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Mappa delle curve di indifferenza come nella quale PREFERENZE DEL CONUMATORE

funzione di utilità

l’utilità dipende dalla quantità disponibile dei due beni considerati: Bene2

A = A: , :

< Mappa delle curve di indifferenza

FGH FGH

Sia sia sono valori positivi, ma decrescono al crescere

e di .

rispettivamente di

Supponiamo che nel punto A sul grafico della curva di indifferenza,

F = FGH + FGH

l’indice di preferenza sia (a.)

I Bene1

Siamo certi che il consumatore è indifferente tra due panieri se I panieri su una Cdi più lontana dall’origine danno un più elevato

l’indice di preferenza rispettivamente assegnatogli è lo stesso, cioè se

FGH FGH

+ ∆ + + ∆ = F ma lungo la tutti i punti danno la stessa

livello di soddisfazione, Cdi

vale l’uguaglianza: (b.)

I soddisfazione.

∆ FGH ( ∆ FGH = 0

Sottraendo la alla

(a.) (b.) : Ogni appartenente ad una non può

Cdi mappa di curve di indifferenza

ADE

∆: = (

JDJ = L K L

K < intersecarsi con nessun’altra della stessa mappa. Se così non

Cdi

Da cui si ricava l’equazione: ∆: ADE

< fosse risulterebbe violata l’assunzione della transitività.

FGH

Ora se ci si muove da sinistra a destra aumenta perciò

FGH

diminuisce, mentre diminuisce perciò aumenta.

Come si voleva dimostrare il valore del diminuisce da sinistra a

SMS CASI PARTICOLARI:

destra, la pendenza della curva di indifferenza (Cdi) è pertanto – --> per il consumatore è irrilevante

beni perfettamente sostituibili

decrescente e la curva è concava. la “composizione” del paniere, è disposto a sostituire un bene con un

altro a un SAGGIO COSTANTE (non vale cioè l’assioma del saggio

marginale decrescente).

Le saranno RETTE INCLINATE NEGATIVAMENTE

Cdi

Manuela M. Tontini l’inclinazione della

– --> il consumatore li consuma (che riflette il rapporto

Nel punto di tangenza

beni strettamente complementari Rdb

congiuntamente in proporzioni fisse. Le Cdi saranno RETTE SPEZZATE tra i prezzi dei due beni) e la pendenza della (che corrisponde al

Cdi

AD ANGOLO RETTO in corrispondenza sono uguali.

SMS) JDJ = ∆: /∆: = ( /

della proporzione fissa. Vale la seguente uguaglianza: < <

∆! NOP

MGM = K L = ( K L

% #

Avevamo visto che: ∆! NOP

# %

Sostituendo quest’ultima uguaglianza alla precedente:

NOP &

MGM = ( K L = ( K L

# #

NOP &

% %

LA SCELTA OTTIMALE: EQUILIBRIO DEL CONSUMATORE Con una semplice trasformazione e ignorando i segni:

ADE ADE

L=K

K L

<

Il consumatore non potrà in ogni caso acquistare panieri che si dove i termini indicano le unità marginali

<

collocano al di sopra della retta di bilancio. le quali misurano l’incremento di

ponderate dei due beni

Se è un soggetto razionale si muoverà lungo la linea di bilancio e, tra soddisfazione che si associa all’ultimo euro speso nell’acquisto di un

tutte le combinazioni, sceglierà quella che si colloca sulla curva di bene.

indifferenza più distante dall’origine degli assi.

Bene2 Nel la

punto A retta di bilancio

(rossa) è tangente alla curva di

(azzurra).

indifferenza più alta

15 B C Rappresenta la scelta ottimale del

10 A consumatore.

10 20

Bene1

La non può essere acquistata perché si colloca al di

combinazione C

sopra della retta di bilancio. Manuela M. Tontini

CAPITOLO SETTIMO

Equilibrio iniziale il consumatore che dispone di un reddito

La domanda. (retta rosa) sceglie di acquistare del primo bene e

I Q Q

del secondo.

La funzione di domanda individuale esprime la quantità ottimale in

a la si traspone in alto a

da

Aumenta il reddito Rdb

I

funzione del prezzo del bene, del prezzo degli altri beni, del reddito e destra ma la sua inclinazione non varia perché non sono

= , , … ,

delle preferenze del consumatore: variati i prezzi.

La nuova sarà tangente in B ad una più distante

Rdb Cdi

Il consumatore è pienamente soddisfatto quando la quantità di un dall’origine, quindi il consumatore sarà più soddisfatto.

bene alla quale sarebbe disposto a rinunciare in cambio di un’unità

da a la si

Aumenta ulteriormente il reddito Rdb

addizionale dell’altro bene (SMS), corrisponde esattamente alla traspone ulteriormente in alto a destra mantenendo la stessa

quantità alla quale deve rinunciare per poter acquistare un’unità

/

inclinazione. Risulterà tangente in C ad una ancora più

Cdi

).

addizionale dell’altro bene ( distante dall’origine.

A LIVELLI DI REDDITO Più ELEVATI CORRISPONDERANNO PUNTI DI

RELAZIONE REDDITO-CONSUMO E CURVA DI ENGEL EQUILIBRIO Più LONTANI DALL’ORIGINE.

Variazioni del reddito determinano variazioni nella stessa direzione Passa per quei punti la LINEA REDDITO-CONSUMO (retta gialla) che è

della quantità acquistata di beni. appunto il luogo geometrico di tutte le combinazioni di equilibrio

corrispondenti ai possibili livelli di reddito del consumatore, a parità

AUMENTO DEL REDDITO --> aumenta il del

potere di acquisto di prezzi.

consumatore, si allenta il vincolo di bilancio.

