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Introduzione: pensare da economisti

Economia: lo studio delle scelte in condizioni di scarsità

L'economia è lo studio di come gli individui scelgono in condizioni di scarsità e dei risultati delle loro scelte per la società. L'economia politica è una scienza positiva temporalmente e spazialmente limitata: varia nel tempo e variano gli scenari economici nei paesi (con conseguenze sugli altri). Gli ammortizzatori sociali sono strumenti che servono a ridurre un impatto negativo di una situazione economica di crisi legata al lavoro o alla disoccupazione.

  • Principio di scarsità (principio secondo cui nessun pasto è gratis): l'economia politica si occupa di comprendere le relazioni che esistono tra le risorse scarse e i beni/bisogni infiniti. Quindi: nonostante i nostri desideri e bisogni siano illimitati, le risorse per soddisfarli sono limitate. Per questo ottenere una maggior quantità di un bene comporta la rinuncia a qualcos'altro (trade-off).
  • Principio costi-benefici: un individuo/impresa o società dovrebbe intraprendere un'azione se e solo se, i benefici aggiuntivi (marginali) sono almeno pari ai costi aggiuntivi. Una decisione razionale si basa sul valutare i costi o i benefici (esplicitamente o implicitamente).

Problema: la locazione (sistemazione) delle risorse deve essere efficiente (senza sprechi), secondo le indicazioni di L. Robbins.

Applicazione del principio costi-benefici

Per studiare le scelte in condizioni di scarsità si ipotizzano:

  • Individui razionali: individui che hanno obiettivi definiti e che cercano di raggiungerli nel miglior modo
  • Beneficio (insito/associato a un'azione): rappresenta il valore monetario di tutto ciò che si ottiene compiendo l'azione
  • Costo (insito/associato a un'azione): rappresenta il valore monetario di tutto ciò a cui si rinuncia compiendo l'azione

Surplus economico

La surplus economico è la differenza tra il beneficio e il costo di un'azione. L'obiettivo nelle decisioni economiche è scegliere e intraprendere le azioni che creano il maggior surplus economico possibile: surplus economico totale positivo (altro modo per formulare il principio costi-benefici).

Costo opportunità

Il costo opportunità è il valore della miglior alternativa a cui si rinuncia per compiere un'azione.

  • Non rappresenta il valore totale di tutte le attività possibili a cui ci si poteva dedicare
  • Rappresenta il valore dell'alternativa migliore

Ruolo dei modelli economici

Il principio costi-benefici è usato dagli economisti come modello astratto per studiare in quale modalità un individuo razionale effettuerebbe le proprie scelte tra alternative contrastanti.

  • Modello astratto: descrizione semplificata del mondo reale che tiene presente gli elementi essenziali che caratterizzano una situazione e che permette di analizzarla logicamente. Es: modello fatto a pc.
  • Critica al modello costi-benefici: le persone nella vita reale non ricorrono ad aste immaginarie prima di fare un'azione.

Errori comuni nel processo decisionale

Gli individui che agiscono razionalmente applicano quasi sempre il principio costi-benefici intuitivamente senza calcoli espliciti e precisi. Gli economisti possono così formulare previsioni sul comportamento degli individui razionali.

Misurare i costi e i benefici in proporzione

Prendendo decisioni le persone ritengono che una variazione del costo/beneficio sia insignificante se è una piccola proporzione della cifra originale. I costi e i benefici dovrebbero venir misurati in termini di importi monetari assoluti e non di percentuali.

Ignorare i costi opportunità

Quando si esamina un'azione secondo i costi/benefici, si tiene conto dei costi opportunità. I costi opportunità di una risorsa sono:

  • Alti: se la miglior alternativa per utilizzare la risorsa ha un valore elevato.
  • Bassi: se non ci sono valide opportunità alternative per utilizzare la risorsa.

Non ignorare i costi non recuperabili (sunk cost)

Quando si esamina un'azione per intraprenderla o no, si devono ignorare i costi non recuperabili: costi che si affrontano quando si prende una decisione, anche se l'azione non viene compiuta (es: denaro speso per un biglietto non rimborsabile).

  • N.B: gli unici costi di cui si tiene conto nel decidere se intraprendere o no un'azione sono quelli che si possono evitare rinunciandoci.

Considerare costi e benefici medi anziché marginali

Quando si prende una decisione si dispone dei dati dei costi e dei benefici totali di un'attività, dai quali si possono calcolare i rispettivi valori medi.

