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1. Contesto ambientale

Il presente progetto è rivolto per tutto il comprensorio Pompei - Ercolano.

L’area si presenta come un’entità relativamente omogenea caratterizzata da

zone a quasi totale vocazione residenziale, da zone a vocazione agricola e da

importantissimi poli di interesse culturale non adeguatamente valorizzati a fini

turistici. Permane lo stato di crisi dei tradizionali poli industriali, come quelli

dell’area Torrese-Stabiese, dove il declino delle produzioni metallurgiche e

cantieristiche non si accompagna ancora alla nascita di nuovi rilevanti poli

produttivi. Accanto alla produzioni tipiche più significative sotto l’aspetto

dell’impatto economico, come la lavorazione dei coralli e dei cammei di Torre

del Greco, se ne evidenziano altre come la floricoltura, la viticoltura e la

lavorazione della pietra lavica. L’industria turistica è sostanzialmente

sprovvista di strutture ricettive, ma abbonda di risorse attrattive di richiamo

nazionale ed internazionale, anche se non ancora adeguatamente valorizzate,

tra cui spiccano i siti archeologici ed il Vesuvio.

1.1 Esperienze di programmazione precedenti:

In questi territori si rileva l’esistenza di una precedente esperienza di

programmazione territoriale come il piano URBAN e il patto IL MIGLIO D’ORO.

Nello specifico, il primo è un piano di riqualificazione urbana e ambientale.

Dal mese di giugno del 2000 l'Amministrazione Comunale di Ercolano ha

avviato una nuova stagione di programmazione delle politiche del territorio per

lo sviluppo sociale ed economico della città. Il punto di partenza è coinciso con

la pubblicazione del bando europeo PIC Urban 2000-2006, che finanziava

proposte di intervento per la rigenerazione economica e sociale di città o

quartieri in crisi, che avessero un alto contenuto di sperimentazione secondo le

più avanzate metodologie di intervento sulle città.

Il bando URBAN, di fatto, sollecitava riflessioni e proposte per migliorare le

città europee, attraverso l'attivazione di iniziative integrate per lo sviluppo e

l'occupazione, l'offerta di servizi al cittadino e alla comunità, la formazione dei

giovani, il miglioramento dell'ambiente e le infrastrutture.

In particolare il suddetto piano è finalizzato a conseguire la riqualificazione

urbana e ambientale dell'area individuata, rivitalizzandone il patrimonio

culturale, cogliendo la vocazione turistica del territorio, migliorando le

condizioni socio-economiche della comunità locale. Pertanto, gli obiettivi

specifici sono riconducibili all'innalzamento della qualità della vita e della

sicurezza degli abitanti e dei visitatori, a rafforzare il senso di comunità e di

identità urbana.

Il patto territoriale IL MIGLIO D’ORO Il Patto del Miglio d’Oro nacque nel 1997

dall’intuizione degli amministratori locali dei quattro comuni limitrofi della

fascia costiera di ottimizzare risorse, obiettivi e strategie di sviluppo utilizzando

uno dei nuovi strumenti che il legislatore metteva a disposizione per lo sviluppo

locale. Le caratteristiche del tessuto produttivo locale fortemente incentrato su

micro-attività commerciali, artigiane e imprenditoriali con una residuale

presenza di insediamenti produttivi di medie dimensioni impongono un

percorso strategico di sviluppo incentrato intorno al concetto di “concertazione

dal basso” alla luce del quale il soggetto promotore del Patto Territoriale attuò

la seguente strategia di azione:

· animazione territoriale diretta soprattutto verso l’imprenditoria locale e i

giovani;

· raccolta di idee progetto intorno a diversi assi di sviluppo

(riqualificazione urbana, turismo, artigianato, nuove tecnologie, qualificazione

e specializzazione della forza lavoro, etc.);

· accompagnamento all’accesso ai finanziamenti agevolati per l’avvio

dell’attività d’impresa.

La fase di avvio fu coordinata e attuata con puntualità e coerenza da

consentire al Patto del Miglio d’Oro di essere tra i primi dieci Patti attivati in

Italia e raccogliere riconoscimenti anche internazionali quale attuatore di best

practices di sviluppo locale.

