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ECONOMIA POLITICA

Macroeconomia

Prof. Giulio Cainelli

appunti di Giovanni Gentile

LA CONTABILITA’ NAZIONALE E LE VARIABILI MACROECONOMICHE

La macroeconomia si occupa del comportamento aggregato del sistema economico, dei meccanismi

di funzionamento e del comportamento del sistema economico visto nel suo complesso. I problemi

che esamina la macroeconomia sono la determinazione del P.I.L., la disoccupazione, l’inflazione e

i classici problemi della politica economica come la politica fiscale e quella monetaria.

Il disavanzo è l’eccesso di spesa rispetto alle entrate dello Stato. Se il disavanzo pubblico continua

negli anni, aumenta il debito pubblico che viene compensato dall’emissione di titoli di Stato.

1

La politica monetaria, riguarda l’offerta di moneta e il tasso di interesse deciso dalla B.C.E , anche

la politica fiscale (ad esempio tassazione, spesa pubblica, disavanzo e debito pubblico) è soggetta ai

vincoli del Trattato sull'Unione Europea (noto come Trattato di Maastricht dal nome della cittadina

olandese sulle rive della Mosa), firmato il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi membri dell'allora Comunità

Europea, oggi Unione Europea, ed entrato in vigore il 1° novembre 1993. Il Trattato di Maastricht

ha sancito che il disavanzo pubblico non deve superare il 3% del P.I.L.

La macroeconomia può essere divisa in utilizzo positivo o normativo:

l’utilizzo positivo è dato da quei modelli macroeconomici usati per studiare il funzionamento

del sistema economico, cioè le relazioni tra le variabili macroeconomiche dell’economia;

l’utilizzo normativo è dato dallo studio che l’impatto delle diverse politiche macroeconomiche

può avere sul sistema economico, indipendentemente dai giudizi di valore.

I modelli macroeconomici consentono di simulare l’effetto delle diverse politiche economiche, ad

esempio: misurare le conseguenze di un aumento dell’imposizione fiscale sull’inflazione o sulla

disoccupazione.

La macroeconomia nasce nel 1936 con l’economista inglese John Maynard Keynes (1883 – 1946)

Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta

che pubblica la scritta sull’onda

della grande depressione che colpì l’economia mondiale tra il 1929 e il 1932 e che parte dalla borsa

di Wall Street diffondendosi tra tutti i paesi industrializzati e portando recessione e una drastica

riduzione della produzione ed un fenomeno nuovo: la disoccupazione di massa. Prima della teoria

legge di Say

Keynesiana, vi era la che sosteneva che “ogni offerta crea la sua domanda” cioè il

mercato è in grado di regolare qualsiasi squilibrio. Per la legge di Say quando l’offerta di beni e

servizi aumenta e la domanda rimane costante, il prezzo diminuisce e quindi l’offerta è sempre in

grado di regolare la domanda, quindi se c’è un aumento della produzione questa viene comunque

assorbita. In sostanza sosteneva che non poteva esistere disoccupazione, in quanto non poteva

esserci eccesso di produzione tale da richiedere una diminuzione degli occupati.

Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, il

Keynes, con la sviluppa

principio Keynesiano della domanda effettiva proprio a seguito del fallimento della legge di Say.

Questo principio stabilisce che la quantità di beni e servizi offerti dalle imprese dipende dalla

1 La BCE è la banca centrale responsabile della moneta unica europea, l’euro. Il suo compito principale consiste nel

preservarne il potere d’acquisto, mantenendo così la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro. Quest'ultima comprende i 12

paesi dell’Unione europea che hanno introdotto la moneta unica a partire dal 1999. La sede della BCE è a Francoforte

sul Meno in Germania. Governatore,

A capo dell'istituzione si sono succeduti, con il ruolo di l'ex governatore della Banca Centrale olandese e

ministro delle finanze del governo olandese Wim Duisenberg (dal 1 giugno 1998 al 1 novembre 2003), al quale è

succeduto l'attuale detentore della carica, il francese Jean-Claude Trichet.

1

appunti di Giovanni Gentile

domanda del mercato, in sintesi la produzione dipende dalla domanda; pertanto se la domanda

aumenta anche l’offerta aumenta e viceversa. Questo concetto intuitivo, in realtà ribalta le legge di

Say per la quale è l’offerta che regola la domanda, tramite la regolazione dei prezzi, cioè

diminuendo i prezzi aumentava la domanda e in questo modo veniva consentito l’assorbimento di

qualsiasi aumento della quantità prodotta. Invece per Keynes è la domanda che genera l’offerta, a

il principio Keynesiano della

variazioni della domanda seguono variazioni dell’offerta. Questo è

domanda effettiva che assume che i prezzi siano costanti nel breve periodo, quindi tanto più grande

è la domanda effettiva, maggiore è la produzione con conseguenze positive sull’occupazione e

viceversa.

