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Lezione 1 economia pubblica

Allocazione

L’allocazione cerca di capire in che modo lo Stato influenza l’efficienza economica. Il paradigma dominante della teoria economica (si vedano Walras, Pareto, Arrow) tenta di fornire una spiegazione di come si formano i prezzi e le quantità prodotte in un’economia di mercato, sulla base del presupposto che gli attori economici agiscano secondo razionalità economica massimizzando l’utilità, se consumatori, oppure il profitto, se produttori. I risultati di questi comportamenti razionali sono efficienti.

Tuttavia, esiste una particolare categoria di beni, i beni pubblici, (di cui parleremo in seguito), che possiede delle caratteristiche che mettono in crisi alcune proprietà dell’economia di mercato: alcuni servizi come la difesa, la giustizia, la sicurezza pubblica, che un’impresa non ha incentivo a produrre, perché se lo facesse, non potrebbe costringere gli acquirenti a pagare il prezzo del servizio. I potenziali acquirenti, a loro volta, non hanno incentivo a rivelare la loro disponibilità a pagare per tali beni. Ciò produce il fallimento del mercato e per tale motivo i beni pubblici sono forniti dallo Stato.

Redistribuzione

La redistribuzione è la seconda funzione svolta dallo Stato e realizzata attraverso il bilancio pubblico. In assenza di redistribuzione del reddito e del patrimonio, la distribuzione del reddito sarebbe fortemente legata alla distribuzione delle dotazioni iniziali. La redistribuzione delle risorse implica dei trasferimenti (positivi o negativi) tra i soggetti: ad esempio sussidi, pensioni sociali, trasferimenti alle famiglie povere ecc. (ma anche negativi ad es. le imposte).

L’intervento dello Stato è, in questo caso, guidato da ragioni di equità. La redistribuzione attraverso le imposte (che normalmente sono imposte sui consumi, sulla produzione, sul capitale, sul lavoro) come vedremo hanno effetti distorsivi: modificano le scelte degli agenti economici per via dell’effetto di sostituzione e gli effetti distorsivi saranno tanto maggiori quanto maggiore è il grado di redistribuzione. Esistono anche delle imposte dette “in somma fissa” oppure “lump sum” che non hanno effetto di sostituzione, ma solo effetto di reddito e quindi non modificano, o meglio, non distorcono le scelte degli agenti economici, tuttavia è difficile pensare a trasferimenti di questo genere.

Per questa ragione c’è un trade-off tra equità ed efficienza:

  • Spesso per raggiungere allocazioni caratterizzate da un maggior livello di efficienza, i mercati dovrebbero essere lasciati liberi di operare, ma così facendo si otterrebbe una distribuzione iniqua;
  • Perseguire una maggiore equità implica l’utilizzo di imposte distorsive che riducono il grado di efficienza dell’allocazione ottenuta.

Stabilizzazione

Consiste nel garantire un livello di produzione più vicino possibile a quello di massimo impiego. Il modello neoclassico di equilibrio economico generale ha come esito il pieno impiego dei fattori produttivi, tra cui riveste un particolare interesse il lavoro. Tuttavia, il modello neoclassico non rispecchia completamente la realtà: esiste la disoccupazione e le economie hanno attraversato e attraversano, anche oggi, fasi di recessione. Il compito dello Stato è quello di gestire la finanza pubblica per promuovere la crescita dell’economia.

La teoria tradizionale

La teoria tradizionale di Scienza delle Finanze ricorda, come evidenziato sopra, che il mercato da solo, non può produrre un’allocazione efficiente. La concezione del mercato nel modello neoclassico è “ottimistica”: occorre l’intervento dello Stato poiché le ipotesi su cui si basa la teoria neoclassica spesso non si verificano ed inoltre è “insufficiente” poiché:

  • Non considera individui altruisti;
  • Non spiega fenomeni di disequilibrio (es. disoccupazione);
  • Presuppone che non vi sia redistribuzione dei redditi rispetto alla distribuzione esistente.

Il fallimento del mercato

Il fallimento del mercato, che ne emerge, è caratterizzato dalla presenza di:

  • Insufficiente concorrenza;
  • Esternalità;
  • Beni pubblici;
  • Informazione asimmetrica (assenza di informazione perfetta).

