Economia politica
Informazioni generali
Dispense di Alberto Batini
Paola Parravicini
Email: paola.parravicini@unimi.it
Ricevimento: Martedì 10.30 - 12.00, Via Festa del Perdono, Dipartimento Cesare Beccaria, Sezione di Scienze Economiche e Diritto Tributario
Mercoledì e Giovedì: Corso di tutoraggio
Corso di economia politica
(Copertina verde) MC Grow Hill (Tranne ultimo capitolo - “Macroeconomia a che punto siamo” —> lettura vivamente consigliata)
Esame
21 Dicembre
Esame scritto non a crocette
- 6 domande (3 microeconomia, 3 macroeconomia)
- 1,2,4,5 = 4 pt
- 3,6 = 7 pt
Per arrivare all’orale, almeno 7 in micro e almeno 7 in macro
87% fa esame in dicembre e superano 82% (media >25)
Risultati
- Respinto => non ci si può presentare all’appello di gennaio
- 18<x<30lode => a gennaio si guarda il compito. Se non si va = rifiuto del voto; si può alzare il voto con l’orale (max 3 pt), ma si può anche abbassare
- Orale => 1. sospetto copiatura; 2. 14<x<17 => possibilità di prendere 18
Introduzione all'economia politica
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L’economia politica è una disciplina che si occupa dello studio di un problema legato al fatto che le risorse economiche sono scarse mentre i bisogni sono infiniti. Gli esseri umani tuttavia hanno trovato un metodo per distribuire le risorse, ossia dando un ordine di priorità.
Allora perché si stabilisce un ordine di priorità nel soddisfare i bisogni? Bisogna tenere a mente che vi sono dei bisogni necessari (da soddisfare per sopravvivere) e bisogni non necessari o superflui (o addirittura di lusso). Comunque beni necessari e beni di lusso hanno in comune un fattore: il denaro. Infatti, se i beni non avessero un prezzo, si esaurirebbero e non sarebbero più a disposizione di tutti. Le risorse pertanto devono essere razionate. Il prezzo quindi funge da regolatore.
Adam Smith paragonava il prezzo a una mano invisibile che era in grado di ripartire e sistemare l’intero mercato. Il mercato è un luogo astratto in cui la domanda incontra l’offerta attraverso un accordo sul prezzo mediante un’oscillazione dello stesso.
Domanda: consumatore, che viene informato sul prezzo
Offerta: venditore, che propone quel bene a un certo prezzo
Se il consumatore accetta il prezzo, si verifica un incontro tra domanda e offerta. Se il consumatore non accetta il prezzo perché ci sono concorrenti che offrono lo stesso bene a prezzo inferiore, allora il prezzo viene abbassato fino ad ottenere un livellamento generale.
Beni e servizi
Beni che si toccano e beni che non si toccano.
La domanda dipende da: (funzione)
- Prezzo
- Gusto
- Moda
- Reddito
- Prezzo del bene sostituto
- Prezzo del bene complementare (utilizzato per usare il bene in oggetto)
Bene sostituto: è un bene che apporta la medesima utilità/benessere, che ha la stessa funzione di un altro bene e che si pone nei confronti dell’altro bene come alternativo.
Bene complementare: è un bene che viene consumato insieme ad un altro bene al fine di massimizzare il benessere del consumatore.
===> Da quante dimensioni è formata la funzione sopra??
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Una variabile dipendente e 6 variabili indipendenti = 7 dimensioni
La variabile più importante è il prezzo, anche se molti economisti studiano anche in funzione al reddito. Come risolvere la funzione? Ceteris paribus, (A parità di condizioni), si fa finta che le variabili siano ferme e pertanto costanti.
y= a+bx (“una cosa dipende da molte altre cose”) => quindi domanda (del bene) = - prezzo (del bene). Il segno meno sta ad indicare che quando il prezzo sale, la domanda scende; mentre quando il prezzo scende, la domanda sale. Di conseguenza D = a - bP (a=intercetta all’origine) e di conseguenza la retta ha un’inclinazione negativa.