  • L'errore comune: concludere che un'attività va incrementata se i benefici medi superano i costi medi associati all'attività.
  • Secondo il principio costi-benefici il livello di un'attività deve essere aumentato se e solo se il beneficio marginale supera il costo marginale.

Definizioni

  1. Beneficio marginale: variazione nel beneficio totale causata dallo svolgimento di un'unità in più di attività.
  2. Costo marginale: variazione nel costo totale causata dallo svolgimento di un'unità in più di attività.
  3. Costo medio: costo totale derivante dalla produzione o dall'acquisto di n unità diviso per n.
  4. Beneficio medio: beneficio totale derivante dalla produzione o dall'acquisto di n unità diviso per n.

Principio secondo cui non tutti i costi e i benefici hanno lo stesso peso: quando si prende una decisione alcuni costi e benefici (costi opportunità o costi/benefici marginali) contano, altri (costi non recuperabili e costi/benefici medi) no.

Problema degli economisti: interpretare le leggi economiche che sono mediamente uguali per tutti.

Evoluzione delle idee degli economisti

L'economia si divide in diverse scuole di pensiero, le più importanti sono otto:

  • Scuola classica/neoclassica (XVIII sec) vs Scuola di Keynes (macroeconomia)
  • Monetaristi: legati all'impatto della moneta (le variabili reali, come il pil, sono influenzate dalla moneta)

Approcci all'analisi economica

  • Microeconomia: studio delle scelte individuali in condizioni di scarsità e delle loro implicazioni sui prezzi e le quantità in mercati specifici. Indaga le determinate grandezze: quantità scambiata e il prezzo a cui si scambia sul mercato.
  • Macroeconomia: studio del funzionamento del sistema economico nel suo complesso e le politiche dello Stato per conseguire i migliori risultati. Indaga le determinate grandezze: tasso di disoccupazione nazionale, il livello generale dei prezzi etc.

Criterio di valutazione per entrambe: bene comune. Nella sfera pubblica si risponde a una domanda normativa: coinvolge i nostri valori in quanto si chiede cosa si deve fare, ma l'analisi economica non è in grado di rispondere a una domanda normativa. L'analisi economica cerca di rispondere a una domanda positiva: ha per oggetto le conseguenze di determinati comportamenti: politiche o soluzioni istituzionali.

  • Solo condividendo gli obiettivi, l'analisi economica può essere normativa: ovvero indica il modo più efficiente per realizzarli.

Approccio al testo: i principi fondamentali

  1. Scarsità: l'economia politica si occupa di comprendere le relazioni che esistono tra le risorse scarse e i beni/bisogni infiniti. Quindi: nonostante i nostri desideri e bisogni siano illimitati, le risorse per soddisfarli sono limitate.
  2. Principio costi-benefici: un individuo/impresa o società dovrebbe intraprendere un'azione se e solo se, i benefici aggiuntivi sono almeno pari ai costi aggiuntivi.
  3. Incentivi: il confronto tra i costi e i benefici è rilevante per predire le scelte che un individuo compie effettivamente.
  4. Vantaggio comparato: tutti migliorano la propria condizione quando si viene impiegati nell'attività in cui si è più produttivi.
  5. Costo opportunità crescente: si utilizzano le risorse con il costo opportunità più basso prima di passare a quelle con costi opportunità più alti.
  6. Efficienza: è un importante obiettivo sociale, se una cosa è efficiente è senza sprechi.
  7. Equilibrio: un mercato in equilibrio non lascia inesplorate alcuna opportunità di guadagno per gli individui.

Naturalismo economico

L'economia si interpreta in ogni sfaccettatura della vita. Il naturalismo economico (spesso anche l'economista) fa economia positiva (scienza): usa l'economia per stabilire cause ed effetti.

  • L'economista fa economia normativa: combina le conoscenze positive con i giudizi per suggerire quale scelta dovrebbe essere compiuta (politica economica).

Appendice, equazioni, grafici e tabelle

Ricavare un'equazione

La funzione è un legame che unisce un elemento debole a uno forte.

  • Debole: dipende da molti/pochi dati variabili
  • Forte: è una costante

Equazione: è un'espressione matematica che descrive la relazione tra due o più variabili. Variabili: una quantità assume diversi valori in un intervallo determinato.