DIMINUZIONE DEL REDDITO --> si riduce il del

potere di acquisto La linea si può definire CURVA DI ENGEL.

reddito-consumo Bene1

consumatore, il livello di soddisfazione è meno elevato. Pone in relazione la quantità acquistata di uno dei due beni

con il reddito. Tale relazione è diretta.

Bene2 R

All’aumentare del reddito la quantità ottimale del Bene1 aumenta: la

C curva è crescente da sinistra verso destra.

A B Se si raggiunge il pur aumentando il reddito la

livello di saturazione

quantità resta costante: la curva diventa parallela all’asse x.

Bene1 Nel caso dei beni inferiori la curva è decrescente.

Manuela M. Tontini più a destra del punto A, determinando la nuova

LINEA PREZZO-CONSUMO E CURVA DI DOMANDA combinazione ottimale.

Variazioni dei prezzi determinano variazioni nella direzione opposta l’intercetta

Ulteriore diminuzione del prezzo del bene1

della quantità acquistata di beni. della sull’asse x si sposta ancora più a destra. La nuova

Rdb

combinazione ottimale è nel punto C, più a destra della

DIMINUZIONE DEL PREZZO DI UNO DEI DUE BENI --> allentamento

precedente. Da B a C aumenta anche .

del vincolo di bilancio: il consumatore tenderà ad acquistare una

maggiore quantità di quel bene in luogo all’altro il cui prezzo è A LIVELLI DI PREZZO MENO ELEVATI CORRISPONDERANNO PUNTI

rimasto invariato. DI EQUILIBRIO PIU’ A DESTRA DEL GRAFICO.

Unendo tali punti si ottiene la (linea

linea prezzo-consumo PC).

Bene2 La linea è il

prezzo-consumo luogo geometrico di tutte le

combinazioni di equilibrio corrispondenti ai possibili livelli di

A C Linea prezzo-consumo prezzo di uno dei due beni, a parità di reddito e di prezzo dell’altro

F B In ognuno il consumatore massimizza la sua soddisfazione.

bene.

Bene1 Partendo dalla si può ricavare graficamente la CURVA DI

linea PC

Prezzo DOMANDA INDIVIDUALE.

bene1 D Curva della domanda

E F Bene1

il consumatore si colloca nel punto A di

Equilibrio iniziale

tangenza tra la corrispondente al reddito disponibile e

Rdb

una Cdi.

la si traspone lungo

Diminuisce il pezzo del bene1 Rdb

l’asse orizzontale, la sua intercetta si sposta a destra. La

nuova è tangente ad una Cdi nel punto B, che si colloca

Rdb Manuela M. Tontini Bene2

EFFETTO REDDITO ED EFFETTO SOSTITUZIONE R

Variando il prezzo di un bene, per il consumatore varia la

Le ragioni sono due:

combinazione ottimale!

un consumatore razionale tenderà a sostituire il bene A B

divenuto meno costoso al bene il cui prezzo è rimasto C

invariato (effetto sostituzione);

variando il prezzo del bene a parità di reddito varia, in senso

inverso, il potere di acquisto del consumatore (effetto O D E S D T Bene1

1 2

reddito). > Punto situazione di equilibrio iniziale

A:

Effetto sulla Rdb della riduzione del prezzo del bene1: Bene2 > curva di indifferenza iniziale

La zona evidenziata (area tra la nuova e la vecchia Rdb) > nuova retta di bilancio

rappresenta la maggiore possibilità di spesa dovuta all’ > retta parallela alla nuova retta di bilancio

> nuova curva di indifferenza più lontana dall’origine

aumento del potere di acquisto. La consistenza di tale > Punto nuova situazione di equilibrio

B:

zona dipende dal reddito reale e dal meccanismo di

sostituzione tra i due beni. Bene1 Il segmento misura l’aumento

D E del consumo del bene1 dovuto

1

sostituzione mentre il segmento misura l’incremento

all’effetto ED

2

reddito.

di domanda del bene1 dovuto all’effetto

EFFETTO REDDITO: tende a far acquistare maggiori quantità di Ogni volta che il prezzo di un bene diminuisce, la linea del reddito si

i beni, in ragione della maggiore capacità di acquisto.

entrambi sposta verso l’alto e la quantità acquistata aumenta.

EFFETTO SOSTITUZIONE: tende a limitare in parte l’acquisto

del bene che non è variato di prezzo, in ragione del fatto che in

è divenuto più costoso.

termini relativi Manuela M. Tontini

CAPITOLO OTTAVO L’analisi che segue è comune a tutte le forme di mercato.

Teoria dell’impresa.

L’offerta è determinata dal comportamento del produttore CONCETTO DI FUNZIONE DI PRODUZIONE

(IMPRESA) e dalle decisioni che prende in vista del suo obbiettivo

quale la Le decisioni sono diverse

massimizzazione del profitto. Per produrre e immettere beni sul mercato l’impresa utilizza i

secondo la forma di mercato in cui l’impresa è inserita: FATTORI PRODUTTIVI, solitamente divisi in terra, capitale e lavoro.

in CONCORRENZA PERFETTA il prezzo del bene si determina La data la tecnologia, mette in relazione

FUNZIONE DI PRODUZIONE,

sul mercato e la singola impresa non può influire in merito. La le e le

quantità prodotte quantità impiegate dei fattori produttivi.

