Economia pubblica
L'economia pubblica è la disciplina economica che studia il ruolo dello Stato in un'economia di mercato con particolare riguardo alle entrate e spese pubbliche rappresentate nel bilancio dello Stato. Date le ipotesi che tutte le imprese siano price taker in un mercato concorrenziale, vi è l'allocazione efficiente delle risorse. In equilibrio significa che il beneficio marginale del consumo eguaglia il costo marginale di produzione e il prezzo di mercato.
SMS = C’ = p
Ruolo dello stato
Un'economia di mercato, ossia un meccanismo istituzionale basato su decisioni decentrate di consumo e produzione, è in grado di allocare le risorse in modo efficiente. La concorrenza perfetta viene attuata grazie alla mano invisibile. A. Smith afferma nel “Ricchezza delle nazioni” 1776 che ogni individuo non persegue l'interesse pubblico ma il motore alla base della mano invisibile è un fine egoistico dove si cerca di massimizzare il profitto e il benessere, da ciò deriva l'uguaglianza tra domanda e offerta di famiglie e imprese.
Lo Stato interviene nell'economia per due ragioni principali:
- Fallimenti del mercato (efficienza)
- Redistribuzione (equità)
In Italia il peso complessivo del settore pubblico è molto ampio e rappresenta circa il 45-50% del PIL, si registrano valori più bassi in USA e Giappone (30-35%). A. Schumpeter in una sua opera afferma come il bilancio dello Stato rappresenta lo specchio di tutti i problemi politici e sociali di una nazione. R. Musgrave nella sua opera “The theory of public finance” del 1959 ha schematizzato le tre funzioni fondamentali dello Stato:
- Allocazione (efficienza): assicura l'allocazione efficiente delle risorse in presenza dei fallimenti di mercato, lo Stato cerca di superare i fallimenti attraverso:
- Produzione pubblica
- Regolamentazione d'attività private
- Tassazione
- Redistribuzione (equità): realizzare un'equa distribuzione delle risorse, lo Stato può correggere la distribuzione delle risorse attraverso la tassazione, trasferimenti monetari (pensioni) o trasferimenti in natura (istruzione, sanità, edilizia pubblica). Il concetto di equità si lega all'etica e quindi a giudizi di valore che hanno tutti lo stesso merito, cerca di ridurre le differenze tra gli individui. I trasferimenti in natura risultano molto potenti ed efficaci dal punto di vista empirico.
- Stabilizzazione: contribuire a realizzare il pieno impiego delle risorse, lo Stato interviene attraverso la manovra delle spese e delle imposte incentivando la produttività. Assicurando la piena occupazione si attuano manovre per contrastare la recessione attraverso gli ammortizzatori sociali.
Allocazione
Analisi dei fallimenti del mercato, situazioni in cui un'economia di concorrenza perfetta non realizza un'allocazione efficiente delle risorse.
- Beni pubblici
- Esternalità: attività di consumo-produzione di un agente economico che influenza un altro agente senza un prezzo
- Monopolio naturale: il benessere dei consumatori non è massimo
- Asimmetrie informative: domanda e offerta non hanno le stesse informazioni (es. mercato auto usate)
Beni pubblici
Beni o servizi la cui natura è tale che i consumatori non hanno incentivo a manifestare la quantità desiderata ed il prezzo che sarebbero disposti a pagare, le imprese private non hanno incentivo a produrre questi beni perché il segnale che proviene dal mercato è falsato. Hanno la caratteristica di non rivalità e non escludibilità, si manifesta il problema del free riding dove si cerca di usufruire del bene/servizio senza contribuire al suo finanziamento.
Esternalità
Si è in presenza d'esternalità quando c'è divergenza tra la valutazione privata e la valutazione sociale di determinati beni che ne rendono la quantità prodotta/consumata sovra o sottodimensionata rispetto a quella ottimale. Questi problemi si profilano soprattutto nell'economia ambientale dove le iterazioni che nascono non hanno valore di mercato.