Il suggerimento di Keynes per far fronte alla crisi economica del ’29 è di aumentare la domanda ed

in particolare la domanda pubblica, per questa ragione tutti i modelli macroeconomici sono basati

sulla domanda effettiva di cui i due fondamentali sono: il modello di determinazione del P.I.L. e il

modello IS-LM che è il cuore della teoria keynesiana della domanda aggregata.

A partire dagli anni ‘50 e fino alla metà degli anni ’70 tutta la macroeconomia è keynesiana, dove

viene enfatizzato il ruolo dello Stato nell’economia che interveniva sostenendo la domanda effettiva

di beni e servizi per migliorare e stimolare la crescita del sistema economico. In particolare in

quegli anni le politiche economiche Keynesiane venivano definite politiche di stabilizzazione cioè

lo Stato interveniva con la spesa pubblica nei momenti di crisi economica, assumendo personale e

acquistando beni e servizi; viceversa quando l’economia andava bene riduceva i suoi interventi.

Tutto questo oggi non è più possibile, anche per i limiti imposti dal Trattato di Maastricht (ad

esempio il disavanzo pubblico non deve superare il 3% del P.I.L.). 2 che determina

Dalla metà degli anni ’70, ed in particolare con la guerra arabo-israeliana del Kippur

3

un fortissimo aumento del prezzo del petrolio con pesanti ripercussioni sull’aumento del prezzo

della benzina che addirittura triplica in pochissimo tempo. Questo provoca una nuova fase recessiva

dell’economia mondiale che prende il nome di stagflazione, con la caratteristica di avere sia

disoccupazione che un elevato tasso di inflazione (del 20 – 30 %). Una delle conseguenze della

Nuova

stagflazione fu il tramonto dei modelli keynesiani che porta alla nascita della

macroeconomia neoclassica, a partire dalla seconda metà degli anni ’70. Questo nuovo filone della

macroeconomia è caratterizzato da due elementi:

nasce negli U.S.A. mentre la teoria Keynesiana è nata in Inghilterra;

enfatizza il ruolo del mercato in quanto lo Stato deve intervenire il meno possibile nel sistema

economico, cioè le politiche economiche oltre a non essere utili al sistema economico, sono

addirittura fattori di disturbo.

La misurazione statistica degli indicatori macroeconomici (ad esempio variazioni del P.I.L.

inflazione, tasso di disoccupazione, consumi delle famiglie, investimenti delle imprese,

importazioni ed esportazioni, la bilancia dei pagamenti, eccetera) vengono stimati nell’ambito della

contabilità nazionale che è un sistema di conti che offre informazioni statistiche sull’andamento e il

valore delle principali grandezze macroeconomiche.

2 La Guerra del Kippur, Guerra del Ramadan o Guerra d'ottobre, conosciuta anche come la Guerra del 1973, fu

combattuta dal 6 al 24 ottobre 1973 tra Israele e una coalizione creata da Egitto e Siria. La guerra iniziò quando l'Egitto

e la Siria lanciarono un attacco congiunto a sorpresa rispettivamente nel Sinai e nelle alture del Golan, territori

conquistati sei anni prima da Israele durante la Guerra dei sei giorni.

Gli egiziani e i siriani avanzarono durante le prime 24-48 ore, dopo le quali la situazione cominciò a volgere a favore di

Israele. Nella seconda settimana di guerra, i siriani erano stati completamente respinti ed erano fuori dalle alture del

Golan.

3 Durante la guerra, i paesi arabi associati all’OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries), decisero di

supportare lo sforzo militare di Egitto e Siria, utilizzando l’arma del petrolio. Il 16 ottobre, essi aumentarono il prezzo

del greggio da 3 a 5 dollari per barile. Il costo aumentò fino a toccare gli 11,65 dollari per barile nel mese di dicembre.

2

appunti di Giovanni Gentile

Alcuni cenni sull’evoluzione storica della contabilità nazionale

La contabilità nazionale ha la caratteristica specifica di avere un sistema di stima degli indicatori

macroeconomici uguale agli altri paesi industrializzati, in modo tale da poter comparare i dati

italiani a quegli degli altri paesi.

