Costi: terminologia, concetti e classificazione
Costi di produzione
I costi di produzione si scompongono in:
- Materiali diretti
- Manodopera diretta
- Costi generali di produzione
Materiali diretti
I materiali diretti (direct materials) sono materiali che diventano parte integrante del prodotto finito e che possono essere fisicamente ricondotti a esso. Talvolta, i costi di materiali sono talmente insignificanti che non vale la pena ricondurli ai prodotti finiti e vengono pertanto classificati come materiali indiretti (indirect materials), inclusi nei costi generali di produzione.
Materie prime
Le materie prime (raw materials) sono materiali usati nei prodotti finali. Il prodotto finale di un'azienda può diventare la materia prima di un'altra azienda.
Manodopera diretta
La manodopera diretta (direct labor), definita anche manodopera di contatto (touch labor), include i costi di manodopera che non possono essere ricondotti ai prodotti o possono esservi ricondotti solo con grandi costi e difficoltà. Questi costi sono detti manodopera indiretta (indirect labor) e considerati parte dei costi generali di produzione.
Costi generali di produzione
I costi generali di produzione (manufacturing overhead), detti anche costi generali di fabbrica (factory overhead) o oneri di fabbrica (factory burden), includono tutti i costi di produzione a eccezione dei materiali e della manodopera diretta.
Costi generali di produzione + manodopera diretta = costi di trasformazione (conversion costs)
Materiali diretti + manodopera diretta = costo primo (prime cost)
Costi non di produzione
I costi non di produzione sono classificati in due categorie:
- Costi di marketing o di vendita (marketing or selling costs): necessari per ottenere gli ordini dei clienti e fare in modo che i prodotti arrivino nelle loro mani.
- Costi amministrativi (administrative costs): tutti i costi esecutivi, organizzativi e per gli impiegati connessi alla direzione generale di un'organizzazione, al marketing o alla vendita.
Costi di prodotto e di periodo
Oltre alla distinzione fra costi di produzione e non, vi sono altri modi di analizzare i costi, per esempio classificandoli come costi di prodotto o di periodo.
Costi di prodotto
I costi di prodotto (product costs) comprendono tutti i costi sostenuti per acquisire o realizzare un prodotto. Sono attaccati alle unità di prodotto quando i beni sono acquistati o prodotti e rimangono attaccati quando i beni finiscono in magazzino in attesa della vendita. All'inizio, tali costi sono assegnati a un conto magazzino nello stato patrimoniale e, quando i beni sono venduti, essi vengono eliminati dal magazzino come costi di competenza (chiamati costi del venduto) e iscritti nel fatturato di vendita. Poiché i costi di prodotto all'inizio sono assegnati al magazzino, essi sono anche detti costi inventariabili (inventariable costs).
Costi di periodo
I costi di periodo (period costs) sono tutti i costi che non sono inclusi nei costi di prodotto e sono di competenza del periodo in cui sono sostenuti. Le commissioni di vendita e i canoni di locazione sono esempi di costi di periodo.
Classificazione dei costi nel bilancio
Nel bilancio, i conti del magazzino differiscono fra i due tipi di azienda:
- Un'azienda commerciale ha soltanto una classe di beni in magazzino: i beni acquistati dai fornitori, che attendono di essere rivenduti ai clienti.
- Le aziende manifatturiere hanno tre classi di beni in magazzino: le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti.
Conto economico
Il conto economico (CE) delle aziende commerciali e manifatturiere è molto simile, ma differisce nella denominazione di alcune voci nel calcolo del costo del venduto.
Equazione di base per i conti del magazzino
Saldo di apertura (rim. Iniziali) + Incrementi di magazzino = Saldo di chiusura (rim. Finali) + Prelievi dal magazzino
Costo del venduto di una società commerciale
- Magazzino merci di apertura (rim. Iniziali) + Acquisti = Magazzino merci di chiusura (rim. Finali) + Costo del venduto
- Costo del venduto = Magazzino merci di apertura + Acquisti - Magazzino merci di chiusura
Costo del venduto di una società manifatturiera
- Magazzino prodotti finiti di apertura + Costo dei beni prodotti = Magazzino prodotti finiti di chiusura + Costo del venduto
- Costo del venduto = Magazzino prodotti finiti di apertura + Costo dei beni prodotti - Magazzino prodotti finiti di chiusura
(Vedere figura 2.5 a pag. 44)
Costi inventariabili
I costi di prodotto che vanno direttamente nei conti di magazzino quando vengono sostenuti (prima nei semilavorati, poi nei prodotti finiti), invece di entrare nei conti di competenza economica. Leggere esempi di flusso dei costi a pag 45.
