Economia mondiale
19/02/2014 Quasi 15 anni il livello di capacità produttiva in Italia è rimasto invariato. Sono emersi fatti nuovi che hanno portato a decisioni che mai nessuno aveva preso. I tassi d'interesse utilizzati per finanziare le banche sono prossimi a 0. Negli USA tra 0 e 0,5 e in Europa sono dello 0,25%. Questa è un'anomalia perché normalmente il tasso d'interesse non è molto lontano dalla potenzialità di crescita del paese, quindi circa del 3-4%. Le banche dichiarano che questi tassi rimarranno eccezionalmente bassi per ancora qualche anno.
Fondo monetario internazionale
Ruolo di una banca, di un finanziatore a livello internazionale. È diventato uno dei soggetti che aiutano i paesi dell'area dell'euro in difficoltà. Tre soggetti che finanziano i paesi: Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Commissione.
World economic outlook
Rapporto fatto dal fondo monetario che viene pubblicato 2 volte all'anno, nei periodi turbolenti dal punto di vista economico inserisce alcuni aggiornamenti tra una pubblicazione e l'altra. January update 2014: la marea sta salendo? Il fondo monetario pubblica un grafico: growth (crescita) ci riferiamo al tasso di crescita del prodotto interno lordo, variazione che misura di quanto il livello di attività produttiva si è mosso. Quando misuriamo la dinamica del PIL di un paese (aggregazione dei bilanci delle imprese moltiplicando le quantità prodotte per i prezzi di quell'anno) emerge quanto è stato prodotto in valore rispetto alla quantità dell'anno e il prezzo dell'anno. Ci interessa sapere la crescita delle quantità e la crescita dei prezzi: una componente positiva e auspicabile (produzione) e una non auspicabile (inflazione). Si parte dai prodotti lordi valutati con dati dell'anno in corso e si ricorre a una finzione: se le quantità siano le stesse di ogni anno ma i prezzi siano quelli dell'anno di riferimento si depura dalla variabile inflazionistica. È possibile calcolare la crescita vera al netto dell'inflazione.
- Cina: ultimi decenni cresceva del 10% all'anno. È diventata una delle grandi potenze economiche.
- Italia: anni 50-60 miracolo economico italiano, crescita del 5,5% medio all'anno. Passati quegli anni i tassi di crescita sono scesi. Nel nuovo millennio ci sono stati anni in cui la crescita era bassa e nel 2009 – 2013 tasso negativo.
Grafico: crescita media economica mondiale
Si misura quando si ha il prodotto lordo mondiale. Il prodotto lordo mondiale si calcola sommando i prodotti interni lordi di ogni paese convertiti a un tasso di cambio. Ma i cambi sono distorti rispetto alla realtà, e dagli anni 70 il mondo ha registrato una svolta in tema di cambi: prima la regola era quella dei cambi fissi, dagli anni 70 i cambi oscillano. Dalla nascita dell'euro il cambio euro dollaro ha registrato una flessione dello 0,83$, passando poi a 1,70$ e adesso oscilla tra 1,2 a 1,4$. Se si converte il PIL con il cambio del giorno in un determinato anno riflette le oscillazioni degli anni e ci sarà il problema di cosa utilizzare per ottenere il risultato.
- Paesi industriali: Europa, USA, Canada, Australia, Giappone.
- Paesi emergenti: usciti dalla povertà che stanno per entrare nei paesi industriali. Sud est asiatico, America Latina. Acronomi: BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) hanno elevate prospettive di crescita. Hanno una crescita di 5%.
- In via di sviluppo: cercano di uscire dalla povertà.
Raccomandazioni del fondo monetario
Vengono fornite delle indicazioni puntuali (tasso crescita futuro ad esempio) a volte un intervallo, e poi si danno delle indicazioni di tipo qualitativo dichiarando delle varianti verso l'alto migliorative, e delle varianti verso il basso che riportano al valore iniziale.
- Variazioni verso l'alto: UPSIDE variazioni che spingono all'ottimismo: nel secondo semestre del 2013 le cose sono andate abbastanza bene dappertutto. Le previsioni di ottobre 2013 vengono confermate.
- Area dell'euro si muove dalla recessione alla ripresa: 18 paesi (ultimo è l'Estonia). Si distingue dall'UE che sono 28 paesi. L'area dell'euro è un sottoinsieme dell'UE. Era stata una tra le più colpite dalla recessione perché: ci sono squilibri interni perché non ci sono più i cambi tra le valute e si perde la possibilità per il singolo paese di cercare un recupero produttivo attraverso la svalutazione.