  • Variabile indipendente (x): variabile il cui valore è determinato dal valore assunto da un'altra variabile dell'equazione
  • Variabile dipendente (y): variabile il cui valore determina il valore che assumerà un'altra variabile nell'equazione

Costanti (parametri o intercetta): quantità dal valore fisso in un'equazione.

  • Intercetta verticale: valore assunto dalla variabile dipendente quando la variabile indipendente è zero (in una linea retta).

Coefficiente angolare: indica l'intensità (reattività) di un legame tra la variabile dipendente e l'indipendente. Indica la pendenza: distanza verticale divisa per la distanza orizzontale tra due punti su una retta.

Beni: il prezzo di un bene è un valore sempre positivo o pari a zero (>0). Il prezzo è una variabile.

  • Beni normali: beni sempre più consumati al crescere del reddito
  • Beni di lusso: beni consumati solo quando il mio reddito cresce di un certo livello
  • Beni poveri: beni sempre meno consumati con il reddito che rimane costante o diminuisce

Rapporto tra consumo e reddito: che tipo di relazione c'è

  • Relazione positiva o diretta (no proporzionale) +: quando cresce la relazione
  • Relazione negativa o inversa (no proporzionale) -: quando diminuisce la relazione

Il segno indica l'inclinazione.

Domanda e offerta: introduzione

Operatori economici

  1. Famiglie: formate dai singoli individui. Funzione e obiettivi: massimizzare il loro benessere tramite azioni di interesse. Come?: attraverso il consumo
  2. Imprese: funzione e obiettivi: massimizzare il profitto (differenza positiva tra ricavi e costi: R-C) minimizzando i costi. Come?: attraverso la produzione o attività economiche. Perdita: opposto del profitto (differenza negativa)
  3. Stato: funzione e obiettivi: massimizzare il benessere della collettività. Come?: attraverso la produzione e il consumo

Gli operatori economici si organizzano in metodi/sistemi di coordinamento: pianificazione e mercato.

Sistemi economici: pianificazione centralizzata vs mercato

Pianificazione

È un sistema di coordinamento in cui le decisioni di cosa, come e quando produrre sono rigidamente (o meno) intraprese da un individuo o da poche persone prima dell'inizio delle produzioni. Definizione: l'allocazione delle risorse è decisa da un apparato politico e amministrativo che raccoglie informazioni relative alla tecnologia, alla disponibilità di risorse e alla domanda finale di beni e servizi.

Tipologie o forme di pianificazione:

  • Staliniana (forte): lo stato decide la quantità da produrre indirizzando i consumi in linea generale
  • Moderata: sono coinvolte le imprese da parte dello stato e si limitano a quando e quanto produrre
  • Mista: sono coinvolte le imprese da parte dello stato e si impongono determinate produzioni in determinati periodi

Storia della pianificazione: la pianificazione si verifica

  • In origine nelle società agrarie: le comunità consumano solo i beni da loro prodotti
  • Nell'URSS: una commissione stabilisce i livelli di produzione per le aziende, quindi sviluppano piani generali sulle modalità da seguire per ottenere gli obiettivi prefissati e su come distribuire e utilizzare i beni e servizi prodotti
  • 1980: Cuba, Corea del Nord e Cina sono le uniche tre nazioni rimaste a economia pianificata di tipo comunista. La Cina ha ormai abbandonato l'economia centralizzata
  • Agenzie governative (burocratiche): che amministrano programmi, es: controllo degli affitti a New York

Mercato

È un luogo fisico o immaginario in cui si incontrano venditori e compratori che offrono o domandano un solo bene. Definizione: l'allocazione delle risorse disponibili ai diversi impieghi produttivi è decisa da libere scelte individuali.

  • Opposto della pianificazione, è un sistema di coordinamento in cui non vi sono imposizioni, e se ci fossero il risultato sarebbe una degenerazione o fallimento del mercato stesso.
  • I mercati sono infiniti e in ciascuno si scambia un bene, quindi esiste un mercato per ogni singolo servizio. La distribuzione di beni e servizi è determinata dalle preferenze degli individui sulla base del potere d'acquisto (reddito) di ognuno.