Prima di esaminare ciascuno dei casi sopra elencati in maniera approfondita, riprendiamo alcuni concetti di economia del benessere e di come la teoria neoclassica definisca l’ottimo.

Equilibrio economico generale

  • Efficienza nello scambio;
  • Efficienza nella produzione;
  • Condizione di compatibilità tra produzione e consumo.

Economia di puro scambio

Consideriamo un sistema economico di puro scambio in cui non esiste produzione, composto da due soli individui e due soli beni. La scatola di Edgeworth ci consente di rappresentare al tempo stesso:

  • Le preferenze dei due individui per i due beni;
  • La dotazione iniziale dei beni;
  • Tutte le possibili allocazioni finali dei beni.

Perché lo scambio abbia luogo occorre che vi sia un miglioramento paretiano in termini di utilità rispetto alla dotazione iniziale. Questo miglioramento avviene solo nel punto in cui le curve di indifferenza di A e di B sono tangenti. In tale punto sarà possibile migliorare la situazione di A senza peggiorare quella di B e viceversa. L’allocazione costituisce un ottimo paretiano: non è possibile aumentare la soddisfazione di uno scambista senza diminuire quella di un altro. In un ottimo paretiano non sono più possibili scambi vantaggiosi. La retta che passa attraverso il punto è il vincolo di bilancio. Nel punto abbiamo 1 = = =. Ed inoltre, . 21 = = La condizione è definita di equilibrio nello scambio.

Efficienza nella produzione

È possibile utilizzare lo stesso strumento per mostrare come si raggiunge l’efficienza nella produzione che altro non è che un ulteriore dimensione dello scambio. Diciamo infatti che una allocazione dei fattori nella produzione di M beni è Pareto efficiente, se non è possibile, riallocando i fattori, aumentare la produzione di un bene senza diminuire la produzione di almeno un altro bene. Anche questa proposizione può essere illustrata mediante la scatola di Edgeworth, nella quale le curve di indifferenza sono sostituite dagli isoquanti della produzione.

Supponiamo che vengano prodotti due beni, da due imprese diverse. Analogamente a quanto risultava dall’analisi dell’allocazione di due beni di consumo fra due consumatori, l’allocazione ottimale di due prodotti fra due imprese, date le loro dotazioni iniziali di fattori di produzione (capitale K e lavoro L),, .corrispondenti al punto sarà il punto di tangenza tra i due isoquanti ossia L’efficienza nella produzione si ottiene nel punto dove le curve di isoquanto sono tangenti. La linea tratteggiata rappresenta l’isocosto. Nel punto i saggi marginali di sostituzione tecnica (MRST) si eguagliano e vale la condizione riportata qui di seguito: - Condizione di efficienza nella produzione = = =,

Condizione di compatibilità tra produzione e consumo

Il grafico mostra la frontiera delle opportunità produttive ossia tutte le 2 combinazioni di bene 1 e bene 2 che si possono ottenere data una determinata tecnologia e determinate risorse. È inclinata negativamente poiché non è possibile aumentare la quantità del bene 1 senza ridurre quella del bene 2 e viceversa. L’inclinazione della frontiera è il saggio marginale di trasformazione: il costo opportunità di un aumento della quantità prodotta del bene 2 in termini della diminuzione della quantità prodotta del bene 1.

La frontiera delle opportunità produttive rappresenta le combinazioni dei due beni che possono essere prodotte allocando in modo efficiente il capitale ed il lavoro. Ogni prodotto della frontiera delle possibilità produttive corrisponde ad un punto della curva dei contratti della scatola di Edgeworth. Ricordiamo che l’origine a sinistra della scatola di Edgeworth (punto A) corrisponde ad una produzione nulla del bene 1 e ad una produzione massima del bene 2 e che la quantità prodotta del bene 1 è tanto più elevata, mentre la quantità prodotta del bene 2 è tanto più bassa, quanto più lontano dall’origine a sinistra è il punto corrispondente sulla linea dei contratti.