Classificazione dei costi per predirne il comportamento
Costo variabile
I costi variabili variano in modo direttamente proporzionale ai cambiamenti intervenuti nel livello di attività. L'attività può essere espressa in molti modi, come le unità prodotto, le unità vendute, le miglia percorse, i letti occupati ecc. Quando si parla di costi variabili, si intende che il costo totale aumenta o diminuisce con l’aumentare o il diminuire del livello di attività. Un costo variabile è costante se espresso per unità.
Base di attività
Perché un costo sia variabile deve essere in relazione a qualcosa, che è la base di attività. Questa base è definita determinante del costo (cost driver). Se un costo non varia con la produzione o con le vendite, non vuol dire che non è variabile; infatti, la base può essere uno degli esempi sopraccitati nel paragrafo precedente.
Costi realmente variabili
I costi realmente variabili (true variable costs) o proporzionali, come i materiali diretti, sono un esempio di questi costi, poiché la quantità usata in un periodo varierà in proporzione diretta con il livello dell’attività di produzione. Inoltre, qualunque quantità acquistata ma non usata può essere immagazzinata e riportata nel periodo successivo come rimanenza.
Costi variabili a gradino
I costi variabili a gradino (step-variable costs) riguardano risorse che si possono ottenere solo in elevate quantità, e il cui costo aumenta o si riduce solo in conseguenza dei cambiamenti piuttosto ampi dell’attività. Vedi figura 2.10 pag. 50.
Ipotesi di linearità e intervallo di rilevanza
Anche se molti costi non sono rigidamente lineari se rappresentati in funzione del volume, un costo curvilineo (curvilinear cost) può essere approssimato soddisfacentemente con una linea retta entro una banda di attività ristretta, denominata intervallo di rilevanza (relevant range), l’intervallo di attività in cui sono valide le ipotesi espresse da un manager sul comportamento dei costi. Fuori da questo intervallo, la linea è un’approssimazione poco efficace dei costi curvilinei.
Costo fisso
Un costo fisso (fixed cost) rimane costante indipendentemente dalle variazioni del livello di attività. Es. l’affitto. Ci sono diversi tipi di costi fissi:
- Costi fissi impegnati (committed fixed costs): relativi all’investimento nelle strutture, nei macchinari e nella struttura organizzativa di base di un’azienda. Hanno due caratteristiche chiave: sono di lungo periodo e non possono essere ridotti in misura significativa, neppure per brevi periodi, senza danneggiare gravemente la redditività o gli obiettivi a lungo termine dell’organizzazione. Anche se le operazioni vengono interrotte o ridotte, i costi fissi impegnati rimangono comunque in parte invariati.
- Costi fissi discrezionali (discretionary fixed costs): spesso definiti costi fissi gestiti (managed fixed costs), derivano dalle decisioni annuali del management di spendere in alcune aree di costo. Esempi di costi fissi discrezionali sono pubblicità, ricerca, relazioni pubbliche, tirocini per studenti ecc. Ci sono due differenze fondamentali fra i costi fissi discrezionali e i costi fissi impegnati: i cfd sono di breve termine mentre i cfi sono di lungo termine. In secondo luogo, i cfd possono essere tagliati per brevi periodi di tempo con danni minimi, i cfi no. La caratteristica principale di questi costi è che il management non è vincolato a una decisione relativa a questi costi; essi possono essere rettificati di un esercizio all’altro e pure durante l’esercizio, se le circostanze lo richiedono.
La manodopera è un costo variabile o fisso?
Il costo per stipendi e salari differirà da un paese all’altro a seconda delle normative sul lavoro, dei contratti di lavoro e della consuetudine. Ultimamente, le aziende si avvalgono di dipendenti interinali e a tempo parziale per rinforzare temporaneamente la forza lavoro nei periodi di più intensa attività. Ciò rende i costi della manodopera un misto di costi fissi e variabili. Negli ultimi anni, molte aziende hanno ridimensionato la forza lavoro e questo evidenzia che i costi fissi possono variare se vi sono grosse variazioni all’attività, mentre non cambiano per le piccole variazioni. I costi fissi discrezionali e impegnati in effetti sono solo costi variabili a gradino.