In un mercato vi sono coloro che:

  • Producono e vendono: sono l'offerta (offrono un bene). Chi produce interpreta il comportamento dei consumatori
  • Acquistano e comprano: sono la domanda (domandano un bene)

Tipologie o forme di mercato:

  • Mercato di concorrenza perfetta: infiniti compratori (domanda) e infiniti venditori (offerta)
  • Monopolio: un venditore e infiniti compratori. Esistono anche: oligopoli (1 impresa) e duopoli (2 imprese)

Storia del mercato:

  • XXI sec: il mercato diventa predominante, è un'economia capitalistica (o di mercato), vantaggi: garantiscono più efficienza nell'allocazione dei prodotti e dei beni.
  • Oggi non esistono economie di mercato pure, ma i paesi industriali avanzati sono economie miste: i beni e i servizi sono allocati tramite libere scelte individuali.

Compratori e venditori nei mercati

Il prezzo e la quantità di un bene scambiato sul mercato dipendono da una trattativa o interazioni tra compratori e venditori. Come si forma il prezzo di mercato di un bene?

  • Smith e Marx: ritengono che il prezzo di mercato di un bene sia determinato dal suo costo di produzione. Tuttavia il costo è solo una delle motivazioni.
  • Marshall: ritiene che i costi e il valore di un bene determinano sia il prezzo che la quantità comprata e venduta di un bene.

Determinanti di un bene

Lista delle variabili indipendenti di un bene. La quantità (Qx) di un bene (x) sul mercato dipende dal:

  • Prezzo del bene (Px)
  • Reddito (R)
  • Prezzo del sostituto del bene (Psx). Es: la marmellata è il sostituto della Nutella
  • Prezzo del bene complementare del bene (Pcx): beni che hanno più valore consumati assieme. Es: il pane assieme alla Nutella
  • Livello di utilità (U)
  • Gusti (G)

Curva di domanda o funzioni di domanda

Diagramma o grafico che mostra la quantità (Qx) di un bene che i compratori vogliono acquistare per ogni prezzo. Le curve di domanda sono individuali o collettive.

Curva di domanda individuale

Rappresenta il comportamento del singolo individuo: inclinata negativamente perché:

  • Effetto reddito: variazione nella domanda di un bene che si registra quando i compratori soddisfano i loro bisogni acquistando un bene sostituto. Causa: variazione nel prezzo: il prezzo sale la quantità domandata scende.
  • L'aumento del prezzo comporta l'effetto reddito: variazione nella domanda di un bene che si registra quando il reddito di un compratore varia. Causa: variazione del prezzo che fa diminuire la quantità domandata perché il potere d'acquisto si riduce.

Curva di domanda collettiva

Rappresenta il comportamento della collettività, è la somma delle curve individuali: ha pendenza negativa perché:

  • Il prezzo di riserva di un compratore marginale (acquista l'ultimo bene in vendita) scende all'aumentare della quantità acquistata.

Definizione: Prezzo di riserva: importo massimo che i compratori pagano per acquistare il bene (beneficio).

Definizione: Prezzo di mercato: ammontare effettivo che i compratori pagano per acquistare il bene (costo).

Esempio: solo nel caso in cui vi è una relazione tra prezzo e quantità domandata, scambiata o offerta gli economisti hanno invertito gli assi y e x.

Osservazioni:

  • Se il prezzo scende la quantità domandata sale
  • Se il prezzo sale la quantità domandata di un bene scende (inclinazione negativa)

Proprietà fondamentale della curva di domanda

  • Pendenza (coefficiente angolare) negativa rispetto al prezzo: al diminuire del prezzo i compratori acquisteranno più beni

La pendenza: rapporto tra due variazioni, indica quanto varia la quantità domandata del bene per ogni volta che varia il prezzo.

Formula pendenza: ΔQx/ ΔPx.

Se la reattività varia poco:

  • Bene necessario (farmaco): quando il prezzo cambia a prescindere da esso compro il bene, è molto richiesto.

Se la reattività varia tanto:

  • Bene superfluo (bene di lusso): il prezzo aumenta ma diminuisce la quantità.

Previsione e spiegazione della variazione dei prezzi e delle quantità (domanda)

Descrivere i mutamenti del mercato:

  • Variazione della quantità domandata (lungo la funzione): movimento lungo la curva di domanda verificatosi a causa della variazione del prezzo, quindi cambia la quantità che i compratori vogliono acquistare a causa della variazione del prezzo.
  • Variazione della domanda (sposta la funzione): slittamento o spostamento parallelo della curva di domanda.

Spostamenti della curva di domanda

Quando variano le costanti: a parità di prezzo il consumatore consuma meno.

Esempio: i movimenti sulle funzioni di domanda individuano diverse combinazioni prezzo-quantità. Indicano che più di una delle variabili...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher robertocav di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Parravicini Paola.
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