- Maggiore domanda di esportazione nei mercati emergenti: nelle interazioni che derivano dai collegamenti tra le nazioni, una ripresa dei paesi industrializzati beneficerà i paesi emergenti aumentando la domanda di esportazione. Modello sottostante: conseguenza della crisi finanziaria è un livello basso di produzione (famiglie e imprese sono povere e diminuiscono la domanda).
Contraddizione della crisi
In tutto il mondo c'è una capacità produttiva disponibile (macchinari e forza lavoro) ma una parte è inutilizzata. Questa capacità inutilizzata permetterebbe di produrre beni utili alle famiglie e alle imprese e il meccanismo si inceppa perché non si può obbligare alle famiglie e alle imprese di acquistare e aumentare la domanda. Per fronteggiare la crisi sono state utilizzate la politica monetaria e fiscale: i tassi d'interesse sono prossimi a 0; la politica fiscale può avere effetti collaterali (crisi debiti sovrani legato ad un tema di politica fiscale). Ci sono meccanismi che si sono inceppati e occorre riattivarli ma è difficile. La crisi degli anni 30 aggravata da una serie di errori ha portato gli studiosi ad approfondire questi temi e a formulare l'economia keynesiana con rimedi usati molte volte a sproposito ma che in questa occasione sono stati necessari. Le esportazioni centrano perché in un modello dove bisogna riattivare la domanda finale per permettere alle imprese di produrre di più, il contare su paesi che si sviluppano e hanno bisogno di risorse porta un beneficio delle imprese.
Accordo degli Stati Uniti
Rischio del superamento del bilancio pubblico negli Stati Uniti. Accordo che dovrebbe evitare questo problema.
Rischi
- Possibile deflazione nelle economie avanzate: crisi anni 30 caratterizzata da una riduzione del livello di attività produttiva del 30%, ma ha registrato un processo di riduzione nel livello dei prezzi (deflazione): si accompagna con un calo nel livello di attività produttiva. Paure: paradosso sta nel fatto che negli anni 70 e 80 il problema grave da affrontare era quello dell'inflazione, l'Italia batteva sui 15 punti all'anno, era normale che i prezzi salissero del 15%. Questo significa preoccuparsi di riuscire a tenere il passo con questa crescita dell'inflazione. Rispetto alla media ci sarà qualcuno che si arricchisce e qualcuno che si impoverisce. La deflazione viene vista come un rischio perché abbiamo un esempio di qualche decennio fa del Giappone che verso gli anni 70 e 80 a detta di tutti doveva soppiantare nella leadership mondiale gli Stati Uniti, ma non lo ha fatto perché negli anni 90 ci fu lo scoppio di due bolle speculative sul mercato immobiliare e sul mercato finanziario e azionario.
Risultato scoppio bolla speculativa
I proprietari di case si sentono più poveri e se hanno mutui si rendono conto di non riuscire a ripagarlo, cercano di venderle ma non trovano i compratori, i prezzi iniziano a scendere, le banche avranno case che non riusciranno a vendere valutate a prezzi bassi e inizieranno a fallire. Se i titoli a causa della bolla speculativa varranno meno, se questi erano una garanzia, la banca chiederà un rimborso che non otterrà e quindi falliranno. Il Giappone si è trovato per un decennio in una situazione che registrava: tasso interesse prossimo a 0 (la banca ha utilizzato tutti gli strumenti per recuperare la crisi fino ad arrivare al limite), tassi di crescita di qualche punto negativi, tassi d'inflazione negativi (deflazione). Qualcuno guardando questi accadimenti si preoccupa per il futuro europeo.
Deflazione conseguenze
- Se prevediamo che i prezzi diminuiranno, acquisteremo oggi solo quello di cui abbiamo strettamente bisogno, la domanda cala.
- I debitori che valutano il peso reale del proprio debito, questo aumenta.
I dati mostrano che questo rischio c'è. Oggi il tasso di inflazione è minore dell'1% e c'è il rischio che i prezzi scendano ancora. L'obiettivo della Banca Centrale Europea è la difesa della stabilità monetaria che si traduce nella lotta all'inflazione. Il suo obiettivo quantificato mostra un tasso d'inflazione tra 0 e 2% più vicino a 2 che a 0 perché il rischio di avvicinarsi a 0 e di scendere sale.