È inoltre da tenere a mente che in economia si invertono gli assi quando si parla di domanda e prezzografico (ordinate QD => quantità domandata).
bD = a - Px x(faccio finta che a sia 8, b=1)
Pb Prezzo del bene Quantità della domanda
0 8
8 0 QD b
Ne si desume che:
- Quando il prezzo è 0, la qt della domanda non è infinita
- Quando il prezzo è “massimo”, la qt è 0
La funzione di domanda allora è una funzione che esprime il rapporto tra la quantità domandata del bene e il suo prezzo. Ha un’inclinazione negativa, quindi all’aumentare del prezzo la quantità domandata di quel bene diminuisce. Inclinazione dice “come va”, mentre la pendenza dice “quanto va”.
D = a - 2Pb ba=8 Pbb=2 (attenzione gli assi sono invertiti) QD b
Si nota quindi che quando il prezzo diminuisce, si aumenta la domanda. => È molto importante il coefficiente angolare, (che va a indicare la tipologia del bene ==> no).
Pb QD b
In questo caso la retta orizzontale indica un bene che al minimo variare del prezzo può non vendere più; mentre la retta verticale indica un bene che a qualunque prezzo viene venduto ugualmente, perché è indispensabile. Inoltre, per quando riguarda il coefficiente angolare:
- Il suo valore numerico = la pendenza della funzione (coeff. angolare, b) e quindi rappresenta l’intensità del legame (rapporto tra prezzo e quantità domandata). Se il numero è molto basso o molto alto cambia quindi l’intensità del rapporto.
- Il suo segno = inclinazione, rappresenta il tipo di legame
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(Curva di domanda = tutte le funzioni sono curve, anche se poi assumono l’andamento di una retta).
retta e curva PxPx QD x QD x
- Entrambe sono negative/inverse
- Diversa pendenza, quindi il legame nella retta è sempre della stessa forza, mentre nella curva varia. Cambiando quindi il coefficiente angolare, esso è variabile e variabile è la forza di legame.
- Perché allora serve una curva? scegliamo in base a un prezzo che riteniamo giusto ed equo.
In precedenza si è provato a variare il coefficiente
Analizziamo ora in dettaglio i componenti della seguente funzione:
D = a - bPx xa:
- Non serve a parlare del tipo di legame (c’è il meno)
- Non serve a parlare dell’intensità di legame (c’è b)
e.g.: D = 8 - Px xD = 4 - Px x
Se invece si cambia l’intercetta all’origine si va a variare una delle variabili che si erano poste come costanti
Px QD x
(!A PARITÀ DI PREZZO!, posso acquistare tot => punto blu; se il mio reddito aumenta posso acquistare di più, aumenta la domanda => punto rosso)
- Se cambia il reddito, cambia ragionevolmente la quantità. Quindi a parità di prezzo consumerò di più. Quindi quando guadagno r (retta blu) comprerò tot... se guadagnerò più di r allora la mia domanda sarà superiore (retta rossa)
- Allo stesso modo a parità di reddito, ma a prezzo del bene complementare variabile: se il bene complementare è tot (retta blu) la domanda sarà tot, se invece il bene complementare ha un prezzo minore (retta rossa) la domanda aumenterà
La funzione di domanda si sposta parallelamente a destra (D —> //dx ) quando:
- Aumenta il reddito
- Diminuisce il prezzo del bene complementare
- Aumenta il prezzo del bene sostituto
- Cambia il gusto in positivo (se non posso più consumare, la domanda diminuisce e la fz si sposta a sinistra, mentre se posso consumarlo (di più) la fz si sposta a destra )
- Va più di moda
Allora dentro A c’è tutto ciò che non riesco a studiare e voglio mantenere “fermo” —> quindi studio la domanda in funzione al prezzo. Tuttavia posso cambiare la funzione in base a ciò che varia al momento (e.g. prezzo stabile, reddito variabile)
La funzione di domanda si sposta parallelamente a sinistra (D —> //sx ) quando:
- Diminuisce il reddito
- Aumenta il prezzo del bene complementare
- Diminuisce il prezzo del bene sostituto
- Cambia il gusto in negativo (se non posso più consumare, la domanda diminuisce e la fz si sposta a sinistra, mentre se posso consumarlo (di più) la fz si sposta a destra )
- Va meno di moda
Ricapitolando: la funzione di domanda è inclinata negativamente per il principio di scarsità delle risorse
- La funzione di domanda cambia la sua pendenza quando cambia il coefficiente angolare, quindi quando cambia l’intensità di rapporto tra le due variabili. La funzione quindi non si sposta, ma ruota intorno a un punto fisso
- La funzione di domanda si sposta completamente parallelamente a dx o sx rispetto all’origine degli assi quando cambia l’intercetta cioè quando cambiano le variabili che ho tenuto costanti
Modello: costituito da variabili che lo definiscono (prezzo e quantità). Quindi la variabile indipendente e la variabile dipendente che ho scelto come principale si chiamano variabili endogene. Le altre si chiamano invece esogene. La funzione quindi si sposta a dx o sx quando cambia anche una sola tra le variabili esogene. Si hanno invece spostamenti LUNGO la funzione, quando varia la variabile indipendente (prezzo).