Purtroppo, però, il Patto ha sofferto gli scompensi derivanti dall’azione di due

fattori iniziali che ne hanno frenato la portata dell’intervento complessivo. Da

un lato, il drastico cambio di indirizzo generale imposto alla programmazione

negoziata: lo strumento “Patto Territoriale” nasceva intorno alla idea forza del

CNEL nella individuazione di nuove forme di sviluppo endogeno. Alla fine degli

anni ’90 il CIPE viene scelto come organismo nazionale di coordinamento dei

patti territoriali e, con successive delibere, rigetta l’impostazione del CNEL

esigendo una progettualità puntuale e pressoché uniformata ad altri strumenti

a sostegno dell’impresa (L488/92). L’altro importante fattore, strettamente

correlato al primo, è il complesso sistema di vincoli di natura paesaggistica e

ambientale che insistono sul territorio: l’interpretazione decisamente

“ottimistica” dell’indirizzo del CNEL avevano generato la convinzione che un

sistema progettuale integrato e accompagnato dall’intervento sinergico di tutti

gli attori locali potesse derogare, laddove necessario, agli strumenti vincolistici

esistenti; invece, al contrario, fu ribadita l’assoluta priorità dei piani di tutela e

salvaguardia del territorio rispetto a qualsiasi intervento insediativo.

Alla luce di quanto detto, con la Delibera CIPE del 26/06/97 molti progetti tra i

circa 100 presentati vengono esclusi dal finanziamento.

Nel settembre del 1999 viene emanato il primo bando di rimodulazione dei

fondi residui degli stanziamenti a valle della Delibera CIPE del ’97. Nove

progetti vengono finanziati per un totale di 2.9 milioni di euro di agevolazione

con un incremento occupazionale di 72 unità lavorative.

Tra i 2000 e i 2001 il Patto è promotore di numerose azioni di pianificazione e

attuazione di nuovi strumenti di sviluppo tra cui la realizzazione dei Piani

Integrati Territoriali (P.I.T.) Grande Attrattore Culturale Pompei-Ercolano e

Portualità Turistica, redazione del Progetto URBAN con il comune di

ERCOLANO.

Nel 2001 i comuni del Patto entrano nella compagine sociale della T.E.S.S. Spa

(soggetto attuatore del Contratto d’Area Torrese-Stabiese) sancendo, nei fatti,

la unidirezionalità delle politiche di sviluppo della fascia vesuviana costiera, in

vista di una eventuale futura fusione delle due agenzie di sviluppo locale.

Nell’ottobre 2002 viene siglata la convenzione tra Patto, Comuni, Provincia di

Napoli, ASL Napoli 5, Prefettura di Napoli per la realizzazione dello Sportello

Unico dell’Attività Prodduttive associato del Miglio D’oro.

Nel novembre 2002 è emanato il secondo bando di rimodulazione delle risorse

residue del Patto.

Il 1 ottobre 2003 apre al pubblico presso villa Ruggiero lo Sportello Unico per

le Attività Produttive Associato al servizio dei quattro comuni del Patto.

2. POMPEI-ERCOLANO GRANDE ATTRATTORE CULTURALE: UN PIT

D’AREA VASTA

Come si evince dalla tabella 1.1, Salerno avendo una popolazione pari a

450354, essa rientra tra le aree urbane ad alta densità.

Il PIT Ercolano-Pompei può essere incluso tra i Pit area vasta.

Popolazione totale Totale sup. Densità

N° comuni del PIT terr.(Kmq) (Abitanti/Kmq)

11 450354 134.33 3352.59

Risorse POR Risorse totali

€ 71.185.459 € 166.240.316

Fonte: Formez

Il termine “area vasta” è da tempo utilizzato per indicare scale territoriali di

intervento sovracomunali e comunque non necessariamente coincidenti con

determinati confini amministrativi locali. Il territorio di un parco naturale o una

porzione di regione considerata omogenea, per caratteri ambientali o socio-

economici, può essere ricondotto a tale accezione.

