Teoria dell'impresa
L'impresa ha lo scopo di produrre, mediante l'impiego di lavoro, materie prime e capitale (input), un prodotto (output), facendo quindi sì che la differenza fra ricavi totali e costi totali (il profitto) sia la maggiore possibile. Ma non tutti i mercati nei quali le imprese immettono i loro prodotti sono uguali: infatti si possono presentare per lo più 4 tipi di mercato:
- La concorrenza perfetta, dove vi sono tantissimi consumatori e produttori, ogni impresa ha un’offerta di beni limitata rispetto a quella del mercato, ed è un price taker, ovvero non può influire sul prezzo di mercato.
- Nel monopolio vi è una sola impresa a produrre un prodotto che è insostituibile, l'impresa può quindi influire sul prezzo di vendita.
- Nell'oligopolio vi sono poche imprese a produrre uno stesso bene, e l’impresa può influire poco sul prezzo di vendita.
- Nella concorrenza monopolistica vi sono moltissime imprese che però riescono a differenziare il bene potendo influire sul prezzo anche se leggermente.
La funzione di produzione
La funzione di produzione rappresenta i vincoli tecnologici dell’impresa: per l’impresa la tecnologia rappresenta un vincolo, detto appunto vincolo tecnologico, in quanto solo alcune combinazioni di input permettono di produrre una data quantità di output. La funzione di produzione è la quantità massima di output che un’impresa riesce a produrre. Q=f(KL), dove L denota la quantità di lavoro impiegato nella produzione, K denota la quantità di capitale e Q la quantità di output. Vi è un legame diretto fra livello di produzione e quantità di fattori produttivi impiegati: la quantità di prodotto ottenuto aumenta se gli input aumentano.
Nel breve periodo alcuni input non possono essere variati. Nel lungo periodo si possono far variare. Il prodotto marginale è la variazione di un output al variare di un fattore di produzione, mantenendo costante l’altro (e ovviamente tutti gli altri) input. Pmg = ΔQ/ΔL. Il prodotto medio è il rapporto fra livello quantità e livello fattore produttivo. Pm=Q/L.
Bisogna tener conto però che al variare dell’impiego di un fattore produttivo la funzione di produzione non è sempre lineare: aumentando un fattore produttivo la produzione spesso aumenta, ma in modo decrescente al crescere dell’impiego dello stesso fattore produttivo. Ad esempio, se in un’impresa c’è una macchina per la produzione si avrà un output pari a 10, se se ne impiegheranno 2 un output pari a 20, se se ne impiegheranno 3 un output di 29, 4 un output di 26 e così via, evidentemente in modo decrescente.
Nella realtà però le funzioni di produzione sono più complesse, nella maggior parte dei casi in un diagramma cartesiano si rappresenterebbe una funzione di produzione che sarebbe all’inizio crescente, poi decrescente e poi negativa.
-
Appunti Economia politica
-
paniere domande multiple economia politica
-
Economia politica
-
Economia Politica