= R, S

domanda rivolta all’intera industria (decrescente) non R S

coincide con quella rivolta alla singola impresa (costante per dove è il è il e è la quantità prodotta.

capitale, lavoro

ciascun livello di prezzo). LA QUANTITA’ PRODOTTA AUMENTA ALL’AUMENTARE

DEI FATTORI PRODUTTIVI UTILIZZATI.

in MONOPOLIO vi è piena coincidenza tra impresa e industria.

La curva di domanda è decrescente perché l’impresa può

intervenire sul prezzo di vendita. FUNZIONE DI PRODUZIONE A FATTORE VARIABILE

La funzione di produzione con variabilità di un solo fattore produttivo

in OLIGOPOLIO impresa e industria non coincidono. Le lega la e la

variazione della quantità prodotta variazione di UN

domande rispettivamente rivolte sono entrambe decrescenti. in particolare aumenta il fattore lavoro a fronte

fattore produttivo, = R, S

di una dotazione costante di capitale.

in CONCORRENZA MONOPOLISTICA le imprese riescono ad

acquisire una leggera capacità di influenza sul prezzo. La curva LA QUANTITA’ PRODOTTA AUMENTA ALL’AUMENTARE DEL FATTORE

di domanda all’impresa e quella all’industria non coincidono e PRODUTTIVO VARIABILE.

sono entrambe decrescenti. --> misura la

Prodotto marginale variazione del prodotto totale al

LA FORMA DI MERCATO ALL’INTERNO DELLA QUALE OPERA variare del fattore produttivo.

L’IMPRESA DIFFERENZIA L’ANDAMENTO DEL RICAVO, --> è dato dal

Prodotto medio rapporto fra il livello della quantità

in ragione del diverso potere di influenza che ha sul prezzo. prodotta e il livello del fattore produttivo.

Manuela M. Tontini

La funzione di produzione può essere: Funzione di con rendimenti dapprima crescenti e poi decrescenti

- ad andamento costante di produttività marginale; T

- ad andamento di produttività marginale;

crescente

- ad andamento di produttività marginale.

decrescente Prodotto totale

V

FUNZIONE DI PRODUZIONE LINEARE A B C D

GH = ∆/∆S S

Prodotto marginale PMg

che si ottiene dall’aumento di ore lavorate

L’incremento di quantità PMe

T = UV W

--> dove è COSTANTE.

è sempre lo stesso Prodotto medio

W

Il valore rappresenta la pendenza della curva ossia il coefficiente V

angolare della funzione! Al suo aumentare (dovuto ad esempio ad M Prodotto marginale

una aumenterà il livello di produzione per

innovazione tecnologica) GH.

ogni livello di ore di lavoro e aumenterà il valore del In valore assoluto la funzione di produzione sta aumentando, gli

incrementi sono dapprima crescenti poi diventano via via sempre più

FUNZIONE DI PRODUZIONE NON LINEARE GH

piccoli. La funzione di è ricavata da quella di prodotto totale.

(a) (b)

S S S

(a)

Grafico --> All’aumentare dell’impiego del fattore produttivo la

T

quantità prodotta aumenta in misura via via sempre più ridotta.

La funzione di produzione è a RENDIMENTI DECRESCENTI. S

(b)

Grafico --> All’aumentare dell’impiego del fattore produttivo la

T

quantità prodotta aumenta con incrementi via via crescenti.

La funzione di produzione è a RENDIMENTI CRESCENTI. Manuela M. Tontini

VARIABILITA’ DI DUE FATTORI: L’ISOQUANTO

La è

funzione di produzione con variabilità di due fattori produttivi

= R, S.

detta ISOQUANTO: La quantità prodotta è costante.

R S

Individua tutte le possibili combinazioni di capitale e lavoro che

.

lasciano invariato il livello di produzione

E’ è verso l’origine perché al diminuire di un

decrescente convesso

fattor produttivo deve aumentare l’impiego dell’altro.

Da sinistra verso destra lungo l’isoquanto --> ad eguali incrementi

S R.

di si devono associare variazioni via via decrescenti di

Da destra verso sinistra lungo l’isoquanto --> diminuzioni costanti del

S R.

fattore sono compensate da variazioni crescenti del fattore

Il rapporto tra la diminuzione di un fattore produttivo e l’aumento

è definito SAGGIO MARGINALE DI TRASFORMAZIONE:

dell’altro JD = ∆X/∆V

Mano a mano che ci si allontana dall’origine degli assi, si individua un

isoquanto con un livello di produzione maggiore. Manuela M. Tontini

CAPITOLO NONO COSTI VARIABILI

I costi. IL COSTO VARIABILE è FUNZIONE CRESCENTE DELLA QUANTITA’

Per risolvere il problema della massimizzazione del profitto è PRODOTTA, cresce al crescere della quantità prodotta e dipende da

indispensabile conoscere i tutti gli elementi che variano quando questa si modifica (materie

costi totali di produzione. prime, salari, ecc.).

La FUNZIONE DEI COSTI esprime la relazione tra la quantità prodotta

= CT. Z

e i costi: Ad un aumento di corrisponde

Z

un aumento dei costi variabili

= S

Poiché allora si può anche dire che i costi dipendono

dall’impiego del fattore lavoro.

– La produttività del lavoro è --> i costi aumentano

costante

all’aumentare della produzione in modo costante;

– la produttività del lavoro è --> i costi aumentano

crescente Essendo gli incrementi di quantità (almeno per i primi

crescenti

con incrementi decrescenti; lavoratori aggiunti) ed essendo gli incrementi dei salari (tutti

costanti

– la produttività del lavoro è --> i costi

decrescente ricevono lo stesso salario), i costi crescono proporzionalmente meno

aumentano con incrementi crescenti. della quantità.