In equilibrio: = = = , = 1, … , ≠, , Perché si verifichi la condizione di compatibilità tra produzione e consumo i beni devono essere prodotti in proporzioni tali da assicurare l’uguaglianza fra i loro prezzi relativi ed il saggio marginale di sostituzione di tutti i consumatori. Come avviene nel punto del grafico.

Teoremi di economia del benessere

L’impianto analitico sopra descritto è utile a dimostrare due importanti teoremi:

  • Il primo teorema afferma che “ogni equilibrio concorrenziale è un ottimo paretiano”;
  • Il secondo teorema afferma che “ogni allocazione Pareto-ottimale per un sistema economico concorrenziale può essere raggiunta mediante un’opportuna redistribuzione del reddito”.

Lezione 2 economia pubblica

Introduzione

Perché il meccanismo della mano invisibile possa operare è necessario che vi sia concorrenza perfetta, cioè devono essere presenti nel sistema un numero elevato di compratori e venditori. Questo requisito implica infatti che il singolo agente economico non sia in grado di modificare il prezzo, ma quest’ultima variabile sia un dato per il singolo compratore o venditore (price-taker).

Potere di mercato

Si intende quella situazione in cui l’azione di un determinato operatore economico, di solito un’impresa, può influenzare la determinazione del prezzo di equilibrio.

Concorrenza imperfetta e monopolio

  • La Microsoft: un esempio di monopolio

Se possedete un personal computer, probabilmente usate una versione più o meno aggiornata di Windows, un sistema operativo prodotto da Microsoft Corporation. Quando la Microsoft progettò Windows chiese e ottenne un diritto esclusivo (copyright) su di esso. Il Copyright fornisce alla Microsoft un diritto esclusivo alla produzione e alla vendita di copie del sistema operativo Windows così, se volete acquistare una copia non avete altra scelta che rivolgervi alla Microsoft e pagare il prezzo che l’impresa vi richiede. La Microsoft ha quindi il monopolio di Windows.

Le decisioni di un’azienda come la Microsoft non sono descritte accuratamente dal modello di comportamento delle imprese che è stato elaborato precedentemente (mercato concorrenziale). L’impresa concorrenziale prende il prezzo come dato (price-taker) mentre l’impresa in regime di monopolio determina i prezzi (price-maker). Qui di seguito esamineremo le implicazioni di tale potere di mercato e vedremo come questo alteri il rapporto tra prezzo e costi di produzione.

Una definizione di monopolio

Un’impresa concorrenziale considera il prezzo del prodotto come dato e sceglie di produrre la quantità che garantisce l’uguaglianza tra prezzo e costo marginale; il prezzo applicato dal monopolista, invece, è maggiore del costo marginale. I monopolisti fanno pagare prezzi più elevati per i propri prodotti e gli acquirenti in regime di monopolio non avranno altra alternativa che pagare il prezzo fissato dal monopolista. Sebbene il monopolista abbia potere di mercato, ossia abbia la capacità di determinare il prezzo del bene che produce, le sue possibilità di profitto non sono illimitate. Se la Microsoft vendesse ogni copia di Windows ad un prezzo di 1000 dollari pochissimi lo acquisterebbero: si comprerebbero meno computer, si utilizzerebbero altri sistemi operativi, si acquisterebbero copie pirata a prezzo ribassato.

Le barriere all'entrata

Un’impresa è monopolista quando è l’unico venditore di un prodotto per il quale non esistono sostituti. La causa fondamentale del monopolio sono le barriere all’entrata:

  • Una risorsa chiave è detenuta da un’unica impresa Es: è il caso del monopolio di diamanti di DeBeers, la quale è un’impresa sudafricana che estrae e commercia diamanti. Anche se la DeBeers non detiene il 100% delle quote di mercato è sufficientemente grande da poter esercitare il potere di mercato.
  • Un’unica impresa detiene il diritto esclusivo di produrre un bene Es: brevetti per la produzione di un particolare software come Windows per la Microsoft, copyright per la produzione di un libro, brevetto per una casa farmaceutica che scopre un nuovo principio attivo.
  • Leggi governative o appalti
  • La struttura dei costi di produzione rende la singola impresa più efficiente di una molteplicità di produttori Configurazione particolare di monopolio: monopolio naturale che sorge quando una sola impresa è in grado di servire il mercato a costi più bassi di quanto potrebbero due o più imprese. Si verifica generalmente quando i costi fissi sono molto elevati. Esempi tipici sono la fornitura di servizi a rete: acqua, gas, elettricità ma anche trasporti (treni, autobus, etc..).

