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Economia politica - l'impresa Appunti scolastici Premium

Tesina di Economia politica sulle teorie d'Impresa per l'esame del professor graziani. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i costi, la funzione del costo marginale, i costi medi fissi, la concorrenza perfetta, il monopolio,la scelta ottima dei fattori produttivi.

Esame di Economia Politica docente Prof. A. Graziani

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La funzione del costo marginale è quindi decrescente nel primo tratto e crescente nel

secondo.

Vi sono da considerare inoltre tre tipi di costi medi: totali, fissi e variabili.

CTMe=CT/Q Costi totali medi

CFMe=CF/Q Costi fissi medi

CVMe=CV/Q Costi variabili medi

I costi medi fissi hanno un peso via via minore al crescere della produzione; sono molto

alti quando la produzione è bassa e tendono a zero al crescere dell'output, man mano che

aumenta la produzione, costi medi totali e variabili si avvicinano senza però intersecarsi

(rimane comunque una piccolo divario costituito dalla presenza dei costi fissi).

Infine bisogna specificare che l’innovazione tecnologica fa diminuire i costi marginali,

permettendo all’impresa di produrre di più con l’impiego dello stesso capitale, lavoro e

delle stesse materie prime.

Concorrenza Perfetta

La concorrenza perfetta è caratterizzata da infinito frazionamento della domanda e

dell’offerta, da omogeneità di prodotto e da perfetta informazione. L’obiettivo dell’impresa

è quello di massimizzare il profitto, massimizzando la differenza fra ricavi totali e costi

totali e raggiungendo così l’equilibrio. Il ricavo totale di un’impresa è il prodotto del prezzo

di un bene per la quantità dello stesso RT = p x q. Il ricavo medio è il rapporto fra il ricavo

totale e il numero di unità vendute del prodotto. Il ricavo unitario è il ricavo ottenuto dalla

vendita di un’unità del prodotto. Il ricavo marginale misura la variazione del ricavo totale in

seguito ad una variazione unitaria della quantità di bene venduta dall’imprenditore.

Soltanto nel caso della concorrenza perfetta il prezzo è uguale al ricavo medio e a quello

marginale: il ricavo marginale in concorrenza perfetta è uguale al ricavo medio e al prezzo

dal momento che in concorrenza perfetta al variare delle quantità immesse sul mercato

non varia il prezzo del prodotto; per questo in concorrenza perfetta il ricavo totale è una

funzione lineare crescente.

Tenendo in considerazione la curva dei costi già analizzata e la linea dei ricavi, la quantità

che conviene produrre all’imprenditore è quella del punto evidenziato: punto in cui la

differenza fra spese e costi è massimizzata. L’imprenditore può invece immettersi nel

mercato producendo la quantità del punto di intersezione fra la curva dei costi totali e la

retta dei ricavi totali (immettendosi così il profitto sarebbe uguale a 0 ma non inferiore).

Bisogna inoltre considerare che maggiore sarà il prezzo di mercato maggiore sarà

l’inclinazione della retta RT.

Monopolio

Nell’monopolio un’unica impresa detiene la totalità dell’offerta. L’impresa è in questo caso

un price maker, perché potrà influire direttamente sul prezzo di mercato del suo prodotto.

La funzione di domanda dell’impresa coinciderà con quella di mercato e sarà decrescente

da sinistra verso destra. Per il monopolista è quindi fondamentale l’elasticità della

domanda per il suo prodotto: se è vero che potrà influenzarne il prezzo a piacimento è

vero che al variare del prezzo varierà anche la domanda. Se la domanda è elastica la

caduta del prezzo è più che compensata dall’aumento della quantità venduta. Se

viceversa è anelastica la caduta del prezzo causa un impatto negativo maggiore rispetto

all’aumento della quantità venduta. Il ricavo marginale in concorrenza perfetta è

decrescente e il ricavo medio coinciderà col prezzo. In monopolio quindi, fra prezzo e

quantità vi è una relazione inversa: più si produce più cala il prezzo del prodotto.

Nel punto più in alto del ricavo totale il coefficiente di elasticità è uguale a 1. In base alla

specifica funzione di domanda e alla specifica funzione di ricavo totale il monopolista

individua il profitto massimo, che è tale se ovviamente si tiene conto della curva dei costi

totali, che è analoga a quella della concorrenza perfetta: tale curva deve essere secante

(possibilmente il più in basso possibile), la curva dei ricavi totali: il ricavo marginale è

quindi uguale al costo marginale.

Scelta ottima dei fattori produttivi.

Per raggiungere una produzione efficiente l’impresa può intraprendere 2 strade:

raggiungere la massima produzione possibile oppure, data una certa produzione, limitare i

costi per produrla, tuttavia le 2 strade all’effetto sono convergenti, portando quindi allo

stesso risultato. L’analisi degli isoquanti quindi deve essere integrata dall’analisi degli

isocosti. Si definisce curva di isocosto l ’insieme di tutte le combinazioni di fattori

che comportano lo stesso costo totale.


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Graziani Augusto.

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