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Economia politica - la macroeconomia Appunti scolastici Premium

Tesina di Economia politica sulla macroeconomia. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la funzione del consumo, la teoria del moltiplicatore, la funzione della domanda di moneta. l'equilibrio macroeconomico e il meccanismo di trasmissione della politica monetaria,... Vedi di più

Esame di Economia Politica docente Prof. A. Graziani

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all’aumentare della velocità di circolazione della moneta i prezzi aumentino o viceversa

come all’aumentare della quantità di moneta i prezzi calino. Ma la teoria quantitativa della

moneta riguarda prevalentemente lo scopo transattivo di detenzione della moneta, ma

Keynes identificava altri 2 scopi di detenzione di moneta ovvero quello speculativo e quello

precauzionale che tuttavia è complementare a quello transattivo. Per Keynes la domanda a

scopo transattivo è semplicemente la domanda di moneta necessaria a fare le normali

transazioni correnti e quindi prevedibili, movente per lo più legato all’impossibilità di

sincronizzare retribuzioni e pagamenti per le famiglie e strettamente legato al reddito. Lo

scopo precauzionale, anch’esso legato al reddito, è un movente legato all’evenienza che si

presenti una situazione per la quale avere moneta è necessario, come ad esempio

l’evenienza di un infortunio che sia coperto da assicurazione Il motivo precauzionale si

connette a quel margine di incertezza più o meno ampio che impedisce all’individuo di

conoscere esattamente il volume delle spese cui andrà incontro nel periodo. Il grado di

difficoltà di previsione delle spese programmate sarà diverso da individuo a individuo a

seconda del tipo di vita condotto e delle soggettive preferenze verso misure cautelari

maggiori o minori. Quando qualcuno si trova ad affrontare una spesa imprevista, la sua

eventuale illiquidità lo costringe a sopportare dei costi. L’esempio banale ma calzante è

quello di un individuo che davanti ad una vetrina in cui si espone l’offerta speciale di una

merce di cui sente il bisogno, non disponga di contanti con sé. Egli dovrà

alternativamente, chiedere un prestito, o ritornare l’ indomani oppure ancora rinunciare ed

acquistare altrove quella merce al suo prezzo normale. Nella domanda di moneta per il

motivo precauzionale rientrano anche le riserve destinate ad esempio, a spese mediche

impreviste, tanto per citare un esempio meno consumistico.Semplificando, assumiamo che

la mancanza di liquidità abbia mediamente un costo pari a q. L’individuo dovrà, stabilire

quale sia la quantità ottimale di moneta da detenere a scopo precauzionale, sulla scorta

delle seguenti motivazioni: a partire da una riserva nulla per motivi precauzionali, che lo

espone ad una eventualità quasi matematica di spese inattese e di costi di illiquidità, man

mano che aumenta la riserva monetaria, rinuncia ad un ammontare crescente di interessi

sul conto corrente. La domanda di moneta è quindi composita. Keynes si occupa

prevalentemente della detenzione a scopo speculativo. Lo scopo speculativo invece,

enfatizza maggiormente la funzione di riserva di valore.Tra le diverse attività finanziarie

che compongono il portafoglio di un individuo vi è, quasi sempre, la riserva monetaria. Lo

scopo di questa presenza è duplice. Da un lato si intende così limitare il rischio nel quale si

incorre quando il portafoglio delle attività finanziarie si concentra in poche tipologie o,

addirittura, in un’unica attività, magari molto rischiosa perché molto remunerativa, e

comunque molto rischiosa perché unica in cui si è investito.Dall’altra parte gli individui

possono detenere moneta per il motivo speculativo quando essi intendano intraprendere

"azioni speculative", ad esempio acquistare titoli quando sono al ribasso, oppure effettuare

investimenti in un momento successivo rispetto all’attuale, giudicando il differimento

temporale opportuno e vantaggioso. Il tasso di interesse è il costo opportunità della

moneta, per cui con un basso tasso di interesse gli individui tenderanno a detenere più

moneta, con un alto tasso di interesse gli individui tenderanno a detenere meno moneta.