Costo misto
Un costo misto è un costo che contiene contemporaneamente elementi di costi variabili e fissi. Sono detti anche semivariabili. Tale costo è rappresentato da una linea retta di equazione: Y = a + bx. La quota fissa di un costo misto rappresenta il costo di base, minimo, solo per avere un servizio pronto e disponibile all’uso. La quota variabile rappresenta il costo sostenuto per il consumo effettivo del servizio.
Analisi contabile
Nell'analisi contabile (account analysis), ogni conto esaminato viene classificato come variabile o fisso in base alla conoscenza precedente dell’analista di come si comporta il costo nel conto.
Approccio parametrico
L’approccio parametrico (engineering approach) è usato nelle situazioni in cui non è disponibile alcuna esperienza precedente in relazione all’attività e ai costi. Talvolta è usato insieme ad altri metodi per aumentare la precisione dell’analisi dei costi.
Analizzare il comportamento dei costi con un diagramma di dispersione
In questo caso, si rappresenteranno i dati in un diagramma di dispersione: in questo modo si evidenzieranno immediatamente eventuali non linearità o altri problemi relativi ai dati. Il comportamento dei costi è lineare quando una linea retta è un’approssimazione ragionevole del rapporto fra costo e attività. I punti non ricadono necessariamente sopra la linea retta, perché di rado il rapporto è perfettamente lineare.
Metodo del valore massimo-valore minimo
I costi fissi e quelli variabili dovrebbero essere calcolati solo se un diagramma di dispersione conferma che il rapporto è, approssimativamente, lineare. Il metodo valore massimo-valore minimo (high-low method) o metodo della regressione dei minimi quadrati (least squares regression method) si basa sulla formula per calcolare la pendenza di una linea retta. Se il rapporto fra costi e attività può essere rappresentato da una linea retta, allora la pendenza della linea retta è uguale al costo variabile per unità di attività.
Costo variabile = inclinazione della linea = (Y2 – Y1) / (X2 – X1)
Analizzare i costi misti con il metodo del valore massimo-valore minimo significa identificare il periodo con il livello minimo di attività e il periodo con il livello massimo di attività.
Costo variabile = (costo al liv max di attività – costo al liv minimo di attività) / (livello max di attività – livello min di attività)
Oppure
Costo variabile = Variazione dei costi / variazione dell’attività
Talvolta, il livello massimo e quello minimo di attività non coincidono con l’importo massimo e minimo dei costi. Tuttavia, si usano sempre i livelli più alto e più basso di attività per analizzare un costo misto in base al metodo del valore massimo-valore minimo.
Il metodo del valore massimo-valore minimo ha un grosso difetto: utilizza solo due punti come dati.
Analisi della regressione multipla
L'analisi della regressione multipla è un metodo analitico usato quando la variabile dipendente (costo) è causata da più di un fattore. Anche se aggiungere più fattori, o variabili, rende più complessi i calcoli, i principi sono gli stessi della regressione dei minimi quadrati semplici.
Conto economico con schema a margine di contribuzione
Un conto economico con schema a margine di contribuzione è migliore del sistema tradizionale perché è organizzato in base al comportamento dei costi, componendoli in categorie fissi e variabili, sottraendo prima i variabili dalle vendite per ottenere il margine di contribuzione. Questo importo contribuisce a coprire i costi fissi e quindi alla generazione del reddito del periodo; se però è insufficiente a coprire i costi fissi, si registra una perdita.
Classificazione dei costi per il processo decisionale
Costi e ricavi differenziali
I costi e ricavi differenziali rappresentano la differenza fra costi/ricavi di due alternative. Un costo differenziale è detto anche costo incrementale (incremental cost) e indica un aumento dei costi da un’alternativa all’altra; o costo decrementale se riguarda riduzioni. I costi differenziali possono essere fissi o variabili. Il concetto contabile di costo differenziale è paragonabile al concetto economico di costo marginale. Le variazioni di costi e ricavi per gli economisti sono costi e ricavi marginali.
Costi opportunità
I costi opportunità rappresentano il vantaggio potenziale a cui si rinuncia quando si seleziona un’alternativa invece di un’altra. Non sono riportati nelle registrazioni contabili, ma devono essere tenuti in considerazione in ogni decisione. Ogni alternativa ha un costo opportunità.
Costi sommersi
I costi sommersi (sunk costs) sono costi già sostenuti che non possono essere modificati da alcuna decisione presente o futura. Per questo motivo, non sono costi differenziali e pertanto vanno ignorati nel prendere una decisione.
