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Il CONSUMO

CONSUMO E PRODUZIONE: IL CIRCUITO ECONOMICO

Elementi essenziali per il funzionamento di un’economia di mercato: Le famiglie impiegano il proprio reddito per acquistare nel mercato

beni di consumo e servizi allo scopo di consumarli per soddisfare i

che

flusso dei beni, dei servizi e dei pagamenti monetari

• propri bisogni.

intercorrono tra le due tipologie di agenti economici privati soddisfano prevalentemente i bisogni essenziali.

Consumi primari:

(imprese e famiglie); soddisfano i bisogni non essenziali.

Consumi non primari:

che le famiglie e le imprese svolgono;

attività rilevanti

• in cui imprese e famiglie interagiscono.

mercati

• riflettono le scelte individuali dei consumatori,

Consumi privati:

espresse individualmente nel mercato dei beni.

riflettono le scelte della collettività, espresse nei

Consumi collettivi:

La PRODUZIONE regimi democratici attraverso le decisioni dei politici eletti.

Le imprese acquistano i fattori produttivi e li impiegano per

(c.d. della produzione).

ottenere beni e sevizi output

I flussi di beni e servizi

impiego, organizzato nel tempo, di fattori

Processo produttivo: L’economia di mercato è basata sul decentramento delle decisioni:

produttivi e beni intermedi per l’ottenimento di determinati altri beni

e servizi definiti “prodotti”. la singola impresa prende le decisioni produttive, con l’obiettivo di

-

massimizzare i profitti;

particolare relazione funzionale tra le diverse

Tecnica produttiva: - il singolo individuo prende le sue decisioni con l’obiettivo di

qualità e quantità dei e le diverse qualità

fattori produttivi impiegati massimizzare il grado di soddisfazione dei propri bisogni.

e quantità dei prodotti ottenuti. Vi è: un flusso di offerta di beni e servizi che parte dal settore delle

insieme delle tecniche produttive accessibili per le

Tecnologia: imprese verso il mercato dei beni, un flusso di offerta di fattori

imprese ed effettivamente attuabili in un sistema economico di un produttivi che va dal settore delle famiglie al mercato dei fattori

determinato periodo. produttivi, un flusso di domanda di beni e servizi dal settore delle

famiglie al mercato dei beni.

Manuela M. Tontini

Mercati e problema economico

L’interazione tra domanda delle imprese e offerta delle famiglie nel

MERCATO DEI FATTORI determina i e le

prezzi dei fattori quantità

scambiate.

Nel MERCATO DEI BENI invece l’interazione tra domanda delle

famiglie e offerta delle imprese determina i e

prezzi dei beni e servizi

le quantità scambiate.

MICROECONOMIA E MACROECONOMIA

La MICROECONOMIA studia il funzionamento dell’economia di

mercato, concentrando l’analisi sul funzionamento dei mercati e sul

modo in cui nei mercati si formano i prezzi delle singole merci.

La parola deriva da “micro” che in greco significa “piccolo”, infatti

l’analisi viene condotta in modo particolareggiato, attento al

comportamento delle singole unità agenti nel sistema economico.

La MACROECONOMIA considera il sistema economico come un

insieme di aggregati e ne studia i fenomeni nel loro complesso,

piuttosto che guardando ai comportamenti individuali.

La parola deriva da “macro” che in greco vuol dire “grande”. Manuela M. Tontini

Parte prima : IL MERCATO comunicazione tra loro per acquistare o vendere. In tali localizzazioni

si incontrano due categorie di soggetti economici: i che

consumatori

CAPITOLO SECONDO domandano il singolo bene e i che offrono il singolo bene.

produttori

Economia di mercato e scambio. Un mercato si configura quindi come una rete di comunicazione tra

consumatori e produttori nella quale interagiscono la domanda e

l’offerta.

ECONOMIA DI MERCATO E VANTAGGI DELLO SCAMBIO Nel le si trovano nella

mercato dei fattori produttivi famiglie

L’ATTIVITA’ DI SCAMBIO è la compravendita di beni e servizi resa posizione di venditori e le svolgono la funzione di acquirenti

imprese

possibile dalla moneta (mezzo di pagamento e misura del valore). (si pensi al mercato del lavoro). In cambio di un salario o di uno

Vantaggi dello sviluppo degli scambi: stipendio, le imprese acquistano i servizi della forza lavoro.

- --> una parte dei beni necessaria

specializzazione produttiva Per ciascun bene, servizio o fattore produttivo, l’INTERAZIONE TRA

alla soddisfazione dei bisogni può essere acquistata sul mercato; DOMANDA E OFFERTA DETERMINA I PREZZI dei beni e dei fattori

- --> migliore produttività dei lavoratori

divisione del lavoro produttivi.

che acquisiscono maggiore specializzazione circa l’attività svolta;

- miglioramento della distribuzione. In economia esiste un mercato per ogni singola merce, risorsa o

Alcuni mercati sono locali, altri sono

servizio comprato o venduto.

Di regola lo scambio avviene ove sia conveniente per entrambe le regionali, nazionali o internazionali.

parti, in quanto cioè generi un sia per il

incremento di benessere Il consiste in un processo di crescente

fenomeno della globalizzazione

venditore che per l’acquirente. internazionalizzazione dei mercati. Per alcuni settori non esistono più

Nelle ECONOMIE DI MERCATO le decisioni concernenti la produzione tanti mercati nazionali ma un unico mercato internazionale in cui

e lo scambio di beni e servizi avvengono sulla base del livello e concorrono imprese di diversi paesi per vendere a consumatori di

dell’andamento dei prezzi (principale strumento di comunicazione diversi paesi (concetto di “mercato globale”).

per i soggetti che operano sul mercato).

I prezzi sono determinati nei mercati, il cui funzionamento è oggetto

di studio di gran parte della Microeconomia.

Il MERCATO è l’insieme delle localizzazioni in cui acquirenti e

venditori di un particolare prodotto entrano regolarmente in Manuela M. Tontini

molte piccole imprese che offrono prodotti molto differenziati

I DIVERSI REGIMI DI MERCATO (concorrenza In entrambi i casi le imprese possono

monopolistica).

La STRUTTURA DEL MERCATO è il modo in cui esso è organizzato. influenzare il prezzo e quindi si influenzano reciprocamente.