COSTI FISSI COSTO TOTALE [

I COSTI TOTALI si distinguono in che non variano al variare

costi fissi

Primo tratto della funzione dei costi variabili cresce in modo

della quantità prodotta (quanto è stato speso per acquistare le perché ogni singola unità di prodotto in più viene

via via decrescente

macchine e gli stabilimenti) e che invece variano col

costi variabili a costare un po’ meno della precedente.

∆/∆)

variare della quantità prodotta. Ciò significa che il costo marginale (= è decrescente.

Y S

La è parallela all’asse x

funzione dei costi fissi

Secondo tratto con l’aumento dell’impiego del fattore il

non è crescente ma comincia a diminuire.

prodotto marginale

Ogni lavoratore aggiunto fa aumentare la produzione ma sempre

meno, ogni quantità in più che si deve produrre costa sempre di più.

Manuela M. Tontini

DE = ∆ /∆

Significa che (dipende esclusivamente dall’andamento

sta aumentando con incrementi crescenti. del costo variabile perché il costo fisso non varia)

Si distinguono tre tipi di COSTI MEDI --> totale, fisso e variabile:

DE = ∆/∆T

La FUNZIONE DI COSTO MARGINALE avrà un Dg = / fDg = Y/ [Dg = Z/

andamento e

decrescente nel primo tratto crescente nel secondo.

Quando il costo marginale diminuisce, il costo totale sta aumentando

ma in maniera meno che proporzionale. \]^_ Gh GH

= Y + Z quindi l’andamento del costo totale si ottiene

addizionando i costi fissi ai costi variabili. Questi non partiranno più

= 0 ZGh

dall’origine ma dal punto A corrispondente ai costi fissi per :

\]^_ YGh

Z [a]

Y

A Gh ZGh

All’aumentare della quantità prodotta, e tendono ad

`ab^_^à d\e\^^a Y

O avvicinarsi perché l’incidenza del sulla singola unità prodotta

YGh)

(ossia il diminuisce.

è formata dai punti che rappresentano la somma verticale dei

[ f, [

punti della con i punti della è data cioè dalla curva

Y.

aumentata della quantità fissa

Supponendo i prezzi delle materie prime e del lavoro uguali per tutte

le imprese, la diversità delle dipende dalle capacità

funzioni di costo

organizzative e dall’efficienza della singola impresa.

La FUNZIONE DI COSTO TOTALE presenta costi marginali decrescenti

[a]).

(figura

nel primo tratto e crescenti nel secondo tratto Manuela M. Tontini

Riassumendo

si è analizzato un caso in cui: R

la dotazione di capitale è costante;

• la funzione di produzione ha rendimenti dapprima crescenti e

• poi decrescenti;

Gh ZGh

il e il sono dapprima molto distanti e

• aumentando la quantità prodotta la distanza si riduce perché

Y

il incide sempre meno;

GH ZGh

nel tratto in cui decresce, il si trova al di sopra di

• GH ZGh

questo. Viceversa nel tratto in cui cresce, il e il

Gh si trovano al di sotto di questo.

risulta che:

Y

Il ha un qualunque sia la quantità

andamento costante

prodotta;

Z

Il parte dall’origine degli assi e ha un andamento

dapprima con incrementi decrescenti sempre più

crescente,

ridotti e poi con incrementi crescenti;

Z Y.

Il si ottiene sommando al il Manuela M. Tontini

Parte quarta : LE FORME DI MERCATO

CAPITOLO DECIMO Il è il prodotto tra

RICAVO TOTALE

La concorrenza perfetta. il prezzo del singolo bene e il = . :

numero di unità vendute del bene -->

La FUNZIONE DI RICAVO TOTALE, in ragione del livello del prezzo che

In concorrenza perfetta : rimane costante, aumenta in modo proporzionale sempre in egual

– Ogni singola

infinito frazionamento della domanda e dell’offerta. (andamento lineare) e (infatti in

misura parte dall’origine degli assi

= . = 0 = 0).

impresa si comporta da ossia accetta il prezzo che si

priece-taker base alla formula se anche

determina sul mercato senza poterlo influenzare;

– (tutte le imprese offrono lo stesso bene);

omogeneità di prodotto

– per le imprese all’ingresso e all’uscita dal

assenza di barriere Il è la variazione di ricavo totale al variare della

RICAVO MARGINALE

mercato; DE = ∆/∆:

quantità prodotta -->

– di tutti gli agenti sul mercato rispetto ai

perfetta informazione

comportamenti degli altri agenti. Poiché il varie sempre in eguale misura, al variare della quantità

GH

prodotta è costante e coincide con il valore del livello del

DE =

prezzo applicato al bene che l’impresa produce -->

RICAVI E PRODUZIONE Se il prezzo sul mercato aumenta (ciò avviene indipendentemente

dalla singola impresa) l’impresa non può che applicare il nuovo

Obbiettivo dell’impresa è massimizzare il profitto, ossia prezzo. Otterrà una nuova funzione di ricavo totale più inclinata della

MASSIMIZZARE LA DIFFERENZA TRA I RICAVI E I COSTI TOTALI. precedente, perché per uguali quantità vendute sarà maggiore.

Dovrà quindi tenere conto dell’andamento dei ricavi e del vincolo

rappresentato dai costi. Dg = /:

Il assume sempre valori costanti -->

RICAVO MEDIO

E’ uguale al ricavo marginale che a sua volta è uguale al prezzo

Dg = DE = .

quindi:

Manuela M. Tontini Gh [a]

LA SELTA DI UNA IMPRESA Se il prezzo è minore del l’area del rettangolo in figura

rappresenta una perdita (profitto negativo) perché i valori dei costi

Gh, GH

e non variano al variare della quantità prodotta. sono sinteticamente superiori ai valori dei ricavi. L’imprenditore in

questa situazione non è in grado di entrare nel mercato.