La contabilità nazionale nasce in Inghilterra dopo la 2^ guerra mondiale e si sviluppa negli U.S.A.

dove nel 1947 viene creato il primo sistema di contabilità nazionale e successivamente arrivò il

SNA of

primo sistema di contabilità nazionale omogeneo per la comparazione fra gli stati: il (System

National Accounts - sistema dei conti nazionali) che è stato rapidamente utilizzato dai paesi con

economia di mercato.

Nello stesso periodo nei paesi del patto di Varsavia si sviluppa un sistema alternativo denominato

Sistema del Prodotto Materiale, dove non viene considerato il valore dei servizi, ma con il crollo

del muro di Berlino e la fine dell’economia pianificata, anche i paesi del blocco ex sovietico hanno

SNA,

adottato l’ultima versione dello rielaborata nel 1993 dalle Nazioni Unite, l’OCSE, dalla Banca

SNA93.

Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale e denominata

A partire dal dicembre del 1995, i paesi dell’Unione Europea adottano un proprio sistema di

SEC95

contabilità nazionale: il (Sistema Europeo dei Conti Nazionali e Regionali), una versione

SNA93

dello più approfondita, in quanto quest’ultima deve considerare l’economia di paesi anche

SEC95

molto poveri e arretrati, mentre il sistema europeo è riferito solo a paesi più evoluti. Il ha la

caratteristica fondamentale di essere un regolamento dell’Unione Europea e quindi di essere

vincolante per i paesi membri con la possibilità di sanzioni, anche consistenti, per quei paesi che

SEC95

non rispettano i parametri prescritti. L’importanza del sta anche nella necessità di avere dati

certi per verificare se i paesi aderenti sono nelle condizioni per la permanenza nell’Unione Europea,

perchè il mancato rispetto dei parametri di Maastricht può danneggiare gli altri paesi europei

aderenti al Trattato (ad esempio ottenendo maggiori risorse, rispetto a quanto avrebbe diritto).

SEC95

Il è composto in tre parti:

1. nove articoli contenenti le norme di attuazione di tale sistema di contabilità nazionale;

2. il manuale vero e proprio di compilazione dei conti nazionali;

3. le tavole da pubblicare e la tempistica con la quale i dati devono essere resi noti.

Il concetto di Prodotto Interno Lordo Il P.I.L. misura il valore, a prezzi

Il concetto di contabilità nazionale si basa sul concetto di P.I.L.

correnti (o anche costanti), dell’insieme di beni e servizi finali prodotti in un determinato intervallo

di tempo sul territorio nazionale di un paese. In particolare sono cinque gli elementi del P.I.L.

Il primo elemento della definizione del P.I.L. è che misura l’insieme di beni e servizi finali e si

ottiene sottraendo dal valore della produzione di beni e servizi del sistema economico il valore

dei beni e servizi impiegati (materie prime, semilavorati, prodotti intermedi, eccetera), il

risultato ottenuto è il valore aggiunto ovvero il P.I.L. Ad esempio su 100 q. di grano di

produzione, se 20 q. sono usate per le sementi, solo 80 q. costituiscono il P.I.L. mentre il resto

consumi intermedi.

sono chiamati in contabilità nazionale

Secondo elemento. Il suo carattere lordo del P.I.L. sta a indicare che è incluso nel suo valore,

una quota dei beni strumentali (macchine, impianti, mezzi di trasporto, ecc.) che si deprezzano

nel corso del processo produttivo. Per calcolare il valore di quanto di questi beni strumentali è

sopravvissuto al deprezzamento fisico e tecnologico è stata introdotta la definizione di Prodotto

Interno Netto (P.I.N.) che si ottiene sottraendo al valore del P.I.L. il valore degli ammortamenti

P.I.N. P.I.L. – A

(A). ≡ ≡

P.I.N. P.I.L. – A

Viene usato il segno (identità) al posto del = in quanto è sempre vero che

3

appunti di Giovanni Gentile

Terzo elemento. Il P.I.L. è una misura di flusso che fa riferimento ad PIL

un dato intervello di tempo e può essere riferito all’anno o al

trimestre in relazione alla contabilità nazionale annuale o trimestrale.

Quest’ultima ha il pregio di essere tempestiva per l’analisi delle

grandezze dell’economia di uno Stato che viene chiamato ciclo

economico. Nei paesi industrializzati più piccoli (Olanda, Norvegia, │ │ │ │ │ │ │ │

ecc), si hanno anche stime del P.I.L. mensile. 0 1 2 3 4 1 2 3 4

Graficamente il ciclo economico può essere rappresentato come una trimestri

2005 2006

sinusoide con fasi di crescita e poi di declino, con dei picchi in un

senso o nell’altro. Si ha recessione quando per due trimestri

consecutivi il P.I.L. diminuisce.