Per classificare i diversi tipi di strutture (o regimi) di mercato si deve > MERCATI NON CONCORRENZIALI. Vi opera un unico produttore

far riferimento alle seguenti caratteristiche di base: che, detenendo la totalità dell’offerta, può significativamente

- --> numero dei venditori e

numerosità degli agenti influenzare il livello del prezzo di mercato (monopolio).

compratori presenti in un mercato. Conta il numero delle unità

decisionali (le singole imprese e le singole famiglie) piuttosto che il

semplice numero degli individui. MERCATI CONCORRENZIALI

- --> il prodotto di

sostituibilità dei prodotti scambiati

ciascuna impresa sul mercato può essere più o meno a

omogeneo Le caratteristiche essenziali del regime di concorrenza perfetta sono:

quelli delle altre imprese, quindi più o meno sostituibile da parte - --> è presente sul

atomismo della domanda e dell’offerta

degli acquirenti. mercato un numero elevato di venditori e di acquirenti, ognuno dei

- --> le scelte di ciascuno degli

interdipendenza delle decisioni quali detiene una quota estremamente piccola dell’offerta o della

agenti del mercato possono più o meno essere influenzate, e nello domanda complessiva. Le decisioni dei singoli agenti non influenzano

stesso tempo influenzare, le decisioni degli altri agenti. Tale quindi significativamente il mercato e possono essere trascurabili ai

interdipendenza deriva dalla numerosità degli agenti e dal grado di fini della determinazione del prezzo e delle quantità di equilibrio.

omogeneità dei prodotti. - offerti dalle varie imprese

perfetta omogeneità dei prodotti

- --> le nuove imprese possono

condizioni di entrata --> è indifferente per gli acquirenti rivolgersi all’una o all’altra.

incontrare, entrando in un mercato, più o meno ostacoli di natura - --> gli agenti conoscono tutto di

trasparenza del mercato

economica e non. tutti gli altri agenti, operano pertanto in condizioni che vengono

definite di informazione completa e simmetrica.

Esistono varie forme di mercato: - --> non vi sono ostacoli

libertà di entrata e perfetta fluidità

> MERCATI DI CONCORRENZA PERFETTA. Vi opera un numero molto di natura economica o istituzionale che rendano difficile l’ingresso

elevato di consumatori e di produttori, i quali, detenendo una quota nel mercato ed è inoltre possibile scambiare indifferentemente con

minima della domanda e dell’offerta complessive, non possono uno qualsiasi degli agenti presenti sul mercato.

influenzare il prezzo di mercato né influenzarsi a vicenda.

> MERCATI DI CONCORRENZA IMPERFETTA. Vi operano pochi grandi In questo regime il PREZZO è determinato dalla domanda e

produttori che fronteggiano molti consumatori (oligopolio), oppure dall’offerta complessive.

Manuela M. Tontini

Ciascun agente si comporta da cioè non ritiene di produttori che ne esprimono l’offerta. E’ quindi quel determinato

PRIECE-TAKER

poter influire sul prezzo e decide cosa fare considerando le condizioni livello del prezzo a cui effettivamente si realizzano le transizioni tra

consumatori e produttori.

di mercato, e quindi il prezzo, come un dato esogeno.

Il problema dell’impresa si limita alla quantità di prodotto che (o prezzi di mercato)

Lo scambio avviene ai PREZZI DI EQUILIBRIO

conviene offrire per un dato prezzo di mercato. che indicano il particolare “valore unitario” in moneta di un

Un imprenditore che decidesse di aumentare il prezzo della propria determinato bene o servizio, che si determina quando ha luogo una

transazione, tramite l’incontro di domanda e offerta.

merce rischierebbe di restare senza acquirenti e quindi di uscire dal

mercato. Questo perché, essendo i prodotti perfettamente Due postulati fondamentali circa il comportamento degli agenti,

omogenei, i compratori si rivolgerebbero alle altre imprese che basilari nell’analisi del funzionamento dei mercati, sono:

praticano un prezzo più basso. > il = il prezzo di un bene varia fino a

principio dell’equilibrio

Alle imprese non conviene neanche ridurre il prezzo, anche tutte le quando la quantità domandata non eguaglia la quantità offerta;

altre imprese praticherebbero prezzi più bassi annullando così i > il = gli imprenditori e consumatori

principio di razionalità

potenziali vantaggi per l’imprenditore priece-maker. effettuano le proprie scelte in modo da conseguire la massima

Solo alcuni mercati del capitalismo si avvicinano al modello della realizzazione possibile dei loro obiettivi.

concorrenza perfetta. Si tratta dei mercati all’ingrosso dove Obbiettivo dei consumatori è massimizzare la soddisfazione dei

bisogni dato il bilancio di cui dispongono (cercheranno di acquistare

confluiscono i prodotti di tutti i produttori di una determinata area.

La concorrenza perfetta deve quindi essere considerata come un al prezzo più basso la maggiore quantità possibile di merce).

o come un Obiettivo delle imprese è massimizzare il profitto, cioè differenza tra

modello astratto di mercato perfetto caso limite. quanto ricavano dalla vendita dei prodotti e quanto spendono per

l’acquisto dei fattori produttivi impiegati nella produzione.

PREZZI E MERCATO Obiettivo della microeconomia è in particolare quello di

comprendere quali meccanismi determinano il livello e le variazioni

Nei mercati hanno luogo gli scambi e si determinano i prezzi. dei prezzi e delle quantità scambiate in ciascun mercato.

Il PREZZO DI UN BENE O SERVIZIO rappresenta la somma in denaro

che si deve cedere per ottenere in cambio il bene o il servizio.

Il PREZZO DI MERCATO è quello che viene accettato, allo stesso

tempo, dai consumatori che esprimono la domanda del bene e dai

Manuela M. Tontini

CAPITOLO TERZO Tale è la CURVA della domanda individuale, rappresentazione grafica

Domanda e offerta. della relazione funzionale inversa che si ipotizza esista tra prezzo e

quantità domandata, a parità di tutte la altre condizioni.

Le funzioni di domanda e offerta (con riferimento ai mercati

concorrenziali caratterizzati dalla libertà delle scelte degli individui) perché all’aumentare

La curva è decrescente da sinistra verso destra

descrivono la reazione, rispettivamente dei consumatori e dei del prezzo la quantità domandata del bene diminuisce e viceversa.

produttori, alle variazioni del prezzo delle merci. Il prezzo al quale Individua anche il prezzo massimo al di sopra del quale il soggetto

avvengono le transazioni è il prezzo di mercato, o prezzo di equilibrio. non compra.

