riducendo il flusso di interessi, indipendentemente dal fatto che il titolare del c/c sono io o un altro: basta l’oggetto, non è necessaria la fisionomia del titolare. Non possono essere progressive, altrimenti andrebbero a penalizzare i contribuenti che percepiscono il loro reddito da una sola fonte di patrimonio, discriminazione negativa unica fonte. Vantaggio: semplicità amministrativa di strumento uniforme, non richiede l’analisi delle condizioni soggettive di ciascun contribuente, si applicano appena emerge un cespite, es. reddito/patrimonio, da tassare, senza l’utilizzo di sistemi informativi complessi.
- Personali: più complesse, quest’imposta guarda chi percepisce il reddito: è importante riportarle alle caratteristiche personali del soggetto che viene tassato, es. Irpef. Vantaggio: maggiore equità, sono più adeguate a finalità redistributive: consentono di tener conto della condizione economica complessiva di un individuo e delle caratteristiche extrareddituali.
Criteri di ripartizione del carico tributario
Criteri di ripartizione del carico tributario fra i diversi contribuenti: tema di equità redistributiva:
- Principio del beneficio, = della controprestazione: imposta deve essere commisurata al beneficio individuale, aumento utilità, come prezzo della fornitura di beni e di servizi, che l’utente richiede. L’idea è di uno scambio volontario fra contribuente, paga specie di prezzo correlato al beneficio che trae, e operatore pubblico, offre beni e servizi pubblici. Non c’è spazio per finalità di tipo redistributivo, si cerca solo di finanziare l’offerta di beni e servizi. Vantaggi: connessione immediata per entrambe le parti fra ciò che si spende e ciò che si preleva, trasparenza, Stato preleva per quello che cittadini chiedono. Svantaggi: possibile free riding, alcuni beni/servizi non possono essere finanziati da criterio del beneficio, es. istruzione, previdenza, perché sono beni meritori, non è possibile stabilire prelievo personalizzato per individuo, etc. No redistribuzione, poiché è impossibile evidenziare un prezzo per il beneficio indivisibile per il quale si sta godendo.
- Principio della capacità contributiva: non si misura l’imposta rispetto al beneficio che se ne trae, bensì alla sua capacità di pagarla. La finalità dell’imposta non è solo il finanziamento dell’offerta di beni e servizi pubblici ma anche l’attuazione di politiche redistributive. Questo principio è sostanziabile in diversi principi operativi: equità orizzontale: a uguale capacità contributiva deve corrispondere uguale imposta, equità verticale: a maggiore capacità contributiva deve corrispondere maggiore imposta non riordinamento: le imposte non devono alterare l’ordinamento dei contribuenti pre-tax, come nel caso delle aliquote per classi di reddito.
Problemi applicativi della capacità contributiva
Problemi applicativi capacità contributiva: 1. individuare proxy con cui misurare capacità contributiva individuo e 2. individuare criteri di ripartizione dell’imposta.
- Indicatore corretto di capacità contributiva personale: sacrificio, ovvero la misura della perdita di utilità derivante dalla riduzione di reddito necessaria per pagare l’imposta. Chi soffre di più della caduta del reddito, ha minore capacità contributiva: se il sacrificio del I contribuente è più basso del II, allora la capacità contributiva del I > II. Es. differenza che potrebbe esserci nella multa a Rampa Zara fra me e Vlahović, a lui 80€ non fanno nulla.
- Il criterio guida da applicare per una corretta ripartizione dell’onere d’imposta è quello del principio dell’uguale sacrificio: onere tributario complessivo dev’essere ripartito per determinare sacrificio uguale, = stessa perdita di utilità, per tutti i contribuenti, con le tre possibili specificazioni.
Grafico: a sinistra povero e a destra ricco; la curva decrescente rappresenta l’utilità marginale, che aumenta sempre di meno con l’aumentare del reddito. Redditi iniziali: y1 basso, y2 alto, in termini assoluti*, in termini proporzionali**, in termini di sacrificio minimo***.
USA: uguale sacrificio assoluto: imposta ripartita garantendo ripartizione carico fiscale in modo che ci sia un uguale sacrificio in termini assoluti per tutti.
Graficamente*: dobbiamo togliere utilità uguali, aree sottese, quindi se il povero soffre di area EDY1C, il ricco dovrà avere E’D’C’Y2, con il debito d’imposta C’Y2 che è maggiore, perché
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