Monopolio naturale
Situazioni in cui il costo di fornire un dato output da parte di una sola impresa è inferiore alla somma dei costi che potrebbero sopportare imprese di dimensioni minori, la presenza del monopolio è fatale e promuovere l'entrata di altri offerenti sul mercato non ha senso, strumenti d'intervento sono la nazionalizzazione delle imprese e la regolamentazione e controllo della produzione privata.
Nonostante l'esistenza dei fallimenti di mercato, alcuni economisti ritengono che non può essere condizione sufficiente all'intervento dello Stato in quanto accanto ai fallimenti del mercato però vi sono anche i fallimenti dello Stato:
- Nei processi di decisione collettiva nelle democrazie rappresentative (teoria delle votazioni: teorema dell'impossibilità di Arrow)
- Nel concreto funzionamento dell'apparato burocratico (teoria della burocrazia)
Visione "weberiana" di Musgrave: la classe politica fa una sintesi delle esigenze e prende decisioni a vantaggio della collettività (stato benevolente, bene comune, democrazia rappresentativa).
Visioni sociologiche & Public Choice: il policy maker ha una funzione obiettivo diversa da quella del cittadino, nasce un sentimento antistatalista, è una scuola conservatrice che è fortemente per il mercato in quanto può fare meglio di quello che succede nella realtà.
Redistribuzione
Teoria delle imposte: criteri di ripartizione del carico tributario, principio del beneficio. Lo Stato chiede una controprestazione al beneficio che trae il contribuente alla fornitura del servizio contro il principio della capacità contributiva: versamento imposte indipendentemente da quanto si trae beneficio, progressività, incidenza della tassazione sull'offerta di lavoro. Lo Stato può influenzare l'equità anche attraverso la spesa per la protezione sociale (welfare state) che ha come obiettivo l'equità tra persone e generazioni.
Stabilizzazione
Teoria degli effetti macroeconomici della spesa pubblica e della tassazione a sostegno del ciclo economico e dell'occupazione, la disoccupazione rappresenta un fallimento del mercato. La teoria del debito pubblico:
- Onere del debito: oggi impegno a maggiori imposte domani l'onere viene trasferito tra le generazioni (D. Ricardo) forma di tassazione differita nel tempo.
- Limiti del debito: collasso debito pubblico/PIL, capire perché anche in periodi di pace il debito pubblico può essere comunque elevato.
Microeconomia richiamo
Il consumatore razionale massimizza una funzione di utilità, dato un vincolo di bilancio. Funzione di utilità U=U(x1, x2, … xn) dove le x rappresentano i beni consumati e U(.) è una funzione matematica che descrive come il consumo di questi si converte in utilità. La forma della funzione U(.) dipende dalle preferenze del consumatore.
Possiamo rappresentare le preferenze del consumatore con una curva d'indifferenza: l'insieme di tutti i panieri di beni che danno al consumatore un uguale livello d'utilità, tra i quali egli è indifferente. Il soggetto si comporta come un homo economicus, l'utilità dipende solo dal proprio consumo. Utilità marginale è l'incremento d'utilità ottenuto consumando un'unità aggiuntiva di bene Δu/∆x derivata parziale della funzione d'utilità rispetto ad x1, tenendo costanti le quantità di tutti gli altri beni. Al numeratore c'è la nuova utilità meno la precedente diviso la variazione del consumo. L'utilità marginale di un bene si ipotizza sia sempre decrescente: il consumo di ogni unità addizionale di un bene da un incremento di utilità inferiore a quello dell'unità precedente.
Es. u(x1,x2) = √x1*x2 = √x2/2√x1
Le curve d'indifferenza hanno due caratteristiche:
- I consumatori preferiscono curve d'indifferenza più alte
- Sono sempre inclinate negativamente
U=U(x1,x2) lungo la curva d'indifferenza l'utilità con cambia dx2/dx1 = SMS è il prezzo “psicologico” che misura la disponibilità di scambiare un bene con l'altro a parità di benessere, quante unità in più di x2 per rinunciare ad una unità di x1. Il SMS è la pendenza della curva d'indifferenza: misura il tasso a cui un consumatore è disposto a cambiare un bene con l'altro. Il SMS è decrescente spostandosi sulla stessa curva d'indifferenza da sinistra verso destra.