DOMANDA INDIVIDUALE TRASPOSIZIONI DELLA DOMANDA INDIVIDUALE

La DOMANDA è la quantità di un bene o servizio che i consumatori La curva di domanda individuale è una In realtà può

curva statica.

decidono di acquistare a un determinato prezzo, dato il reddito di cui mutare anche per effetto di variazioni delle altre variabili che la

dispongono e dati i prezzi degli altri beni. influenzano.

La DOMANDA INDIVUDUALE dipende dalle Ad esempio un AUMENTO DEL REDDITO accresce il potere di

preferenze

dal dal ecc. acquisto del consumatore che quindi, a parità di prezzo, potrà

individuali, reddito disponibile, prezzo degli altri beni

Ipotizzando constanti tali variabili, la quantità di ciascun bene che un acquistare una maggiore quantità del bene. Per qualsiasi livello di

individuo desidera acquistare varia in relazione inversa al prezzo del prezzo la domanda risulterà più elevata.

bene. Un aumento del reddito individuale determina una trasposizione a

Viceversa una

destra della curva di domanda individuale.

P Sull’asse delle ordinate le diverse alternative diminuzione del reddito determinerebbe una trasposizione a sinistra

di prezzo (P) e sull’asse delle ascisse le della stessa.

quantità domandate in corrispondenza di

ciascun livello di prezzo (Q). Fanno eccezione alcuni casi:

Q - se il consumatore è saturo, un aumento di reddito non

avrebbe alcun effetto sulla quantità domandata;

- relativamente ai all’aumentare del reddito la

beni inferiori,

Manuela M. Tontini

quantità domandata tende a diminuire perché si rivolgerà a categorie prezzo superiore un quantità minore. E’ la c.d. LEGGE DELLA

DOMANDA.

di beni di qualità superiore. La rappresentazione grafica è la per il

Nel caso dei BENI SUCCEDANEI o sostituibili (= possono curva di domanda del mercato

bene considerato:

soddisfare lo stesso tipo di bisogni) all’aumentare del prezzo di uno

aumenta la quantità domandata dell’altro perché il consumatore P Il prezzo per unità del bene (P) sull’asse

tende a sostituire il bene divenuto più costoso con quello meno delle ordinate e la quantità domandata (Q)

costoso. sull’asse delle ascisse.

Nel caso invece dei BENI COMPLEMENTARI (= concorrono

insieme alla soddisfazione di un determinato bisogno) all’aumentare Q

del prezzo dell’uno diminuisce la quantità domandata dell’altro La funzione è per effetto della

decrescente da sinistra verso destra

perché la diminuzione del consumo del primo, che è divenuto più legge della domanda. Si riferisce ad un periodo di tempo

costoso, comporterà anche il calo di domanda del bene sufficientemente breve da poter considerare date tutte le altre

complementare il cui prezzo non è variato. variabili in grado di influenzare la domanda. I vari punti sulla funzione

rappresentano le prezzo-quantità

combinazioni alternative

domandata.

DOMANDA DI MERCATO La curva di domanda di mercato si ottiene sommando le varie schede

di domanda di diversi individui rispetto ad un identico bene.

La DOMANDA COMPLESSIVA indica la quantità di un determinato

bene che l’insieme dei consumatori presenti nel mercato trova E’ possibile individuare, per ogni consumatore, un PREZZO DI

conveniente acquistare a un determinato prezzo. ESCLUSIONE. Quando il prezzo diminuisce aumenta la domanda in

Dipende dalle stesse variabili economiche che influenzano la quanto si abbassa la soglia di esclusione ed entrano nel mercato più

domanda individuale, ma anche dal numero dei consumatori presenti consumatori. Viceversa a prezzi sufficientemente alti alcuni

e dalla

sul mercato distribuzione del reddito. consumatori decideranno di non acquistare nulla uscendo dal

Posto che tutte le altre variabili economiche restino costanti, vi è una mercato.

A un prezzo

relazione inversa tra prezzo e quantità domandata.

inferiore viene quindi domandata una quantità maggiore e a un Manuela M. Tontini OFFERTA INDIVIDUALE

TRASPOSIZIONE DELLA DOMANDA DI MERCATO

= , , … , Il concetto di OFFERTA descrive la quantità di un bene o servizio che

La funzione di domanda del mercato: le intendono vendere a un determinato prezzo, data la

imprese

descrive una di

relazione inversa tra prezzo e quantità domandata disponibilità di fattori produttivi, dati i costi di produzione, la

un determinato bene, considerando dati i gusti dei consumatori (),

… tecnologia e il prezzo degli altri beni.

il loro reddito totale () e il prezzo degli altri beni ( ).

La OFFERTA INDIVIDUALE è la quantità del bene o servizio che

I punti sulla CURVA DI DOMANDA sono i di

livelli alternativi e

il singolo imprenditore intende produrre e immettere nel mercato

domanda del bene che si avrebbero in corrispondenza delle diverse dipende dal prezzo del bene e dalle altre variabili indipendenti.

alternative di prezzo a parità delle altre condizioni. A parità di condizioni, la quantità di ciascun bene che un’impresa

Anche VARIAZIONI DI REDDITO determinano trasposizioni desidera offrire sul mercato varia in funzione diretta al prezzo del

della funzione di domanda di mercato perché incidono sul potere bene.

complessivo del consumatori. Esiste una relazione diretta

d’acquisto

tra variazioni del reddito e variazioni delle quantità domandate, a P Sull’asse delle ascisse la quantità offerta (Q)

parità delle altre condizioni. Fanno eccezione i beni inferiori. e su quella delle ordinate il prezzo (P).

> Spostamenti LUNGO LA curva di domanda --> corrispondono

a variazioni di una variabile di cui è funzione la domanda (es. prezzo) Q

> Spostamenti DELLA curva di domanda --> corrispondono a

variazioni delle altre variabili indipendenti che influenzano la La CURVA di offerta individuale è crescente da sinistra verso destra

funzione di domanda (es. reddito). perché all’aumentare del prezzo la quantità offerta del bene

aumenta e viceversa.

E’ una curva ma in realtà può mutare anche per effetto delle

statica

altre variabili che la influenzano. La diminuzione dei costi unitari di

produzione, a parità di prezzo, induce a produrre una maggiore

quantità (trasposizione a destra della curva) e viceversa.