Il profitto è massimo quando la differenza tra ricavo totale ( ) e

Per entrare nel mercato si devono realizzare che siano almeno

costo totale ( ) è la massima possibile. .

uguali ai

M

A DALLA FUNZIONE DI OFFERTA DI UNA IMPRESA A QUELLA

B DELLA INDUSTRIA

Le piccole dimensioni dell’impresa fanno ipotizzare che il mercato

possa in ogni caso assorbire quello che essa è in grado di produrre.

x 1 La FUNZIONE DI DOMANDA DELL’INDUSTRIA si costruisce

come ed ha un

somma delle funzioni di domanda individuali

La distanza massima sia ha nei due punti (A e B) in cui la tangente alla

andamento decrescente.

è parallela alla , ma solo il punto A rappresenta la scelta

Infatti al di sotto della quantità x (in corrispondenza della

ottimale. 1 La piccola quantità di bene prodotta dalla singola impresa, se

=

quale ) l’imprenditore dovrebbe sopportare costi maggiori sommata a quella prodotta da tutte le altre, copre l’intera domanda

dei ricavi. del bene per il prezzo determinato dalle scelte di mercato nel suo

complesso.

GH Gh

Gh [a]

= Gh = GH Manuela M. Tontini

Modifiche nel livello del prezzo:

LA MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO GH, GH, GH

[b]

Nello stabilire quale quantità produrre, l’impresa confronta i costi

marginali e i ricavi marginali. Gh

p N

N = GH

p E

E

GH GH Gh

GhZ

= GH

GhZ

GH q q

E N

In l’imprenditore sta massimizzando il profitto.

E

q q q

1 max 2 Al modificarsi delle condizioni di mercato si registrano modifiche nel

DE < GH

(in q ) un’unità aggiuntiva farebbe ricavare più di

1 livello del prezzo. La funzione del prezzo si sposta verso l’alto in p ed

N

quello che costa, quindi conviene aumentare la produzione. N diventa il Il livello di produzione sarà

nuovo punto di equilibrio.

DE > GH ovviamente più elevato.

(in q ) l’ultima unità è costata più di quello che ha

2

fatto ricavare, quindi conviene produrre meno.

DE = DE

) L’impresa sta

(in q punto di equilibrio.

max La FUNZIONE DI OFFERTA DELL’IMPRESA è determinata GH.

massimizzando i suoi profitti quindi non conviene ne aumentare ne dall’andamento che assume la sua funzione di costo marginale

diminuire la produzione. L’industria offre sul mercato la somma delle quantità offerte dai

singoli imprenditori, ognuno dei quali si sta comportando in maniera

razionale.

Se il prezzo aumenta tutte le imprese aumenteranno la quantità da

GH.

immettere sul mercato in relazione alla propria funzione di

Manuela M. Tontini

GH

CTMe GH Gh

La FUNZIONE DI OFFERTA DELL’INDUSTRIA è F

crescente da = Gh = GH

[b]la p

Al livello di prezzo p in figura quantità

sinistra verso destra. N T LLL L

offerta dall’industria è la somma delle quantità offerte dalle singole

imprese.

Nel punto di incontro tra l’offerta dell’industria e la domanda di

mercato, si determina il che è quello che i

prezzo di equilibrio p k

E A

singoli imprenditori dovranno applicare.

GH La quantità che consente la è quella in

massimizzazione del profitto

Le funzioni di saranno diverse da impresa a impresa, la funzione DE = DE

GH corrispondenza della quale (punto F).

di sarà uguale per tutte. SY k Sl

Il rettangolo è l’area del profitto, il rettangolo è l’area

del costo totale. L’unione delle due definisce l’area del ricavo totale.

Equilibrio dell’impresa GH

la funzione si sposta verso l’alto, il

Aumenta il prezzo

Il prezzo diminuendo può raggiungere un livello tale da escludere profitto si massimizza in corrispondenza di una quantità maggiore

completamente l’imprenditore dal mercato. della precedente.

GH GH GH

e si eguagliano il corrispondenza

Diminuisce il prezzo

= Gh = GH di una quantità minore della precedente. Nella nuova quantità

p > quindi l’impresa non riesce a coprire i costi totali. Per

Gh decidere se restare o meno nel mercato deve valutare l’andamento

dei costi variabili. Gh

QUANDO IL LIVELLO DEL PREZZO INCONTRA LA FUNZIONE NEL

=

SUO PUNTO DI MINIMO, . QUESTO è IL PUNTO CHE

q CONSENTE DI ENTRARE NEL MERCATO.

( Gh)∙()

Il rettangolo grigio è il dato da (

profitto dell’impresa, QUANDO IL PREZZO SCENDE AL DI SOTTO DEL PUNTO MINIMO DELLA

ZGh,

FUNZIONE L’IMPRENDITORE ABBANDONA IL MERCATO.

Gh ∙

Lo spazio tratteggiato è l’area del dato da

costo totale, Manuela M. Tontini

CAPITOLO UNDICESIMO Nel massimizzare il profitto l’industria sceglie il prezzo, agisce cioè da

Mercati non concorrenziali. analizzando le caratteristiche della domanda.

priece-maker,

La funzione di domanda dell’impresa prezzo

coincide con quella dall’industria ed p A

A

Forme di mercato diverse dalla concorrenza: è decrescente da sinistra verso destra. B quantità

MONOPOLIO --> sul mercato è presente una sola impresa.