Differenza tra impresa in concorrenza perfetta e monopolio

  • Una impresa in un mercato di concorrenza perfetta non può influenzare il prezzo
  • Una impresa in monopolio è l’unico produttore: può esercitare potere di mercato e influenzare il prezzo del proprio prodotto. In questi casi, il prezzo non è più dato esogenamente (si dice che le imprese sono price maker).

L’equilibrio di mercato e le imprese nel breve periodo

L’equilibrio di lungo periodo

Domanda e ricavo marginale in monopolio

In monopolio il ricavo marginale MR è sempre inferiore al prezzo (in concorrenza invece il prezzo è uguale al ricavo marginale). [(Δ ) () (Δ) ( )]∗ + ∗Δ (Δ ()⁄ ) = = = ∗ + ⁄ ⁄Δ ΔQ Δ(Δ ()) ∗ Dove è negativo per l’inclinazione della domanda. ⁄Δ

La massimizzazione del profitto in regime di monopolio

L’intersezione della curva del ricavo marginale con il costo marginale determina la quantità che massimizza il profitto per il monopolista. Il monopolio tuttavia genera un equilibrio inefficiente: il prezzo applicato in regime concorrenziale e la quantità di equilibrio è inferiore. Questo genera una perdita di benessere rappresentata dall’area triangolare evidenziata.

Definizione di monopolio

Il caso più emblematico di esercizio di un potere di mercato è quello che riguarda il comportamento dell’impresa monopolistica. Il monopolista essendo l’unico produttore di un determinato bene è infatti in grado di fissare il prezzo di mercato più conveniente per sé, data la struttura della domanda aggregata espressa dall’insieme dei consumatori.

Max del profitto in monopolio

P e Q non sono indipendenti, questo significa che il monopolista non è in grado di scegliere contemporaneamente sia il prezzo di mercato che la quantità di output da produrre. ∗Il monopolista sceglie la quantità ottimale sulla base della condizione: = Il prezzo di equilibrio è determinato invece dalla curva di domanda del mercato.

Max del profitto in concorrenza perfetta

∗L’impresa concorrenziale sceglie la quantità ottimale sulla base della condizione =

Confronto tra monopolio e concorrenza

Il confronto tra queste due forme di mercato è fondamentale per capire il motivo per cui una struttura monopolistica dei mercati non realizza un uso efficiente delle risorse economiche. Risultati: dal confronto del punto di equilibrio C per la concorrenza con il punto M per il monopolista, si può notare come emergano le seguenti conclusioni: > = < In un regime di monopolio, i consumatori stanno quindi peggio, rispetto al caso alternativo che prevede un regime concorrenziale in quanto pagano un prezzo più elevato ed hanno a disposizione una quantità inferiore di beni per il consumo. Evidentemente il monopolista sta meglio in quanto ha la possibilità di avere extraprofitti, a differenza dell’impresa concorrenziale che produce profitti zero.

Conseguenze

  • Per i consumatori: un uso inefficiente delle risorse esistenti. Il livello efficiente di produzione è quello in corrispondenza del quale la disponibilità a pagare un’unità addizionale di output è uguale al costo necessario per produrla.
  • A livello collettivo: perdita netta di benessere commerciale, nonostante le compensazioni.

Monopolio e consumatori

Il Monopolio non rappresenta una situazione P.E. perché esiste la possibilità di una nuova allocazione delle risorse dell’economia che avvantaggi sia il monopolista che i consumatori. Per tutti gli output compresi tra Qm e Qc esistono dei livelli produttivi in corrispondenza dei quali vi sono dei consumatori disposti a pagare un prezzo più elevato del costo marginale e ciò migliorerebbe il benessere sia del monopolista (aumenta il venduto) sia dei consumatori, i quali pagano un prezzo che è espressione del proprio desiderio individuale di avere un’unità in più del bene.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alosinho di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Beraldo Sergio.
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