Manuela M. Tontini

OFFERTA DI MERCATO TRASPOSIZIONI DELL’OFFERTA

= , , , …

La OFFERTA COMPLESSIVA di un bene indica la quantità che La funzione di offerta del mercato:

presenti nel mercato trova conveniente descrive la tra prezzo e quantità offerta di un bene

l’insieme delle imprese relazione diretta

offrire a un determinato prezzo. determinato, a parità dei costi di produzione (), della tecnologia ()

e del prezzo degli altri beni ( ).

La OFFERTA DI MERCATO si ottiene per semplice aggregazione

sommando le quantità del bene offerte da tutte le imprese in I punti sulla curva di offerta descrivono le diverse alternative di

corrispondenza di un determinato livello di prezzo. che si avrebbero in corrispondenza di ogni possibile

produzione

livello del prezzo.

Vi è una relazione diretta tra prezzo e quantità offerta quindi,

a parità delle altre condizioni, a un prezzo più elevato viene offerta La offerta di mercato può anche variare per VARIAZIONI DEI

una quantità maggiore del bene e un prezzo minore una quantità PREZZI DEGLI IMPUT che, a parità del prezzo del bene, incidono sui

minore. E’ la c.d. LEGGE DELL’OFFERTA. costi di produzione delle imprese. In generale esiste una relazione

inversa tra variazioni dei costi dei fattori produttivi e variazione

P della quantità offerta.

Sull’asse delle ordinate il prezzo per unità Una variazione di prezzo dei BENI SUCCEDANEI determina

di bene (P) e su quello delle ascisse la quantità trasposizioni di segno opposto della funzione di offerta (se il prezzo

Q offerta del bene per unità di tempo (Q) aumenta si sposta verso sinistra e viceversa).

Una variazione di prezzo dei BENI COMPLEMENTARI determina

Tale CURVA D’OFFERTA DI MERCATO è crescente da sinistra verso trasposizioni dello stesso segno della curva di offerta (se il pezzo

destra, ciò indica la relazione diretta tra prezzo e quantità offerta. aumenta si sposta verso destra e viceversa).

E’ il luogo geometrico dei punti che rappresentano le diverse

alternative di produzione per ogni possibile livello di prezzo. > Spostamenti LUNGO LA curva di offerta --> variazione dell’offerta

per effetto della variazione del prezzo;

Reagisce alle variazioni di prezzo sia per effetto delle variazioni della > Spostamenti DELLA curva di offerta --> variazione dell’offerta a

quantità offerta dalle singole imprese, sia per effetto della variazione parità di prezzo, per effetto ad esempio della variazione dei costi di

del numero totale delle imprese presenti sul mercato. produzione.

Manuela M. Tontini

CAPITOLO QUARTO P Curva di offerta

Quantità e prezzi di mercato. E

p E

Curva di domanda

La QUANTITA’ DOMANDATA di un bene ( ) dipende in ragione

n

), in ragione diretta dal ( ),

inversa dal ( reddito

prezzo del bene E

q Q

oltre che dai dei consumatori () e dai

gusti prezzi degli altri beni

, , … ,

( ). Il segno dipende dalla natura complementare o

L’equilibrio si verifica nel punto E in corrispondenza del quale è

= , , … ,

E

succedanea del bene stesso. possibile determinare la (q ) e il

quantità di equilibrio prezzo di

E

(p ).

equilibrio

La QUANTITA’ OFFERTA di un bene ( ) dipende in ragione diretta

n

dal ( ) e in ragione inversa dai E

prezzo del bene costi di produzione

Prezzo corrente > p

, , … ,

(), oltre che dai ( ), dalla

prezzi degli altri beni Situazione di sulla domanda! La reazione

eccesso di offerta

( ) e dalle delle imprese ().

tecnologia aspettative E

sarà la riduzione del prezzo che diminuirà fino a eguagliare p .

= , … , , ,

surplas

p

1

Vi è quando acquirenti e venditori sono pienamente

EQUILIBRIO E

p E

soddisfatti e non vi è nessun incentivo a cambiare le quantità

domandate e offerte e il prezzo di vendita o di acquisto. E

q Q

E

Prezzo corrente < p

PREZZO E QUANTITA’ DI EQUILIBRIO Situazione di (o di scarsità). La reazione

eccesso di domanda

In CONCORRENZA PERFETTA tende a prevalere il livello di prezzo in E

sarà l’aumento del prezzo che crescerà fino a eguagliare p .

corrispondenza del quale si verifica la situazione:

domanda dei consumatori = offerta delle imprese E

p E

Il prezzo effettivamente pagato sul mercato sarà determinato p scarsità

graficamente da: curva di domanda curva di offerta 2 E

q Q

Manuela M. Tontini

Situazioni di eccesso di beni o di scarsità sono solo temporanee L’aumento del prezzo determina spostamenti lungo la curva di

d’altra parte la quantità domandata dai consumatori si riduce

perché I PREZZI TENDONO NATURALMENTE VERSO L’EQUILIBRIO. offerta,

dando luogo a spostamenti a sinistra in alto lungo la curva di

Infatti la afferma che quando un

legge della domanda e dell’offerta domanda. I due movimenti fino a determinare la nuova

mercato non è in equilibrio vi sono forze che spingono al convergono

posizione di equilibrio.

cambiamento della situazione e lo riportano verso l’equilibrio.

la domanda si traspone da D a D

SI CONTRAE IL REDDITO: 0 2

diminuisce il prezzo di equilibrio (da p a p ) e diminuisce la quantità

0 2

TRASPOSIZIONI DELLA DOMANDA scambiata (da q a q ).

0 2

ED EQUILIBRIO DI MERCATO La riduzione del prezzo determina un movimento a sinistra in basso

peraltro stimola la domanda dei

lungo la funzione di offerta

Quando cambia il valore di una o più VARIABILI ESOGENE ciò consumatori. I due movimento fino a determinare la

convergono

determina TRASPOSIZIONI DELLE CURVE DI DOMANDA E OFFERTA. nuova posizione di equilibrio.

Variazioni del reddito dei consumatori determinano Variazioni del prezzo di un bene sostituibile o complementare

trasposizioni della curva di domanda se il reddito

a destra nel consumo determinano effetti del tutto analoghi.

aumenta, se diminuisce. Ciò accade perché aumenti

a sinistra

di reddito accrescono il potere di acquisto dei consumatori e aumenta la quantità

Aumenta il prezzo di un bene sostituibile:

diminuzioni di reddito hanno l’effetto opposto. domandata del bene sostituto (trasposizione a destra della funzione

di domanda da D a D ). L’eccesso di domanda sull’offerta che si

p Curva di offerta (non subisce trasposizioni) 0 1

1 genera fa aumentare il prezzo di equilibrio (da p a p ).

p 0 1

0 effetti del tutto opposti.