• E’ il caso dei mercati dei beni che presentano costi di In p la quantità domandata è pari a zero (punto A). Diminuendo il

A

produzione elevati ma devono essere forniti a prezzi prezzo la quantità tende ad aumentare ed è massima nel punto B

accessibili perché sono indispensabili (infrastrutture, fornitura dove il prezzo è vicino a zero.

di acqua e energia, ecc.); Sia in A che in B, che sono i due casi limite, il ricavo totale sarà nullo.

OLIGOPOLIO --> sul mercato sono presenti poche imprese.

• Due tendenze opposte:

E’ il caso dei mercati in cui la produzione comporta ingenti

investimenti (petrolio, carburanti, ecc.); EFFETTO PREZZO --> diminuisce quando il prezzo

CONCORRENZA IMPERFETTA --> sul mercato sono presenti

• diminuisce;

molte imprese che differenziano i beni che producono. EFFETTO QUANTITA’ --> aumenta quando il prezzo

diminuisce, perché stanno aumentando le quantità.

L’impresa si trova a dover compiere valutazioni non solo sui prezzi

ma anche sulla risposta che i consumatori daranno ad eventuali L’aumento o la diminuzione di dipende dal modo in cui la

variazioni degli stessi. quantità domandata reagisce alle variazioni di prezzo, cioè dalla

∆ ∆

m

elasticità della domanda rispetto al prezzo

CARATTERISTICHE DEL MONOPOLIO

Domanda la variazione percentuale della quantità

elastica

• è maggiore della variazione percentuale del prezzo.

Un’unica impresa detiene la quindi

totalità dell’offerta del prodotto, L’impatto negativo dovuto alla caduta del prezzo è più che

tutta la domanda deve rivolgersi a lei (impresa e industria coincidono compensato dall’impatto positivo dovuto all’aumento di

pienamente). quantità ( aumenta).

Manuela M. Tontini ∆:/: = ∆/ B).

elasticità pari a 1(punto

Domanda la variazione percentuale della b)

anelastica

• Il ricavo rimane inalterato perché le due tendenze sono di

quantità è inferiore alla variazione percentuale del prezzo. eguale entità.

L’impatto negativo della caduta di prezzo è maggiore

dell’impatto positivo esercitato dall’aumento di quantità ( ∆:/: < ∆/ la domanda è (tratto BC).

anelastica

c)

diminuisce). Sul ricavo totale è maggiore l’incidenza negativa della caduta

= ∙

Ricavo totale del prezzo rispetto a quella positiva dovuta all’aumento della

Gh = /

Ricavo medio (coincide con il prezzo) quantità. quindi diminuisce.

GH = ∆ /∆.

Ricavo marginale

L’andamento della funzione è decrescente, infatti aumentando gli I TRE VALORI DELL’ELASTICITA’ SI INCONTRANO

incrementi sono via via sempre più piccoli. PROCEDENDO LUNGO LA STESSA CURVA DI DOMANDA,

GH = 0.

Si arriverà al punto in cui Continuando ad aumentare la DA SINISTRA VERSO DESTRA L’ELASTICITA’ DIMINUISCE.

GH

produzione inizierà ad essere negativo. GH

La funzione di invece (come in figura) si annulla nel punto in cui

, GH, Gh

Vi sarà quindi una quantità in è massimo e diventa negativa nel tratto in cui diminuisce.

corrispondenza della quale N

non aumenterà più e una A

quantità in corrispondenza B GH

della quale diminuirà. C

GH

Tre ipotesi:

∆:/: > ∆/ la domanda è (tratto NB).

elastica

a) Alla diminuzione del prezzo la quantità domandata aumenta e

tale incremento non solo annulla l’effetto negativo dovuto

alla diminuzione del prezzo, ma fa crescere il ricavo totale.

Manuela M. Tontini GH

La FUNZIONE DI COSTI TOTALI ha andamento analogo a quella - Pendenza della funzione =

GH

analizzata per una impresa che opera in concorrenza perfetta. - Pendenza della funzione =

Nel punto E questi due valori sono uguali.

I costi totali crescono al crescere della quantità prodotta, con

incrementi dapprima decrescenti o poi via via crescenti. Per l’impresa monopolista, a differenza di quella perfettamente

GH, Gh .

Il COSTO MARGINALE è concorrenziale, non si riscontra l’uguaglianza tra e

dapprima decrescente, raggiunge un punto

di minimo e poi diventa crescente.

, Individuazione del prezzo di vendita

In tali condizioni l’impresa non è in grado GH, GH DE

di operare sul mercato perché i costi totali

sono sistematicamente superiori ai ricavi totali. p H

1 n_bha e_ e\oabea

E

O

O

LA DECISIONE RALATIVA ALLA MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO è GH

q

STRETTAMENTE COLLEGATA ANCHE ALLA FUNZIONE DI COSTO.

In corrispondenza della quantità Oq

, GH = GH

pendenza di = pendenza di , perciò

B Quindi in E il profitto è massimo.

La funzione di costi consente di produrre e di

E determinare quanto offrire sul mercato. La quantità Oq viene immessa sul mercato ad un prezzo p che è

1

GH.

maggiore del valore assunto dal

O q M L’impresa non produrrà mai in corrispondenza del tratto anelastico

La si ha nel punto in cui le due

massima differenza tra costi e ricavi della propria curva di domanda. La MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO

funzioni hanno UGUALE PENDENZA, quindi nel punto E l’impresa può essere raggiunta solo in corrispondenza di quantità che ricadono

massimizza il profitto. nel tratto elastico della curva di domanda!