Ulteriore classificazione del costo della manodopera
I costi della manodopera sostenuti nel tempo di inattività sono di solito considerati costi generali di produzione invece che costi di manodopera diretta. Il supplemento per il lavoro straordinario viene considerato parte del lavoro straordinario di produzione e non è assegnato ad alcun ordine particolare.
Progettazione dei sistemi di calcolo dei costi: i costi per commessa
Sistema di contabilità dei costi per processo
Il sistema di contabilità dei costi per processo (processing costing system) è usato quando l’azienda produce molte unità di un unico prodotto per lunghi periodi. I costi vengono accumulati in riferimento a una particolare operazione o reparto per un intero periodo (mese, trimestre, esercizio), e nella successiva divisione del costo totale per il numero di unità prodotte durante il periodo.
Costo per unità di prodotto = costo di produz totale / totale unità prodotte
Si trova così un importo medio del costo unitario, che si applica alle unità omogenee che escono in un flusso continuo dal processo di produzione.
Sistema di determinazione dei costi per commessa
Il sistema di determinazione dei costi per commessa (job-order costing system) è usato nei casi in cui, in ogni periodo, si producono molti prodotti diversi. I costi sono ricondotti e imputati alle commesse, e i costi della commessa sono poi divisi per il numero di unità della commessa per ottenere il costo medio per unità.
Scheda di commessa
La scheda di commessa (job cost sheet) è un modulo che registra i costi per i materiali, la manodopera e il lavoro straordinario imputati a una commessa. Oltre a servire da mezzo per l’imputazione dei costi alle commesse, la scheda di commessa serve anche da parte fondamentale delle registrazioni contabili di un’azienda. Le schede di commessa costituiscono un mastro ausiliario del conto semilavorati.
I costi generali di produzione devono essere inclusi, con i materiali diretti e la manodopera diretta, nella scheda di commessa, in quanto costituiscono un costo di prodotto. Tuttavia, può essere complicato per tre motivi:
- I costi generali di produzione sono costi indiretti.
- Costituiti da molti elementi diversi, che vanno dai lubrificanti usati nei macchinari alla retribuzione del responsabile di produzione.
- Anche se la produzione fluttua, i costi generali di produzione tendono a essere costanti.
Coefficiente di allocazione predeterminato
L’unico modo per imputare i costi generali di produzione è di usare un processo indiretto di imputazione selezionando una base di imputazione (unità di misura) che verrà usata per calcolare il coefficiente di imputazione predeterminato:
Coefficiente di allocazione predeterminato = costi gen di prod tot stimati / unità totali stimate nella base di imputazione
Costi gen imputati a una commessa = coeff di imputazione predeterm x ammontare della base di imputazione
Per esempio, se la base di imputazione fosse costituita dalle ore di manodopera diretta, la formula sarebbe:
Costi gen imputati a una commessa = coeff di imputazione predeterm x ore di manodopera diretta
Quando un’azienda imputa i costi generali nel modo appena indicato si parla di sistema a costi normali.
I costi generali di produzione potrebbero essere imputati a mano a mano che le ore di manodopera diretta vengono imputate alle commesse, o si possono imputare tutti i costi generali contemporaneamente, quando la commessa è completata. Se una commessa non è completata alla fine dell’esercizio, tuttavia, si dovranno imputare i costi generali per valutare il magazzino dei semilavorati.
Determinante di costo
Un determinante di costo (cost driver) è un fattore (come ore macchina, letti occupati ecc.) che genera i costi generali. Se per calcolare i coefficienti di imputazione, si usa una base che non determina i costi generali, ne risulteranno coefficienti di imputazione imprecisi e costi di prodotto distorti.
Costo unitario
Il costo unitario è un costo medio ma non è il costo che si otterrebbe sostenendo un’unità aggiuntiva, in quanto gran parte dei costi generali non cambia al variare della produzione e quindi il costo incrementale di un’ulteriore unità è inferiore al costo unitario medio.
VEDI REGISTRAZIONI A PAGINA 105-106-107-108-109 IMPORTANTE!
I costi generali effettivi non sono imputati alle commesse; non compaiono nella scheda di commessa né nel conto semilavorati. Solo i costi generali imputati, basati sul coefficiente di imputazione predeterminato, compaiono.
I costi non di produzione vengono trattati come costi di periodo e imputati direttamente al conto economico. L’ammortamento macchinari per ufficio è considerato un costo di periodo più che un costo di produzione.
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