I due elementi fondamentali alla base della scelta razionale del consumatore sono il vincolo di bilancio e la struttura delle preferenze. Le preferenze derivano dalla psicologia, il vincolo di bilancio è dato dal mercato (prezzi e reddito), le variabili esogene nel modello sono prezzi e reddito mentre quelle endogene le quantità di beni da consumare.
Y=P1X1 + P2X2 per trovare il paniere che massimizzi l'utilità occorre conoscere anche il vincolo di bilancio X2 = Y/P2 – P1/P2 X1 dove P1/P2 rappresenta la pendenza del vincolo di bilancio ovvero il prezzo relativo di un bene rispetto all'altro. Nel punto di ottimo, la curva di indifferenza è tangente al vincolo di bilancio e quindi tutto il reddito viene speso: nel punto di ottimo si ha SMS = P1/P2
Se il prezzo di un bene cambia si hanno due effetti:
- Sostituzione: modifica del paniere di consumo perché sono cambiati i prezzi relativi, vi è una competitività fra i beni dagli stimoli del mercato
- Reddito: modifico il paniere perché a parità di reddito monetario, è cambiato il potere d'acquisto e sono diventato più ricco o povero
Beni normali sono quei beni la cui domanda aumenta se il reddito aumenta, se aumenta il prezzo quindi di un bene normale la relativa domanda si riduce in quanto si ha minore potere d'acquisto. Beni inferiori sono quei beni la cui domanda diminuisce se il reddito aumenta, un aumento del prezzo produce quindi un aumento della domanda per effetto del reddito, mentre l'aumento del prezzo produce una diminuzione della domanda per l'effetto della sostituzione, l'effetto complessivo è incerto. Beni giffen hanno pendenza positiva (es.patate in carestia) all'aumentare del prezzo aumenta la domanda perciò l'effetto di reddito più che compensa quello di sostituzione.
L'elasticità è il rapporto tra la variazione percentuale della domanda e la variazione del prezzo: ἐ = (∆QD/QD) / (∆P/P)
L'elasticità della domanda al prezzo è di solito negativa (salvo beni Giffen), non è costante lungo una curva di domanda lineare. Se la curva di domanda è lineare l'elasticità è 0 e la quantità non varia al variare del prezzo (domanda perfettamente inelastica), se la curva di domanda è orizzontale, l'elasticità è infinito e cambia infinitamente anche per una piccola variazione di prezzo (domanda perfettamente elastica).
C’=w/PML il costo marginale sarà più elevato quanto più bassa sarà la produttività marginale del lavoro, la curva di costo marginale ha quindi pendenza positiva rispetto a Q. L'impresa massimizza il profitto quando è massima la differenza tra ricavo totale e costo totale R’=C’, in un mercato di concorrenza perfetta l'impresa prende il prezzo come dato, la condizione di massimo profitto diventa quindi p=C’ e la curva di costo marginale è la curva d'offerta dell'impresa. Per trovare l'equilibrio di mercato se p>p*, offerta > domanda il prezzo deve diminuire; se p<p* offerta < domanda il prezzo deve aumentare.
Il benessere sociale rappresenta il guadagno netto che la società ottiene da tutti gli scambi in un mercato e si compone di:
- Surplus consumatori: il beneficio che i consumatori ottengono dal consumo di un bene, eccedente il prezzo pagato. È l'area tra la curva di domanda e il prezzo di mercato.
- Surplus produttori: il beneficio che i produttori ottengono dalla vendita di un bene, eccedente il costo di produzione. È l'area tra il prezzo di mercato e la curva di offerta.