Diminuisce il prezzo di un bene sostituibile:

p D

2 1

D 0 la domanda dell’altro

Aumenta il prezzo di un bene complementare:

D 2 bene tende a diminuire a parità di prezzo (trasposizione a sinistra

q q q

2 0 1 della funzione di domanda da D a D ). L’eccesso dell’offerta sulla

0 2

la domanda si traspone da D a D

AUMENTA IL REDDITO: domanda fa diminuire il prezzo di equilibrio (da p a p ).

0 1 0 2

aumenta il prezzo di equilibrio (da p a p ) e aumenta la quantità

0 1 effetti del tutto

Diminuisce il prezzo di un bene complementare:

scambiata (da q a q ).

0 1 opposti.

Manuela M. Tontini

sostituibile nella produzione non lo sia anche nel consumo).

TRASPOSIZIONI DELL’OFFERTA ED EQUILIBRIO DI MERCATO L’eccesso di offerta sulla domanda fa diminuire il prezzo di

VARIAZIONI NEI COSTI DI PRODUZIONE determinano equilibrio (da p a p ).

0 1

variazioni di segno opposto dell’offerta di mercato, che effetti opposti.

graficamente sono trasposizioni della funzione di offerta Aumento del prezzo di un bene succedaneo:

a

se i costi unitari di produzione diminuiscono o

destra a l’offerta

Diminuzione del prezzo di un bene complementare:

se aumentano.

sinistra dell’altro bene tende a diminuire a parità di prezzo (la funzione di

offerta si traspone a sinistra).

p S S

1 2 0

p S

0 1 l’offerta

Aumento del prezzo di un bene complementare:

dell’altro bene aumenta a parità di prezzo (trasposizione a destra

p

2 della funzione di offerta). L’eccesso di offerta sulla domanda fa

diminuire il prezzo di equilibrio.

q q q

2 0 1 aumenta l’offerta di

Riduzione dei costi unitari di produzione: ELASTICITA’ DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA

mercato (trasposizione a destra da S a S ), diminuisce il prezzo di

0 1

equilibrio (da p a p ) e aumenta la quantità scambiata (da q a q ). ELASTICITA’ = intensità con cui la domanda e l’offerta variano al

0 1 0 1 variare del livello del prezzo.

diminuisce l’offerta di

Aumenti nei costi unitari di produzione:

mercato (trasposizione a sinistra da S a S ), aumenta il prezzo (da p conseguenti a

La misura della variazione del prezzo e delle quantità,

0 2 0

a p ) e diminuisce la quantità scambiata (da q a q ). cambiamenti nelle variabili esogene, dipende dall’elasticità della

2 0 2 domanda e dell’offerta rispetto al prezzo.

VARIAZIONI DEL PREZZO DI UN BENE SOSTITUIBILE O

COMPLEMENTARE NELLA PRODUZIONE determinano effetti A) P D S B) P S S

1 1 0

del tutto analoghi. p S p

1 0 1

aumenta la

Diminuzione del prezzo di un bene succedaneo: p p

quantità offerta del bene sostituto (la funzione si traspone a 0 0

destra) mentre la domanda non si modifica (a meno che il bene q q Q q q Q

1 0 1 0

Manuela M. Tontini

Grafico A) --> DOMANDA ELASTICA MISURA DELL’ELASTICITA’ DI DOMANDA E OFFERTA

La trasposizione dell’offerta da S a S determina un piccolo aumento

0 1 Il COEFFICIENTE DI ELASTICITA’ della domanda rispetto al

a p ) al quale corrisponde una

(da p significativa

del prezzo 0 1 ε

prezzo ( ) è dato dal rapporto tra variazione relativa della quantità

(da q a q ).

diminuzione della quantità scambiata 0 1 (∆q/q) e (∆p/p).

domandata variazione relativa del prezzo

LA DOMANDA RISULTA MOLTO SENSIBILE ALLA VARIAZIONE DEL Tale rapporto va espresso in perché è in genere

valore assoluto

PREZZO. E’ questo il caso di molti beni che non sono di prima in ragione della legge della domanda (prezzo e quantità

negativo

necessità. domandata variano, di norma, in senso inverso).

Grafico B) --> DOMANDA ANELASTICA ∆! ∆&

La trasposizione dell’offerta da S a S determina un grande aumento

0 1 :

"# $ "% '# $ '%

La formula precisa è

(da p a p ) al quale corrisponde una

del prezzo piccola diminuzione

0 1 % %

(da q a q ).

della quantità scambiata 0 1 e sono rispettivamente la quantità e il prezzo iniziali, e la

q p q p

1 1 2 2

LA DOMANDA è POCO SENSIBILE ALLE VARIAZIONI DEL PREZZO. quantità e il prezzo finali. è la variazione assoluta di quantità e

∆q ∆p

E’ questo il caso dei beni di prima necessità. la variazione assoluta di prezzo.

Ragionamento analogo con riferimento alla elasticità della offerta. ε

>1

La variazione relativa della domanda è superiore alla

variazione relativa del prezzo. La domanda è elastica.

Per una valutazione accurata della sensibilità alle variazioni di prezzo ε ∞

tende a (caso limite)

bisogna considerare anche PREZZO E QUANTITA’ INIZIALI. Il criterio Bastano variazioni infinitesime nel livello del prezzo per

più affidabile di misurazione è individuato mettendo in relazione,in determinare variazioni infinitamente grandi nella quantità

luogo alle variazioni assolute, le variazioni relative delle quantità e domandata. La domanda è infinitamente elastica.

dei prezzi. ε

<1

La variazione relativa della domanda è inferiore alla

variazione relativa del prezzo. La domanda è anelastica.

Manuela M. Tontini

Fattori che determinano l’elasticità della domanda

ε

tende a 0 (caso limite)

Variazioni infinitamente grandi nel prezzo non hanno effetto – Disponibilità di beni succedanei sul mercato.

sulla quantità domandata. La domanda è perfettamente Ove aumenti il prezzo di un bene sostituibile, i consumatori

anelastica. tenderanno a sostituire i loro consumi del bene sostituto quindi la

ε

= 1 domanda risulterà molto sensibile alle variazioni di prezzo.

Al contrario la domanda tenderà ad essere poco elastica se non si

La variazione percentuale della quantità è uguale alla dispone di beni succedanei.

variazione percentuale del prezzo. La domanda ha elasticità

unitaria. L’ELASTICITA’ VARIA LUNGO LA FUNZIONE DI DOMANDA.