Manuela M. Tontini

Funzione del duopolista A parte dal punto B, cresce, raggiunge il suo

MERCATI OLIGOPOLISTICI massimo e diventa zero nel punto C.

Un offrono sul mercato un dato bene.

limitato numero di imprese GH GH

Il punto di incontra tra la funzione e la funzione gli consente di

Essendo le imprese sono probabilmente di grandi dimensioni, hanno individuare la quantità che massimizza il profitto (tratto BE).

quindi un peso rilevante in rapporto alla domanda che sono in grado

di coprire ed una forza tale da influire sul prezzo di mercato. Ciascuna impresa quindi al fatto che il rivale ha già

si adegua

assorbito una quota di mercato ed opera applicando le regole per la

massimizzazione del profitto che sono state studiate nel monopolio

DE = DE

Il DUOPOLIO DI COURNOT ( ).

Forma di mercato nel quale operano due sole imprese (A e B) che

cercano di massimizzare il proprio profitto in base a due variabili: Se si mettono insieme tutte le quantità in corrispondenza delle quali

> la domanda di mercato; l’impresa A sta massimizzando il profitto in funzione delle quantità

> l’offerta dell’impresa rivale. offerte da B, si ha la c.d. CURVA DI REAZIONE. qB

Se l’impresa B offre una quantità x, l’impresa A si considera unica Maggiore è la quota di mercato occupata da B

per la quota di mercato restante. Costruisce quindi

impresa diverse quindi

e minore è quella che potrà occupare A

in funzione di ipotetiche quantità già offerte da B.

ipotesi di offerta tra le due grandezze, a parità di altre condizioni, O qA

, , GH DE vi è una relazione inversa.

Analogo procedimento viene svolto dall’impresa B sulle diverse

n_bha e_ e\oabea ipotesi di quantità offerte dall’impresa A.

O B E C

GH

OB e l’impresa A si comporta da monopolista

L’impresa B offre la quantità

nella quota di mercato corrispondente al tratto BC. Manuela M. Tontini

IL DUOPOLIO DI EDGEWORTH

Analizzando simultaneamente le due distinte curve di reazione, è

possibile determinare l’EQUILIIBRIO in regime di duopolio. Modello alternativo di duopolio per un mercato con un prodotto

B omogeneo. ognuna cerca di escludere l’altra

Le imprese sono rivali,

dal mercato e la variabile gioca un ruolo determinante nelle

prezzo

p`dqa e_ dhar_\bh e_ l loro scelte. P

E p`dqa e_ e\oabea e_ s p`dqa e_ e\oabea e_ l

p`dqa e_ dhar_\bh e_ s p 1

O A

Il è il punto di

punto in cui le due linee di reazione si incontrano t Q

equilibrio, nel quale le due imprese determinano la quantità che F O F

1

massimizzano il profitto per entrambe. Supponendo le due funzioni di domanda e ipotizzando che

uguali = 0):

L’OFFERTA COMPLESSIVA dell’industria è data dalla somma delle entrambe le imprese operino (GH

senza costi

quantità offerte dalle due imprese. Il PREZZO a cui saranno vendute IL MASSIMO PROFITTO COINCIDE CON IL MASSIMO RICAVO.

queste quantità dipende dall’andamento della funzione di domanda OF e OF sono le massime quantità producibili rispettivamente

e sarà lo stesso per entrambe le imprese. 1

dall’impresa A e dall’impresa B, che in massimizzano il profitto.

p

1

Quando si misura sull’asse y l’impresa B, il punto massimo della sua I DUOPOLISTI DECIDONO DI SOTTRARRE QUOTE DI MERCATO

curva di reazione deve cadere al di sotto del punto di massimo della ALL’IMPRESA RIVALE AGENDO SUL PREZZO

curva di reazione dell’impresa A. Se così non fosse l’equilibrio non

verrebbe raggiunto. Se l’impresa A decide di abbassare il prezzo -->

offrirà sul mercato una quantità maggiore perché grazie alla

riduzione di prezzo sottrarrà quote di mercato prima coperte

L’EQUILIBRIO SI REALIZZA PER EFFETTO DI SCELTE INDIVIDUALI, SI dall’impresa B. La sua area di ricavo totale aumenta.

IPOTIZZA CHE NON CI SIANO ACCORDI FRA LE DUE IMPRESE E’ in grado di operare questa riduzione se la nuova quantità offerta è

(duopolio non collusivo). inferiore o uguale a OF.

Manuela M. Tontini

L’impresa B reagisce -->

abbassa a sua volta il prezzo al di sotto del livello praticato In l’impresa non ha convenienza ne ad alzare né ed alzare troppo i

P*

dall’impresa rivale, col vincolo di produrre una quantità inferiore o prezzi né ad abbozzarli.

uguale a OF .

1 L’impresa A ha la convinzione che se aumentasse il prezzo oltre il

Quando l’impresa B è al massimo della produzione non può più (p ) le altre imprese non la imiterebbero nella speranza di

valore P* 1

abbassare ulteriormente il prezzo. A questo punto l’impresa A non sottrarle quote di mercato.

teme più la concorrenza e alza il prezzo. L’impresa B cerca di seguirla Allo stesso tempo se abbassasse il (p ) anche

prezzo al di sotto di P* 2

e DI VARIAZIONE IN VARIAZIONE ENTRAMBE LE IMPRESE SI le altre imprese lo farebbero per timore di perdere le proprie quote

COLLOCANO AL PREZZO , MA APPENA VI ARRIVANO RICOMINCIA

P 1 di mercato.

LA ALLA RIDUZIONE DI PREZZO.

