Banca centrale europea e corte di giustizia
Creazione e obiettivi del sistema europeo delle banche centrali
La Banca Centrale Europea è stata creata nel 1998, prendendo il posto dell'Istituto monetario europeo (IME) inaugurato con il trattato di Maastricht. L'obiettivo principale del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'art.3 TUE.
Vi possono essere dei momenti in cui il mantenimento della stabilità dei prezzi entra in conflitto con altri obiettivi dell'UE, come la recente crisi economica o lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato oltre che sulla stabilità dei prezzi, anche su una crescita economica equilibrata e su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale.
La moneta Euro
Il primo gennaio 2002 siamo entrati nell'Euro; i paesi che sono entrati nell'Unione monetaria sono: Italia, Irlanda, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia, Cipro, Grecia, Malta, Austria, Germania, Olanda, Francia, Belgio, Lussemburgo e Spagna. In particolare, il Regno Unito, Danimarca e Svezia non avevano nessuna intenzione di entrare nell'area euro. L'appartenenza all'Euro non coincide con l'appartenenza all'UE; quest'ultima comporta la condivisione del mercato unico europeo, mentre i paesi che hanno aderito all'euro devono rispettare dei parametri.
Il funzionamento dello SME
Già nel 1979 nasce il Sistema Monetario Europeo (SME) per limitare la fluidità della valutazione delle monete tra i diversi Paesi. In particolare, le Banche Centrali si impegnano nel far rispettare uno scambio all'interno di una fascia, ovvero viene stabilita una moneta "ECU" che funge da unità di conto di riferimento per le valute nazionali, quindi non è una vera e propria moneta, una specie di media fra le diverse valute.
Le valute europee possono oscillare più o meno del 2,25% rispetto al tasso di cambio fissato rispetto all'ECU. Quando la variazione del tasso di cambio arriva al 75% di quella massima consentita, i governi sono impegnati ad intervenire sui mercati. E ci sono due paesi che avevano una banda di oscillazione più ampia, del 6%, ed erano Italia e Irlanda.
Le funzioni e gli organi decisionali della banca centrale
Nello svolgere le proprie funzioni, la Banca centrale europea e le banche centrali nazionali non possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi competenti.
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