Quarto elemento. Il valore dei beni e servizi del P.I.L. è riferito alla produzione all’interno del

territorio dello Stato. Questo significa che si considera produzione di beni e servizi finali

indipendentemente da chi li ha prodotti, ad esempio le auto costruite in Italia da una impresa

americana sono attribuite al P.I.L. italiano. Nel caso si voglia considerare solo il prodotto delle

imprese italiane abbiamo il P.N.L. (Prodotto Nazionale Lordo), anche se sostanzialmente non ci

sono grandi differenze tra P.I.L. e P.N.L. in quanto generalmente la produzione è data da

residenti sul territorio nazionale.

Per calcolare il Prodotto Nazionale Lordo, il valore della produzione dei beni e servizi realizzati

dai residenti all’interno del territorio dello Stato si ottiene sommando al valore del P.I.L. il saldo

P.N.L. P.I.L. – RNX

dei redditi netti all’estero (RNX).

P.N.L.

Sottraendo dal valore del le imposte indirette nette (IMPIND), definite come la

differenza tra imposte indirette sulla produzione e sulle esportazioni (che comprende anche

l’I.V.A. le imposte di fabbricazione, ecc.) ed i contributi alla produzione (contributi dello Stato

alle imprese per tenere bassi i prezzi di alcuni prodotti) si ottiene il Reddito Nazionale Lordo

R.N.L. P.I.L. + RNX - IMPIND

(R.N.L.):

L’ultimo elemento della definizione del P.I.L. sono i prezzi utilizzati per valutare il P.I.L. che

può essere misurato o a prezzi correnti o costanti.

Quando moltiplico le quantità prodotte per i relativi prezzi di quel periodo si dice P.I.L. a

o prezzi correnti. Ad esempio la quantità di prodotti del 2005 ai prezzi dello stesso anno.

Questo significa che a parità di quantità prodotta, aumentando i prezzi da un anno all’altro,

proporzionalmente aumenta anche il P.I.L.

Per eliminare gli aumenti di prezzo ed evidenziare solo gli aumenti della produzione, si fa

o riferimento al P.I.L. a prezzi costanti. Per far questo si utilizzano i prezzi di un determinato

anno, anno base (ad esempio il 1995) e si calcola la produzione con i prezzi di quell’anno

per tutti gli anni in esame. In tal modo la variazione di produzione si avrà solo sulla quantità

escludendo gli aumenti di prezzo. Il P.I.L. a prezzi costanti è quello che viene comunemente

indicato dagli organi di stampa. il deflatore

Entrambi i sistemi sono utilizzati per misurare l’inflazione. Questo avviene calcolando

del P.I.L. che è il rapporto tra P.I.L. a prezzi correnti e a prezzi costanti.

P.I.L. a prezzi correnti

─────────────

Pf = P.I.L. a prezzi costanti

Dividendo il P.I.L. a prezzi correnti per quello a prezzi costanti di un determinato anno, ottengo

l’indicatore fisso di prezzo. Quindi se moltiplico deflatore del P.I.L. (il prezzo) per una serie di

anni, posso misurare la variazione dei prezzi di beni e servizi in quell’arco di tempo; ad esempio

misurare la variazione dei prezzi dal 1995 al 2006. Oltre al deflatore del P.I.L. esiste un altro

sistema per misurare l’inflazione, cioè l’evoluzione dei prezzi al consumo in un determinato periodo

l’indice dei prezzi al consumo

di tempo che è (IPC). Viene calcolato in riferimento ad un paniere

che è l’insieme di beni e servizi tipicamente acquistati dalla famiglia media sulla base di relazioni

4

appunti di Giovanni Gentile

campionarie, cioè la crescita mensile di ogni bene del paniere. Pertanto, l’indice dei prezzi al

consumo è una media ponderata dove il prezzo di ciascun bene è valutato per il suo peso nel

paniere. Ad esempio l’aumento di un bene di prima necessità pesa maggiormente rispetto ad un

bene voluttuario.

Entrambi i sistemi hanno vantaggi e svantaggi. Il deflatore del P.I.L. considera tutti i beni e servizi

del sistema economico, mentre l’indice dei prezzi al consumo considera solo un paniere, un

campione, di beni e servizi (ad esempio, da qualche anno, non sono comprese le sigarette nel

paniere dell’Istat). Un altro elemento di svantaggio dell’indice dei prezzi al consumo è quello che i

beni e servizi restano gli stessi per un determinato numero di anni (in genere cinque). Al contrario il

deflatore del P.I.L. cambia ogni anno con l’aggiunta di nuovi prodotti e con la sottrazione di altri,

variando anche l

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Cainelli Giulio.
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