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Il Consiglio è anche il luogo dove vanno composti eventuali conflitti di competenza tra BCE e

banche centrali nazionali.

- Il Comitato esecutivo attua le decisioni di politica monetaria del Consiglio direttivo e impartisce a

tal fine le opportune istruzioni alla banche nazionali. Gestisce anche gli affari correnti della BCE e

quindi la sua amministrazione, il personale, ecc.

Una funzione delicata è quella di preparare le riunioni del Consiglio direttivo, scegliendo gli

argomenti da trattare. Anche questo è un organo collegiale dove ogni membro ha un voto; le

deliberazioni si prendono a maggioranza semplice.

Il Presidente della BCE oltre a presiedere Consiglio e Comitato, rappresenta la banca all’estero,

impegnandola giuridicamente con la propria firma.

- Il Consiglio generale non è propriamente un organo decisionale: in primo luogo svolge un lavoro

di coordinamento tra le banche centrali dell’Eurosistema e quelle degli altri paesi della UE.

Partecipa inoltre alle funzioni consultive della BCE.

ATTI GIURIDICI DEGLI ORGANI DECISIONALI

- Regolamento: si applica integralmente ed è obbligatorio per tutti gli Stati dell’area euro.

- Decisioni: non hanno portata generale ma sono vincolanti solo per coloro a cui sono dirette.

- Raccomandazioni: non sono vincolanti e valgono come proposte.

- Istruzioni ed indirizzi: sono rivolti a regolare aspetti organizzativi interni del SEBC.

IL BILANCIO

La politica monetaria implica cambiamenti del bilancio della BCE e poi a catena di quello delle

banche, delle imprese e delle famiglie, per influenzare, infine, diverse variabili economiche, come

gli investimenti, i consumi, il reddito, ecc.

Il bilancio di un’impresa si basa su due documenti: situazione patrimoniale e conto profitti e perdite.

Il primo rileva, a una certa data, le attività e le passività dell’impresa; il secondo riepiloga ricavi e

spese di un dato arco temporale; la differenza da l’utile o le perdite subite; questo risultato viene

registrato nella situazione patrimoniale.

Il capitale della BCE è sottoscritto e detenuto dalle banche centrali nazionali: la quota di ciascuna di

esse è data dalla media tra la quota di popolazione dello Stato rispetto al totale dell’area euro e la

quota di PIL, sempre rispetto al totale dell’Eurosistema (es. 20% della popolazione, 22% del PIL =

quota di capitale del 21%).

La redazione del bilancio della BCE è compito del Comitato esecutivo, che realizza anche un

bilancio consolidato dell’Eurosistema, importante per i compiti del Consiglio direttivo. Tale

bilancio viene pubblicato settimanalmente, mentre con cadenza mensile è realizzato un Bollettino

economico. Il bilancio che copre periodi più lunghi, come l’anno, ha funzioni analitiche e non

operative.

- Il reddito monetario è quello ottenuto dalle banche centrali nazionali nell’esercizio della politica

monetaria; è noto anche con il termine di signoraggio. Una banca centrale emette passività, in

particolare banconote, su cui non paga interessi e le utilizza per acquistare attività (titoli di Stato,

valute estere, ecc.); la differenza fra gli interessi percepiti e il modesto costo di produzione delle

banconote concorre a formare il reddito monetario. Lo Statuto stabilisce che le banche centrali

nazionali devono trasferire questo reddito alla BCE, che poi lo redistribuisce agli istituti nazionali

secondo la quota di capitale detenuto. Il reddito conferito da ciascuna banca può essere molto

diverso: dipende dalle attività scelte e dal loro rendimento. Le banconote emesse più i depositi delle

banche commerciali presso le banche centrali nazionali sono la base per stabilire il reddito

monetario: a questa base vanno aggiunti i prestiti concessi alla stesse banche commerciali per

immettere liquidità nel sistema.

OPERAZIONI DI MERCATO

La BCE può influire sull’economia aumentando o diminuendo i tassi di interesse con variazioni del

proprio bilancio, così fornendo o sottraendo liquidità alle banche e quindi a famiglie e imprese.

Questo principio è chiaro, ma la pratica è più complessa, perché il collegamento tra azione della

BCE e i prezzi non è certo né immediato. Il problema dell’incertezza con cui la politica monetaria

influisce sui prezzi viene affrontato con tutti i possibili metodi: con modelli econometrici,

osservando le aspettative d’inflazione degli operatori di mercato, utilizzando le esperienze del

passato. In ogni caso l’incertezza rimane, anche perché l’inflazione non è condizionata solo dalla

politica monetaria: si pensi alle variazioni dei salari o dei prezzi delle materie prime.

- La strategia di politica monetaria è fondata, secondo il Trattato, su due pilastri: uno rappresentato

dagli aggregati monetari (M3), l’altro dall’obiettivo finale della stabilità dei prezzi. Un approccio

complesso quindi, che ha incontrato delle critiche, soprattutto sulla difficoltà di interpretare

correttamente il primo pilastro. Per questo nel 2002 il Consiglio direttivo ha sottoposto la strategia

ad una seria valutazione, dopo la quale non ha rinunciato al sistema dei due pilastri, ma ha stabilito

una priorità rispetto all’obiettivo della stabilità dei prezzi, mentre l’elemento degli aggregati

monetari ha ora soprattutto uno scopo di analisi.

- Gli strumenti della politica monetaria consentono di controllare il tasso di interesse a breve

termine, preso come obiettivo operativo quotidiano. Il tasso a breve termine è importante perché

fissa il prezzo a cui ci si scambia liquidità nel mercato monetario e influenza i tassi applicati dalle

banche nel prestare denaro.

La BCE guida il tasso d’interesse a breve termine tramite le operazioni di mercato aperto, con cui

acquista o vende titoli. Si possono effettuare un ampia gamma di queste operazioni, ma la BCE è

generalmente riuscita nel suo scopo attraverso le sole operazioni di rifinanziamento principali. A

differenza della Federal Reserve americana e della Banca del Giappone, che devono intervenire

anche più volte al giorno per regolare la liquidità, la BCE è intervenuta normalmente una volta alla

settimana, grazie soprattutto al buon funzionamento della riserva obbligatoria. Questa impone alle

banche di mantenere una quantità di depositi presso l’Eurosistema pari al 2% dei depositi che esse

raccolgono presso il pubblico. Visto che l’obbligo va rispettato in media solo una volta nell’arco di

un mese, le banche possono detenere una quantità minore di depositi nei giorni in cui la liquidità è

scarsa, compensandola con una quantità maggiore nei periodi di liquidità abbondante.

- BCE e banche centrali danno finanziamenti solo dietro adeguate garanzie per proteggersi dal

rischio di perdite. Il Consiglio ha deciso che tutte la banche soggette a riserva possono essere


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AUTORE

flaviael

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof De Felice Annunziata.

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