Man mano che si prendono in considerazione livelli di prezzo sempre

più bassi (e conseguentemente quantità sempre più elevate) il valore

ε

Il COEFFICIENTE DI ELASTICITA’ dell’offerta rispetto al prezzo ( ) è del coefficiente di elasticità della domanda rispetto al prezzo varia.

dato dal rapporto tra variazione relativa della quantità offerta , ε ∞

Come da grafico inizialmente pari a , tende a ridursi fino

(∆q/q) e (∆p/p).

variazione relativa del prezzo all’unità in corrispondenza di q=q/2 e poi a diminuire ulteriormente

∆! ∆& fino a risultare pari a zero.

ε :

= ! &

Tale rapporto è positivo per definizione perché, secondo la legge Prezzo

dell’offerta, di norma la quantità offerta aumenta all’aumentare del

prezzo e diminuisce al diminuire del prezzo. ε ε ε

= =1 =0

A: B: C:

A

ε

> 1 l’offerta è elastica B

ε ∞

tende a (caso limite) l’offerta è infinitamente elastica Quantità

ε

< 1 l’offerta è o rigida

anelastica q/2 C

ε

tende a 0 (caso limite) l’offerta è perfettamente anelastica

ε

= 1 l’offerta ha elasticità unitaria. Manuela M. Tontini

Domanda: similitudini geometriche, l’elasticità della domanda in corrispondenza

/0 /2

.

ε ε=∞

ANELASTICA ( <1) INFINITAMENTE ELASTICA ( ) del punto D è data da: (*)

/1 /3

D /2 39

HM FE OQ OQ HQ

Si osserva che e anche che e /3 /3

ST FD OP OP HD

I

p D Sostituendo questa ultima eguaglianza in quella sopra (*) si ottiene

l’equazione per il calcolo dell’elasticità puntuale della domanda:

30 39 30

.

I

q 39 /3 /3

HQ

dove misura il rapporto tra la parte della domanda che non viene

OH

= calcolata in un punto della funzione

ELASTICITA’ PUNTUALE espressa sul mercato perché il prezzo OT è troppo elevato, e la parte

della domanda effettivamente espressa sul mercato in

∆! &

( .

Coefficiente di elasticità della DOMANDA = con riferimento

∆& ! corrispondenza del prezzo OT.

HM OT

.

al grafico corrisponde a ST OH

P D

T E

F

S H M

O Q

L’elasticità puntuale del punto D ha come coordinate un prezzo OT e

una quantità OH.

Il triangolo DEF è simile al triangolo OPQ . Utilizzando le regole delle

Manuela M. Tontini

Parte seconda : IL CONSUMO perché l’insieme delle combinazioni accessibili, dato il suo reddito,

è limitato.

CAPITOLO QUINTO

Le scelte di consumo, il vincolo di bilancio. bene A

100

Lo studio delle scelte di consumo si basa su due assunzioni: Insieme di tutte le possibili combinazioni

80

a) i consumatori ricevono soddisfazione dall’acquisto in quanto di bene A e bene B, dato un certo reddito.

60

oppure

soddisfano direttamente i bisogni ricavano vantaggi 40

posizionali; 20

b) i consumatori si presentano sul mercato con ben

preferenze

definite e sono nelle loro scelte.

razionali 0 5 10 15 20 bene B

La scelta della particolare combinazione di beni nella quale impiegare Il consumatore, dato il reddito e dati i prezzi dei beni, può scegliere

un dato ammontare di reddito dipende da: una qualsiasi delle combinazioni considerate. Nell’effettuare la scelta

di consumo è necessariamente soggetto al vincolo di bilancio.

del consumatore;

capacità di acquisto

• del consumatore.

gusti o preferenze Reddito effettivo = SPESA MASSIMA AFFRONTABILE.

• La spesa complessiva del consumatore non può superare il reddito

Il modo più utile di procedere è di individuare l’ambito delle SCELTE che lo stesso ha a disposizione.

EFFETTIVAMENTE ACCESSIBILI, e poi analizzare come avviene la

scelta tra le VARIE COMBINAZIONI DI BENI effettivamente accessibili. Supponendo noti al consumatore il reddito ( ) e il prezzo dei beni tra

, . .

i quali può scegliere ( ), il si esprime:

VINCOLO DI BILANCIO

: + : + . . . + : <

< <

IL VINCOLO DI BILANCIO La somma spesa per l’acquisto dei beni oggetto della scelta del

La spesa è vincolata dall’effettiva disponibilità di reddito di cui ogni consumatore, deve essere inferiore o al massimo uguale al reddito di

singolo consumatore può disporre. cui lo stesso dispone.

Se vuole incrementare il consumo di bene A, il consumatore deve

necessariamente rinunciare ad acquistare bene B e viceversa. Ciò

Manuela M. Tontini

= / : = /

: (punto A) e (punto B) sono appunto le due

VONCOLO DI BILANCIO E RETTA DI BILANCIO < <

ALTERNATIVE ESTREME DI CONSUMO.

E’ utile analizzare il caso di due soli beni (bene1 e bene2), ragionando

come se rappresentasse la domanda di tutti gli altri beni che il La misura il grado di sostituibilità

inclinazione della retta di bilancio

consumatore desidera acquistare oltre a . economica di un bene rispetto all’altro. Tale è definito anche come

del consumo del bene e indica di quanto si

COSTO-OPPORTUNITA’

+ <

Il VINCOLO DEL BILANCIO del consumatore è deve ridurre il consumo di bene1 per incrementare quello di bene2.

cioè le combinazioni di beni acquistabili sono tutte quelle che non

.

costano più di

La delimita il vincolo di bilancio. E’ l’insieme delle Supponiamo di voler aumentare il consumo di bene1 di ∆

RETTA DI BILACIO :

+ =

combinazioni di beni per acquistare i quali il consumatore spende > il vincolo di bilancio prima della variazione è

: + : = + ∆ + + ∆ =

TUTTO il suo reddito: > dopo la variazione sarà

< <

∆ + ∆ = 0

> sottraendo la prima equazione alla seconda:

L’insieme di bilancio è descritto

La quantità a cui rinunciare per incrementare il consumo di bene1 è

dall’area quadrettata ∆ /∆ .

data dal rapporto Risolvendo per questo valore avremo

B /∆ = ( /

∆ che misura appunto l’inclinazione della Rdb.