LOTTA L’ELASTICITA’ DELLA DOMANDA DELL’OLIGOPOLISTA

Non si raggiunge mai un equilibrio stabile. è MOLTO ELEVATA IN CORRISPONDENZA DI PREZZI

SUPERIORI A QUELLO PREVALENTE.

DE

Anche presenta un

la curva del è discontinua, punto di

GH

La conseguenza è che VARIAZIONI DEL LASCIANO

discontinuità.

IL MODELLO DI SWEEZY INALTERATA LA POSIZIONE DI EQUILIBRIO DEL SINGOLO

OLIGOPOLISTA,

E’ il modello di funzionamento dell’oligopolio con “curva della

in corrispondenza del prezzo prevalente

domanda spezzata” P*.

P Tale modello non fornisce la spiegazione

u\oabea della formazione del prezzo e dell’equilibrio di mercato.

P*

p

1 GH

P*

p

2 GH

O Q Manuela M. Tontini

q

q Q* 2

1

EQUILIBRIO DI BREVE PERIODO

LA CONCORRENZA MONOPOLISTICA

– I beni prodotti dalle singole imprese sono DIFFERENZIATI; Piccolo imprenditore che opera in concorrenza imperfetta:

– c’è liberta di entrata e di uscita dal mercato per le imprese; GH, Gh, GH

– non vi è coincidenza tra impresa e industria (due curve della GH

u

domanda distinte entrambe discendenti da sinistra verso destra);

– ogni impresa acquisisce un certo potere che le consente di M Gh

p

INFLUIRE SUL PREZZO DI MERCATO. T

R GH

La curva della domanda dell’impresa è più elastica di quella q

perché quando varia il prezzo i consumatori facilmente

dell’industria p

trovano altre alternative sul mercato, poiché il bene aumentato di In questo segmento di analisi si comporta come il monopolista.

prezzo è molto simile a quelli prodotti dalle altre imprese. La è quella in

quantità che consente di massimizzare il profitto

Alcuni consumatori sono invece disposti ad accettare l’aumento e DE = DE.

corrispondenza della quale

non abbandonano l’impresa in ragione della differenza di qualità, se L’impresa immette nel mercato la quantità al prezzo

Oq p.

pur minima.

Questa differenza tra i beni dà alle singole imprese un RELATIVO k ∙ k = kG

Area del ricavo totale

POTERE DI MERCATO. k ∙ k = k

Area del costo totale

La differenza tra le due aree costituisce l’area di EXTRAPROFITTO

G).

(

Confronto tra:

Equilibrio concorrenziale Equilibrio di

monopolistico --> concorrenza perfetta -->

GH GH

Gh Gh

p u = GH

u\oabea p

B

GH

q q

A B Manuela M. Tontini

Se l’impresa A riesce a far credere ai consumatori che il proprio bene MODERNE TEORIA D’IMPRESA

è diverso dagli altri (ad esempio con la pubblicità), riuscirà a Le moderne teoria di impresa si fondano no solo e non più sulla pura

diminuire l’elasticità della domanda. massimizzazione del profitto, ma su obiettivi e finalità quali lo

Ove le altre imprese cercassero di imitarla, l’impresa A vedrebbe il sviluppo nel rispetto dei valori sociali e di etica degli affari.

suo prodotto diventare sempre più simile agli altri e la sua curva di

domanda diventerebbe sempre più elastica. Due distinti filoni di analisi:

QUANDO UN’IMPRESA RIESCE A DIFFERENZIARE ANCHE DI POCO IL SUO TEORIE COMPORTAMENTISTICHE DI IMPRESA

>

PRODOTTO, SI SVINCOLA DA QUESTA SIATUAZIONE E COMINCIA A L’impresa è costituita da gruppi (dipendenti, manager, azionisti) che

COSTRUIRSI UN POTERE MONOPOLISTICO (= può intervenire sul prezzo).

MAGGIORE è LA DIFFERENZACHE RIESCE A IMPORRE SUL MERCATO AL negoziano gli obiettivi da raggiungere.

PROPRIO PRODOTTO E MAGGIORE SARA’ LA QUOTA DI POTERE Solo un adeguato studio delle interazioni tra le componenti

MONOPOLISTICO. dell’impresa consente la comprensione dei processi decisionali.

TEORIE MANAGERIALI

>

EQUILIBRIO DI LUNGO PERIODO a) Modello Baumol: teoria dell’impresa basata sulla

Col vincolo di ottenere un livello di

massimizzazione delle vendite.

Se nel breve periodo la singola impresa A riesce a massimizzare il profitti minimo, i manager possono mirare ad ottenere benefici sia in

profitto in corrispondenza di una cera quantità (Oq) con una certa termini di crescita delle quote di mercato sia in termini di

area di extraprofitto (pRTM), nei periodi successivi altre imprese miglioramento della propria posizione relativa nel mercato.

cominceranno a entrare nel mercato producendo lo stesso bene. b) Modello Williamson: pone l’accento sulla massimizzazione

e la

La quota di domanda di ogni singolo imprenditore si riduce Rispettando il vincolo minimo di profitto,

dell’utilità dei manager.

stessa impresa A, a parità di livello di prezzo, dovrà soddisfare una essi possono spendere tutti i profitti in surplus in beni che possono

quantità di domanda inferiore alla precedente. aumentare il soddisfacimento e la utilità della loro posizione.

L’area va sempre diminuendo fino al punto in cui si annulla.

pRTM c) Teoria Marris: elementi caratteristici sono le motivazioni dei

manager, la considerazione di aspetti finanziari e la possibilità di

assorbimento dell’impresa da parte di altri rivali.

Manuela M. Tontini


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosalba.carnevale.12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Reganati Filippo.

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