Equilibrio economico generale
Passando da un'analisi di equilibrio parziale ad EEG si osserva lo studio della scatola di Edgeworth perché variazioni del prezzo di un bene determinano variazioni nella domanda di altri beni complementari o sostituti. L'impiego di input nella produzione di un determinato output sottrae per definizione l'impiego di quelli stessi input per produrre altri output. I mercati sono quindi interconnessi. La scatola di Edgeworth è caratterizzata da un'economia di puro scambio a due beni e due consumatori, gli scambi avvengono per massimizzare l'utilità rispetto alla dotazione iniziale di risorse.
I due consumatori possono o consumare le dotazioni oppure scambiare i beni a loro disposizione, lo scambio è sempre volontario quindi se avviene aumenta sempre la propria utilità senza svantaggiare l'altro. Una volta disegnata la mappa d'indifferenza dei due soggetti, gli insiemi di punti (panieri di consumo) che rappresentano un guadagno d'utilità per ciascun consumatore sono dati dai punti che stanno su curve d'indifferenza più alte. Se esiste un insieme comune a entrambi, c'è incentivo a scambiare perché lo scambio è reciprocamente vantaggioso ossia aumenta l'utilità d'entrambi spostandosi in un punto interno alla lente che si forma dall'intersezione delle due curve d'indifferenza. Se SMSA ≠ SMSB c'è spazio per la contrattazione e per uno scambio vantaggioso per entrambi.
Lo scambio non sarà più conveniente quando A e B giungono in un punto della scatola in cui le rispettive curve d'indifferenza sono tangenti tra loro ovvero SMSA = SMSB. In tale punto non c'è incentivo a scambiare in quanto il guadagno d'utilità di un consumatore comporta la perdita d'utilità dell'altro. In ogni scatola di Edgeworth esistono più punti pareto-efficienti il cui insieme individua la curva dei contratti su cui SMSA = SMSB, su tale curva i consumatori firmano lo scambio e consumano ciò che hanno. Il punto d'arrivo sulla curva dei contratti (allocazione pareto-efficiente) dipende dalle dotazioni iniziali e dalle capacità contrattuali dei due consumatori. L'efficienza non implica l'equità in quanto vi potrebbe essere in base alle dotazioni iniziali un'allocazione efficiente ma che determina un soggetto molto ricco e uno molto povero.
Nell'economia 2x2 lo scambio avviene sottoforma del baratto, non esistono quindi moneta, prezzo di mercato e mercato stesso. Si può immaginare però un'economia di puro scambio che abbia un riferimento istituzionale: il mercato di concorrenza perfetta. Lo scambio ha carattere impersonale, ciascun consumatore dispone di un certo reddito iniziale e ha di fronte prezzi dati dai beni di consumo. Dati i prezzi, sceglie di impiegare il reddito per massimizzare la propria utilità. Si può quindi dimostrare che se valgono certe ipotesi, un mercato di concorrenza perfetta è efficiente in senso di Pareto. Quando si parla di equilibrio economico e implichiamo certe condizioni si ipotizza che le azioni di ciascun agente economico siano sempre compatibili tra loro (se qualcuno vuole comprare, ci deve essere qualcuno che vuole vendere). Nel caso di concorrenza perfetta si parla di equilibrio economico parametrico perché la scelta di un singolo agente non influisce e non è influenzata dalla scelta dell'altro.
Economia del benessere
Studi sull'intervento pubblico nell'economia, obiettivi equità ed efficienza del sistema con l'intervento dello Stato. Studi sviluppati a inizio del ‘900 in Regno Unito. Negli anni ’30 L. Robbins avvia il filone degli studi e nel 1950 K. Arrow e G. Debreu danno la spiegazione matematica.
Teoria positiva spiega le cause di un fenomeno economico, cerca di capire perché la realtà è fatta in un certo modo. Nell'economia pubblica prova a rispondere a domande come perché spese particolari sono gestite dallo stato? Quali sono le cause della crescita del debito pubblico?
Teoria normativa individua gli obiettivi di politica economica e gli strumenti idonei per il loro raggiungimento.
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