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Pit Pompei-Ercolano: grande attrattore culturale, religioso e turistico

Introduzione

Cos’è un PIT (Progetti Integrati Territoriali)

Esso viene concepito come un insieme di azioni intersettoriali integrati e collegati tra loro che convergono verso il comune obiettivo di sviluppo del territorio locale. Il PIT può essere implementato su tutto il territorio nazionale, fermo restando che il CIPE (Comitato Interministeriale per le Programmazione Economiche) finanzia soltanto quelli attuati nelle aree depresse, cioè quelle aree geografiche ricadenti negli obiettivi b1 e b2 dei fondi strutturali. Gli interventi sono concentrati su azioni che migliorano il contesto socioeconomico e i sistemi imprenditoriali dei territori, nel rispetto dello sviluppo sostenibile, al fine di favorire infrastrutture, formazione e servizi. Destinatari del complesso delle azioni programmate sono precisi ambiti territoriali così da attivare e sviluppare le potenzialità ancora inespresse.

Gli elementi qualificanti del PIT sono:

  • Un’idea-forza, vale a dire, la strategia di sviluppo condivisa dai sottoscrittori del PIT che si traduce nella definizione di obiettivi specifici.
  • Linee di intervento definite da finanziare con le Misure POR.
  • Un ambito territoriale specifico per l’attuazione degli interventi previsti.
  • Un soggetto responsabile del progetto dal punto di vista gestionale e di coordinamento.
  • Modalità gestionali, procedurali e di monitoraggio più efficaci.

Contesto ambientale

Il presente progetto è rivolto per tutto il comprensorio Pompei - Ercolano. L’area si presenta come un’entità relativamente omogenea caratterizzata da zone a quasi totale vocazione residenziale, da zone a vocazione agricola e da importantissimi poli di interesse culturale non adeguatamente valorizzati a fini turistici. Permane lo stato di crisi dei tradizionali poli industriali, come quelli dell’area Torrese-Stabiese, dove il declino delle produzioni metallurgiche e cantieristiche non si accompagna ancora alla nascita di nuovi rilevanti poli produttivi. Accanto alla produzioni tipiche più significative sotto l’aspetto dell’impatto economico, come la lavorazione dei coralli e dei cammei di Torre del Greco, se ne evidenziano altre come la floricoltura, la viticoltura e la lavorazione della pietra lavica. L’industria turistica è sostanzialmente sprovvista di strutture ricettive, ma abbonda di risorse attrattive di richiamo nazionale ed internazionale, anche se non ancora adeguatamente valorizzate, tra cui spiccano i siti archeologici ed il Vesuvio.

Esperienze di programmazione precedenti

In questi territori si rileva l’esistenza di una precedente esperienza di programmazione territoriale come il piano URBAN e il patto IL MIGLIO D’ORO. Nello specifico, il primo è un piano di riqualificazione urbana e ambientale. Dal mese di giugno del 2000 l'Amministrazione Comunale di Ercolano ha avviato una nuova stagione di programmazione delle politiche del territorio per lo sviluppo sociale ed economico della città. Il punto di partenza è coinciso con la pubblicazione del bando europeo PIC Urban 2000-2006, che finanziava proposte di intervento per la rigenerazione economica e sociale di città o quartieri in crisi, che avessero un alto contenuto di sperimentazione secondo le più avanzate metodologie di intervento sulle città.

Il bando URBAN, di fatto, sollecitava riflessioni e proposte per migliorare le città europee, attraverso l'attivazione di iniziative integrate per lo sviluppo e l'occupazione, l'offerta di servizi al cittadino e alla comunità, la formazione dei giovani, il miglioramento dell'ambiente e le infrastrutture. In particolare il suddetto piano è finalizzato a conseguire la riqualificazione urbana e ambientale dell'area individuata, rivitalizzandone il patrimonio culturale, cogliendo la vocazione turistica del territorio, migliorando le condizioni socio-economiche della comunità locale. Pertanto, gli obiettivi specifici sono riconducibili all'innalzamento della qualità della vita e della sicurezza degli abitanti e dei visitatori, a rafforzare il senso di comunità e di identità urbana.

Il patto territoriale IL MIGLIO D’ORO

Il Patto del Miglio d’Oro nacque nel 1997 dall’intuizione degli amministratori locali dei quattro comuni limitrofi della fascia costiera di ottimizzare risorse, obiettivi e strategie di sviluppo utilizzando uno dei nuovi strumenti che il legislatore metteva a disposizione per lo sviluppo locale. Le caratteristiche del tessuto produttivo locale fortemente incentrato su micro-attività commerciali, artigiane e imprenditoriali con una residuale presenza di insediamenti produttivi di medie dimensioni impongono un percorso strategico di sviluppo incentrato intorno al concetto di “concertazione dal basso” alla luce del quale il soggetto promotore del Patto Territoriale attuò la seguente strategia di azione:

  • Animazione territoriale diretta soprattutto verso l’imprenditoria locale e i giovani;
  • Raccolta di idee progetto intorno a diversi assi di sviluppo (riqualificazione urbana, turismo, artigianato, nuove tecnologie, qualificazione e specializzazione della forza lavoro, etc.);
  • Accompagnamento all’accesso ai finanziamenti agevolati per l’avvio dell’attività d’impresa.

La fase di avvio fu coordinata e attuata con puntualità e coerenza da consentire al Patto del Miglio d’Oro di essere tra i primi dieci Patti attivati in Italia e raccogliere riconoscimenti anche internazionali quale attuatore di best practices di sviluppo locale. Purtroppo, però, il Patto ha sofferto gli scompensi derivanti dall’azione di due fattori iniziali che ne hanno frenato la portata dell’intervento complessivo. Da un lato, il drastico cambio di indirizzo generale imposto alla programmazione negoziata: lo strumento “Patto Territoriale” nasceva intorno alla idea forza del CNEL nella individuazione di nuove forme di sviluppo endogeno. Alla fine degli anni ’90 il CIPE viene scelto come organismo nazionale di coordinamento dei patti territoriali e, con successive delibere, rigetta l’impostazione del CNEL esigendo una progettualità puntuale e pressoché uniformata ad altri strumenti a sostegno dell’impresa (L488/92). L’altro importante fattore, strettamente correlato al primo, è il complesso sistema di vincoli di natura paesaggistica e ambientale che insistono sul territorio: l’interpretazione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Non --.
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