Domanda interna debole nei mercati emergenti
Chi riteneva che non esistesse il ciclo economico, che le dinamiche economiche fossero lineari ha sbagliato. Anche per i paesi emergenti si pongono dei problemi.
Stagnazione nell'area dell'euro
Le prospettive non sono ancora chiare per dare una valutazione.
Volatilità del flusso di capitale
Si rivolgono verso mercati emergenti: liberalizzazione dei flussi di capitale a livello internazionale portata dalla globalizzazione. Globalizzazione: liberalizzazione dei flussi che riguardano i fattori produttivi e i prodotti; fattori produttivi più importanti: lavoro e capitale; prodotti più importanti: merci e servizi. L'apertura internazionale dei flussi di merci (dopo la seconda guerra mondiale si è andati verso l'integrazione che ancora non è avvenuta totalmente. Iniziativa Do around). Capitali: flussi di capitale a partire dagli anni 90 hanno registrato un'apertura nel senso che sono state abbattute tutte le restrizioni (fino anni 80 italiano non poteva acquistare titoli esteri, detenere conti in valuta estera). I capitali oggi sono liberi. Servizi: liberalizzazione recente, apertura alle banche e assicurazioni estere riguarda gli ultimi decenni. Lavoratori: flussi migratori.
Volatilità dei capitali: variabilità notevole sintetizzato in un fatto: 2-3 anni fa alcuni paesi emergenti erano il punto di arrivo di importanti flussi di capitali che partivano dai paesi avanzati (es Brasile) perché avevano sofferto meno della crisi e consentiva di avere una crescita produttiva, di profitti, di capital game; ma proprio per il tasso di crescita i tassi d'interesse salivano quindi gli investitori finanziari erano attratti da questi paesi. Questi paesi si sono posti il problema di come contrastare questi flussi indesiderati (se i cambi sono flessibili, se c'è un eccesso di capitale, la valuta del paese si apprezza e soffrirà): alternativa è l'intervento della Banca Nazionale che compra valuta estera, emettendo base nazionale, valuta nazionale portando ad eventuali rischi inflazionistici. In alcuni paesi erano state introdotte delle restrizioni le importazioni di capitali. Il problema è che i capitali per definizione si muovono velocemente, e quando ci sono delle prospettive di debolezza così come entrano i capitali escono. E negli ultimi 2-3 anni i capitali a causa della crisi sono usciti. Paesi emergenti caratterizzati da esportazioni di flussi di capitali massicci.
Raccomandazioni del fondo monetario internazionale
Per assicurare la crescita il fondo monetario internazionale raccomanda, ha dei criteri stringenti:
- Per le economie avanzate:
- Evitare restrizioni premature nella politica monetaria: quando è il momento giusto? Può significare il ritorno verso livelli normali di tassi d'interesse. Anche una politica molto graduale che va avanti a ¼ di punti impiegherà molto tempo per passare da valori poco maggiori di 0% a valori del 3%. Era stato dichiarato che nel processo di finanziamento ulteriore del mercato finanziario comprando titoli, ci sarebbe stato un rallentamento, e quando questo è trapelato ha causato preoccupazioni. Il quando rimane indefinito.
- Riparare i bilanci: delle banche e pubblici, provvedimenti che vanno nel senso di un risanamento dei bilanci. Il Giappone non è stato in grado di risanare finanziariamente il proprio sistema. La connessione insana che riguarda gli stati sovrani (debiti dei paesi) e le banche: l'anomalia sta nel fatto che le banche in Italia e negli altri paesi hanno acquistato generosamente i titoli di stato che il tesoro emetteva. Le banche hanno ammontari enormi di titoli di stato perché sono privi di rischio (le banche possono ottenere finanziamenti allo 0,25% dando a garanzia i titoli di stato). Dietro questa generosità stava uno spread elevato e un rischio debitore elevato. Se lo stato fallisce alla banca italiana non cambia nulla, perché se lo stato fallisce va in crisi tutto il sistema. Lo stato interviene attraverso metodi di salvataggio. Legame che si vuole recidere attraverso l'unione bancaria: meccanismo che da un lato estende a livello europeo la garanzia per i correntisti di una banca (fino 100000 euro c'è una sorta di assicurazione quando tutte le altre banche rispetto a quella che sta fallendo sono in buona salute, estendendo il livello aumenta la garanzia), la contropartita è lo spostamento delle funzioni di competenza del singolo paese a livello europeo. 20/02/2014 evitare errori nel timing delle politiche monetarie. Difficile da applicare.