(Domanda) Data una funzione di domanda per un bene normale, dopo averla rappresentata graficamente, se ne spieghi l’andamento (e) e si motivino gli spostamenti della funzione parallelamente a destra/sinistra
Andamento : perché è inclinata negativamente
Destra: quando aumenta reddito, etc.
Sinistra: diminuisce reddito, etc.
La tipologia di bene è data dalla relazione che c’è tra quel bene e il reddito dei consumatori.
Esempio
Se ho un reddito molto basso, non mi posso permettere alcune cose. Per muovermi uso la bicicletta. Se aumenta il reddito, compro una moto, lasciando perdere la bicicletta. Quindi il consumo del bene bicicletta, all’aumentare del reddito è via via minore. Aumentando il reddito, compro una moto ancora più grossa, e poi ancora. Alla terza moto però stop. Il bene moto quindi fino a un certo punto non me lo potevo permettere, però poi a un certo punto smetto di comprare.
NON SI INVERTONO PIÙ GLI ASSI PERCHÈ NON SI PARLA PIÙ DI PREZZO E QUANTITÀ
Quindi la variabile indipendente è sull’asse orizzontale. Quando cresce il reddito cresce un consumo, ma non inizio a consumare quel bene fino a quando non ho raggiunto un certo reddito ==> QUINDI è un bene di lusso
Bene di lusso: è un bene il cui consumo cresce al crescere del reddito, ma comincia ad essere consumato solo al raggiungimento di un certo livello di reddito.
QUINDI il tipo del bene lo dice la curva di reddito/quantità (grafico)
Bene povero
(Esempio delle uova e del merluzzo): è un bene il cui consumo diminuisce all’aumentare del reddito (grafico).
Le società sviluppate ad alto reddito hanno mediamente basse quantità di beni poveri e fanno fatica a identificarli.
Bene normale
In funzione al reddito parte da 0, ma poi ha un andamento lineare.
Bene di Giffen
Funzione d’offerta
Terminologia:
- D: domanda
- S: supply (offerta)
- Q = (P , TC (total cost), P , PS x c s)
INVERSIONE DEGLI ASSI (dovuta a prezzo - quantità) ==> andamento della funzione offerta risposta: (più aumenta la domanda, maggiormente aumenta il prezzo)
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I costi si dividono in fissi e variabili e riguardano i fattori produttivi (o input)
Fattore Suo prezzo
- (L) , Lavoro (W) , Wage (salario)
- (T) , Terra (P) , Prezzo
- (K) , Capitale (i) , interest rate (tasso di interesse)
Il tasso di interesse inoltre può essere
- Netto o lordo
- Fisso o variabile
- Attivo (lo percepisco) o passivo (lo pago, quello dell’imprenditore)
e.g. per l’imprenditore è passivo, per aprire un’impresa paga un capitale. Chiede alla banca un prestito e deve pagare alla banca un tasso di interesse.
e.g. 2 quando Draghi (BCE) abbassa il tasso di interesse, dà una bella notizia agli imprenditori. Draghi abbassa il prezzo del denaro. Dovrebbe aumentare gli investimenti. Se le imprese investono di più infatti assumono di più.
La funzione offerta si sposta in basso a destra quando varia almeno una tra le variabili esogene (Tc, Ps, Pc), in particolare quando diminuiscono i costi totali, il prezzo del fattore produttivo terra e/o il salario e/o il tasso di interesse.
La funzione offerta si sposta in alto a sinistra quando varia almeno una tra le variabili esogene e quindi quando l’intercetta diminuisce, a parità di prezzo l’imprenditore è meno disposto a vendere. Questo può verificarsi quando aumentano i costi di produzione, aumenta il prezzo della terra e/o il salario e/o il tasso di interesse.