Il tasso di interesse influenza negativamente la domanda di moneta. Il tasso di interesse

reale è pari al tasso di interesse nominale meno l’inflazione. Il tasso di interesse reale è un

tasso di interesse ex post, in quanto lo si può determinare solamente dopo la misurazione

dell’inflazione e non prima di prendere le nostre decisioni, quindi il tassi di interesse reale

è il tasso di interesse nominale meno l’inflazione attesa, quindi riflette l’attesa

dell’inflazione. Se tutta l’inflazione fosse prevedibile, la si potrebbe incorporare nei salari e

nelle rendite e l’unico problema causato da un’alta inflazione sarebbe quello di dover

tenere investiti i soldi. Invece non si riesce ad individuare esattamente l’inflazione ed

esiste sempre una certa quota di inflazione inattesa. Per questo motivo l’inflazione dà

luogo ad una redistribuzione di reddito tra datori di lavoro e lavoratori, tra debitori e

creditori. L’inflazione è un modo iniquo e non trasparente di trasferire risorse. La domanda

di moneta è in funzione del tasso di inflazione attesa. Se questo è alto, gli individui

cercano di spendere moneta per detenerne il meno possibile, in quanto un aumento dei

prezzi fa diminuire il potere d’acquisto della moneta. La quantità di moneta in funzione del

tasso di inflazione è una funzione decrescente. Lo speculatore tiene conto del fatto che se

acquista titoli che hanno valore basso la loro rendita sarà alta perché daranno un interesse

alto, e probabilmente il loro valore tenderà ad aumentare, quando il loro valore sarà

aumentato la loro rendita calerà poiché il loro interesse sarà calato. Lo speculatore

acquista sempre titoli dei quali si aspetta un aumento di valore, anche se essi abbiano

interesse basso ma comunque se vi sia l’aspettativa che il tasso di interesse debba

continuare a scendere. Se invece si sa o si presuppone che il tasso di interesse stia per

aumentare, lo speculatore tenderà a non detenere titoli ma ad utilizzare la moneta in altro

modo, poiché all’aumentare del valore di un titolo vi è la riduzione del tasso di

interesse. tasso di rendimento di tutte le diverse attività finanziarie che sono,

normalmente, contraddistinte proprio da tassi di rendimento diversificati per rischiosità e

superiori a quelli che si possono lucrare dal deposito in conto corrente. Variazioni del livello

dei rendimenti associati alle singole attività influenzano le scelte di portafoglio andando a

variare il costo - opportunità della detenzione di moneta rispetto all’investimento in altre

attività finanziarie. Quando il tasso di interesse monetario o il tasso di rendimento per

talune attività finanziarie (o per tutte) aumenta, la domanda di moneta per il motivo

speculativo diminuisce. L’evidenza empirica mostra una correlazione positiva tra livello del

reddito e domanda di moneta e l’esistenza di un peso esercitato dal tasso di interesse sulla

domanda di moneta coerente con quanto ipotizzato dalla teoria economica, tuttavia gli

adeguamenti degli individui a nuovi livelli del reddito o del tasso di interesse avvengono

con ritardo. L'equilibrio sul mercato della moneta, supponendo che i prezzi siano costanti,

dipende dall'offerta di moneta in termini reali da parte delle autorità monetarie M/P.

L’equilibrio del mercato della moneta si verifica quindi quando l’offerta di moneta

corrisponde alla domanda di moneta, in base al tasso di interesse.

EQUILIBRIO MACROECONOMICO


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Tesina di Economia politica sulla macroeconomia. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la funzione del consumo, la teoria del moltiplicatore, la funzione della domanda di moneta. l'equilibrio macroeconomico e il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, la politica fiscale e l’effetto di spiazzamento.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Graziani Augusto.

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