- Risanare i bilanci delle banche e dei bilanci pubblici.
- Implementare le riforme strutturali per promuovere la crescita. Le riforme strutturali: quando la BCE nel bollettino mensile dal 1999 dice che la crescita si ottiene dalle riforme strutturali perché danno la competitività ai singoli paesi e consentono di poter avere importanti sbocchi per i propri prodotti e attivare i meccanismi di crescita. Sono le riforme dei mercati dei prodotti (eliminare i meccanismi che bloccano la competitività dei mercati, eliminare la protezione di alcuni settori produttivi, introdurre processi di liberalizzazione), riforme che devono ancora essere attuate come quella delle licenze dei taxi (bisogna cercare di proteggere chi è già nel mercato con riforme intermedie), ordini professionali può essere un elemento che sbarra l'ingresso se c'è una disciplina che blocca l'ingresso. Le riforme strutturali che danno competitività portano un costo di consenso quando vanno a colpire delle posizioni consolidate. Ci sarà sempre qualcuno che si lamenta. Riguardano anche il mercato del lavoro. Sono riforme importanti. Per rilanciare la propria competitività non si può più svalutare la propria moneta ma bisogna migliorare le riforme strutturali.
- Mercati emergenti e in via di sviluppo
- Gestire la vulnerabilità data dalla volatilità dei flussi di capitale. In termini valutari le oscillazioni derivanti dai flussi commerciali hanno una base reale, sono oscillazioni vistose difficili da controllare. Ma invece ci vuole poco a gestire la volatilità dei flussi di capitale. Prima anni 90 protezionismo valutari: dal punto di vista del controllo dei bilanci dei pagamenti era più conveniente, ma dal punto di vista dei benefici e della rendita conviene la liberalizzazione dei flussi di capitale. Tobin Tax: applicata anche nel nostro paese. Consiste nel colpire le transazioni finanziarie con l'estero effettuate a breve termine (for trading) per avere un capital game, operazioni speculative. Serve a far sì che colpendo l'acquisto e la vendita di attività finanziarie nei confronti dell'estero sia frenata l'operazione dei trading. Se l'operazione è di medio lungo termine l'incidenza di questa imposta è trascurabile, nelle operazioni di breve periodo rischia di assorbire quasi il capital game dell'operazione. Questo tema della volatilità è importante perché i flussi cambiano velocemente direzione. Prima i flussi andavano verso i paesi in via di sviluppo, adesso stanno tornando nei paesi avanzati nonostante l'incertezza sullo spread. Proprio questo spostamento di capitali fa migliorare lo spread. Meccanismo: nel 2011 lo spread (differenza tra tassi sui titoli di stato italiani e titoli di stato tedeschi) è salito molto perché chi deteneva titoli di stato italiani ha alleggerito il portafoglio di titoli di stato italiani, il prezzo dei titoli di stato scendere. Prezzo di mercato = sommatoria flussi futuri di entrata attualizzati al tasso d'interesse. Se il prezzo scende i tassi d'interesse effettivi sul titolo salgono. Se il prezzo di mercato è più basso otterrà un tasso d'interesse più alto. Quando gli emittenti emettono nuovi titoli devono adeguare il tasso d'interesse offerto al mercato così che pagano di più i finanziamenti perché i creditori non ci sono e non danno prestiti. Per ottenere finanziamenti devono pagare un tasso d'interesse più alto. Quando i capitali tornano i prezzi di borsa salgono e i tassi di rendimento effettivo scenderà con un alleggerimento della posizione debitoria.
- Salvaguardare la stabilità finanziaria dopo una rapida crescita del credito: forte crescita del credito accompagna le fasi di boom economico. Una crescita del credito implica una crescita di moneta e di liquidità ma bisogna fare attenzione che quando c'è una forte crescita dei crediti bisogna guardare la bontà del credito. La bolla speculativa immobiliare è legata a una forte crescita del credito che ha portato all'instabilità e fallimento delle istituzioni finanziarie importanza alle riforme strutturali.
Update January 2014
Il fondo monetario internazionale dice che l'attività globale si è rafforzata. Attività: livello di attività produttiva (PLM prodotto lordo mondiale), le prospettive di crescita del...
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