Nelle aree a più forte espansione insediativa, l‘oggetto dell’azione di

trasformazione del contesti urbano cambia: la città perde i suoi netti confini ed

è sempre più difficile delimitarne la forma, le funzioni e la fisiologia connessa

all’uso delle matrici ambientali. L’approccio d’area vasta è assistito da tempo

dalla legislazione nazionale e regionale; questo tipo di pianificazione afferma il

primato del governo integrato del territorio, rendendo coerenti a questo

obiettivo le stratificate pianificazioni settoriali, in materia anche ambientale, e

le singole previsioni urbanistiche comunali.

3. Idea forza

Da un turismo ’’mordi e fuggi’’ ad un turismo stanziale e motivazionale. La

valorizzazione dell’area pompeiana attraverso le straordinarie risorse

archeologiche e culturali, non può che assumere un ’’carattere turistico’’.

Occorre, quindi, soddisfare maggiormente i bisogni del ’’turista/viaggiatore’’,

sia dal punto di vista culturale, che da quello della costruzione della migliore

qualità dell’accoglienza; ospitandolo in ambienti sicuri, dotati di servizi

adeguati, culturalmente ed esteticamente accattivanti, per incrementare la

durata e la qualità della permanenza nell’area.

3.1 Analisi swot

Punti di forza Punti di Opportunità Minacce

Debolezza

Scavi di Pompei Elevata tasso di Incremento dei Il territorio è

criminalità flussi turistici condizionato dalla

presenza di

organizzazioni

criminali

Basilica di Pompei Scarse strutture Valorizzazione del Scarsa azione di

ricettive contesto riciclaggio per far

fronte l’emergenza

rifiuti

Villa dei papiri Presenza di Ampliamento di La presenza di

insediamenti nuove opportunità insediamenti

industriali occupazionali industriali nel

territorio Torrese-

stabiese potrebbe

produrre un

impatto ambientale

negativo sul

territorio

Matrice di Bassa offerta di Incremento degli

accessibilità: A3 servizi scambi

Napoli-Salerno; Alberghieri e di commerciali

Strada statale ristorazione

Sorrentina 145;

Circumvesuviana

Spa con servizio

navetta; Ferrovie

dello Stato.

Porto turistico sito Emergenza Riduzione del

in Castellammare rifiuti tasso di criminalità

di Stabia

Terme stabiese-

oplontine

Arte bianca:

Pastifici

Maggior presenza

delle forze di

pubblica sicurezza

Fabbrica del

corallo e cammei

4. OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI DEL PROGETTO

- sviluppo dell’area ’’vesuviana costiera’’ attraverso la valorizzazione del

patrimonio archeologico e culturale;

- rafforzare la vocazione del territorio,

- aumentare l’impiego di capitale umano mediante l’istituzione di eventuali

corsi di formazione come operatori turistici;

- miglioramento del tenore di vita dei cittadini;

- riqualificazione del territorio;

- favorire lo sviluppo di nuove imprese nel settore della cultura e turismo;

- rafforzare il settore dei pubblici esercizi.

4.1 PARTENARIATO ISTITUZIONALE

In seguito agli interventi individuati al tavolo di concertazione partecipano i

seguenti partner: Regione Campania, Comune di Boscoreale (Napoli); Comune

di Boscotrecase (Napoli); Comune di Castellammare Di Stabia (Napoli);

Comune di Lettere (Napoli); Comune di Pompei (Napoli); Comune di Portici

(Napoli); Comune di Ercolano (Napoli); Comune di San Giorgio A Cremano

(Napoli); Comune di Torre Annunziata (Napoli); Comune di Torre Del Greco

(Napoli); Comune di Trecase (Napoli); Organizzazione per la tutela e la

promozione del patrimonio artistico-culturale Ente Ville Vesuviane; Pubblica

amministrazione centrale Soprintendenza Archeologica di Pompei; Pubblica

amministrazione centrale Soprintendenza per i BAPPSAD di Napoli e Provincia.

ENTE RESPONSABILE: REGIONE CAMPANIA.


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AUTORE

Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
Docente: Non --
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Non --.

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