A

La retta di bilancio (Rdb) è quella che unisce i punti A e B. Indica VARIAZIONI DEL VINCOLO DI BILANCIO

l’insieme dei panieri il cui costo è esattamente uguale al reddito . Il vincolo di bilancio può variare per variazioni del reddito del

– Il punto B è l’intercetta della sull’asse delle ordinate (che

Rdb consumatore o per variazioni del prezzo di uno o entrambi i beni.

riporta le quantità acquistabili di bene2) e indica la quantità di bene2

acquistabile spendendo tutto il reddito per rinunciando al bene1. VARIAZIONI DEL REDDITO

– Il punto A è l’intercetta della sull’asse delle ascisse (che riporta

Rdb = / ( /

Se --> nell’equazione

aumenta il reddito

le quantità acquistabili di bene1) e indica la quantità di bene1 /

aumenta proporzionalmente (intercetta della sull’asse y) e

Rdb

acquistabile spendendo tutto il reddito per rinunciando al bene2.

Manuela M. Tontini

lo stesso vale ragionando in termini di .

La si traspone a destra in alto, senza che se ne modifichi

Rdb

l’inclinazione. Il consumatore può accedere ad un insieme più ampio

di combinazioni di beni (allentamento del vincolo di bilancio).

Se --> la si traspone parallelamente a

diminuisce il reddito Rdb P

sinistra in basso e si riduce l’insieme delle combinazioni di beni che il

consumatore può acquistare (vincolo di bilancio più stringente). Se --> aumenta l’inclinazione della

diminuisce il prezzo del bene2

che viene ad intersecare l’asse y in un punto più elevato rispetto

Rdb

@ al punto S.

&

% Se --> diminuisce l’inclinazione della

aumenta il prezzo del bene2

che viene ad intersecare l’asse y in un punto più basso rispetto al

Rdb

punto S.

@

&

#

VARIAZIONE DEL PREZZO S

Se --> l’intercetta verticale del

diminuisce il prezzo del bene1 Rdb

/

(

non si modifica ma diminuisce il valore del rapporto che

misura l’inclinazione della retta. La viene ad intersecare l’asse x

Rdb

in un punto più a destra del punto P.

Se --> la viene ad intersecare l’asse

aumenta il prezzo del bene1 Rdb

x in un punto più a sinistra del punto P. Manuela M. Tontini P

U Utilità totale

CAPITOLO SESTO

Preferenze del consumatore.

Il consumatore si ipotizza RAZIONALE: mira a massimizzare il proprio A

(scegliendo tra tutte le combinazioni di beni acquistabili

benessere U

quella che lo soddisferà al meglio) e spende tutto il proprio reddito. Utilità marginale

Per comodità considereremo panieri composti da due solo beni. A

UTILITA’ TOTALE E UTILITA’ MARGINALE

UTILITA’ del consumatore = livello di soddisfazione che deriva dal L’utilità decresce al crescere della quantità consumata del

marginale

consumo di un determinato bene e che cresce al crescere della bene. In corrispondenza del punto di saturazione è pari a zero e può

quantità posseduta di quello stesso bene. diventare negativa quando eccessive dosi possedute creano

del beneA

FUNZIONE DI UTILITA’ legame funzionale crescente fra disutilità. L’utilità CRESCE in un primo tratto al crescere della

totale

livello di utilità totale del beneA e la quantità posseduta di quello quantità perché l’utilità marginale è positiva, raggiunge IL MASSIMO

A = C: .

:

stesso bene B B in corrispondenza del punto P in cui l’utilità marginale è zero, poi

DECRESCE perché l’utilità marginale diventa negativa.

Dosi aggiuntive dello stesso bene arrecano incrementi di utilità

decrescenti al crescere della quantità consumata di quel bene.

Le variazioni dell’utilità totale di un bene al variare della quantità LE CURVE DI INDIFFERENZA

consumata sono quindi decrescenti, oltre un certo limite (c.d. punto

diventano negative.

di saturazione) Partendo dall’ordine di preferenza si possono identificare

che hanno lo

combinazioni alternative stesso indice di utilità.

= variazione dell’utilità totale al variare delle

UTILITA’ MARGINALE ADE = ∆A /∆: La rappresentazione grafica è la mappa delle curve di indifferenza.

quantità possedute --> .

B B B Ciascuna CURVA DI INDIFFERENZA è il luogo geometrico di tutte le

combinazioni di beni che sono indifferenti per il consumatore.

Manuela M. Tontini

In generale una curva di indifferenza è da sinistra verso Due panieri tra loro indifferenti devono necessariamente collocarsi a

decrescente

destra ed è destra in basso o a sinistra in alto l’uno rispetto all’altro. Ne consegue

concava. che la curva di indifferenza deve necessariamente essere decrescente

Bene2 Al di sotto della linea da sinistra verso destra.

(punto E) la combinazione

50 B dei beni dà minore

40 D Lungo linea

soddisfazione.

30 A Curve di indifferenza e SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE

(punti A, B e C) si ha lo

20 E C La curva di indifferenza ha di norma pendenza decrescente da

stesso livello di

10 (= sempre meno ripida man mano che ci si

sinistra verso destra

Al di sopra

soddisfazione.

Bene muove da sinistra a destra).

della linea (punto D) la

10 20 30 40 1 soddisfazione è Il (SMS) misura la pendenza

SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE

sicuramente maggiore. della curva di indifferenza in qualunque punto della stessa.

Indica il saggio al quale il consumatore è disposto a scambiare un

bene con un altro (= quante unità di bene2 è disposto a cedere per

Assiomi della teoria del consumatore: una unità addizionale del bene1), senza che il suo grado di

soddisfazione subisca variazioni.

Il consumatore tende sempre a preferire una

Non sazietà.

• alternativa di consumo che contiene una quantità maggiore di lungo la curva --> tende a

Da sinistra a destra SMS

almeno un bene. DIMINUIRE perché il consumatore sarà disposto a rinunciare a

Se il consumatore è indifferente tra i panieri A e

Transitività. .

• quantità sempre minori di per ogni unità addizionale di

B, ed è indifferente tra i panieri B e C, sarà necessariamente Ciò a causa dell’ipotesi dell’utilità marginale decrescente.

indifferente anche tra i panieri A e C. I CONSUMATORI PREFERISCONO LA VARIETA’.

Il consumatore si ipotizza in grado di classificare

Completezza.