Ho spostamenti lungo la funzione offerta quando varia la variabile endogena (prezzo). Ho spostamenti della funzione offerta quando variano le variabili esogene. Quando cambia b cambia l’intensità del rapporto tra variabile dipendente e variabile indipendente.
Equilibrio di mercato
Prima di procedere ricordiamo che l’andamento della funzione domanda ha un’inclinazione negativa, mentre l’andamento della funzione offerta ha un’inclinazione positiva. Le due funzioni hanno infatti un andamento opposto, poiché rispecchiano il conflitto d’interesse tra venditore e acquirente. Incontrandosi in un punto generano un prezzo di equilibrio rispetto ad una quantità di equilibrio. Inoltre le due funzioni generano un equilibrio stabile nel lungo periodo, mentre generano un equilibrio instabile nel breve periodo.
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Costi di produzione = tutte le spese che l’imprenditore sostiene per la produzione di un bene o di un servizio. Essi possono essere:
- Fissi: spese sostenute a prescindere dalla quantità prodotta
- Variabili: spese che cambiano al variare della quantità prodotta
I costi totali sono poi legati ai fattori della produzione: terra (materie prime e beni intermedi —> (e.g. pneumatici per chi vende automobili; e.g. 2 acciaio —> non mi faccio nulla di una lastra d’acciaio), lavoro, capitale. Ripetiamo ancora che per queste tre fattori produttivi esiste un prezzo che è concepito come costo dall’imprenditore, prezzo per la terra, salario per il fattore produttivo lavoro, interesse per il fattore produttivo capitale.
Abbiamo visto in precedenza l’incontro tra la funzione di domanda e la funzione dell’offerta: in quel punto abbiamo un punto di equilibrio e una quantità di equilibrio. L’equilibrio è stabile o no? Per rispondere a questa domanda però facciamo un passo indietro: gli economisti spesso non sono precisi e puntuali nel dare le loro risposte, ma di certo non lo fanno per incompetenza.
L’economia è una scienza sociale e quindi riguarda gli individui che sono tra loro completamente diversi e cambia quindi il loro modo di esprimersi, le loro sensazioni, le loro idee… Perciò non c’è una risposta univoca al sistema economico, perciò “dipende”, non si può dare una soluzione univoca. L’economia è storicamente e geograficamente e soggettivamente determinata, cambia sempre. Trovato quel famoso equilibrio, rilascio una delle condizioni che tenevo fisse, quindi l’equilibrio cambierà. Nel lungo periodo però un equilibrio si trova sempre, ma il concetto di lungo periodo è molto soggettivo. La lunghezza del lungo periodo è determinata dal tipo di bene. Infatti per esempio un bene finanziario dura un’ora, un bene agricolo una stagione, il vino anni. Il lungo periodo è quindi l’unità di tempo che copre tutto il processo produttivo e il consumo del bene. Questa definizione vale per tutti i beni. Infatti impiego pochi secondi per produrre un titolo sul mercato, lo si vede apparire, lo si compra —> un’ora è anche tanto. Vi sono alcuni interessi detti over night.
I beni (e i servizi) inoltre si dividono in due grandi categorie:
- Di consumo
- Di investimento: bene tipico delle imprese ma anche delle famiglie (oro, casa, titoli) che producono una rendita
La differenza quindi tra questi due tipi di bene sta nella rendita, nel guadagno.
Vediamo ora come cambia il punto di equilibrio al variare della funzione di domanda:
Se aumenta il reddito, cambia la funzione di domanda, quindi la curva di domanda si sposta a destra (come anche se aumenta il prezzo del bene sostituto o diminuisce il prezzo del bene complementare).
DOMANDA sul grafico: dato un equilibrio di mercato del bene x, rappresenta graficamente l’equilibrio, lo spostamento della funzione di domanda che aumenta. Indica le motivazioni dello spostamento e spiega le conseguenze.
RISPOSTA: Rappresento f(x), sposto a dx in alto. Consumo di più anche con maggior prezzo: quindi quando aumenta la domanda aumenta il prezzo e la quantità. Allora siamo dinanzi a: un aumento del reddito, a una diminuzione del PBC e aumento del PBS, il gusto è più favorevole, moda, etc. La conseguenza è che cambia il punto di equilibrio, graficamente vedo che ho una quantità più elevata a un prezzo più elevato: consumo di più anche se ho un prezzo più alto. Perché? perché è aumentato il reddito, etc. Se invece la domanda diminuisce, abbiamo...
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