• in ordine di preferenza tutte le alternative di consumo tra le

quali può scegliere. Si dice che l’ordinamento delle preferenze

del consumatore è completo. Manuela M. Tontini

Mappa delle curve di indifferenza come nella quale PREFERENZE DEL CONUMATORE

funzione di utilità

l’utilità dipende dalla quantità disponibile dei due beni considerati: Bene2

A = A: , :

< Mappa delle curve di indifferenza

FGH FGH

Sia sia sono valori positivi, ma decrescono al crescere

e di .

rispettivamente di

Supponiamo che nel punto A sul grafico della curva di indifferenza,

F = FGH + FGH

l’indice di preferenza sia (a.)

I Bene1

Siamo certi che il consumatore è indifferente tra due panieri se I panieri su una Cdi più lontana dall’origine danno un più elevato

l’indice di preferenza rispettivamente assegnatogli è lo stesso, cioè se

FGH FGH

+ ∆ + + ∆ = F ma lungo la tutti i punti danno la stessa

livello di soddisfazione, Cdi

vale l’uguaglianza: (b.)

I soddisfazione.

∆ FGH ( ∆ FGH = 0

Sottraendo la alla

(a.) (b.) : Ogni appartenente ad una non può

Cdi mappa di curve di indifferenza

ADE

∆: = (

JDJ = L K L

K < intersecarsi con nessun’altra della stessa mappa. Se così non

Cdi

Da cui si ricava l’equazione: ∆: ADE

< fosse risulterebbe violata l’assunzione della transitività.

FGH

Ora se ci si muove da sinistra a destra aumenta perciò

FGH

diminuisce, mentre diminuisce perciò aumenta.

Come si voleva dimostrare il valore del diminuisce da sinistra a

SMS CASI PARTICOLARI:

destra, la pendenza della curva di indifferenza (Cdi) è pertanto – --> per il consumatore è irrilevante

beni perfettamente sostituibili

decrescente e la curva è concava. la “composizione” del paniere, è disposto a sostituire un bene con un

altro a un SAGGIO COSTANTE (non vale cioè l’assioma del saggio

marginale decrescente).

Le saranno RETTE INCLINATE NEGATIVAMENTE

Cdi

Manuela M. Tontini l’inclinazione della

– --> il consumatore li consuma (che riflette il rapporto

Nel punto di tangenza

beni strettamente complementari Rdb

congiuntamente in proporzioni fisse. Le Cdi saranno RETTE SPEZZATE tra i prezzi dei due beni) e la pendenza della (che corrisponde al

Cdi

AD ANGOLO RETTO in corrispondenza sono uguali.

SMS) JDJ = ∆: /∆: = ( /

della proporzione fissa. Vale la seguente uguaglianza: < <

∆! NOP

MGM = K L = ( K L

% #

Avevamo visto che: ∆! NOP

# %

Sostituendo quest’ultima uguaglianza alla precedente:

NOP &

MGM = ( K L = ( K L

# #

NOP &

% %

LA SCELTA OTTIMALE: EQUILIBRIO DEL CONSUMATORE Con una semplice trasformazione e ignorando i segni:

ADE ADE

L=K

K L

<

Il consumatore non potrà in ogni caso acquistare panieri che si dove i termini indicano le unità marginali

<

collocano al di sopra della retta di bilancio. le quali misurano l’incremento di

ponderate dei due beni

Se è un soggetto razionale si muoverà lungo la linea di bilancio e, tra soddisfazione che si associa all’ultimo euro speso nell’acquisto di un

tutte le combinazioni, sceglierà quella che si colloca sulla curva di bene.

indifferenza più distante dall’origine degli assi.

Bene2 Nel la

punto A retta di bilancio

(rossa) è tangente alla curva di

(azzurra).

indifferenza più alta

15 B C Rappresenta la scelta ottimale del

10 A consumatore.

10 20

Bene1

La non può essere acquistata perché si colloca al di

combinazione C

sopra della retta di bilancio. Manuela M. Tontini

CAPITOLO SETTIMO

Equilibrio iniziale il consumatore che dispone di un reddito

La domanda. (retta rosa) sceglie di acquistare del primo bene e

I Q Q

del secondo.

La funzione di domanda individuale esprime la quantità ottimale in

a la si traspone in alto a

da

Aumenta il reddito Rdb

I

funzione del prezzo del bene, del prezzo degli altri beni, del reddito e destra ma la sua inclinazione non varia perché non sono

= , , … ,

delle preferenze del consumatore: variati i prezzi.

La nuova sarà tangente in B ad una più distante

Rdb Cdi

Il consumatore è pienamente soddisfatto quando la quantità di un dall’origine, quindi il consumatore sarà più soddisfatto.

bene alla quale sarebbe disposto a rinunciare in cambio di un’unità

da a la si

Aumenta ulteriormente il reddito Rdb

addizionale dell’altro bene (SMS), corrisponde esattamente alla traspone ulteriormente in alto a destra mantenendo la stessa

quantità alla quale deve rinunciare per poter acquistare un’unità

/

inclinazione. Risulterà tangente in C ad una ancora più

Cdi

).

addizionale dell’altro bene ( distante dall’origine.

A LIVELLI DI REDDITO Più ELEVATI CORRISPONDERANNO PUNTI DI

RELAZIONE REDDITO-CONSUMO E CURVA DI ENGEL EQUILIBRIO Più LONTANI DALL’ORIGINE.

Variazioni del reddito determinano variazioni nella stessa direzione Passa per quei punti la LINEA REDDITO-CONSUMO (retta gialla) che è

della quantità acquistata di beni. appunto il luogo geometrico di tutte le combinazioni di equilibrio

corrispondenti ai possibili livelli di reddito del consumatore, a parità

AUMENTO DEL REDDITO --> aumenta il del

potere di acquisto di prezzi.

consumatore, si allenta il vincolo di bilancio.

DIMINUZIONE DEL REDDITO --> si riduce il del

potere di acquisto La linea si può definire CURVA DI ENGEL.

reddito-consumo Bene1

consumatore, il livello di soddisfazione è meno elevato. Pone in relazione la quantità acquistata di uno dei due beni

con il reddito. Tale relazione è diretta.

Bene2 R

All’aumentare del reddito la quantità ottimale del Bene1 aumenta: la

C curva è crescente da sinistra verso destra.

A B Se si raggiunge il pur aumentando il reddito la

livello di saturazione

quantità resta costante: la curva diventa parallela all’asse x.

Bene1 Nel caso dei beni inferiori la curva è decrescente.

Manuela M. Tontini


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fabiola_91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Reganati Filippo.

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